(AGI/ITALPRESS) - Milano, 28 ott. - "Le cosche? Sono fuori dallo sport e non lo
condizionano. Non abbiamo evidenze di infiltrazioni mafiose nello sport.
L'episodio di Agrigento e' circoscritto e la giustizia sportiva e'
immediatamente intervenuta per squalificare il dirigente dell'Akragas Calcio che
aveva dedicato la vittoria ad un boss mafioso arrestato pochi giorni prima.". Lo
ha dichiarato il Presidente del Coni Gianni Petrucci, intervistato da Klaus Davi
nell'ambito di una puntata del programma tv web 'KlausCondicio', in onda su
YouTube. "Il Coni sara' in prima linea per impedire ogni forma di inquinamento
mafioso del mondo del calcio", ha aggiunto Petrucci. "Siamo pronti a sostenere
attivamente una giornata anti mafia di tutti gli sport e a impegnarci con
manifestazioni affinche' sia dato un messaggio chiaro che lo sport e' contro la
mafia, che combatte la mafia. Petrucci ha annunciato cosi' la disponibilita' di
sostenere attivamente la lotta contro la mafia di tutto il mondo sportivo
italiano. "Sarebbe straordinario supportare l'impegno dei magistrati antimafia
con una iniziativa del mondo dello sport. E se Piero Grasso me lo chiedesse
direi subito di si'. Noi siamo dei cittadini oltre che dirigenti sportivi. Siamo
padri di famiglia. Il calcio spesso viene messo alla gogna quando c'e' qualche
episodio negativo, ma non si ricorda che il calcio ogni settimana, prima delle
partite, mette magliette contro alcol, droga, episodi teppistici. E puo' dare un
aiuto concreto contro la mafia coinvolgendo i giovani. Uno stadio intitolato a
Peppino Impastato? Perche' no, non e' certo un'eresia. Detto questo il mio e'
solo un parere personale, devono essere i proprietari degli impianti a
decidere", ha concluso Petrucci.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]