Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
Istituto di studi, ricerche e formazione fondato da Giulio Carlo Argan
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L'Associazione Bianchi Bandinelli promuove per il 19 giugno una Giornata di
discussione sul tema "Legislazione dei Beni Culturali: quale insegnamento
nella Università italiana?".
L'iniziativa, frutto di un accurato lavoro preliminare di indagine sulla
situazione degli insegnamenti universitari di Legislazione dei beni
culturali, si terrà a Roma presso la Sala Santa Marta al Collegio Romano
PROGRAMMA
19 giugno 2009
Ore 9.30
Indirizzo di saluto
Giuseppe Chiarante
(Presidente Onorario Associazione Bianchi Bandinelli)
Introduzione
Andrea Emiliani (già Soprintendente per i Beni storici, artistici e
etnoantropologici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna
e Rimini)
Ore 10.00
Relazioni
Coordina
Maria Emanuela Vesci (Associazione Bianchi Bandinelli)
L'insegnamento di Legislazione dei Beni Culturali nelle recenti riforme
universitarie
Marisa Dalai Emiliani (Sapienza Università di Roma)
Ore 10.30
Risultati dell'inchiesta promossa dall'Associazione Bianchi Bandinelli
(a.a. 2007-2008 e a.a. 2008-2009)
Federico De Martino (Associazione Bianchi Bandinelli)
Maria Giovanna Sarti (Associazione Bianchi Bandinelli)
Pausa
Ore 11.30
I manuali
Carla Barbati (Università del Salento - Facoltà di Giurisprudenza)
Ore 12.00
Proposta di un manuale propedeutico per le Facoltà Umanistiche
Maria Emanuela Vesci (Associazione Bianchi Bandinelli)
Rita Borioni (UNICAL - Università della Calabria)
Ore 12.30
Discussione
Ore 15.00
Tavola rotonda
Coordina
Marisa Dalai Emiliani
Discutono
Luca Bellingeri (Sapienza Università di Roma, Scuola Speciale per Archivisti
e Bibliotecari)
Lida Branchesi (Sapienza Università di Roma)
Valter Curzi (Sapienza Università di Roma)
Fiorella D'Angeli (MIUR - Consiglio Universitario Nazionale)
Pietro Graziani (Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Sapienza
Università di Roma, Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del
paesaggio)
Marianna Madia (Deputato, Partito Democratico)
Pietro Petraroia (Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore - Scuola di
Specializzazione in Beni storici artistici)
Diego Vaiano (Università degli Studi della Tuscia)
Anna Maria Visser (Università degli Studi di Ferrara - Corso di
Perfezionamento in Economia e Management dei Musei e dei Servizi Culturali)
Ore 17.00
Discussione
.....................
http://www.bianchibandinelli.it/attivita/2009-06-19_legislazione_bc.htm
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inoltrato da
VRRC/CRES
ARCHIVIO DIGITALE DELLA SALVAGUARDIA
http://archiviodigitale.splinder.com
La Cina impone per legge i computer con il "blocco"
Sistema operativi modificati per bloccare i siti sgraditi al governo.
Formalmente si tratta di norme antipedofilia
La Cina ha chiesto ai produttori di personal computer per il mercato cinese di
introdurre nelle loro macchine, a partire dal primo luglio, un software che
blocca una serie di siti web sgraditi al governo.
La notizia, riportata dal Wall Street Journal, è stata confermata dalla Jinhui,
l' impresa produttrice del software «Green Dam Youth-Escort».
Secondo gli esperti Green Dam rende più lenti e macchinosi i sistemi operativi
ed aumenta il pericolo che i personal computer vengano attaccati con successo
dagli hacker.
Il fondatore della Jinhui Bryan Zhang afferma che l' unico scopo del software è
quello di impedire l' accesso ai siti pornografici».
Secondo Zhang si tratterà di un optional che può o non può essere usato dai
consumatori: l' uso del nuovo software non sarebbe quindi obbligatorio.
Tuttavia, una circolare diffusa dal ministero dell' Industria e della Tecnologia
informatica afferma che i produttori di personal computer devono comunicare ogni
mese al ministero stesso il numero di pc che hanno venduto precisando quali
siano i software che vi hanno installato.
Il »Green Dam« è stato già incorporato in alcune decine di milioni di personal
computer venduti da imprese locali come la Lenovo e la Haiher nelle province
cinesi.
Inoltre, è stato introdotto nei computer delle scuole e degli Internet Cafè
cinesi.
L' introduzione del software in tutti i computer venduti in Cina - che
rappresenta uno dei mercati più importanti per l' industria informatica -
darebbe al governo cinese un potere di controllo senza precedenti sui contenuti
ai quali hanno accesso i cittadini cinesi.
In Cina la censura su Internet è già forte grazie al Great Firewall, un sistema
di rilevamento di siti sgraditi, che vengono automaticamente bloccati. Finora,
oltre ad alcuni siti pornografici, ne hanno fatto le spese quelli che
simpatizzano con gli esuli tibetani e con i dissidenti ma anche il popolare sito
per lo scambio di video »Youtube«, che in Cina non è accessibile da tre mesi.
http://online.wsj.com/
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http://www.downloadblog.it/post/10136/i-pc-venduti-in-cina-presto-avranno-un-sof\
tware-di-censura
Il governo cinese ha in programma dal prossimo 1 luglio di chiedere ai
rivenditori di PC sul proprio territorio la preinstallazione in tutti i nuovi
computer venduti di un software di censura che impedisca l'accesso a determinati
siti web ufficialmente per difendere i più giovani dai pericoli della
pornografia infantile e non.
Il programma dal nome "Green Dam-Youth Escort" funziona connettendosi a un
database di siti bloccati, aggiornabile costantemente a proprio piacimento,
immaginiamo non solo per proteggere i bambini ma anche per rafforzare le
operazioni di oscuramento del governo cinese, ultima delle quali in ordine
cronologico quella di Piazza Tienanmen su Google Immagini ma anche il blocco di
Twitter, Msn e Flickr in un colpo solo.
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http://www.lssw365.net/http://www.circleid.com/posts/20090608_chinas_green_dam_youth_escort_software/
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http://arstechnica.com/tech-policy/news/2009/06/china-to-mandate-web-filtering-s\
oftware-on-all-new-pcs.ars
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http://online.wsj.com/article/SB124440211524192081.html
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Avete da perdere solo esclusione ed emarginazione
Johan Galtung
Abbiamo semplicemente una pecca importante nella nostra costruzione sociale:
l'istituzione del pensionamento obbligatorio,fase finale nella vita
biologica e della sequenza Infanzia-Istruzione-Lavoro-Ritiro. Nessuno è
contrario al diritto di chi è stanco di ritirarsi dai doveri del lavoro.
Quel diritto dovrebbe essere disponibile a qualunque stadio, essendo la
retribuzione della pensione grosso modo proporzionale ai contributi versati.
Il problema sorge quando gli anziani vengono
messi sul binario morto della vita sociale,in tedesco appunto Abstellgleis
[binario ove riporre], ovviamente solo in attesa dell'inevitabile; mentre
sui binari attivi passano treni,alcuni veloci altri lenti, con passeggeri da
A a B,con progetti (più o meno lodevoli) da attuare.
Il lettore permetterà un aneddoto personale: mio padre, indebolito da un
periodo trascorso in un campo di concentramento tedesco per via della sua
partecipazione alla resistenza norvegese (chiamata da Goebbels, come da
qualcun altro, un movimento di "terroristi"),ex-politico (vice-sindaco di
Oslo), si ritirò dal suo lavoro di primario in otorinolaringoiatria all'ospedale
municipale, pieno di idee sulla profilassi del settore per tutti gli scolari
del paese, combinando le sue due vocazioni e aggiungendovi quella qualità
che solo l'età e l'esperienza professionale possono dare all'istruzione: la
saggezza. Sicché,aspettò la voce del dovere, non per soldi ma per essere
utilizzato.
Quella chiamata non arrivò mai. Invece di dare contributi alla società, fu
costretto a contribuire solo a se stesso occupandosi dei suoi hobby, nel suo
caso la lettura di biografie francesi; fino alla morte, pacificamente.
E suo figlio fece una promessa a se stesso: organizzati la vita in modo tale
da poter contribuire fino alla fine.
C'è un modo ovvio: chiudendo il ciclo di vita sociale.
Nasce un bambino in una Famiglia che consegna alla Scuola un bambino
relativamente socializzato, la quale consegna uno studente ragionevolmente
istruito al Lavoro che consegna una persona ragionevolmente stanca al ..
pensionamento, al binario morto come rifiuto sociale dopo adeguata
spremitura. Ma, continuando
la metafora, in quel rifiuto c'è qualcosa di molto prezioso: semi di
un'esperienza
condivisibile, su invito, con i più giovani a scuola e quelli di media età
al lavoro.
Come si possa fare è piuttosto ovvio e si fa spesso, la situazione non è
così disperata, solo non come un diritto umano. I nipoti possono andare
oltre l'intrattenimento e condividere esperienze di vita con i loro nonni,
si spera memori che ci può essere più da imparare da storie liete e
ispiranti che da quelle tristi e deprimenti, più dai
successi che dai fallimenti, pur senza nascondere questi ultimi. Ma i nonni
possono anche mettersi in disparte, accettando l'ideologia generale che la
loro istruzione è stata superata tanto tempo prima da una conoscenza nuova e
ritirarsi nei ruoli d'intrattenimento e del fare regali.
La Scuola può essere più promettente che la Famiglia come palcoscenico. Si
può invitare chiunque a dare un resoconto su com'era da lattoniere,
dentista, mediatore, autore, condividendo esperienze preziose
cristallizzatesi in visioni che possono essere distillate come saggezza.
I giapponesi, e altri, lo praticano parecchio, forse soprattutto in scuole
locali. C'è ovviamente un modello famoso: la tradizione hindu dei vecchi che
hanno raggiunto moksha, la piena autorealizzazione, dopo dharma, l'acquisizione
dei valori e delle competenze morali, artha, la loro attuazione nel lavoro,
e karma, godimento - non come fasi successive ma come componenti con il
baricentro che si muove come indicato - condividendo la propria saggezza con
persone più giovani all'ombra misericordiosa dei rami lussureggianti di un
banyan [fico sacro].
Guardiamo i giovanotti ventinovenni nella sala della Borsa Valori di New
York, gonfi delle loro competenze da laureati in economia & commercio non
temprate da esperienza alcuna. Qualche avvertimento da parte della
generazione un po' più vecchia avrebbe potuto essere utile, anche se forse
non sarebbe stata vecchia abbastanza.
Per aver vissuto la Grande Depressione a 29 anni avrebbero dovuto nascere
nel 1900 - e questi non sono più fra noi. Ma lo sono sempre più i
79-89-99enni, che hanno parecchio da raccontare.
Per denaro? Non necessariamente.
Per un orecchio che ascolti, abbastanza maturo da sapere che la presenza
sociale non può essere monopolizzata dai più giovani e da coloro di mezza
età a scapito dei più anziani, proprio come non può essere monopolizzata da
un genere, una razza, una classe sociale. I più giovani, le donne, i
nonbianchi, le classi lavoratrici si uniscano anch'essi alla lotta per
l'inclusione
degli anziani!
Se manteniamo il pensionamento obbligatorio intorno alla sessantina, gli
esclusi potranno prima o poi essere la maggioranza con la nostra aspettativa
di vita in aumento e la fertilità in calo. Si sentono lamentele che ci
sarebbero pochi giovani per sostenere gli anziani e i loro acciacchi.
Qualcuno dei quali forse ha a che fare con il vedersi assegnare un posto in
sala d'aspetto, assorbendo lo stress non di essere sovrautilizzato ma
sottoutilizzato? E forse una società incapace d'imparare dagli errori
individuali e sociali del passato è condannata a riviverli? Forse sarebbe un
vantaggio per la società se Pensionati Uniti semplicemente scendessero in
campo sociale, in luoghi pubblici, nei media, non solo per emettere avvisi
di fallimento imminente ma per risuscitare successi del passato, non solo
per irradiare amarezza per la propria esclusione ma gratitudine per la vita
vissuta e tuttora in corso? E, ovviamente, per quanto
possibile essendo ancora parte della vita produttiva, contribuendo al
proprio mantenimento tutte le volte che questo è possibile. Ma senza esserne
costretti.
La liberazione delle classi lavoratrici, delle donne, dei non-bianchi, è
meravigliosa, per tutti. Così pure la liberazione degli anziani.
Johan Galtung
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis
da
Il grido dei poveri
Casa per la nonviolenza
Associazione di ispirazione gandhiana
via XXIV maggio, 76
71046 San Ferdinando di Puglia (Foggia)
tel. (0883) 622652
e-mail: sarvodaya@...
Il grido dei poveri
Mensile di riflessione nonviolenta
http://www.ilgridodeipoveri.org
Il mio futuro vivente
giornata dedicata a Joyce Lussu
Sabato 30 maggio - Casa della memoria e della storia
Villa Heriot Giudecca-Zitelle
MATTINO 10.30- 13.00: TRA RESISTENZA E POLITICA
Maria Teresa Sega, Istituto veneziano per la storia della Resistenza, Dalla
resistenza alla politica
Luisa Maria Plaisant, Istituto sardo per la storia della Resistenza, Joyce
Lussu e la Sardegna
Patrizia Caporossi, Centro studi di genere Joyce Lussu di Ancona, Le donne e
la storia
Antonietta Langiu, Centro studi Joyce Lussu di Porto s. Giorgio, La terra
delle Sibille
Testimonianze di:
Nives Fedrigotti, storica, Rovereto
Alba Balestra, Associazione internazionale incisori, Roma
Ada Donno, presidente Associazione donne della regione mediterranea, Lecce
Giuliana Grando, Centro internazionale della grafica, Venezia
Teresa Lapis, giurista, San Donà
Buffet in giardino
POMERIGGIO 15.30-18.00: POESIA E SCRITTURA
Anna Lombardo, poetessa e traduttrice, Tradurre poesia
Chiara Cretella, scrittrice, caporedattrice "Le voci della luna", Le case
della memoria. Natura e cultura nella scrittura di J. Lussu
Serena Luciani, già direttrice dell'Istituto italiano di cultura a Tirana,
Joyce Lussu e l'Albania
LETTURE POETICHE a cura de "La settima stanza"
Organizzazione
rEsistenze-memoria e storia delle donne
Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società
contemporanea
Centro Donna - Servizio Cittadinanza delle donne e culture delle differenze
del Comune di Venezia
In collaborazione con
Centro internazionale della grafica
Rivista di poesia "Le voci della luna"
La settima stanza-Centro studi donne per la pace
UDI-Venezia
ANPI-Venezia
Si chiama cheese la nuovissima droga che uccide i teen agers
LOS TRANSAS ASI INICIAN A LOS ESTUDIANTES
"Queso": una nueva droga que apunta a los chicos en edad escolar
Está elaborada con heroína y fármacos para la gripe. "El 'paco' se consume tanto
que los narcos no dan abasto para abastecer la demanda, entonces recurren a
estas alternativas de probada eficacia para su negocio.
---- >>> http://www.antimafiadosmilargentina.com/narcoprearg.html#quesohttp://www.marcocastoro.it/?p=1485
Ha un nome apparentemente innocuo e lontano anni luce da quello che e' in
realta'. Si chiama "cheese' (formaggio) ma con il formaggio non condivide certo
il fatto di essere un derivato del latte. "Cheese" e' infatti la nuova e
pericolosissima droga che sta falciando vittime negli Stati Unitit grazie
all'estrema facilita' con cui puo' essere fabbricata, al suo bassissimo costo e
soprattutto alla giovanissima eta' di chi la spaccia e consuma. Nel cuore della
terra di George Bush, a Dallas, citta' di petrolio, chirurghi plastici e delle
platinate Dallas Cowboy Cheerleaders, si e' raggiunto un triste primato: e' qui
che cheese ha ammazzato nel giro di un anno e mezzo il maggior numero di teen
agers, per l'esattezza 26. L'ultimo ragazzino e' morto alla fine di agosto.
Tutto di questa droga e' inquietante: l'ambiente socio-economico in cui si sta
diffondendo a velocita' esponenziale e l'estrema ricettivita' di chi la consuma.
La polizia ha arrestato proprio a Dallas uno dei piu' giovani drug dealer a
stelle a strisce: il pusher aveva solo 11 anni.
La droga e' un mix di black-tar eroina (che arriva in Texas dal confinante
Messico e contiene eroina pura solo per il 30%)
e banali pasticche contro tosse e raffreddore di marche che in America sono
conosciutissime: Nytquill, Sudafed ma soprattutto Tylenol PM. Tutte medicine che
si comprano in qualsiasi grocery store (supermarket) e senza bisogno di ricetta.
Non ce' famiglia che non ne possieda almeno una confezione in casa. Il loro
costo varia dai quattro ai sei, dollari. L'ingrediente in comune e' un
antistaminico che promuove normalmente solo un modesto stato soporifico ma che
asssunto in dosi massicce rallenta le funzioni vitali dell'organismo fino
all'arresto cardiaco.
Unito all'effetto dell'eroina il cocktail e' micidiale. In dose minime puo'
creare disorientamento, euforia seguita
da stato letargico ma in dose eccessiva agisce come un mix di oppio ed
amfetamina. Distruttivo.
Le pasticche di Tylenol vengono triturate e mischiate con l'eroina creando una
polverina granulosa e biancastra che somiglia in effetti al Parmigiano. Di qui
il nome. Ma c'e' chi fa risalire il termine alla parola messicana "civa" che
significa, in slang, droga. "Macaroni and cheese" e' del resto il termine da
sempre usato dai pusher per significare marjiuana ed eroina
A seguito dell'aumento di furti di Tylenol, alcuni supermarkets hanno
addirittura accettato di togliere le confezioni dagli scaffali accessibili al
pubblico e spostarle in aree piu' visibili agli addetti delle farmacie interne
agli stores. Fiesta Market e' un gigantesco supermarket di prodotti messicani
nella zona sud di Dallas: anche qui tutte le confezioni di prodotti contenenti
antistamici sono state spostate su scaffali appositamente monitorati da
telecamere.
Cheese viene comunemente sniffata e studenti di prima media sono stati beccati
nei bagni della scuola mentre usavano una cannuccia per sniffare dai pennarelli
colorati jumbo size che avevano svuotati e riempiti di droga.
Una partita di 30 dollari di eroina produce piu'di 50 dosi di cheese, dosi che
vengono vendute a prezzi assolutamente irrisori per garantirne la massima
circolazione ed una sicura assuefazione. Una bustina infatti costa solo 2
dollari, infatti. Tanto quanto due pacchetti di gomma. La pericolosita' di
cheese e' l'estrema variabilita'della sua quantita' di eroina tagliata: sebbene
la percentuale presente in ogni dose e' relativamente piccola (a volte neanche
il 3% , fattore che la rende difficile da individuare nei test anti-droga) e'
pero' anche una percentuale estremamente variabile.
E' come giocare con la roulette russa; se sei fortunato ti becchi la bustina con
poca eroina e stai in tiro senza rimetterci le pelle ma se sei sfortunato la tua
bustina contiene anche il 9-10% di eroina e sei spacciato.
Questi sono infatti i valori riscontrati nel sangue dei teen agers uccisi da
un'overdose.
A comprare cheese sono soprattutto ragazzini dagli 11 ai 14 anni. E questo
fattore sta facendo impazzire di ansia i genitori di Dallas e dintorni. "Se ci
mettiamo nei panni di un teen ager questa roba e' irresistibile - ha commentato
James Capra, agente in forza alla Dea, la Divisione Speciale Anti-Droga in forza
a Dallas -. Cheese ha un nome buffo e costa meno di un hamburger. Te la portano
in classe e te la puoi sniffare nell'intervallo. Ragazzi cosi' giovani non hanno
certo la capacita' cognitiva di afferrare l'entita' e la pericolosita' di quello
che stanno facendo. Sniffare cheese per loro e' cool". Nelle scuole di Dallas si
organizzano ora incontri tra psicologi ed operatori scolastici per
sensibilizzare gli studenti sulle insidie di cheese. Si tengono assemblee, se ne
discute in classe e si sta pensando di introdurre l'uso di cani-anti droga
all'ingresso delle scuole. In tutti i distretti scolastici e' da tempo
tassativamente vietato portare in classe i telefonini che devono essere
lasciati, spenti, negli armadietti. Se trovati in aula, vengono confiscati e lo
studente deve portare una richiesta firmata dal genitore per riaverli indietro.
Non e' un mistero che i cellulari consentano un tam tam tra spacciatore e
clienti velocissimo. I centri di Dallas che si occupano di tossicodipendenza
hanno visto aumentare dallo scorso anno il numero di ragazzini intossicati da
cheese costringendo il Dipartimento scolastico a commissionare e mandare in onda
sulle televisioni locali una campagna pubblicitaria che sponsorizza il nuovo
numero di servizio pubblico espressamente dedicato a teen agers e cheese.
Di questa droga David Cann, un padre di Coppell, un'agiata cittadina a pochi
chilometri da Dallas, non sapeva neanche l'esistenza. Ora sa tutto. Suo figlio
Nick, 15 anni, e' stato infatti la prima vittima ufficiale della droga. Nick era
il classico ragazzino americano: scuola la mattina ed allenamenti di football il
pomeriggio, una fidanzatina e una passione sfegatata per skateboard ed
alternative rock. Lo scorso giugno Nick e' stato trovato senza vita nella sua
camera proprio dal padre.
Da allora una strage: di cheese ne sono morti altri 25 ed il Distretto di Dallas
ha visto salire il numero di arresti tra gli studenti da 90 nello scorso anno a
145 quest'anno. La metropoli texana detiene inoltre un altro primato: sta
infatti andando controcorrente rispetto al trend nazionale di consumo di
stupefacenti.
Mentre a livello nazionale, nella fascia di eta' tra 12 e 17 anni, si e' passati
da 94 mila a 60 mila casi (secondo i dati forniti dalla National Survey on Drug
and Health) Dallas invece sta marciando nella direzione opposta. Grazie a
cheese.
La preoccupazione e' che la nuova droga stia per dilagare sul resto del
territorio nazionale dopo che alcuni casi sono stati registrati in California.
Chi usa cheese sono prevalentemente ragazzini maschi, bianchi ed ispanici.
Una spiegazione del fenomeno e' nella nuova realta' socio-economica della
gigantesca area suburbana che ruota intorno a Dallas dove si stava vivendo fino
a qualche tempo fa un boom edilizio ed economico notevole.
Qui negli ultimi 5 anni la popolazione ispanica ha raggiunto, ed in alcune
citta' superato, la popolazione di bianchi e neri.
Con l'arrivo di immigranti legalizzati si infiltrano in Texas anche quelli
illegali e nel costante slittamento di tendenze una droga come cheese trova
evidentemente terreno fertile se si considera anche il fatto che gli studenti
ispanici formano ormai il 60% dell'intera popolazione scolastica di Dallas e
dintorni. L'emergente popolarita' di cheese l'ha fatta assurgere agli "onori" di
Wikipedia, la libera enciclopedia in rete, che ha recentemente pubblicato la
prima descrizione ufficiale della droga tex-mex.
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Cheese (recreational drug)
From Wikipedia, the free encyclopedia
http://en.wikipedia.org/wiki/Cheese_(recreational_drug)
Cheese is a heroin-based recreational drug that came to the attention of the
media inside and outside[1] the United States after a string of deaths among
adolescents in the Dallas/Fort Worth Metroplex, between 2005 and 2007.
Cheese is formed by combining heroin with crushed tablets of certain
over-the-counter cold medication, such as Tylenol PM. Such cold medications
contain acetaminophen, the active ingredient in Tylenol, and the antihistamine
diphenhydramine, the active ingredient in Benadryl.[2] Cheese samples obtained
in north Dallas contained between 2% and 8% heroin, in contrast to the 30%
commonly found in black tar heroin.[3][4] Users commonly take the powder by
insufflation ("snorting") rather than by intravenous injection. This mixture is
also known as "Tylenol With Smack", by analogy to the Tylenol With Codeine
series.
Contents
1 Emergence of Cheese
2 Creation and marketing of cheese
3 Deaths attributed to cheese
3.1 2006: The first deaths are reported
3.2 Early 2007: Deaths in younger populations
3.3 Spring/summer 2007: Old deaths examined, new deaths occur
3.4 Autumn 2007: Deaths across north Texas
4 References
5 External links
>>>> http://en.wikipedia.org/wiki/Cheese_(recreational_drug)
__________________________
http://www.dallasisd.org/pd/cheesePowerpoint.pdfhttp://www.dallasisd.org/pd/PublicInfoBulletinCHEESE.pdfhttp://www.dallasisd.org/pd/PublicInfoBulletinCHEESE-Span.pdf
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
al terremoto di Abruzzo. 25 aprile 2009 . Quel che non si potrà mai sentire
nella fiction non stop dei TG nazionali...
"Stimato direttore, a distanza di diversi giorni, anzi di oltre due
settimane dal sisma che ci ha messo in ginocchio, a L'Aquila c'è già
qualcuno che ha il modo di riutilizzare internet e scrivere a EFFEDIEFFE.
Con tutte le cose che ci sono da fare... non è una cosa scontata, ma il
troppo è troppo.
In pochi giorni a L'Aquila, sono arrivati tutti... il presidente del
consiglio e tutta la pletora di figuranti di destra sinistra e centro...
martedì verrà il Santo Padre... e ora... anche il G8.Cosa siamo diventati?
Un luogo di pellegrinaggio? So che siamo pittoreschi... lo vedo coi miei
occhi... gente vestita di stracci o abiti usati distribuiti dalla caritas,
che sguazzano in campi di fortuna allestiti in ex campetti di calcio di
periferia o paese... scarpe lorde di fango, occhi spauriti, anziani malati,
donne incinte, bambini... ammassati in tende da 12, come animali da stalla,
o in palloni ad uso sportivo. Donne anziane che debbono spogliarsi e lavarsi
davanti a decine di persone, mamme che debbono fare la fila anche per
portare in bagno i bambini, poi bagno... che parola grossa... un lurido
cesso di plastica piazzato alla meno peggio... con il serbatoio chimico,
puzzolente, malfermo, stretto...
Intanto sui giornali tutto va bene... è tutto ripartito... sembra abbiano
riaperto le scuole... gli uffici... ... la verità è che siamo come eravamo
dopo tre giorni dal sisma: "in mezzo alla m.!!!".
Intanto i media dopo i primi giorni di pietismo e lacrimucce stanno
spegnendo le luci... la gente sui loro salotti cambia canale, perchè ci sono
le finali di qualche "reality". (ahahahah che cosa è la realtà???). La gente
nei discoris da bar dice già: "Cambiamo discorso ti prego... non ci voglio
pensare..." ... ebbene lo si faccia... lasciateci in pace se non volete o
potete aiutarci... almeno lasciateci in pace... viviamo in una città
distrutta... l'intero centro storico è devastato, presidiato dall'esercito e
blindato.
Non possiamo tornare neppure a scavare sulle nostre case alla ricerca delle
foto dei nostri figli o del nostro gatto di casa... io ho la casa ridotta ad
una bottiglia rotta. inagibile... l'ufficio devastato... oltre un decennio
di mutui da pagare su immobili da rottamare... una attività in proprio che
non beneficerà dei mega appalti che già si stanno approntando a Roma, e
qualche poveraccio di dipendente... disperato. spacciato. come me... come
noi tutti.
Ma il governo che fa??? Ci rompe i c. invece di mandare container e
baracche... che sono brutte; i cialtroni che ci governano... ci fa stare
accampati, lontani da telecamere indiscrete e filtrando interviste non
allineate... la città già blindata diventa totalmente bloccata ... ora pure
il G8. perchè??? Per avere ancora più disagi...??? Per far arrivare anche
qualche altro elemento di dissesto??? Non basta quello che ci ha riservato
la vita? Il nostro destino non è già abbastanza miserando??? Dobbiamo
rassegnarci anche alle più sordide e becere strumentalizzazioni
bipartisan???
Sono arrivati a decine... a centinaia di volontari... con le loro
telecamerine e fotocamere amatoriali... ridevano quando arrivavano. poi
iniziano a parlare con noi... il loro sorriso sparisce. ne ho visti molti
piangere... pediatri nelle tende pediatriche... piangere come vitelli,
davanti a bambini che svengono ad ogni minima scossa dello sciame sismico
che continua inesorabile... ho visto due bambini un bimbo di sei e una bimba
di 8, che hanno perso la parola... semplicemente... non parlano più... Ho
visto il terrore negli occhi di mio figlio, mentre i suoi giochi e i suoi
mobili gli crollavano addosso, mentre le pareti si fratumavano e la polvere
invadeva la casa, ho sentito le grida di terrore di mia moglie che nel buio
del black out che è arrivato quasi subito non iusciva ad aprire la porta
finestra che dà in girdino perchè gli infissi si sono deformati...Mi sono
spaccato i piedi camminando scalzo sui vetri della sala... bottiglie di
vino, pezzi di mobili, ho dovuto sfondare tutto usando il mobile su cui
allora mettevamo i CD... siamo usciti che la terra aveva smesso di
tremare... e intorno la gente urlava nelle scale o fuori in strada... mentre
l'odore di metano dalle condutture spaccate aveva invaso il quartiere.
Ho visto tutto questo. e ringrazio il Signore, lo ringrazio perchè pur
avendo perso tutto, non ho perso nulla... ho con me mia moglie e mio figlio,
non ho avuto lutti tra i parenti più stretti... m'è andata di lusso... e la
cosa assurda è che non ho perso nè la lucidità, nè il disincanto. nè il
coraggio... andremo avanti... siamo vivi... ripartiremo dal niente.... Se
mai ci daranno soldi per ricostruire o meglio rabberciare quel che è
scomparso per sempre... passeranno per banche, interessi agevolati,
bonifici, fatture autorizzate da periti e finanzieri... siamo terremotati...
non possiamo chiedere... possiamo solo accettare. o meglio subìre... ma
subìre il nostro destino... non essere strumentalizzati in modo indegno... C'è
chi di noi ha subito morti strazianti... poche dicono. sul totale delle
popolazioni... (che bravi esperti...) poche... perchè solo 300 morti... non
sono niente....ma Cristina.. faceva l'infermiera nell'ospedale che è
crollato... era al pronto soccorso... e ora è sotto terapia psichiatrica...
non lavora più... è sconvolta... ha visto gente lasciata morire in
rianimazione... perchè era troppo malmessa... o anziana... mettevano a
questi disgraziati un foglio di carta addosso attaccato col cerotto... e una
X rosssa a pennarello... il segno della condanna... c'erano troppi
bambini... emorragie... teste spaccate, toraci schiacciati... e ora lei non
dorme più... piange... piange sempre... non mangia... non sa più
sorridere...
Un mio vicino di casa, si è covinto di essere il prefetto questore... chiama
i ministeri... parla da solo... è alloggiato in un campo nello stadio! del
rugby... e veste lo stesso vestito doppio petto che indossa un dirigente in
ufficio... con scarpe da ginnastica rosse però... da settimane... dice di
non poter andare da altre parti o con parenti... perchè come prefetto è
sempre reperibile.
Il dottore del terzo piano lavorava al sert... ora lavora in una tenda blu.
dorme in macchina da settimane... lavora a turni, gira i campi a
somministrare droghe ai tossici mischiati alla gente comune, per tenerli
buoni. e somministra psicofarmaci a palate... neppure per lui ci sono posti
in container... e ora però arriva il G8.
Non è giusto tutto questo... questo è troppo... scrivo da una roulotte
davanti casa... ho collegato un tubo di acqua e un cavo di fortuna, passano
attraverso una delle crepe che si sono squarciate sul mio muro di casa... ho
collegato internet ricollegando la mia linea dalla chiostrina in strada...
ho un bambino che mi ha detto: "papà... quando aggiusti la casa rotta???" Io
gli ho risposto... che è troppo rotta. verranno dei signori tra un po'... e
ne faranno scempio... hanno già iniziato le demolizioni... ruspe enormi...
che spianano tutto... vicoli antichi. ricordi... suoni... mio figlio ha
fatto quattro anni... e dice per telefono ai nonni... "nonno... nonno... io
abito nella casa di plastica... perchè la casa di mattoni è troppo rotta...
domani forse papà torna in casa coi pompieri e mi riprende il cartone dei
mostri pelosi...".
Capite il nostro nuovo mondo surreale??? No... so che non potete e forse non
volete... so anche che in fondo è inesorabile... persino giusto... chissà...
ma almeno chiedo il rispetto del nostro dolore... e per la p. ... lasciateci
in pace... lasciateci dignitosamente abbandonati a decisioni più grandi di
noi... soli coi nostri drammi, le nostre paure... i nostri rimpianti... ma
almeno ci si lasci la dignità.
Gli aquilani non hanno l'indole dei piagnoni... non siamo un popolo di
sciatti questuanti... siamo un popolo chiuso, malfidato, ma onesto,
coraggioso... saremo ex pecorai transumanti e contadini di pedemonte... ma
non siamo gente vile... rivendichiamo il diritto alla verità... alla
dignità... porca p.!!!Io direttore le chiedo un favore... venga a L'Aquila
anche Lei... venga a vedere... usi la sua redazione perchè non si spenga la
luce su questa nostro unico bisogno... non chiedo una raccolta fondi del c.
... non chiedo aiuti per me o per la mia famiglia in roulotte... (ho dovuto
pagarla in contanti... usata... settemilatrecento euro e per fortuna che li
ho racimolati tra parenti e amici...) chiedo un suo articolo... dopo che
avrà visto i nostri sguardi... sentito le nostre voci... se vorrà venire...
cercherò di farla stare meglio che si potrà... magari non in tenda... perchè
ci sono già gastroenteriti e polmoniti virali... ma la prego... prego la
redazione... non dimenticateci... date voce alla nostra prima necessità...
la dignità di esseri umani.
Grazie per quello che vorrà fare.
Luca D'Antonis
di Pancho Pardi
Professori universitari, presidi di facoltà, rettori di ateneo, tutti dovremmo
provare vergogna. Stiamo assistendo, senza alcun moto significativo di
contrasto, alla demolizione dell'università pubblica. La finanziaria di Tremonti
ha tagliato come non mai le spese per l'istruzione ma abbiamo al massimo
balbettato. Di fronte alla nostra inazione la Gelmini, di cui è ignota la
competenza in qualsiasi campo, riesce ora ad apparire con relativa facilità come
radicale innovatrice.
Si sapeva bene anche prima della Gelmini che l'università versava in una
condizione che sarebbe presto diventata disastrosa. La moltiplicazione delle
sedi universitarie e dei corsi di laurea aveva ingigantito le spese, la
moltiplicazione dei posti a professore ordinario invece che di ricercatore aveva
ristretto il reclutamento di nuove forze: l'invecchiamento della classe
insegnante sembra la caricatura dell'invecchiamento della popolazione italiana.
La classe dirigente di centrosinistra ha fatto poco o niente per fronteggiare
l'emergenza e più d'una volta l'ha incrementata. Il centrodestra l'ha affrontata
alla sua maniera: ha brutalmente chiuso le fonti di finanziamento. Affronto qui
per ora solo il lato della didattica. Ormai i corsi universitari sono in buona
parte affidati a professori a contratto. Col nuovo regime questo sarà a titolo
gratuito. Alcuni degli interessati si consolano con la prospettiva di conservare
così il posto in fila per i nuovi concorsi. Ma la didattica è qui per tradizione
poco valutata, e la speranza di nuovi concorsi è sempre più infondata.
Il lavoro gratuito è il nuovo orizzonte dell'economia moderna. Finora pareva
limitato ad ambiti circoscritti, ma la dilatazione forzosa dell'apprendistato,
la diffusione degli stage hanno ampliato a dismisura una nuova regola del
mercato del lavoro: se qualcuno ti da un lavoro purchessia devi essergli così
grato da lavorare anche gratis. Non c'è a questo nuovo stato di fatto alcuna
giustificazione teorica: è il mero prodotto dei rapporti di forza nel mercato
del lavoro. Rapporti così svantaggiosi da vanificare il peso contrattuale di chi
ha la disgrazia di avere solo la disponibilità al lavoro.
La condizione attuale dei professori a contratto gratuito mette in evidenza tre
punti. Il primo: la nuova invenzione si allarga dal lavoro non qualificato al
lavoro qualificato. Il secondo: se per il lavoro non qualificato il periodo di
gratuità può essere ancora considerato provvisorio (ma rischia di essere sempre
meno vero), per il lavoro qualificato nell'istruzione la condizione di gratuità
è ora assoluta e definitiva: ontologica. Che cosa si contratta in un contratto a
titolo gratuito? Il terzo: il soggetto attivo non è l'imprenditore privato ma
l'ente pubblico preposto alla trasmissione della cultura e della scienza. In un
mercato dove tutto ha un suo prezzo (almeno così ci dicono) il lavoro di chi
trasmette conoscenza non merita stipendio: non vale niente.
Marx aveva fondato la critica dello sfruttamento sulla base della duplice natura
della forza-lavoro: il capitalista ne paga il valore di scambio (il suo prezzo
sul mercato) ma ne impiega il valore d'uso e si appropria del suo prodotto, il
plusvalore. L'elasticità di questo sistema contemplava che il lavoro potesse
essere pagato di più o di meno (di solito il meno possibile) ma nessun classico
- da Smith e Ricardo a Stuart Mill e Keynes, fino ai monetaristi più accaniti -
si sarebbe mai sognato di stabilire che il lavoro, impiegato nel suo valore
d'uso, deve essere annichilito nel suo valore di scambio e quindi non essere
pagato.
Se invece l'ente pubblico stabilisce come principio la gratuità del lavoro
nell'insegnamento ciò significa la rinuncia volontaria alla sua riproduzione. La
cosa va presa sul serio. Forse è meglio dirlo in modo ancora più chiaro: il
centrodestra vuole fare terra bruciata dell'istruzione pubblica. Ora che ha il
vento in poppa vuole approfittare dell'occasione irripetibile: cancellare le
generazioni che ritiene pericolose nell'insegnamento, interrompere la loro
riproduzione e nel nuovo spazio reso vuoto introdurre una nuova generazione di
educatori allevati a brioches e Mediaset.
Il lavoro non pagato una volta generava scioperi. Ma ciò presupponeva saldezza
collettiva. I docenti a contratto gratuito non sono e non sanno essere forza
collettiva. Sono una moltitudine di individui separati, ognuno ricattato nel
chiuso della sua condizione personale, incline a ritenere possibile un'uscita
individuale dalla propria difficoltà, indotto a pensare che la rivolta sia il
mezzo peggiore per riuscirvi. Sono, in una parola, senza difesa.
Ma i loro maestri non sono così sguarniti. Professori, presidi, rettori hanno
stipendi, stanno andando in pensione, e neanche Tremonti potrà sottrargliela.
Hanno uno status sociale robusto, alcuni di loro sono autori conosciuti, godono
di stima generale. Ma nella massima parte stanno zitti. C'è in questo un lato
disumano: come possono assistere immobili e in silenzio a una prassi
ministeriale, grigia e implacabile, che spenge le speranze dei loro allievi?
Perfino durante la guerra la riproduzione della classe docente veniva assicurata
come risorsa irrinunciabile. Come possono tacere di fronte alla cancellazione di
chi si è formato nell'esercizio della critica e alla sua sostituzione con
schiere di docili consumatori dell'immaginario televisivo?
Pancho Pardi (17 maggio 2009)
http://temi.repubblica.it/micromega-online/170509-la-demolizione-delluniversita-\
pubblica/
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
VERONA:I Gas nel 2000 aprono una nuova era che si avvicina al pensiero di
riscossa in positivo del filosofo localista Serge Latouche che vede nella crisi
attuale la possibilità di ritornare a essere «umani».
lettera aperta a Tronchin
Gentile Andrea
una piccola puntualizzazione sulla nuova era....in territorio veronese:
i primi testi in rete sul pensiero di Serge Latouche partono - nel 97 - da
verona...
da INTERLINEA - link:
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea02.html
dove si è aperta la nuova era di un pensiero -allora "divergente"- sobriamente e
responsabilmente *.
*sobriamente : semplicemente in rete per la massima fruibilità!
*responsabilmente: fuori da qualsiasi traffico elettoralistico
Per la cronaca e per la storia degli onesti, è mio dovere rimarcare.
un caro saluto
nadia scardeoni
p.s.
http://www.selese.org/letture-consigliate/
ma come! ....manca Serge Latouche!!
oggi:
http://www.facebook.com/group.php?gid=36196547038
Questo spazio è dedicato alla più efficace provocazione di Serge Latouche:
"Se lo sviluppo sostenibile traduce il primato dell'economia nella vita,
decolonizzando l'immaginario,
deconomicizzando l'immaginario, non c'è bisogno di un'altra parola d'ordine : la
volontà , il desiderio della gente
è da sempre quello di stare bene., avere il necessario, vivere in armonia con
tutto il resto...
from
http://www.edscuola.com/archivio/in
terlinea/latouche.html
da INTERLINEA
http://www.edscuola.com/interlinea.
html
Economia e Mondializzazione
http://www.edscuola.com/archivio/in
terlinea/interlinea02.html
blog
http://sergelatouche.splinder.com/http://latouche.splinder.com/
comunity
Orti & giardini
http://ortigiardini.splinder.com
1996 - primo documento
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/lat3.html
segnalo il gruppo in facebook
Un caro saluto
Nadia Scardeoni
------------------------------------------------
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/cronache.html
Attenti a quei due
(per Filorosso)
Serge Latouche e Marco Revelli insieme a Verona a ragionare di mondializzazione,
diritti sociali, cittadinanza davanti ad una sala stracolma così come raramente
accade in una epoca di sonnolenti cedimenti alla retorica di parte.
Una sfida forte alle strutture di una modalità politica che ha il vezzo di
colonizzare con vaste operazioni di circumnavigazione il pensiero divergente
anziché assumere o confrontarsi con la novità e la fertilità del dissenso, anche
quando è espressione di una ricerca intellettuale che nulla si concede se non il
piacere dell'onestà.
Non è un caso che alla fine di tutti i rilievi sui temi scottanti della
mercificazione del mondo e dell'estinzione progressiva della qualità del lavoro
dell'uomo come espressione della sua "humanitas" sia emersa la necessità
ineluttabile di procedere verso una ricerca che, proclamata così all'impronta da
due studiosi miti e soavi come Serge Latouche e Marco Revelli, ha perso il
connotato aggressivo e belligerante di rivoluzione culturale per approdare alle
sponde della pura necessità: la necessità di cercare una via possibile per
l'uomo che non vive solo di benessere materiale e che rifiuta un mondo che
avanza solo sottili e persuasive tecnologie per colonizzare la sua anima.
No , grazie.
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«No al consumismo» E la natura entra in casaSTILI DI VITA. Alla Genovesa la
terza festa dei Gas, i Gruppi di acquisto solidale che hanno fatto una scelta
etica
«Sobrietà e responsabilità: noi facciamo la spesa dal produttore e dove nessuno
viene sfruttato»18/05/2009e-mailprint
ASilvano Fasoli mentre prepara il pane alla festa di ieri alla Genovesa FOTO
PECORAC'è un mondo parallelo a quello che si basa sul consumismo. È fatto di
gente semplice e colta, di quanti hanno capito che la salute e il benessere di
tutti dipende dallo stile di vita che ognuno di noi adotta. Il popolo che vi
vive si contraddistingue con una semplice sigla: gas. I Gas sono i Gruppi di
acquisto solidale. Sono famiglie, giovani coppie, ma anche single. Tra Verona e
provincia di gruppi se ne contano più di 20. E ieri in 500 si sono incontrati
alla fattoria della Genovesa per la terza festa «Intergas». Stand con prodotti
naturali e biologici, un servizio catering proposto da un'azienda agricola e da
cuochi locali davano ben l'idea di qual è l'impegno di questo «popolo».
Essere componente di un gruppo di acquisto solidale non significa soltanto
prediligere un certo tipo di alimentazione, è molto di più. Il primo gruppo
nacque nel 1993, come ricorda il coordinatore provinciale Antonio Nicolini che
evidenzia come già allora ci fosse il bisogno di un acquisto critico, ma anche
di pensare al perché solo una fetta di mondo (appena il 16 per cento) potesse
godere di prodotti alimentari e il resto no. Nel mezzo tanti pensieri rivolti
proprio allo spreco dei generi alimentari, al condizionamento di una buona parte
della popolazione alla pubblicità. Insomma la voglia di cambiare in positivo era
già iniziata negli anni Novanta, prima della crisi economica e prima che tanti
si rendessero conto che una mucca nel mondo civilizzato vale più di un bambino
africano.
I Gas nel 2000 aprono una nuova era che si avvicina al pensiero di riscossa in
positivo del filosofo localista Serge Latouche che vede nella crisi attuale la
possibilità di ritornare a essere «umani». E proprio il senso di appartenenza
all'umanità si respirava ieri nel verde della Genovesa. I piatti non erano di
certo di plastica, l'insalata del contadino, buona, verde naturale, era condita
con l'olio extravergine acquistato nell'oleificio più vicino al gruppo. Negli
stand si potevano trovare stoviglie, scarpe, prodotti naturali. La spesa a
chilometro zero adottata dai Gas da più di 20 anni è la testimonianza che il
benessere di ciascuno di noi si lega anche all'ambiente e diminuendo i
trasporti, preferendo la stagionalità dei prodotti.
Qui non si tratta di risparmio, anche se nei gruppi lo scambio solidale è ben
attivo, si tratta proprio di rilanciare una politica di equità. Lo hanno detto
tutti, «facciamo la spesa dove sappiamo che nessuno viene sfruttato. Dove
sappiamo che le tasse vengono pagate. Dove lo scontrino o la fattura la danno
senza chiederla». «La nostra scelta permette di accorciare la filiera dei
prodotti andando dal produttore», spiega Nicolini.
Tra i tanti Gas presenti, quello di Illasi, attivo dal 1995, esponeva il
decalogo del consumo critico con tanto di slogan «consumiamo criticamente,
sobriamente, stando insieme gioiosamente». Le 25 famiglie hanno questo criterio
di acquisto: la frutta si acquista nelle vicinanze, la verdura dal produttore,
l'olio è di autoproduzione, il riso è biologico, i detersivi sono biologici. In
tutti i Gas la parola ecosolidale non è considerata un termine di moda, è la
normalità da adottare, o meglio, è innata in tutti.
Anna Zegarelli
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Videogame e istigazione al crimine
spunti di riflessione a cura di nadia scardeoni
per INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'
http://apps.facebook.com/causes/197465?m=3f1cca43
web
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htm
firma la petizione
A: INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'
I videogames che esercitano , se pure virtualmente, alla violenza sessuale ,
alla sopraffazione e a qualsiasi altra condotta criminale , sono
configurabili come agenti di istigazione a delinquere.
L'istigazione a delinquere è un reato punito dall'articolo 414 del Codice
Penale.
Chiediamo alla Magistratura Italiana di procedere, con tutti gli strumenti
in loro possesso, verso gli ideatori, i venditori , i propagatori di detti
videogames , in rete e non, nonchè verso i siti che ne consentono il
downloading per il reato ravvisato di concorso ad istigazione a delinquere,
a partire dal
VIDEOGAME "RapeLay" : DISPOSTO ALLO STUPRO
PETIZIONE
http://firmiamo.it/videogameeistigazionealcrimine
firma
http://firmiamo.it/sign/petition/videogameeistigazionealcrimine
....
IERI
MARZO 2000
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/mrsatan.html
Sorpresa: vince Mr Satan!
Tutto in una notte: Una serie di mail ha lanciato Mr Satan al primo posto
assoluto della nostra classifica!
Spesso ai diritti dei bambini non corrispondono i doveri e i pensieri degli
adulti.
Gli effetti discutibili della fruizione e manipolazione della realtà
virtuale sulla psiche infantile non sono sufficientemente studiati da chi
fa prevenzione in ambito formativo
Il videogame non è un gioco è un "ordigno" e ......mi assumo la piena
responsabilità di questa affermazione.
Ha la caratteristica di non incontrare ostacoli alla realizzazione di ciò
che la fantasia - qualsiasi fantasia : dalle più elevata alle più
degradante -
elabora in funzione di una proposta ludica quasi sempre prostituita al "
business".
Al business tutto si concde....anche la facoltà dell'onnipotenza che , la
gente di fede, riservava in passato, solo a Dio o agli dei.
Non è casuale che si siano accostate - istintivamente - le immagini irreali
e straordinarie dell'attacco alle torri gemelle di New York ad un "effetto
speciale" - assolutamente "normale" e - quel che più ci dovrebbe allertare-
"normalizzante" dei "videogames".
Ho espresso la mia preoccupazione di "didatta " spesso...in queste pagine.
Certo non ho l'autorevolezza di Antonucci , secondo il quale : "I
videogiochi, si adattano perfettamente ai meccanismi della mente, una sorta
di ideale ricalco delle funzioni fondamentali del pensiero.....
I miei pensieri sono assolutamente altrove.
nadia scardeoni
.................
MESSAGGI ARCHIVIATI IN INTERLINE NEWS
Date: Mar 04 2000 15:29:13 EST
inviato ALLA MINISTRA DELLA SANITA' DOTT.SSA ROSY BINDI
Effetti dannosi dei videogames.
Auspichiamo un Suo interesse e particolare impegno per la tutela della
salute mentale dei minori dagli effetti dannosi dei videogames.
Un caro saluto
Nadia Scardeoni - INTERLINEA CON -
http:www.edscuola.com/interlinea.html
---------------------------------
OGGI
maggio 2009
MOBILITAMOCI CONTRO "RAPELAY" IL GIOCO DELLO STUPRATORE
http://www.opsonline.it/ in fb
E' di questi giorni la notizia che il gioco RapeLay (gioco di parole tra
"Rape=Stupro" e "Replay=Ripetuto" Stupro ripetuto) ha varcato i confini
occidentali.
Il "gioco", che simula ed "insegna" a molestare, perseguitare, adescare e
violentare le proprie vittime è stato creato dalla Illusion, una società di
Yokohama, che lo ha lanciato nel 2006.
La diffusione del gioco in questione è avvenuta attraverso il sito Amazon e
grazie ad una serie di negozi affiliati che lo hanno messo in vendita. Ha da
subito suscitato forti proteste da parte di associazioni e autorità.
Il giocatore-maniaco mette gli occhi su una famiglia composta solo da donne:
madre e due figlie, una delle quali minorenne. E' proprio quest'ultima a
essere notata dall'aggressore
In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandirlo dai siti web.
Polemiche furiose anche in Spagna, Germania e Irlan:da.
In Italia ancora non è stata intrapresa un'azione decisa e netta di
contrasto del fenomeno.
...............
Rapist game? Not Cool
February 25, 2009 by Stu Riches
OK this is a little bit over the top and not cool, a Japanese video game
called " Rapelay" was recently pulled from websites for putting you in
control of being a Rapist! Yes let me repeat that , a Rapist. Not cool and
something that anti-Violent advocates are still shocked about because
apparently it's still available for download.As described the game "Rapelay"
puts you in control of a pervert who, after and arrest for molestation,
sexually assaults the young woman he first attacked, along with her mother
and younger sister. In addition allowing players to commit various forms of
sexual assault, RapeLay's players must also avoid the "dangers of pregnancy"
while attacking victims.Even though pornographic games like "RapeLay" are
not sold by major video game stores like GameStop and EBGames, Quinn is
still calling for US retailers to not distribute "RapeLay"."This is not what
you want in the world if you want to end sexual violence," said Harriet
Lessel, executive director of New York Alliance Against Sexual Assault.
"Does it talk about the seriousness of rape and how it destroys people's
lives?"Yesterday, she and City Council Speaker Christine Quinn urged video
game distributors to pull the game.Illusion, the Yokohama-based software
company that released "Rapelay" in 2006, states on its Web site that the
product isn't available for sale outside Japan.Look , we all know there is
violence in some Video Games just like there is violence in movies, and
violence on TV. But there is a just something morally wrong about
exploiting women putting you in control of a pervert. Not something anyone
should support or even consider supporting.
http://stusreviews.com/rapist-game-not-cool/
------------------------
intanto la pubblicità del gioco , continua
http://henteye.everyeye.it/articolo.php?id=100
Sono passati 4 mesi dopo l'uscita di Oppai Slider 2 e l'Illusion ha già in
serbo per noi un nuovo gioco chiamato "RapeLay", in uscita il 21 aprile
prossimo. Il titolo prosegue sulla stessa strada intrapresa da Interact Play
VR, un gioco dai contenuti forti, proprio come questo, che ha un nome che è
tutto un programma: difatti RapeLay vuol dire "Disposto allo stupro", basta
questo per capire quali sono i temi che vengono trattati, e che
probabilmente non è adatto proprio a tutti. RapeLay è una sorta di seguito
di Interact Play VR, con dinamiche simili, ma che non ne continua la
storia........
http://henteye.everyeye.it/
Attenzione! Il sito a cui stai per accedere contiene materiale per adulti.
Se non hai ancora compiuto 18 anni di età (o il corrispettivo per essere
considerato maggiorenne nella tua nazione) oppure reputi il materiale
trattato lesivo per la tua sensibilità, sei invitato a cliccare il tasto
ESCI e ad uscire immediatamente da questo sito.
Cliccando su ENTRA dichiari di essere maggiorenne e conscio di stare per
entrare in un sito internet con materiale per adulti, e di non farlo da
luoghi pubblici o comunque in modo da poter rendere i contenuti fruibili da
minori.
---------------------
Gianpiero D'Alia (Messina, 22 settembre 1966) è un politico italiano.
Il 5 febbraio 2009, durante la seduta n. 143 del Senato della Repubblica,
promuove e ottiene l'inserimento di un emendamento (Art. 50-bis) nel ddl da
presentare alla Camera, nel quale si sancisce la "Repressione di attività di
apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet", che
porterebbe alla chiusura di portali come YouTube o Facebook, quest'ultimo
considerato «indegno»[1][2]. Tra le accuse che gli vengono mosse, vi è
l'appartenenza ad un partito con al suo interno condannati per mafia e
personaggi con comprovate conoscenze mafiose, che però non gli impedisce di
scagliarsi contro "i social network che inneggiano alla mafia". E'
considerato da molti blogger (Es. Beppe Grillo) uno dei simboli
dell'oligarchia non democratica italiana. Pochi giorni dopo l'approvazione
del suo emendamento, il deputato del Pdl Roberto Cassinelli, già autore di
diverse iniziative parlamentari in materia di rete, ha annunciato sul
proprio blog la presentazione di un "controemendamento" che modifichi il
testo del senatore D'Alia che, secondo Cassinelli, "mette a rischio la
libertà della rete"[3]. Il "controemendamento" di Cassinelli, come lui
stesso ha annunciato sul proprio blog[4], è stato approvato dalle
Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia nella notte del 29
aprile, e l'articolo 60 introdotto dall'emendamento D'Alia è stato, quindi,
abrogato[5].
http://it.wikipedia.org/wiki/Gianpiero_D%27Alia
Un videogioco "squallido" anche per Gianpiero D'Alia. (Udc) che sottolinea
come con la sua norma contro l'istigazione a delinquere in rete il gioco
sarebbe stato subito bloccato. "Invece, grazie all'onorevole Cassinelli e
alla maggioranza, che hanno emendato la mia proposta dal pacchetto sicurezza
per paura di scomodare qualche lobby, questo videogioco resterà a
disposizione di grandi e piccini ancora per lungo tempo''.
http://www.robertocassinelli.it/eme2180.pdf
--------------------
http://henteye.everyeye.it/articolo.php?id=100
Sono passati 4 mesi dopo l'uscita di Oppai Slider 2 e l'Illusion ha già in
serbo per noi un nuovo gioco chiamato "RapeLay", in uscita il 21 aprile
prossimo. Il titolo prosegue sulla stessa strada intrapresa da Interact Play
VR, un gioco dai contenuti forti, proprio come questo, che ha un nome che è
tutto un programma: difatti RapeLay vuol dire "Disposto allo stupro", basta
questo per capire quali sono i temi che vengono trattati, e che
probabilmente non è adatto proprio a tutti. RapeLay è una sorta di seguito
di Interact Play VR, con dinamiche simili, ma che non ne continua la storia.
..............
la casa produttrice
http://en.wikipedia.org/wiki/Illusion_Soft
................
http://thepiratebay.org/torrent/4727468/ILLUSION_RapeLay_ENG
ILLUSION RapeLay
This is another Illusion game, named RapeLay
.....
Also please note, that this game involves incest and rape. This is not so
ordinary when dealing with Japan ... rape and incest is like saying "Good
Morning" to them.
Still, if this offends you, don't download this.
Everyone else: enjoy this great game.
As always, enjoy this game.
................
dal forum
http://www.forumeye.it/invision/
"mi serve un'aiuto...nn riesco a fare andare i giochi con illusion in
particolare sexy beach e rapelay....nn capisco come diavolo faccio a far
partire il tutto...e neacnhe cosa mi serve esattamente...
nessuno puo farmi da guida?"
-------------
16.05.09 - San Bonifacio (Vr) - «L'educazione che integra. Omaggio a Mario
Lodi»
14 maggio 2009 - Tutto il Giorno
A conclusione del Progetto «Educare alla Pace» intrapreso dalle scuole
primarie di San Bonifacio dal 2004 al 2009, l'assessorato ai Servizi Sociali
del Comune di San Bonifacio, in collaborazione con la compagnia «Teatro dei
Vaganti», la «Casa delle Arti e del Gioco», l'Ufficio Scolastico Provinciale
di Verona e il «Movimento Educatori Milaniani», organizzano per sabato 16
Maggio 2009 a San Bonifacio (Vr): «L'educazione che integra. Omaggio a Mario
Lodi». Una giornata ricca di appuntamenti e di dibattito «sulla difficile
situazione della scuola d'oggi: sulla società multietnica e i suoi processi
evolutivi, sulla formazione democratica dei piccoli cittadini, sulle
controversie e le possibili soluzioni... vale a dire sul presente e il
futuro di tutti noi».
La giornata si articolerà in tre momenti: al mattino, dalle 9 alle 12.30
presso la Sala civica «Barbarani» del Palazzo della Cultura (Via Marconi
n.5), il maestro Mario Lodi incontrerà i bambini e dialogherà con loro sui
temi della Costituzione: «Come nasce il bambino cittadino». Avranno
l'opportunità di conoscere e dialogare con il noto pedagogista e scrittore
le classi della scuole primarie di San Bonifacio, Gazzolo d'Arcole, Zevio e
la Scuola media di Soave. Vi sarà inoltre spazio, all'interno dell'incontro,
per contributi creativi sugli articoli della Costituzione Italiana, su cui
Lodi ha scritto di recente anche il libro ««Costituzione. La legge degli
italiani».
Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 18, sempre presso la Sala civica, ci sarà
un «dibattito a più voci sulla scuola italiana». Tema «Un Paese ancora
sbagliato? Dalle esperienze milaniane alle attuali proposte di riforma», al
quale interverranno: Mariapia Garavaglia («La Costituzione e la scuola che
integra»), Luciano Corradini («Cittadinanza e Costituzione»), Cinzia
Olivieri («I genitori nella scuola: realtà, opportunità e prospettive»),
l'allievo di don Lorenzo Milani, Edoardo Martinelli, che con Rosanna
Bartoletti interverranno su «L'editoria scolastica e l'apprendimento
cooperativo».
Alle 18,30, infine, spazio alla creatività con lo Spettacolo teatrale per
grandi e bambini «Bandiera. Ballata per una foglia», messo in scena
dall'«Accademia perduta/Romagna teatri», presso la Sala convegni San
Giovanni Bosco. Ingresso gratuito.
Nell'incontro del mattino daremo voce ai bambini e ai ragazzi, invitati a
discutere e a presentare le loro esperienze sui temi della Costituzione. Il
convegno del pomeriggio consentirà ad insegnanti, genitori, dirigenti,
operatori sociali ed educatori di discutere con i relatori (che il mattino
ascolteranno le proposte dei bambini) sulle recenti scelte di politica
scolastica e sui problemi complessi che stiamo affrontando in questi giorni
a seguito dei pesanti "tagli" di risorse.
Lo spettacolo teatrale del pomeriggio sarà invece un "omaggio" a Mario Lodi.
Nel corso dell'intera giornata rimarrà aperto uno 'spazio libri' con opere
di Mario Lodi, curato dalla «Casa delle Arti e del Gioco» di Drizzona (Cr):
www.casadelleartiedelgioco.it
Per informazioni: Teatro dei Vaganti - Tel. 045.6838112 -
teatrodeivaganti@...
A Lexicon of Disappointment
By Naomi Klein
All is not well in Obamafanland. It's not clear exactly what accounts for
the change of mood. Maybe it was the rancid smell emanating from Treasury's
latest bank bailout. Or the news that the president's chief economic
adviser, Larry Summers, earned millions from the very Wall Street banks and
hedge funds he is protecting from reregulation now. Or perhaps it began
earlier, with Obama's silence during Israel's Gaza attack.
Whatever the last straw, a growing number of Obama enthusiasts are starting
to entertain the possibility that their man is not, in fact, going to save
the world if we all just hope really hard.
This is a good thing. If the superfan culture that brought Obama to power is
going to transform itself into an independent political movement, one fierce
enough to produce programs capable of meeting the current crises, we are all
going to have to stop hoping and start demanding.
The first stage, however, is to understand fully the awkward in-between
space in which many US progressive movements find themselves. To do that, we
need a new language, one specific to the Obama moment. Here is a start.
Hopeover. Like a hangover, a hopeover comes from having overindulged in
something that felt good at the time but wasn't really all that healthy,
leading to feelings of remorse, even shame. It's the political equivalent of
the crash after a sugar high. Sample sentence: "When I listened to Obama's
economic speech my heart soared. But then, when I tried to tell a friend
about his plans for the millions of layoffs and foreclosures, I found myself
saying nothing at all. I've got a serious hopeover."
Hoper coaster. Like a roller coaster, the hoper coaster describes the
intense emotional peaks and valleys of the Obama era, the veering between
joy at having a president who supports safe-sex education and despondency
that single-payer healthcare is off the table at the very moment when it
could actually become a reality. Sample sentence: "I was so psyched when
Obama said he is closing Guantánamo. But now they are fighting like mad to
make sure the prisoners in Bagram have no legal rights at all. Stop this
hoper coaster--I want to get off!"
Hopesick. Like the homesick, hopesick individuals are intensely nostalgic.
They miss the rush of optimism from the campaign trail and are forever
trying to recapture that warm, hopey feeling--usually by exaggerating the
significance of relatively minor acts of Obama decency. Sample sentences: "I
was feeling really hopesick about the escalation in Afghanistan, but then I
watched a YouTube video of Michelle in her organic garden and it felt like
inauguration day all over again. A few hours later, when I heard that the
Obama administration was boycotting a major UN racism conference, the
hopesickness came back hard. So I watched slideshows of Michelle wearing
clothes made by ethnically diverse independent fashion designers, and that
sort of helped."
Hope fiend. With hope receding, the hope fiend, like the dope fiend, goes
into serious withdrawal, willing to do anything to chase the buzz. (Closely
related to hopesickness but more severe, usually affecting middle-aged
males.) Sample sentence: "Joe told me he actually believes Obama
deliberately brought in Summers so that he would blow the bailout, and then
Obama would have the excuse he needs to do what he really wants: nationalize
the banks and turn them into credit unions. What a hope fiend!"
Hopebreak. Like the heartbroken lover, the hopebroken Obama-ite is not mad
but terribly sad. She projected messianic powers onto Obama and is now
inconsolable in her disappointment. Sample sentence: "I really believed
Obama would finally force us to confront the legacy of slavery in this
country and start a serious national conversation about race. But now he
never seems to mention race, and he's using twisted legal arguments to keep
us from even confronting the crimes of the Bush years. Every time I hear him
say 'move forward,' I'm hopebroken all over again."
Hopelash. Like a backlash, hopelash is a 180-degree reversal of everything
Obama-related. Sufferers were once Obama's most passionate evangelists. Now
they are his angriest critics. Sample sentence: "At least with Bush everyone
knew he was an asshole. Now we've got the same wars, the same lawless
prisons, the same Washington corruption, but everyone is cheering like
Stepford wives. It's time for a full-on hopelash."
In trying to name these various hope-related ailments, I found myself
wondering what the late Studs Terkel would have said about our collective
hopeover. He surely would have urged us not to give in to despair. I reached
for one of his last books, Hope Dies Last. I didn't have to read long. The
book opens with the words: "Hope has never trickled down. It has always
sprung up."
And that pretty much says it all. Hope was a fine slogan when rooting for a
long-shot presidential candidate. But as a posture toward the president of
the most powerful nation on earth, it is dangerously deferential. The task
as we move forward (as Obama likes to say) is not to abandon hope but to
find more appropriate homes for it--in the factories, neighborhoods and
schools where tactics like sit-ins, squats and occupations are seeing a
resurgence.
Political scientist Sam Gindin wrote recently that the labor movement can do
more than protect the status quo. It can demand, for instance, that
shuttered auto plants be converted into green-future factories, capable of
producing mass-transit vehicles and technology for a renewable energy
system. "Being realistic means taking hope out of speeches," he wrote, "and
putting it in the hands of workers."
Which brings me to the final entry in the lexicon.
Hoperoots. Sample sentence: "It's time to stop waiting for hope to be handed
down, and start pushing it up, from the hoperoots"
Glosario del desencanto
Por Naomi Klein (*)
No todo va de maravilla en Obamafanland, y no está muy claro a qué puede ser
debido el cambio de humor.
Quizás sea debido al rancio aroma que emana del último rescate bancario
realizado por el Departamento del Tesoro. O a la noticia de que el principal
asesor económico del presidente, Larry Summers, ganó millones de dólares con
los mismos bancos y fondos de alto riesgo de Wall Street a los que ahora
protege de una nueva regulación. O quizás comenzó antes, con el silencio de
Obama durante el ataque de Israel a Gaza.
Sea cual sea la gota que colmó el vaso, un creciente número de entusiastas
seguidores de Obama están comenzando a entrever la posibilidad de que su
hombre no vaya, en realidad, a salvar el mundo, por mucha esperanza que
pongamos en ello.
Lo que, después de todo, es una buena cosa. Si la cultura de superfans que
llevó a Obama al poder ha de transformarse en un movimiento político
independiente con suficiente fuerza para producir programas capaces de hacer
frente a la actual crisis, vamos a tener que dejarnos, todos, de esperanzas
y comenzar con las demandas.
No obstante, un primer paso consiste en comprender totalmente esa tierra de
nadie en que se hallan muchos movimientos progresistas estadounidenses. Para
conseguirlo, necesitamos una serie de nuevos términos, específicos para este
momento de Obama. Ahí van unos cuantos.
Resaca de esperanza. Al igual que la otra, la resaca de esperanza proviene
de un exceso de alguna sustancia que en su momento tenía buen sabor, pero
que a fin de cuentas no era muy saludable, y que ha llevado a sentimientos
de remordimiento e incluso de vergüenza. Frase tipo: "Cuando escuché el
discurso económico de Obama el corazón me arrebató. Pero más tarde, cuando
intenté contarle a un amigo los planes del presidente para los millones de
despidos y ejecuciones hipotecarias me di cuenta de que no tenía nada que
decir. Tengo una resaca de esperanza de mil demonios."
Montaña rusa de esperanza. Como las otras montañas rusas, ésta describe las
emocionantes subidas y bajadas de la era de Obama, los virajes que llevan de
la alegría de tener un presidente que promueve la educación sobre sexo
seguro al desaliento de ver que se ha descartado la posibilidad de alcanzar
un sistema de salud de pagador único, precisamente en un momento en que
podría hacerse realidad. Frase tipo: "Flipé cuando Obama dijo que iba a
cerrar Guantánamo, pero ahora quieren asegurarse de que los prisioneros de
Bagram no disfrutan de ningún derecho. ¡Paren esta montaña rusa que me
apeo!"
Nostalgia de esperanza. Como en la más corriente, la gente afectada por la
nostalgia de esperanza es intensamente nostálgica. Echa a faltar el subidón
de optimismo de la campaña electoral y sigue intentando volver a capturar
ese cálido y esperanzado sentimiento; generalmente, utiliza para ello la
exageración del significado de acciones decentes relativamente leves
realizadas por Obama.
Frase tipo: "Estaba realmente afectado de nostalgia de esperanza por la
escalada en Afganistán, cuando vi un vídeo de YouTube con Michelle en su
huerto de cultivo orgánico y tuve la sensación de que estábamos de nuevo en
el día de toma de posesión. Pero unas horas más tarde, cuando me enteré de
que el gobierno de Obama iba a boicotear una importante conferencia de las
Naciones Unidas sobre el racismo, la nostalgia de esperanza regresó con toda
su fuerza. Así que me dediqué a mirar fotos de Michelle vestida con ropas
diseñadas por modistas independientes de diferentes orígenes étnicos. Algo
de ayuda sí fue."
Colgados de la esperanza. A medida que retrocede la esperanza, el colgado de
la esperanza, como el colgado de la droga, vive en el recogimiento,
intentando cualquier cosa para apartarse de la sustancia en cuestión. (Se
trata de un estado relacionado con la nostalgia de la esperanza, pero más
grave y que afecta sobre todo a varones de mediana edad).
Frase tipo: "Joe me ha dicho que está convencido de que Obama metió a
Summers deliberadamente en todo esto para que meta la pata con lo del plan
de salvamento bancario, lo que dejaría a Obama con la excusa que necesita
para hacer lo que realmente quiere hacer: nacionalizar los bancos y
convertirlos en cooperativas de crédito. Está realmente colgado (de la
esperanza), este Joe."
Esperanza destrozada. Como el amante que está con el corazón destrozado, la
fan de Obama con la esperanza destrozada no está enfadada, sino
terriblemente triste. Proyectó en su ídolo una serie de poderes mesiánicos y
ahora está desconsolada en su desencanto.
Frase tipo: "Creía sinceramente que Obama nos obligaría, por fin, a hacer
frente al legado del esclavismo en este país, y a iniciar una conversación
nacional seria sobre cuestiones de raza. Pero, ahora, resulta que nunca
menciona el tema, y está utilizando argumentos legales bastante retorcidos
para no afrontar siquiera los crímenes de los años de Bush. Cada vez que lo
oigo decir "Sigamos adelante", me destroza la esperanza otra vez."
Retroceso de la esperanza. Como cualquier otro retroceso mecánico, se trata
de un cambio de dirección de 180o de todo lo relacionado con Obama. Los que
sufren esta dolencia fueron en su día los evangelistas más apasionados de
Obama, y hoy son sus más acerbos críticos. Frase tipo: "Por lo menos, con
Bush todos sabíamos que era un cretino. Ahora tenemos las mismas guerras,
las mismas cárceles sin ley, la misma corrupción en Washington, pero todos
estamos tan pirados como esos personajes de The Stepford Wives. Vaya un
retroceso de la esperanza."
Al comentar estas dolencias relacionadas con la esperanza, me pregunto qué
diría el recientemente fallecido Studs Terkel de nuestra resaca de
esperanza. Sin duda nos hubiera recomendado no ceder al desánimo. Hace poco
eché mano de uno de sus libros, Hope Dies Last (La esperanza es lo último
que muere), y no tuve que ir muy lejos: el libro comienza con estas
palabras: "La esperanza nunca ha goteado desde arriba, siempre ha surgido de
la base."
Con esto queda todo dicho. La apelación a la esperanza fue un lema estupendo
para un candidato presidencial que no contaba entre los favoritos. Pero como
postura del presidente del país más poderoso de la tierra, es peligrosamente
deferente. La tarea que tenemos a medida que seguimos adelante -como le
gusta decir a Obama- no es abandonar la esperanza, sino encontrar lugares
más apropiados para ella: fábricas, vecindarios y escuelas, lugares en los
que las tácticas de las sentadas (sit-ins) y las ocupaciones de
instalaciones están viviendo un resurgimiento.
El politólogo Sam Gindin escribía hace poco que el movimiento obrero puede
hacer algo más que proteger el statu quo. Puede exigir, por ejemplo, que las
fábricas de automóviles que han sido cerradas se conviertan en futuras
fábricas verdes, en las que se puedan fabricar vehículos de transporte
público basados en sistemas de energía renovables. Gidin escribe: "Ser
realista implica retirar la esperanza de los discursos y ponerla en las
manos de los trabajadores."
Lo cual me lleva a la última entrada de este glosario:
Esperanza por la base: Frase tipo: "Ya va siendo hora de dejar de creer que
la esperanza nos vendrá dada desde arriba, y comenzar a impulsarla desde
abajo, por la base."
...................
interlinea news
di nadia scardeoni
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INFANZIA, PATRIMONIO DELLL'UMANITA'
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LA STORIA DELL'ARTE E' LA NOSTRA STORIA. SALVIAMOLA
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Il restauro virtuale di Nadia Scardeoni
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ARGOMENTANDO
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Su di me:
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Virtual restoration
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Per le offese tremende che questa "civiltà truculenta e barbara" arreca
quotidianamente all'anima dei bambini.
Per la costituzione di un registro anagrafico dei " vili mostri domestici" che
vivono - indisturbati- intorno a noi.
Per la memoria dei mille e più sottoscrittori del Manifesto:
INFANZIA, PATRIMONIO DELL'UMANITA'
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htm
Child's MEMORY 2004
When a child dies, the 'conspiracy of silence' begins
E la vita dei bambini ... il Futuro dell'Umanità, la giusta misura dei nostri
passi.. è meta globale di tutte le aberrazioni umane , radunate in un nuovo
terribile business : lo sfruttamento della loro debolezza e Vulnerabilità.
Possiamo ancora stare fermi?
Infanzia, Patrimonio dell'Umanità
Testo dell'appello:
Occorre proteggere tutta l' INFANZIA del mondo perchè essa è "Il cuore del Sacro
"
Tutte le politiche devono convergere verso questo obiettivo. Noi sottoscritti
CHIEDIAMO , a partire dal 30 dicembre 2004, che l'INFANZIA sia dichiarata "
PATRIMONIO DELL'UMANITA' " e la sua tutela, a cura di tutte le nazioni del
mondo, dovra' essere anteposta a qualsiasi altra tutela di beni materiali e
immateriali.
ADERITE ALLA CAUSA in FB
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29-04-2009
TORTURE SU BIMBI
Un impiegato di 57 anni del bergamasco, un uomo di 42 della provincia di Treviso
e un medico sessantenne di Catanzaro sono stati arrestati nell'ambito di
un'operazione contro la pedofilia on line coordinata dalla Procura della
Repubblica di Siracusa e eseguita in 16 regioni italiane dal Nucleo
investigativo telematico aretuseo con l'impiego di 200 militari, tra carabinieri
e guardia di finanza. Al centro dell'inchiesta in cui sono indagate 69 persone,
la realizzazione di film pedofili di genere sadico.
Sono stati sequestrati dei filmati che sarebbero stati verosimilmente girati
nell'ambito dei circuiti del turismo sessuale, con le riprese di violenze
estreme su bambini e bambine di 4-5 anni imbavagliati e legati. Si vedono i
volti degli stupratori, che non fanno parte dell'inchiesta, e tra loro c'é anche
una donna.
I filmati sarebbero stati scambiati su Internet tra gli indagati che non
sarebbero però tra le persone riprese nei filmati. Le regioni interessate dalle
indagini sono Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Lazio, Puglia,
Toscana, Calabria, Piemonte, Liguria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche,
Sardegna e Trentino.
Gli indagati sono per lo più professionisti di età compresa fra i 40 e i 60
anni. Sette di loro in passato sono stati già denunciati per reati sessuali nei
confronti di minorenni. Le regioni maggiormente interessate dalle perquisizioni
e con il maggior numero di indagati sono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e
Veneto. In Lombardia l'operazione anti pedofilia è stata eseguita nelle province
di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Pavia, Sondrio e Varese. In Sicilia a
Siracusa, Acireale, Aci Catena, San Giovanni La Punta, Gela, Caltanissetta,
Palermo e Modica. In Veneto nele province di Rovigo, Padova, Venezia, Verona,
Treviso e Belluno, mentre in Emilia perquisizioni sono state eseguite nelle
province di Bologna, Modena, Rimini e Ferrara. Le indagini del Nit, coordinate
dal Procuratore dellaRepubblica di Siracusa Ugo Rossi, dall'aggiunto
GiuseppeToscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, sono state
avviate dopo una serie di denunce dell'associazione Telefono arcobaleno. ANSA
----------
L'operazione coordinata dai pm di Siracusa ha interessato 16 regioni
Nei filmati violenze estreme contro piccoli di quattro-cine anni
Pedofilia, on line video di torture a bimbi
4 arrestati e 69 indagati in tutta Italia
SIRACUSA - Sessantanove indagati, quattro arrestati e numerose perquisizioni in
16 regioni italiane per la condivisione via internet di filmati pedofili di
genere sadico in cui i bambini venivano sottoposti a vere e proprie torture.
L'operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Siracusa, è stata
eseguita dal Nucleo investigativo telematico aretuseo con l'impiego di 200
carabinieri e finanzieri. In manette sono finiti un impiegato di 57 anni del
Bergamasco; un quarantanovenne della stessa provincia, sposato e padre di due
figli; un uomo di 42 del Trevigiano e un medico sessantenne di Catanzaro.
I militari hanno sequestrato filmati che con ogni probabilità sono stati girati
nei circuiti del turismo sessuale. I video mostrano pesanti violenze su bambini
e bambine di 4-5 anni, imbavagliati e legati. Si vedono i volti degli
stupratori, che non fanno parte dell'inchiesta, e tra loro c'è anche una donna.
Le immagini sarebbero state scambiate sul web tra gli indagati, per lo più
professionisti di età compresa fra i 40 e i 60 anni, che non sarebbero però tra
le persone riprese nei filmati. Sette in passato erano stati già denunciati per
reati sessuali nei confronti di minorenni.
Le regioni interessate dalle indagini sono Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia,
Veneto, Lazio, Puglia, Toscana, Calabria, Piemonte, Liguria, Campania,
Basilicata, Abruzzo, Marche, Sardegna e Trentino. Quelle con il maggior numero
di indagati sono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto.
Le indagini del Nit, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Siracusa Ugo
Rossi, dall'aggiunto Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna
Trinchillo, sono state avviate dopo una serie di denunce dell'associazione
Telefono arcobaleno.
(29 aprile 2009)
-------------------
Pedofilia, bimbi torturati: Arrestato un padre di famiglia
Sono quattro gli arresti contro la pedofilia in rete della Procura di Siracusa.
Per l'operazione è stato ascoltato un nuovo collaboratore di giustizia
70 indagati tra cui impiegato viterbese
E' salito a quattro il numero delle persone arrestate nell'ambito
dell'operazione contro la pedofilia in rete della Procura di Siracusa, che si
avvale anche di un nuovo collaboratore di giustizia. L'arrestato è un
quarantanovenne della provincia di Bergamo, sposato e padre di due figli, nella
cui abitazione i Carabinieri del capoluogo lombardo hanno trovato e sequestrato
numeroso materiale pedo-pornografico. L'uomo non era tra gli indagati e a lui
gli investigatori sono giunti grazie alle dichiarazioni di una delle persone
sottoposte a indagine, che ha deciso di collaborare con la magistratura,
rivelando particolari a lui noti.
Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto sono le regioni maggiormente
interessate dall'operazione. In Lombardia le perquisizioni interessano le
province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Pavia, Sondrio e Varese. In
Sicilia si procede a Siracusa, Acireale, Aci Catena, San Giovanni La Punta,
Gela, Caltanissetta, Palermo e Modica. In Veneto le province di Rovigo, Padova,
Venezia, Verona, Treviso e Belluno, mentre in Emilia si procede nelle zone di
Bologna, Modena, Rimini e Ferrara. Gli indagati sono per lo piu' professionisti
di eta' compresa fra i 40 e i 60 anni. Sette di loro hanno precedenti specifici
per reati sessuali contro i minori.
UNIONE SARDA 29 APRILE 2009
Viterbo - Nell'ambito della vasta inchiesta coordinata dalla procura di Siracusa
Impiegato indagato per pedopornografia
Viterbo - 30 aprile 2009 - ore 1,00
Un impiegato di 30 anni, residente a Viterbo, sarebbe tra le settanta persone
indagate dalla Procura della Repubblica di Siracusa nell'ambito dell'operazione
contro la pedofilia via internet.
Un ordine di perquisizione, emesso dal capo della procura di Siracusa Ugo Rossi,
è stato eseguito ieri nella sua abitazione.
Sarebbero stati sequestrati per esse analizzati un computer, alcuni dvd e altro
materiale informatico. L'accusa è di divulgazione e detenzione di materiale
pedopornografico.
In tutto gli indagati sono 70, quattro le persone arrestate.
Sarebbero stati realizzati video pedofili di genere sadico.
I settanta indagati avrebbero scaricato video di bambini, maschi e femmine,
imbavagliati e violentati. Bambini di cui si vedono i volti.
http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/1166
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
La governance dell'Internet del futuro
Bologna, 23 aprile 2009, ore 14:30 - Palazzo Re Enzo, Pz. Nettuno
Convegno organizzato da ISOC Italia nell'ambito dell'evento:
"The Guglielmo Marconi ICT Global Forum & Exhibition"
Presiede: Stefano Trumpy, Presidente di ISOC Italia
Modera?: Antonella G. Pizzaleo, esperta di ISOC Italia.
Uno dei punti di forza del Settimo Programma Quadro della Commissione
Europea è The future of the Internet" che imposta la evoluzione del sistema
Internet attuale nelle proprie componenti fondamentali: infrastruttura per
la trasmissione dati e nuovi servizi, sempre più diretti verso la gestione
dei contenuti. L'utenza della rete in Europa ed in Italia si approssima
progressivamente alla totalità della popolazione; questo fa aumentare la
necessità di una governance, intesa come monitoraggio e controllo di una
evoluzione che limiti, per quanto possibile, usi criminosi o patologie della
rete di vario tipo. Nel convegno verranno trattati alcuni dei temi più caldi
al momento attuale quali: libertà di espressione, protezione della proprietà
intellettuale, neutralità della rete, transizione IPv4 a IPv6 e sicurezze.
Su questi temi verranno proposti possibili approcci innovativi che
interpretino la natura del sistema Internet ed indichino delle linee che
abbiano una applicabilità pratica per proposte regolamentari che si
rendessero necessarie. È fermo convincimento di ISOC Italia che qualunque
modello evolutivo di governance debba basarsi su un confronto continuo tra i
portatori d'interesse affinché le soluzioni vengano trovate dal basso verso
l'alto, con coinvolgimento del governo.
Domenico Laforenza (Direttore IIT Istituto di Informatica e Telematica del
CNR):
«Il programma The future of the Internet della Commissione Europea» ?
Stefano Trumpy (Presidente di ISOC Italia):
«Evoluzione della governance delle risorse critiche: il sistema degli
indirizzi di Internet»
Joy Marino (Vicepresidente AIIP Associazione Italiana Internet Provider):
«Il ruolo della governance nell'ecosistema dell'industria di Internet»?
Andrea Valboni (CTO di Microsoft Italia):
«Il rapporto fra proprietà intellettuale e libertà di espressione»
Rita Forsi (Direttore ISCTI, Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle
Tecnologie dell'Informazione):
«La governance di Internet: l'innovazione al servizio del Paese»
Vittorio Bertola (Esperto di ISOC Italia):
«Considerazioni sulla neutralità della rete»
-------------------
Il Forum sulla governance di Internet
voluto dalle Nazioni Unite
Laura Abba
IL SISTEMA INTERNET
Internet è ormai considerato un sistema pervasivo, necessario e prezioso per
tutti tanto che la Unione Europea è orientata a riconoscere l'accesso alla
Rete come servizio universale.
Nata in ambiente scientifico Internet si è diffusa commercialmente grazie
alla tempestiva azione del settore privato e di alcuni governi che hanno
prontamente percepito le straordinarie capacità di questo strumento.
Oggi gli utenti della Rete nel mondo sono circa 1400 milioni; circa un
decimo di questi hanno un proprio nome a dominio per farsi riconoscere
meglio nella posta elettronica e per facilitare l'accesso ai propri siti
web. In Italia gli utenti sono stimati in 33 milioni circa il 57% della
popolazione.
Oggi la rete è molto cambiata rispetto a quella che era in origine: ci sono
milioni di utenti che la usano quotidianamente, è diffusa in tutto il mondo,
parla lingue diverse dall'inglese, i software che si utilizzano per la
maggior parte sono prodotti commerciali e non più liberi pacchetti resi
disponibili dagli ambienti scientifici.
Sulle questioni della futuro della gestione di Internet si discute da tempo.
Significativo è stato il secondo Summit di Tunisi, nel quale si sono
raggiunti due risultati. È stata definita la così detta "enhanced
cooperation" che prefigura il compimento della internazionalizzazione della
gestione del sistema di indirizzi della rete Internet, oggi ancora
supervisionato dal governo degli USA. Sempre a Tunisi si è avviato il
processo dell'IGF (Internet Governance Forum), un Forum che discute
annualmente i temi della "governance" di Internet intesi in senso allargato
e quindi che comprendono anche l'aspetto dei contenuti e quelli legati alla
infrastruttura di rete. L'IGF si concluderà nel 2010, con l'auspicio che
fornirà un nuovo modello collaborativo che consentirà a tutti di operare
insieme a favore dello sviluppo di un Internet sana e robusta.
INTERNET GOVERNANCE
"Internet Governance" non è facilmente traducibile in italiano; la
traduzione in "governo della rete Internet" non è appropriata perché
potrebbe essere interpretata facilmente come una funzione prerogativa dei
governi e quindi associata ad una gestione centrale, mentre come tutti
sappiamo Internet è un prodotto di collaborazione che è nato, è gestito e si
sviluppa con un processo decisionale informale dal basso verso l'alto, molto
diverso dalle strutture formali dei governi. "La governance di Internet è lo
sviluppo e l'applicazione da parte dei governi, del settore privato e della
società civile, nei loro rispettivi ruoli, di principi, norme, regole,
procedure decisionali e programmi condivisi che determinano l'evoluzione e
l'uso di Internet." Spesso si tende a considerare erroneamente governance
come sinonimo di government, termine che sta progressivamente entrando in
tutte le case dei cittadini grazie all'auspicata diffusione
dell'e-government. Differentemente in Internet e nella definizione stessa
di "Internet Governance", il termine governance quindi tutte quelle azioni
condivise globalmente che devono essere fatte sulla Rete per permettere alla
Rete stessa di funzionare a beneficio di tutti i suoi utenti.
È evidente dalla definizione della governance di Internet che essa implica
necessariamente lo specifico e concreto coinvolgimento di tutti gli attori
coinvolti nel processo. La seconda caratteristica del termine governance
nell'ambito di Internet, contiene l'esigenza di stabilire principi comuni
per lavorare insieme sui vari aspetti della Rete. L'articolo 29 della Agenda
di Tunisi sancisce i principi generali della gestione della Rete che deve
avvenire in modo multilaterale, multi-stakeholder, trasparente e
democratico.
INTERNET GOVERNANCE ECOSYSTEM
Per spiegare il processo della governance di Internet Vint Cerf, uno dei
padri fondatori della Rete, ha paragonato il sistema Internet con gli
Ecosistemi in natura. Siamo al Meeting di ICANN di Porto Rico estate 2007
Vin prende al parola: «Vorrei suggerire a voi che Internet è realmente una
specie di economia ed ecologia, composta da un numero straordinario di parti
differenti. Se pensiamo a Internet solo come una infrastruttura fisica di
telecomunicazioni (i router, le aziende che offrono i servizi di rete)
stiamo limitando la consapevolezza di quello che fa funzionare la rete. ...
Vorrei prescindere dalle risorse fisiche di Internet, in quanto tale
ecosistema è molto più vasto di questo. Potete includere anche gli aspetti
legali e regolatori, secondo i quali opera Internet». Le problematiche che
riguardano la rete Internet sono vastissime, e comprendono tutti gli aspetti
della nostra società. Mentre alcune questioni necessitano di un intervento
coordinato a livello internazionale, altre riguardano problematiche che
devono trovare una soluzione a livello locale e o regionale. Nella
costruzione della Società dell'informazione non esistono delle tematiche che
possono essere considerate di minore importanza rispetto ad altre, tuttavia
alcune di esse acquistano uno stato di priorità rispetto ad altre, a seconda
dell'ambiente internazionale regionale e locale al quale ci si vuole
riferire. La costituzione di un IGF locale è di importanza strategica per un
paese: di questo vi parlerà Stefano Trumpy, Presidente di ISOC Italia nella
sua relazione di oggi.
INTERNET GOVERNANCE FORUM
L'avvio del Forum sulla Internet Governance ha mostrato quanto sia diffusa
e sentita nel mondo l'esigenza di definire delle regole. Il meeting
inaugurale dell'IGF si è svolto nel Novembre 2006 ad Atene. Dopo Rio de
Janeiro, che ha ospitato il secondo Forum a fine 2007, l'IGF si terrà nel
dicembre 2008 in India a Hyderabad.
L'IGF è un organismo privo di poteri decisionali che studia quelle soluzioni
che avranno un'influenza a medio e lungo termine sulla Rete. Sono stati
avviati al momento un insieme di studi che hanno la finalità di identificare
le questioni di politica pubblica correlate alla governance di Internet e di
sviluppare una comprensione comune dei rispettivi ruoli e responsabilità dei
governi, delle organizzazioni internazionali del settore privato e della
società civile. Gli studi riguardano la gestione delle così dette risorse
critiche di Internet che include la responsabilità di assegnare gli
indirizzi IP e gli identificatori di protocollo e di gestire il sistema dei
nomi a dominio di primo livello, nomi generici e nomi nazionali nonché il
sistema dei root server. Un altro tema è la connettività che è un elemento
abilitante indispensabile: senza la possibilità di interagire attraverso la
Rete, ha un senso limitato parlare di Società dell'Informazione e tanto meno
di Internet Governance. La tutela della diversità culturale come patrimonio
comune di tutta l'umanità va preservata e valorizzata. Dobbiamo prestare
attenzione alla libertà in Rete in tutte le sue declinazioni, e in
particolare alla libertà di raccogliere, elaborare, esprimere e comunicare
idee, informazioni, oggetti intellettuali e conoscenze di ogni genere. Il
tema della sicurezza della Rete è potenzialmente molto vasto. Quali misure
adottare per arginare le patologie collegate al cattivo uso della Rete?
Sicurezza intesa sia come protezione fisica della Rete sia come protezione
dell'utente finale; sicurezza intesa sia dal punto di vista tecnologico, sia
dal punto di vista legislativo, per cui la quantità e qualità della
legislazione e il suo impatto nel mondo della Rete.
Allo IGF partecipa una comunità ricchissima di conoscenze che si confronta
sulle tematiche emergenti di Internet, ove i governi possono comprendere in
modo profondo le potenzialità e le patologie della Rete, mentre la società
civile ha una possibilità di esprimersi per rafforzare politiche per il bene
comune e il settore privato ha la possibilità di confrontarsi con le
esigenze dei governi e della società. In questo modello partecipatorio detto
"multi-stakeholder", chiunque sia direttamente toccato dalle questioni in
oggetto ha voce in capitolo nei processi che ne determinano la soluzione. Il
carattere straordinario ed eccezionale dell'IGF è di essere riuscito a
mettere insieme, a livello paritario, le voci di tutti gli stakeholder,
suddivisi in tre categorie: Società Civile, Settore Privato e Governi.
GOVERNO
Alla fine degli anni '90, con il decollo commerciale di Internet e con la
possibilità di accedere capillarmente ad una enorme quantità di informazioni
(news, intrattenimento, ...) e di servizi (pubbliche amministrazioni,
scuole, servizi sanitari, ..), la rete è divenuta una "infrastruttura di
comunicazione critica" che si differenzia da tutti i sistemi di
telecomunicazione precedenti e dalle modalità sociali ed economiche che essi
esprimevano. In quegli anno inizia l'interesse del governo italiano per
l'Internet.
La linea generale del governo italiano per quanto riguarda la
regolamentazione della Rete è sempre stata quella di intervenire in una
modalità leggera, solo nei casi necessari per prevenire usi distorti e
dannosi per l'interesse pubblico. Questo tuttavia non ha impedito che
talvolta siano state adottate normative non approvate dalla comunità degli
utenti.
Nel giugno 1998 su indicazione del Dipartimento per il Commercio USA nasceva
ICANN, nel dicembre 1999, a seguito della costituzione di ICANN, l'allora
Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, istituì con un Comitato di
esperti, afferente alla Presidenza del Consiglio, con il compito di definire
le linee strategiche di indirizzo per un approccio globale e sistematico
alle problematiche inerenti la rete Internet.
Dopo la iniziativa di D'Alema, nelle successive legislature l'impegno del
governo italiano sui temi dell'Internet è andato crescendo al passo con una
società sempre di più dipendente dall'accessibilità, dall'affidabilità della
Rete e dai servizi che questa permette di rendere disponibili al vasto
pubblico.
Un primo tentativo di costituire una occasione istituzionale di dialogo
multi-stakeholder da parte del governo italiano è stato il Tavolo di
consultazione con la Società Civile sulle tematiche del WSIS, messo in piedi
dal Ministro dell'Innovazione Lucio Stanca nel 2004. Successivamente nel
2006 ha iniziato ad operare il Comitato Consultivo sulla Governance di
Internet istituito dal Ministro Nicolais. Il Comitato ha assicurato una
copertura su tutti i temi discussi nel Internet Governance Forum,
rafforzando la presenza e la visibilità dell'Italia, tuttavia, per
l'effettivo impatto a livello locale di tutto questo sulle politiche
pubbliche per Internet, c'è ancora molta strada da fare. Beatrice Magnolfi,
Sottosegretario alle Riforme ed Innovazioni nella P.A. nella XV Leg.
approfondirà questi aspetti con la relazione dal titolo: Il Ruolo
dell'Italia nella governance della rete: un percorso da continuare.
SOCIETÀ CIVILE
A livello di comunità, esistono varie associazioni in Italia che si
occupano di rappresentare gli interessi degli utenti della rete. Fra queste
la Internet Society (ISOC) è stata al centro dei dibattiti sulla
organizzazione della gestione della Rete sino dagli inizi degli anni '90 ed
oggi partecipa con impegno al processo di definizione della governance della
Rete portando tutta la sua esperienza di organizzazione internazionale che
opera globalmente e localmente da oltre 15 anni. Siamo una organizzazione
internazionale senza scopo di lucro con membri in 180 paesi e con più di 80
sezioni nel mondo. È stata fondata da due dei padri di Internet, Vint Cerf e
Bob Kahn e promuove lo sviluppo aperto e la crescita di Internet a partire
dal 1992, ed è sede organizzativa dell'Internet Engineering Task Force
(IETF), l'organismo di standardizzazione della Rete.
In apertura al Forum di Rio il Presidente di ISOC, Lynn St. Amour, ha usato
la massima «Pensa globalmente, agisci localmente», per presentare in una
frase l'impegno dell'associazione per il futuro di Internet. La frase,
coniata dal biologo David Brower, è particolarmente indicata per Internet
dove la infrastruttura globale è totalmente dipendente dalle strutture
locali. Stefano Trumpy, in chiusura del Forum di Rio ha messo in evidenza
«la importanza giudicata costantemente crescente dei diritti e delle
responsabilità in Internet; in sostanza si assiste ad una progressiva
crescita di interesse sul tema dei diritti in rete» in tutte le sessioni del
Forum. ISOC sostiene che tutti gli interventi governativi sulle regole in
Internet hanno un aspetto altamente tecnico ed è ampiamente riconosciuto che
non conviene intervenire senza una previa consultazione con esperti nel
settore.
In riferimento ai temi della Internet Governance, ISOC Italia è impegnata
con la pubblicazione di espressioni di opinioni, ha più volte inviato
sollecitazioni al Governo perchè si presti anche in Italia attenzione alle
tematiche dell'Internet, ha contribuito alla costituzione della RALO Europea
e partecipa ai lavori della Dynamic Coalition sul "Internet Bill of Rigths".
Recentemente abbiamo aperto sul sito di ISOC ITALIA una nuova sezione - in
lingua italiana - dedicata alla Internet Governance per far conoscere questa
materia, di cui si discute da anni a livello internazionale. Il sito
introduce gli argomenti che caratterizzano la Internet Governance, mette in
risalto i vari aspetti e pubblica gli aggiornamenti sui processi in corso.
Abbiamo accolto l'invito della nostra casa madre per lavorare alla
sensibilizzazione degli utenti Internet di lingua italiana sui temi della
governance.
SETTORE PRIVATO
Anche il settore privato è invitato a contribuire al processo dell'Internet
Governance Forum. In questa componente rientrano Fornitori di servizi
Internet e Grandi utenti di Internet. qui con noi oggi abbiamo il piacere di
avere Confindustria servizi innovativi e tecnologici per parlarci di
"Internet governance, politiche per le Imprese e i Servizi"
COMPONENTE RICERCA
La vastità delle problematiche sinora descritte non può non far riflettere
sulla necessità di formare i nostri giovani e di coinvolgerli nel processo
del Internet Governance Forum. Penso a Corsi Universitari e Progetti di
ricerca.
* Supportare l'istituzione di uno spazio globale per studenti
specializzanti nelle tematiche della Internet Governance.
* Promuovere lo sviluppo della Governance di Internet come una materia
interdisciplinare di studio riconosciuta.
* Attivare ricerca avanzata, teorica ed applicata, sui temi della
Internet Governance.
* Facilitare il dialogo tra studenti e stakeholder sulle questioni di
politica della Rete.
CHIUSURA
A conclusione dei lavori del Forum di Rio Markus Kummer, Coordinatore
esecutivo del Segretariato ONU per l'IGF, condividendo le difficoltà del
processo di regolare un media globale come Internet in una società che non è
ancora globale, ha affermato che abbiamo molto da lavorare. Il 26 febbraio e
il 13 maggio si sono svolte a Ginevra le riunioni preparatorie del prossimo
meeting di Hyderabad, che si preannuncia interessante da seguire. L'IGF è
"modesto nei suoi mezzi, ma non nelle sue aspirazioni"; così lo ha definito
Ban Ki-Moon, Segretario Generale dell'ONU, nel suo discorso di saluto a Rio.
http://www.isoc.it/index.php?option=com_wrapper&Itemid=38
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l Ruolo dell'Italia nella governance della rete:
un percorso da continuare
Beatrice Magnolfi
"Il nostro lavoro, il mio lavoro sui temi della Rete comincia con il
Giugno/Luglio del 2006, quanto si insedia presso il ministro Nicolais il
Comitato Consultivo per la governance di Internet, presieduto da Stefano
Rodotà, che chiama a raccolta alcuni dei nomi che hanno rappresentato le
migliori esperienze in Italia sui temi della rete. Voglio insistere su
questo aspetto perché ci sono persone in Italia che su questi temi sono
riconosciute a livello internazionale e che non hanno mai avuto un
riconoscimento da parte del loro paese, o comunque non sono state mai
chiamate a dare una mano. Che il governo abbia nominato questo Comitato, a
cui per altro i membri hanno aderito in forma del tutta volontaria e
gratuita mi sembra una buona cosa, da parte loro in primo luogo e poi anche
da parte del governo. Quali erano gli obiettivi che abbiamo dato a questo
gruppo, al Comitato Consultivo. In primo luogo preparare la presenza
italiana al primo Igf di Atene, quindi arrivare ad Atene con un lavoro alle
spalle, che avesse saputo coinvolgere anche il mondo della rete italiano, 20
milioni di utenti Internet, imprese, associazioni di consumatori, insomma, i
portatori di interesse a vario tipo. In secondo luogo affiancare il Ministro
nell'individuare soluzioni non estemporanee, aggiornate, credibili non
velleitarie, per le politiche pubbliche in materia di Internet, nuove
tecnologie, tutto quello che riguarda le nuove problematiche aperte dalla
rete. Se devo dare un giudizio, considerato che siamo qui a guardare avanti,
a guardare al futuro, io penso che sul primo punto abbiamo fatto molta
strada, probabilmente anche al di là delle nostre aspettative, sul secondo
punto c'è ancora molta strada da fare, e probabilmente che il Comitato
Consultivo sia stato incardinato presso un Ministero e non presso la
Presidenza del Consiglio ha dato una visione parziale delle politiche
pubbliche, insomma appare un po' paradossale che noi stiamo ad invocare una
governance globale di Internet e poi non riusciamo a darci una governance
nazionale sulle politiche della rete. Purtroppo le soluzioni che si trovano
risentono di questa frammentazione, quindi questo vuole essere anche un
augurio al nuovo governo che trovi su questi punti, anche a partire
dall'esperienza svolta fin qui, una sintesi maggiore di quella fatta sinora.
Noi abbiamo messo su un tavolo tutti i rappresentanti degli altri ministeri,
ma poi alla fine, ognuno ha cercato di dare risposte per proprio conto, in
qualche caso non corrette, ai problemi che via via si presentavano nei
singoli ambiti. Bisogna anche considerare un problema di carattere generale:
il Ministro Brunetta, del quale anch'io riconosco la onestà intellettuale ha
detto, "studio e poi saprò meglio interagire". In generale siamo di fronte a
quella, che oggi per usare una frase di moda, potremmo definire una
straordinaria inesperienza della politica nei confronti della rete: non si
riesce quasi mai a fare quel salto utile a comprendere le dinamiche profonde
che stanno dietro la diffusione della rete, e quindi l'onda di cambiamento
epocale che immette nelle nostre vite, la pervasività, il così detto salto
di paradigma che come abbiamo più volte constatato cambia la sostanza delle
cose. Si prospetta come una nuova matrice culturale all'interno della quale
già si muovono un miliardo di persone, anche se non bisogna mai dimenticarsi
dei 5 miliardi che stanno fuori. Io ricordo sempre la frase di Negroponte,
che era in "Essere Digitali", una delle prime pubblicazioni sulla rete, in
cui l'autore affermava che l'informatica non riguarda solo i computer ma è
un modo di essere, e quindi dovrebbe investire sempre di più anche chi
presiede le politiche pubbliche.
Il primo passo che abbiamo compiuto nella scorsa legislatura si tenne il 16
di ottobre del 2006, giorno in cui il governo promosse il primo forum della
rete in Italia. In quella sede proponemmo un workshop ad Atene sulla Carta
dei Diritti, in aggiunta ai temi del IGF che sono stati definiti da Kofi
Annan, (openness, access, diversity, security). Ad Atene poi abbiamo trovato
grande attenzione, forse anche insperata, rispetto questa nostra
provocazione, durante un workshop proprio sui temi della Carta dei Diritti
della Rete, introdotto da Stefano Rodotà; forse il più affollato, il più
seguito di tutto il programma di Atene. Questa forte adesione ci diede anche
lo slancio per continuare, io in quella sede ho preso un impegno a nome del
governo italiano: quello di continuare in questo percorso, con un
appuntamento in Italia. Questo appuntamento è tenuto poi a Campidoglio il 27
settembre del 2007, a cui hanno partecipato - è stato già detto - 70
delegazioni, rappresentanti di governo, associazioni, attori economici di
altrettanti paesi: un passo avanti decisivo, io lo considero, verso il
percorso dell'Internet Bill of Rights. A Rio, al secondo Igf, al quale io
purtroppo non sono potuta andare perché impegnata inutilmente a sostenere
il governo, sono stata sostituita dal Sottosegretario Vimercati: un altro
passo avanti importantissimo, la presenza di 1500 rappresentanti di governo
e tanti altri esponenti della Società Civile e del settore privato.
A Rio la nostra proposta, che pure all'inizio era considerata con freddezza
da tutti i nostri interlocutori a cominciare dalle Nazioni Unite, ha fatto
molta strada: nella relazione finale dell'IGF, infatti, la proposta
dell'Internet
Bill of Rights, è stata fatta propria dal responsabile coordinatore
dell'IGF delle Nazioni Unite. Che cosa è successo a sintesi a Rio, a mio
parere: sono state sconfitte alcune obiezioni di fondo, la prima che non
servono regole, che la rete per sua natura è anarchica, che qualunque tipo
di regolamentazione rischia di imbrigliarla di diminuire la libertà, la
spontaneità, insomma la vocazione con cui la rete stessa è nata. Ora i fatti
hanno dimostrato e dimostrano tutti i giorni che l'assenza di regole non
vuol dire maggiore libertà, ma vuol dire spesso sopraffazione, vuol dire
che i più forti hanno strumenti per sopraffare i più deboli, siano essi
governi, siano esse le grandi multinazionali del software, e questo avviene
e avviene ogni giorno; il diritto d'accesso, ad esempio, viene ancora negato
in molti paesi, perché la rete è vista come un vero nemico, come un nemico
importantissimo da fronteggiare perché è un grande alleato degli oppressi.
Chi ha seguito le vicende recenti della Birmania riconoscerà l'importanza di
vedere quelle immagini rarissime che prima non sarebbero neppure arrivate,
ma altrettanto rapida è stata la repressione feroce della giunta militare,
che ha chiuso gli unici due provider del paese.Lì è facile, sono solo due,
si imbrigliano e sono sottoposti a tutta una serie di filtri governativi
quindi si può bloccare il flusso delle informazioni. In tutto il mondo
parecchie decine di persone sono in carcere per avere utilizzato la rete in
maniera sgradita alle autorità: 50 solo in Cina, se non sono aumentati;
durante il Congresso del partito comunista cinese sono stati chiusi 18 mila
siti Internet, secondo Reporter senza Frontiere, che ha redatto l'ultimo
rapporto sulla libertà di informazione, anche la Malesia la Thailandia, il
Vietnam, l'Iran la Corea del Nord, temono Internet e si difendono con
regole, quelle si, nella assenza di regole stabilite a livello globale,
dalla libertà d'informazione, dalla libertà di espressione. C'è di bello
come è stato scritto qualche tempo fa su Herald Tribune che anche un blog
chiuso è un blog potente: ecco questa mi è sembrata una bella frase che dà
speranza, perché sulla rete alla fine anche il silenzio parla, può essere un
grido e un messaggio di libertà. I regimi lo hanno capito, lo hanno capito
molto bene, le grandi democrazie un po' meno,è questo un motivo fondamentale
per cui servono regole. Dopo Rio si è capita un'altra cosa, che voglio
ricordare, è stato tra gli altri un tema presente nel nostro Dialogue Forum
del 27 ottobre a Roma: non è sufficiente l'affermazione dei diritti umani,
così come è stata codificata nei secoli scorsi. C'è chi si domanda a che
serva una costituzione di Internet quando ci sono già le costituzioni,
quando ci sono già le convenzioni internazionali sui diritti umani. Noi - in
primo luogo Stefano Rodotà - rispondiamo sostenendo che c'è stata una grande
discontinuità, e questa discontinuità apre scenari inediti, e quindi reca
con sé l'esigenza di codificare una nuova generazione di diritti che non
nega minimamente non si contrappone non è incoerente rispetto i diritti
fondamentali ma li declina nella modernità. In relazione alla cittadinanza
digitale, poi questo è il diritto di fondo in tutti i suoi aspetti,
svaniscono i confini, anche della giurisdizione: un raduno di pedofili su
Internet, è un reato? Se lo è dove si persegue con quali strumenti?
Non c'è più differenza fra originale e copia di un bene immateriale, la
grande fotocopiatrice non consuma le opere dell'ingegno, ma ne moltiplica il
valore riproducendolo all'infinito, tutto ciò scardina, se si vuole o no, le
regole dei diritti di proprietà intellettuale così come ad oggi vengono
codificati. È cambiato il mondo del lavoro sono nate nuove professionalità,
ad esempio i provider, è giusto che siano i providers a controllare i
contenuti? Come si evita la diffamazione in rete? Chi garantisce la privacy
sui blog? Sono tutti problemi inediti e giganteschi che ogni giorno dobbiamo
fronteggiare. La rete a proposito di lavoro rende possibile il telelavoro
che ancora poco sfruttato, quando penso al telelavoro alla pubblica
amministrazione, immagino un sistema che scardina profondamente le cose:
vuol dire che non è più la presenza fisica in ufficio, diciamo con buona
pace dei fannulloni, il cardine del rapporto con il datore del lavoro, ma
semmai il risultato.
Il lavoro mediante la rete ha inaugurato anche nuovi metodi cooperativi che
sono il fondamento dell'economia della condivisione, basti pensare alle
licenze Creative Commons, dove il guadagno di uno non è necessariamente la
perdita di un altro. Ci sono da queste licenze nuove opportunità per la
pubblica amministrazione, che ogni anno spende moltissimo per le licenze
proprietarie. Il Ministro Nicolais ha reinsediato la Commissione Open
Source, che era presieduta dal Prof. Meo; questa commissione ha concluso la
prima fase di lavoro con un primo rapporto, in cui si rilevano le enormi
differenze di costi fra sistemi open e sistemi proprietari, e si afferma che
i primi non richiedono nemmeno sforzi formativi particolari perché sono
facili da usare, o almeno non più difficili di una nuova interfaccia
proprietaria. L'accessibilità per i disabili è un altro tema su cui in
questi due anni abbiamo fatto un po' di strada, ma ancora molto c'è da fare;
ci sono poi i problemi legati alla sicurezza, ad incominciare da quella per
i minori; poi la privacy; il dibattito sulla dichiarazione dei redditi on
line, ha creato nuovi problemi, nuove domande, nuovi interrogativi a cui è
interessante la risposta che ha dato il Garante, ma forse è da approfondire,
così come è da approfondire la questione del diritto all'oblio: è giusto che
chi oggi fa il ministro sia perseguitato dai video su Yahoo? (lo lascio così
come punto interrogativo di attualità). Dietro la dichiarazione dei redditi
online fra l'altro c'è un'altra questione di cui mi auguro che il Min.
Brunetta voglia in qualche modo prendere atto, comunque approfondire. Che
cosa si intende nell'era della rete per dato pubblico e come si definisce
l'accesso ai dati pubblici nell'era della rete, ora che il quadro di
riferimento non è più quello della legge 241 del '73 (che ammetteva che si
andasse al Comune per avere la dichiarazione dei redditi per poi magari
sbatterle in cronaca locale alla mercé di chiunque: quando vai
dall'edicolante non ti devi registrare, compri il giornale e basta, te lo
puoi anche conservare on line se vuoi per tutta la durata che desideri). E
quindi come si bilancia, secondo il principio di proporzionalità, il bisogno
enorme di trasparenza nella pubblica amministrazione, con il diritto alla
privacy? E poi si possono, ecco mi piace che il Ministro abbia toccato
questo tema, rivedere i siti pubblici, un patrimonio enorme, 1200 siti solo
della pubblica amministrazione centrale in modo che siano meno vetrina, ma
facciano fare un salto in avanti verso la trasparenza, quindi rendano
disponibili ai cittadini tutte le informazioni, anche i nomi, gli incarichi,
le retribuzioni? Si può far contare il giudizio degli utenti nella
valutazione dei dipendenti pubblici, e secondo quali regole abbiamo bisogno
di essere consapevoli dei rischi ad esso connessi, il voyeurismo, l'invidia
sociale? Infine la politica, tutta la sfera della politica, quanto cambierà
la politica, il nuovo modello partecipativo della rete del web 2.0, questa
voglia dei cittadini di prendere la parola, di dire la loro di intervenire
e di essere protagonisti, e questo cambierà la politica in meglio o in
peggio? Proprio Rodotà ha parlato della democrazia delle emozioni, in
qualche modo adombrando questo rischio di deriva populista che c'è dietro
il nuovo rapporto, assolutamente inedito, fra la rete e la politica. Il
processo dell'Internet Bill of Rights può essere un'occasione straordinaria,
anche per il nostro paese per approfondire questioni nuove di enorme
portata, che tutti i paesi si trovano a fronteggiare. Non si devono
perseguire iniziative estemporanee di rango solo nazionale, che rischiano di
essere inefficaci senza un quadro di riferimento globale. Io credo che il
riconoscimento del rilievo dell'Internet Bill of Rights è stato un grande
risultato per il nostro paese e oggi l'Italia non è più da sola, ma è
insieme a Brasile, Argentina, che vuole essere con noi, Francia, che è molto
attenta a questi temi. L'Unione Europea ci ha chiesto di dotarci di un forum
sulla governance di Internet nazionale, ciascun paese deve fare un passo
avanti in questa direzione, l'Italia una volta tanto si è trovata in prima
fila e non l'ultima. Ho ascoltato pochi giorni fa il Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano che celebrava il 60esimo compleanno della
nostra Costituzione; ha detto molte cose importanti con la sobrietà che lo
contraddistingue, assolutamente lontano da qualunque retorica. Una cosa mi
ha colpito da una persona non giovanissima certamente non cresciuta nell'era
della rete: ha detto che i diritti sanciti nella prima parte della nostra
costituzione sono sempre assolutamente attuali e ancora da realizzare
profondamente in qualche caso nella nostra vita civile e politica, ma vanno
fatti vivere, vanno fatti vivere sopratutta alla luce delle grandi
trasformazioni delle nuove tecnologie e dei nuovi scenari. Il Presidente
Napolitano evidentemente è attento a quanto accade nella Società
dell'Informazione, quindi io mi auguro che si vada avanti, mi auguro di
potervi rivedere presto in Sardegna e magari poi in India, con un
protagonismo dell'Italia ancora maggiore se è possibile, rispetto a quanto
noi indegnamente abbiamo cercato di costruire.
http://www.isoc.it/index.php?option=com_wrapper&Itemid=38
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Domenico Laforenza
Direttore IIT Istituto di Informatica e Telematica del CNR
Il programma The future of the Internet della Commissione Europea
Lavorare, fare affari, creare e condividere contenuti, apprendere, giocare,
fare shopping, creare reti sociali a livello planetario, parlare con amici
attraverso i continenti. Tutte queste attività hanno oggi un comun
denominatore: Internet.
Internet ha rivoluzionato le nostre abitudini sociali e le imprese. Essa si
è evoluta da una rete di computer a una rete di persone. E il cambiamento è
ben lungi dall'essere concluso e, in futuro, Internet è destinata a cambiare
ancora più profondamente i nostri stili di vita.
La Rete del futuro sarà l'Internet delle cose e dei servizi. Infatti, già
oggi, 1,5 miliardi di persone utilizzano Internet e con l'esponenziale
diffusione delle comunicazioni mobili e pervasive, nel giro di pochi anni,
si stima che oltre 4 miliardi di utenti, dispositivi e oggetti saranno
collegati ovunque e in qualsiasi momento.
Durante questo seminario il relatore, dopo una introduzione sulle tematiche
relative all'Internet del Futuro, presenterà le strategie dell'Unione
Europea nel Settimo Programma Quadro a riguardo.
Presidente di ISOC Italia
Stefano Trumpy
Evoluzione della governance delle risorse critiche: il sistema degli
indirizzi di Internet
Il Domain Name System (DNS) e' il sistema degli indirizzi numerici (IP) e
dei nomi a dominio che assicura la unicita' della rete Internet.
Il DNS e' oggi gestito da ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and
Numbers) con sede in California e con una supervisione del Dipartimento del
Commercio del governo USA; tale supervisione dovrebbe terminare alla fine di
settembre di questo anno.
Entro ICANN opera il GAC (Governmental Advisory Committee nell'ambito del
quale Stefano Trumpy svolge la funzione di rappresentante del governo
italiano). Dopo il termine del rapporto con il governo USA, il GAC dovrebbe
continuare ad assicurare una partecipazione governativa alle attivita' di
ICANN che coinvolgono diversi aspetti di "public policy"; la
internazionalizzazione della gestione del DNS e' un passo importante in
linea con le raccomandazioni dello World Summit on Information Society
(2005) e dei successivi Internet Governance Forum promossi dalle Nazioni
Unite.
La gestione del DNS e degli aspetti correlati va sotto la etichetta "risorse
critiche di Internet". Le questioni in discussione sono connesse ad un tema
di assoluta rilevanza: "di chi e' la proprieta' del sistema Internet?". La
risposta a questo tema e': Internet e' proprieta' di tutte le componenti
della societa' interessate e cioe' dei governi, del settore privato
coinvolto nella fornitura dei servizi e degli utenti che sono attori
fondamentali nella produzione dei contenuti informativi ed anche di molti
servizi di uso diffuso. Si usa anche dire che il valore dell'Internet e'
sopratutto nella intelligenza alla periferia. Questi valori sono sempre piu'
diffusi man mano che la rete si espande e raggiunge strati piu' ampi della
popolazione; in Europa ormai, in quasi tutti i paesi, la utenza supera gia'
la meta' della popolazione ed il trend e' in continuo aumento.
Nella presentazione verra' esposto un quadro su come l'autore prevede che
negli anni avvenire si evolvera' la gestione delle risorse critiche di
Internet. La discussione, a livello internazionale, e' molto sentita e vede
contrapporsi visioni piu' stataliste, come quelle legate allo ITU
(International Telecommunications Union delle Nazioni Unite) a visioni
basate sulla evoluzione del modello di ICANN, gestito dal settore privato ma
con una partecipazione delle varie componenti, in una logica multi
stakeholder, anche nel Board of Directors.
Le questioni esposte sono affini anche ad altri settori della governance e
riguardano modelli di gestione che trovino il giusto equilibrio delle
componenti menzionate sopra.
Stefano Santinelli
General Manager Microsoft Consumer & Online Italia
Il rapporto tra la proprietà intellettuale e la libertà di espressione
La difesa dei cosiddetti "diritti digitali" per le opere coperte da diritto
d'autore è un tema di grande attenzione a livello europeo, così come in
Italia. Il nostro Paese ha avviato con il Comitato tecnico contro la
pirateria digitale e multimediale un dialogo importante con tutte le parti
interessate. Allo stesso tempo sono nate numerose iniziative parlamentari
come i ddl dell'On. Carlucci e dell'On. Barbareschi e gli emendamenti dell'On.
D'Alia e dell'On. Cassinelli.
Una pluralità di iniziative che dovranno affrontare il tema nel rispetto
della privacy degli utenti, garantendo un corretto livello di difesa dell'IP
e promuovendo forme di autoregolamentazione fra tutti gli attori del
fenomeno in modo condiviso e soprattutto tecnicamente efficace.
E' obiettivo di tutti non creare forme di criminalizzazione della rete, ma
al contrario di incrementare l'uso e la fruizione di contenuti ed esperienze
di navigazione sicure, rispettose della privacy e che salvaguardino la
libertà di espressione e di contribuzione culturale per una società così
dinamica come quella di oggi.
In particolare, nell'ambito della protezione dei diritti di proprietà
intellettuale su Internet, è da ritenersi necessaria l'attuazione di regole
chiare volte a garantire la collaborazione tra tutti gli stakeholders
coinvolti (ISPs, piattaforme di hosting e servizi e titolari diritti IP).
Microsoft è quindi favorevole ad un sistema di autoregolamentazione che
metta in essere procedure di collaborazione fra tutti gli attori del mondo
di Internet, al fine di tutelare le libertà degli utenti ma al tempo stesso
difendere i diritti dei titolari. Questo lascerebbe altresì ai titolari dei
diritti la possibilità di ricorrere in giudizio ove lo ritenessero
opportuno.
Oltre alle tematiche sopra menzionate, la presentazione affronterà anche il
tema dei meccanismi di notifica e delle misure di monitoraggio a
disposizione dei detentori dei diritti oltre all'importante aspetto dei
sistemi di gestione dei diritti digitali, i così detti DRM (Digital Rights
Management Systems).
Verrà presentato, infine, il caso di MSN.it, il portale dei contenuti, che
da sempre pone grande attenzione sia ai contenuti di qualità forniti da
content provider di primo livello sia ai contributi user generated, nel
rispetto della libertà sulla Rete e della proprietà intellettuale.
Joy Marino
Vicepresidente AIIP Associazione Italiana Internet Provider
Il ruolo della governance nell'ecosistema dell'industria di Internet
Internet non è semplicemente una tecnologia nell'industria delle
telecomunicazioni. È più simile ad un complesso ecosistema che è nato quasi
per caso e si è evoluto fino allo stato attuale grazie a tutta una serie di
fattori, alcuni preordinati, ma molti altri principalmente casuali. Come
tale va compreso, nei suoi principi essenziali, e salvaguardato da
interventi che ne alterino l'essenza fondamentale.
La complessità del sistema è tale che gli effetti di qualsiasi intervento
dall'esterno si verificano a cascata ed a distanza di tempo, e possono avere
conseguenze inaspettate ed imprevedibili. Per di più si tratta di un
ecosistema che trascende le frontiere fisiche tra Stati, per cui ogni
intervento, per quanto locale, ha sempre e comunque conseguenze globali.
All'interno di ogni segmento, più o meno omogeneo, di industria valgono
leggi che ne regolamentano l'equilibrio e lo sviluppo; in questi ambiti
"regolamentare" significa spesso trovare il punto di equilibrio, il miglior
compromesso tra esigenze contrastanti. Alcuni esempi possono essere fatti
relativamente all'industria delle telecomunicazioni, o a quella dei
contenuti.
Le interazioni tra segmenti diversi (ad esempio, l'accesso in rete, la
distribuzione di contenuti, la pubblicità, l'e-commerce) pongono altri tipi
di problemi. Oltre alla regolamentazione della concorrenza all'interno di
uno specifico segmento, ci sono regole da far rispettare per quanto riguarda
i comportamenti di soggetti con particolare forza di mercato (dovuta ad
esempio ad effetto rete o posizione predominante in mercati contigui).Ma
anche queste sono regolamentazioni di compromesso, bilanciando la forza e
l'efficienza
delle grandi aziende operanti su più segmenti con la capacità di innovare e
di diversificare delle piccole e medie aziende presenti anche in un solo
segmento. Le numerose storie di successo di aziende nate da un'idea
innovativa che si sono trasformate in grandi aziende fanno vedere come
l'ecosistema
di Internet sia particolarmente adatto come terreno di cultura per
l'innovazione.
Ci sono però aspetti del funzionamento dell'ecosistema che trascendono
questi aspetti di tipo competitivo e dovrebbero costituire il corpus
condiviso tra tutti i soggetti, perché il loro venir meno metterebbe in
crisi l'intero sistema, portandolo in breve alla paralisi. Inoltre, se molte
delle regole sopra ricordate possono valere in specifici ambiti nazionali o
continentali, non è possibile imporre regole arbitrariamente diverse per una
singola nazione e non rendersi conto che, nel medio periodo, l'unico
risultato possibile sarebbe la completa esclusione dall'ecosistema globale.
Come in un videogame di simulazione (SimEarth, ad esempio), alterando pochi
parametri si possono verificare alla lunga conseguenze drammatiche ed
irreversibili.
ita Forsi
Direttore ISCTI, Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie
dell'Informazione
La governance di Internet: l'innovazione al servizio del Paese
L'intervento inizierà con una brevissima presentazione del nuovo Ministero
dello Sviluppo Economico, del Dipartimento per le Comunicazioni e dell'ISCTI.
Quindi saranno esposte alcune riflessioni in ordine ad alcune delle
competenze che, anche tramite il DPR di riorganizzazione del Ministero, sono
attribuite all'ISCTI, ed in particolare circa:
1) La vigilanza sull'assegnazione dei nomi a dominio per il ccTLD.it;
2) La Internet governance.
Per il primo argomento sarà fatto il punto della situazione sulla
discussione attualmente in atto sulla transizione dal metodo di
registrazione dei nomi a dominio asincrono a quello sincrono.
Per il secondo argomento saranno invece offerti elementi informativi sugli
attuali impegni del Ministero-Dipartimento Comunicazioni il quale,
rigorosamente operando nell'ambito delle proprie competenze, sta già
rivolgendo la propria attenzione a vari aspetti quali:
a) INTERNET DEL FUTURO (progetto RFID, transizione IPv4-IPv6, sicurezza
delle reti e dell'informazione);
b) QUALITA' DEI SERVIZI (misurazione della qualità degli accessi, in
collaborazione con FUB);
c) MODERNIZZAZIONE DELLA PA (formazione tecnica in materia di sicurezza
informatica, sinergia con altre PA anche offrendo supporto tecnico
qualificato, e formazione manageriale specialistica attraverso la Scuola
Superiore di Specializzazione in Telecomunicazioni);
d) PRESENZA IN ORGANI E CONSESSI INTERNAZIONALI (ICANN,ENISA).
Giova ricordare, poi che presso il Dipartimento opera il Comitato INTERNET E
MINORI.
Pertanto questo Ministero intende confermare di poter offrire propri
originali contributi al massimo livello, in collaborazione sinergica con
tutti i soggetti che a vario titolo si occupano della RETE e delle sue
tematiche.
L'ISCTI conferma la sua vocazione a supportare trasversalmente il
Dipartimento ed il Ministero nello svolgimento delle azioni di competenza
"governativa "in materia.
Vittorio Bertola
Esperto di ISOC Italia
Considerazioni sulla neutralita' della rete
La neutralità della rete è uno dei principi fondamentali di Internet ed è
necessaria sia per la sua libertà sia per il suo buon funzionamento tecnico
ed economico. In sintesi, essa consiste nel principio secondo cui i
fornitori di connettività (ISP) e gli altri operatori della rete devono
occuparsi di trasportare le comunicazioni degli utenti fino a destinazione
senza discriminarle, ossia senza privilegiare o al contrario filtrare
(rallentare) alcune applicazioni o alcuni contenuti in base alle loro
convenienze.
I rischi legati al mancato rispetto della neutralità della rete sono
molteplici: in termini economici, gli operatori di telecomunicazioni
potrebbero cercare di sfruttare il controllo esercitato sulla connettività
degli utenti per favorire i propri portali, servizi o contenuti rispetto a
quelli di altre parti, impedendo una vera concorrenza sul mercato e
bloccando le opportunità di innovazione degli utenti finali - individui,
università, altre aziende - che sono state alla base dello sviluppo di
Internet. Inoltre, per vagliare le comunicazioni degli utenti è necessario
intercettarle sistematicamente; in questo modo i pochi grandi operatori di
telecomunicazioni presenti nelle varie nazioni potrebbero facilmente
diventare un punto di sorveglianza degli utenti, favorendo gli attacchi alle
libertà personali da parte dei grandi conglomerati economici o dei governi.
Durante l'intervento saranno brevemente esposte le ragioni tecniche ed
economiche per cui Internet è stata disegnata attorno al principio di una
rete neutrale e per cui è bene che continui ad esserlo.
--------------------
Essere colti è l'unico modo per essere liberi
José Martí
L'istruzione è stata da sempre di importanza fondamentale per la Rivoluzione
Cubana.
Nel 1961, il Governo cubano ha organizzato una Campagna di Alfabetizzazione ed è
riuscito, in un solo anno, a sradicare la piaga dell'analfabetismo, che ancora
oggi colpisce i Paesi del Terzo Mondo e anche alcune zone dei Paesi
industrializzati.
Questo incredibile successo è stato riconosciuto dall'Organizzazione delle
Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) che ha fatto
porre una targa all'ingresso del Museo della Alfabetizzazione a La Habana con
queste parole:
"Da tutto il mondo verranno a chiedervi come avete fatto"
L'istruzione a Cuba è completamente gratuita. Lo Stato socialista non solo offre
le strutture, ma rende disponibili i mezzi e il materiale didattico perché
questo diritto possa essere messo in pratica.
Per il fatto di poter contare su una base così ampia di risorse umane, come
laureati e tecnici, Cuba ha raggiunto ottimi risultati nel settore medico e in
quello della ricerca scientifica.
Cuba, una grande scuola
Quando tutti gli uomini sapranno leggere,
la coscienza e l'orgoglio dell'indipendenza
garantiranno il buon esercizio della libertà
José Martí
Secondo i dati dell'UNESCO, circa 128 milioni di bambini in età scolare di paesi
sottosviluppati mancano di scuole.
A Cuba, con una popolazione complessiva di circa 11 milioni di abitanti, oltre
2.500.000 studenti frequentano le scuole.
Spesa pro capite nel mondo per l'istruzione 162 dollari
Spesa pro capite a Cuba per l'istruzione 195 dollari (dati UNESCO)
Il sistema educativo nazionale non è aperto ai soli cubani.
Infatti, i corsi dal livello medio fino a quello universitario sono frequentati
da diecimila borsisti stranieri. Il rapporto tra studenti stranieri e studenti
nazionali è percentualmente il più alto del mondo.
Negli ultimi decenni si sono laureati a Cuba più di 26.000 studenti stranieri
provenienti da 110 paesi.
Educazione e Rivoluzione
Tutti gli uomini devono coltivare la propria intelligenza
per rispettare così se stessi e il mondo
José Martí
Prima della Rivoluzione a Cuba c'erano 1.000.000 di analfabeti, più di 1.000.000
di semianalfabeti, 10.000 insegnanti senza lavoro e 600.000 bambini privi di
scuole. L'abbandono scolastico era molto alto a causa delle condizioni di
miseria.
Dopo il trionfo della Rivoluzione, iniziò la campagna di alfabetizzazione che
ridusse in un anno dal 23.6 % al 3.9 % l'indice di analfabetismo nel paese.
Oggi l'indice di analfabetismo è solo dell'1.9 % e Cuba ha il più alto numero di
maestri, medici, istruttori artistici e di sport fra tutte le nazioni del mondo
in rapporto al numero di abitanti.
A Cuba c'è 1 insegnante ogni 37 abitanti, nel resto dell'America Latina la media
è di 1 insegnante ogni 270 abitanti.
Il 96.1 % degli allievi termina il corso di studi primari. E' la percentuale più
alta fra tutti i paesi d'America, Stati Uniti compresi. Nell'America Latina la
percentuale media è soltanto il 44 %.
Il sistema di istruzione
Il popolo più felice è quello che ha istruito meglio i suoi bambini
José Martí
Il processo educativo passa attraverso le seguenti fasi:
Circolo Infantileda 6 mesi fino a 4 anni
Circolo Prescolareda 5 a 6 anni
Primaria Basicadal 1° al 6° grado (7-12 anni)
Secondaria Basicadal 7° al 9° grado (13-15 anni)
Pre-Universitariadal 10° al 12° grado (16-18 anni)
Educazione Superiore dopo il 12° grado con esame di ammissione
L'istruzione è obbligatoria fino al 9° grado. Esistono 47 Centri Universitari.
La maggior parte delle scuole secondarie e universitarie è situata nella
campagna dove allo studio è abbinato il lavoro nei campi (3 ore giornaliere).
Vengono forniti, sempre gratuitamente, vitto e alloggio nella scuola stessa.
Vi sono inoltre:
Scuole Vocazionali d'Arte, Scuole Vocazionali di Scienze Esatte, Scuole
Vocazionali a Indirizzo Sportivo (a queste scuole si accede previo esame
d'ammissione e lo studente deve mantenere ogni anno una votazione finale di
85/100. Qualora non raggiunga questo risultato, verrà reinserito nel ciclo di
studi normale).
Scuole di Educazione Speciali per portatori di handicap
Scuole di Educazione Tecnica e Professionale
Scuole di Qualificazione
Scuole serali per Adulti
Non è stata chiusa una sola scuola
Tutti sappiamo che in tutte le società conosciute,
nei momenti di crisi si eliminano o si tagliano le spese per l'istruzione o la
sanità.
In tutte le società, esclusa in quella cubana.
dal quotidiano nazionale dell'Uruguay "Brecha"
E veramente la realtà educativa della piccola isola sembra incredibile.
In mezzo alla precaria situazione economica che vive il paese, oppresso da un
blocco nordamericano che dura da quasi 40 anni, e con la perdita dell'80 % dei
suoi mercati in conseguenza della caduta dell'Unione Sovietica, Cuba non ha
chiuso una sola scuola.
Non sono stati lasciati i bambini senza insegnanti né insegnanti senza lavoro,
come spesso accade in nazioni a sviluppo economico maggiore.
Lo sforzo per mantenere aperte tutte le scuole è enorme.
Oltre all'impegno del Governo e della stessa popolazione, c'è da aggiungere
anche l'aiuto che si manifesta con donazioni di materiale didattico da parte dei
paesi solidali con l'isola caraibica.
Nonostante le difficoltà economiche, il paese per l'anno scolastico 1994-1995 ha
aperto 300 nuove aule, ha riparato 2000 scuole e l'anno scorso ha terminato la
costruzione di 7 nuovi centri, che ospitano ciascuno 400 studenti.
http://www.italia-cuba.it/cuba/schedacuba/istruzio.htm
L'UNESCO COMPARE L'ENSEIGNEMENT DE 16 PAYS D'AMÉRIQUE LATINE
Cuba : champion latino-américain de l'éducation
lundi 30 mars 2009 par Tino Delabie
Entre 2004 et 2008, l'UNESCO, l'Organisation des Nations Unies pour l'éducation,
la science et la culture, a mené une étude comparative des performances
scolaires de 16 pays d'Amérique latine. L'UNESCO a ainsi examiné les prestations
de 196 000 élèves issus de 9000 classes (3065 écoles) de troisième et sixième
années primaires. Et ce dans trois domaines : la lecture, les mathématiques et
les sciences. Il ressort de cette étude (1), pour chacun des trois domaines, que
les enfants cubains se distinguent très nettement.
Conclusions
http://www.skolo.org/spip.php?article1015
L'enquête comparative de l'Unesco montre des résultats largement au-dessus de la
moyenne latino-américaine pour les élèves cubains (de 3ème et de 6ème année
primaire), que ce soit en lecture, en mathématiques ou encore en sciences. Nous
connaissons en Europe l'enquête Pisa, qui compare les prestations en lecture,
mathématiques et sciences des élèves de 15 ans. Comme dans l'enquête de
l'Unesco, la moyenne se situe à 500 points et l'écart type est de 100 points. La
Finlande y obtient en général la première place (avec une moyenne d'environ 550
points), mais l'écart avec les 10 pays suivants n'est que de quelques dizaines
de points. La moyenne que Cuba obtient dans l'enquête de l'Unesco se situe au
moins un écart type (100 points) au-dessus de la moyenne latino-américaine.
Selon ce rapport de l'Unesco, Cuba se classe littéralement hors concours.
Le rapport de l'Unesco ne nous apprend pas grand chose sur les raisons des bons
résultats de Cuba. Probablement pour ne pas trop gêner certains gouvernements,
le rapport se contente de commentaires explicatifs plutôt généraux et
superficiels. On note qu'il y a une corrélation positive entre le PNB par
habitant et les résultats scolaires (un pays plus riche obtient de meilleurs
résultats) et une corrélation négative entre le coefficient "Gini" et les
résultats scolaires (un pays moins inégal dans la redistribution des revenus
obtient de meilleurs scores scolaires). On note également qu'il y a des facteurs
propres au système d'enseignement de chaque pays . L'Aped a organisé ces
dernières années plusieurs voyages d'étude à Cuba. La très grande majorité des
participants ont pu vérifier sur place à quel point l'enseignement était
vraiment une priorité. Nous relirons utilement quelques extraits d'un article
écrit par Jean-Pierre Kerckhofs (qui a fait ce voyage) : « L'école est
obligatoire jusqu'à 16 ans, ce qui est exceptionnellement élevé pour un pays du
Tiers Monde. Elle est entièrement gratuite, y compris dans le supérieur. L'Etat
Cubain consacre presque 10 % du PNB à l'enseignement. ?Sans entrer dans le
détail des structures, il est important de signaler qu'il y a un tronc commun de
formation jusqu'à 15 ans. Les jeunes reçoivent une formation générale poussée
tout au long de leur scolarité. L'Histoire se voit attribuer une place
importante. Ainsi que la formation politique et idéologique. On a pu apprécier
le haut niveau de maturité des jeunes Cubains. Nous avons également pu constater
que la formation en langue maternelle et en sciences est de très bon niveau.
Mais si la formation théorique est de grande qualité, elle est associée à une
formation pratique sérieuse. L'objectif avoué étant de ne pas séparer les jeunes
entre « intellectuels » et « manuels ». On veut que tous les jeunes comprennent
la réalité concrète du travail en usine et du travail agricole. Aussi bien le
vécu des travailleurs que la production elle-même. Par exemple, dans les écoles
rurales, les élèves produisent eux-mêmes tout ou partie de ce qui est consommé à
la cantine. Ils disposent d'un potager en primaire et de champs cultivés déjà
plus conséquents dans le secondaire. Les écoliers des villes, eux, consacrent un
mois au travail à la campagne. ?Au delà de 15 ans, les élèves sont orientés vers
une filière technique qui les prépare à un métier ou vers une filière générale
qui les prépare à l'université. Mais dans les deux cas, la formation globale
n'est pas négligée. La formation générale reste exigeante en technique. Et la
formation pratique est toujours présente dans les filières plus théoriques. Même
en dernière année d'université, les élèves participent aux travaux des champs.
?On pourrait évidemment se demander comment un tel niveau théorique peut être
atteint malgré le temps passé en usine et aux champs. Il ne s'agit nullement
d'un miracle : les jeunes cubains ont de longues journées scolaires. Elles
s'étalent habituellement de 7h 30 à 18h 30. Mais jamais nous n'avons eu
l'impression qu'un tel horaire représentait pour eux un fardeau. Il faut
préciser qu'en plus des cours théoriques et des cours et stages pratiques, la
formation artistique (musique, peinture, etc.) et sportive est loin d'être
négligée, ce qui rend les journées très variées. Bien sûr, cela demande des
moyens en encadrement. Malgré les difficultés, ces moyens sont dégagés. Même
pendant la « période spéciale » (NDLR : celle où Cuba dut faire face à la
disparition du bloc soviétique, avec lequel il entretenait des échanges
économiques déterminants) aucun poste n'a été supprimé ».
(1) Références de l'étude, disponible en ligne au format pdf (toutes les
références renvoient aux tableaux et graphiques de ce document) : Los
aprendizajes de los estudiantes de América Latina y el Caribe, Resumen Ejecutivo
del Primer Reporte de Resultados del Segundo Estudio Regional Comparativo y
Explicativo, Unesco en LLECE
WIKIPEDIA
Giovanissimi Pionieri a scuola
La scuola cubana è obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età ed è completamente
gratuita, inclusa l'università. Lo stato fornisce gratuitamente agli studenti il
materiale scolastico, il servizio mensa e anche l'alloggio per frequentare
l'università. Molti studenti provenienti dai paesi latinoamericani e del terzo
mondo frequentano senza sostenere alcuna spesa le università cubane. Il 97,3%
della popolazione adulta è alfabetizzata. Durante gli anni sessanta il governo
cubano si impegnò in una massiccia operazione di alfabetizzazione popolare:
furono aperte nuove scuole e nuovi centri di studio soprattutto nelle aree
rurali, furono introdotte biblioteche nelle zone rurali e le scuole private e
parrocchiali vennero nazionalizzate.
Nel paese hanno sedi molte università, la più importante è l'Università
dell'Avana fondata nel 1728; nella capitale hanno sede anche le più importanti
istituzioni culturali cubane, come la biblioteca nazionale dove sono presenti
oltre 2 milioni di volumi; il Museo nazionale e il Museo coloniale, tutte queste
strutture sono gestite dallo stato.
L'istruzione si divide in tre cicli: la scuola primaria (dai 4/5 anni ai 10
anni); la scuola secondaria (dagli 11 ai 14 anni) e la scuola pre-universitari,
dai 14 ai 18 anni. Nella scuola primaria vengono insegnate le prime materie, con
un solo insegnante. Nella scuola secondaria i ragazzi studiano nel pomeriggio,
mentre la mattina svolgono lavori nei campi (a seconda dell'alunno). Nella
scuola pre-universitaria l'obiettivo degli insegnanti è quello di far capire
agli alunni cosa scegliere per il proprio futuro, Questo tipo di scuola si trova
in campagna, dotate di biblioteche e salette studio. Ogni anno vengono
consegnate gratis le divise scolastiche e il materiale per lo studio (es. i
quaderni).
NUOVI PROGRAMMI DI EDUCAZIONE A CUBA
Dall'inizio di quest'ultimo anno scolastico tutte le scuole elementari di Cuba
usufruiscono del Programma Audiovisivo di Studio (fornitura di televisori e
videoregistratori). A Cuba, naturalmente, si cerca di creare le stesse
opportunità per tutti. Il programma rigurada dunque sia le grandi scuole delle
città con centinaia di alunni, sia le piccole scuole sperdute sulle montagne,
che possono avere anche un solo alunno. Dato che a Cuba l'elettrificazione non
raggiunge circa il 5% della popolazione, 2.067 di queste piccole scuole (da 1 a
10 alunni) hanno dovuto essere elettrificate per permettere ai piccoli studenti
di avere le stesse opportunità dei loro compagni. Più di mille di queste scuole
(che a volte sono una casetta a vari chilometri di distanza dal paese più
vicino) sono state elettrificate per mezzo dei pannelli solari. Naturalmente in
luoghi appartati come questi, l'arrivo di un televisore a colori e del video
registratore è un grande avvenimento, e la scuola si trasforma in un centro
sociale dove convivono il maestro, i pochi alunni, o l'alunno, e le famiglie. Le
13.786 scuole di Cuba sono state dotate di 54.665 televisori, uno per aula. La
televisione trasmette in orari scolastici programmi educativi preparati da
specialisti in funzione delle differenti età. All'Avana e a Santiago è già in
funzione un terzo canale esclusivo per programmi educativi che presto sarà
visibile in tutto il paese. A passi da gigante avanza anche il Programma di
Informatica Educativa. Per ora è già in funzione in 560 scuole elementari e in
tutte le medie; si prevede che per l'inizio del prossimo corso funzioni in tutto
il paese e in tutte le scuole, comprese quelle con un solo alunno. Si stanno
preparando 10.970 nuovi docenti per l'insegnamento dell'informatica. Già sono
stati acquistati 44.000 computer e si è costruita una fabbrica in cooperazione
con la repubblica Popolare Cinese per completare il programma. Per gli istituti
superiori il numero di alunni per computer, si è abbassato da 40 a 16
nell'ultimo anno. I Joven Club (club di informatica), che sono passati da 169 a
oltre trecento, sono presenti in tutte le realtà, ogni club è dotato di moderne
macchine e propizia corsi di informatica per le differenti età e per le
differenti esigenze. Esistono anche, in alcune province, i Joven Club ambulanti,
una sorta di aula-pulmino che raggiunge le località più appartate e impervie una
volta la settimana, per tenere corsi ai giovani (e adulti) di quelle zone. Oltre
200.000 cubani hanno passato un corso di informatica nei Joven Club negli ultimi
anni.
40° anniversario delle scuole speciali a Cuba
Nell'anno scolastico 1958/59, a Cuba esistevano otto centri specializzati per
l'insegnamento a bambini con handicap fisici o mentali (una ventina di docenti
per 134 alunni). Oggi Cuba può contare su 14.000 docenti, per più di 55.000
alunni. Esistono 429 scuole specializzate, oltre a 13 circoli infantili, 42
saloni speciali, 23 aule in ospedali, 664 aule adibite nelle scuole primarie, 15
circoli misti, 32 case del bambino e 1223 bambini seguiti direttamente a casa da
446 maestri itineranti. Le scuole specializzate sono per alunni affetti da:
ritardo mentale, ritardo psichico, sordità e ipoacusia, cecità e disfunzioni
visisve, dislessia, handicap fisico-motori, autismo, e altre. Queste scuole sono
distribuite in tutte le provincie di Cuba ed ogni anno 5000 alunni passano alle
normali scuole primarie. Il progaramma audio-visivo e il programma informatico,
presenti in tutte le scuole del paese, trovano applicazione anche nelle scuole
speciali.
http://www.cubaycuba.net/SOC/educaz.html
-------------------------
http://cuba.k12.nm.us/ces/docs/cuba_elementary_handbook.pdfhttp://cuba.k12.nm.us/cms/docs/CMS_Student_Handbook.pdfhttp://cuba.k12.nm.us/chs/docs/CHS_Student_Handbook.pdfhttp://cuba.k12.nm.us/
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CUBA
alcune note introduttive
Nel 1959 la Rivoluzione cubana si trovò ad affrontare più di quattro secoli di
disuguaglianze e discriminazioni anche nel campo dell'educazione e della
cultura. Negli anni 50 si contavano un milione di analfabeti, mezzo milione di
semi analfabeti e più di mezzo milione di ragazzi non scolarizzati in una
popolazione che non arrivava a sette milioni di abitanti. Tradotto in
percentuale: il 23,6 della popolazione non sapeva ne leggere ne scrivere;
diecimila maestri erano disoccupati, le aule non erano sufficienti, solo la metà
dei ragazzi in età scolare era iscritta alla scuola elementare e solo la decima
parte della popolazione giovanile frequentava la secondaria.
Uno dei principali obiettivi della rivoluzione cubana fu quello di garantire a
tutti uno dei diritti dell'essere umano, il diritto ad apprendere e sviluppare
le proprie idee.
Nel corso di questi 35 anni l'impegno cubano nel campo dell'istruzione è stato
continuo in termini di denaro investito, di scuole costruite, di elaborazione
teorica e di modernizzazione dei metodi e dei programmi.
A Cuba l'insegnamento, considerato un diritto-dovere di tutti i cittadini, è
gratuito e democratico, garantito dallo stato senza distinzione di razza sesso
credo religioso e origine o stato sociale. Lo Stato cubano oltre a garantire un
insegnamento gratuito assicura un ampio sistema di borse di studio per tutti gli
studenti e fornisce la possibilità a tutti i lavoratori di accedere a qualsiasi
livello di istruzione.
Il tasso di scolarizzazione attuale è del 100% fino agli 11 anni, e l'indice di
analfabetismo si è attestato all'1,9% nella popolazione compresa tra i 10 e i 49
anni. Il dato assoluto della popolazione analfabeta è del 3,8%.
Su una popolazione di undici milioni di abitanti i giovani che frequentano i
diversi livelli scolastici sono 2,5 milioni, mezzo milione sono i laureati
universitari, uno ogni 15 abitanti.
A Cuba ci sono 2.111 centri di educazione e 46 centri universitari distribuiti
in tutto il territorio. La spesa pubblica per l'istruzione si aggira intorno al
23,6% del PIL, che significa 92,9 dollari per abitante.
In questi ultimi anni, anche nelle difficili condizioni economiche che affronta
il paese, si garantiscono alla popolazione i servizi fondamentali compresa
l'istruzione. Le risorse assegnate dallo stato insieme agli sforzi degli
operatori del settore hanno permesso di non chiudere una sola scuola, asilo o
università, né di lasciare un solo maestro o insegnante senza lavoro.
La struttura del sistema di educazione cubano è concepita come un insieme di
sottoinsiemi che vanno dall'educazione prescolare fino alla formazione
universitaria comprendendo anche l'educazione degli adulti e dei lavoratori,
l'educazione speciale e la formazione del personale pedagogico. L'educazione
prescolare va dal primo fino al quinto anno di vita. Il circolo infantile
accoglie bambini dal sesto mese fino al quarto anno e il grado prescolare
l'ultimo anno di educazione prima della scuola.
L'educazione generale politecnica e lavorativa va dai 6 ai 18 anni, dal primo al
dodicesimo grado di insegnamento e comprende l'educazione primaria e
l'educazione generale media. L'educazione primaria, composta da 6 gradi di
insegnamento, va dai 6 ai 12 anni. L'educazione generale media è suddivisa in un
ciclo medio, dal settimo al nono grado, e in un ciclo medio superiore o
pre-universitario, dal decimo al dodicesimo grado.
Entrambe si possono svolgere in due tipi di centri scolastici, urbani o in
campagna, quest'ultimi in regime residenziale.
L'educazione tecnica e professionale, che inizia dal decimo grado in poi in
alternativa al livello pre-universitario, può durare dai tre a i cinque anni e
comprende due livelli di formazione: operaio qualificato e tecnico medio.
In fine l'educazione universitaria, alla quale si può accedere dopo il livello
pre-universitario o dopo l'educazione tecnica o professionale, e la formazione
post-universitaria o di specializzazione.
Nel sistema educativo cubano una caratteristica importante è la combinazione
dello studio con il lavoro, caratteristica che rappresenta sul piano
metodologico uno dei risultati più importanti della pedagogia cubana e che si
concretizza in tutti i gradi di insegnamento, dal circolo infantile fino
all'università ed in particolare nelle cosiddette "scuole in campagna".
Questa metodologia che ha come scopo quello di aiutare a formare un uomo
integrale, ha profonde radici nel pensiero di Josè Martì. L'idea pedagogica di
Martì evidenziava la necessità di combattere il divorzio tra la teoria e la
pratica, tra lo studio e il lavoro, e l'applicazione di questo principio nel
processo educativo oltre a contribuire ad eliminare il pregiudizio verso il
lavoro manuale mira a sviluppare la formazione di una coscienza sociale.
Nonostante le difficoltà economiche e commerciali che Cuba ha dovuto affrontare
a seguito dei mutamenti avvenuti nel mondo, è riuscita a mantenere le quasi
14.000 scuole frequentate da circa 3.000.000 di studenti in tutti i gradi di
insegnamento. A Cuba si può parlare di scolarizzazione totale che è iniziata più
di 30 anni fa con la campagna di alfabetizzazione e si è sviluppata attraverso i
piani di istruzione generale e i piani di istruzione per la popolazione
lavoratrice adulta garantendo livelli d'istruzione sempre migliori.
Il sistema nazionale di educazione si basa su un esercito di professionisti che
conta 300.000 unità tra maestri e professori; la maggior parte di essi si è
diplomata e laureata sia nell'indirizzo per l'insegnamento medio che in quello
per l'insegnamento elementare. Per l'insegnamento alle elementari lo stato
cubano aspira ad avere tutti maestri con istruzione universitaria, se ne contano
già 18.000.
Oggi ci sono circa mezzo milione di studenti a cui, oltre a ricevere
l'istruzione gratuita, viene garantito, altrettanto gratuitamente, il materiale
scolastico e tutto quanto ha a che fare con le necessità scolastiche come
l'alloggio, l'alimentazione, per molti di loro il vestiario, e uno stipendio per
le spese. Inoltre tutti quanti ricevono un'assistenza medica gratuita e, nei
limiti delle possibilità, il diritto alla ricreazione e al trasporto dai propri
luoghi di residenza, talvolta anche molto lontani dalle scuole di appartenenza.
Più di seicentomila alunni frequentano corsi a tempo pieno e ricevono quindi il
pasto a scuola.
Nella scuola primaria è stato raggiunto il 72% degli alunni che frequentano il
sesto grado, con la modalità del tempo pieno. La loro preparazione è cosi più
completa perché include attività ricreative, culturali e sportive. Esistono
1.146 asili nei quali sono iscritti 147.000 bambini con la quota d'iscrizione
relazionata al livello economico familiare. Negli asili i bambini restano tutto
il giorno , ricevono il pranzo, la merenda e i vestiti e le altre cose inerenti
all'igiene personale.
Tutto ciò è importante dal punto di vista umano e intellettuale, per lo sviluppo
della loro intelligenza e per la formazione della loro coscienza di cittadini.
Altro elemento significativo per quantificare il salto qualitativo
dell'educazione a Cuba è il raffronto tra popolazione scolastica e grado
d'istruzione raggiunto. Se all'inizio della rivoluzione l'81% della popolazione
studentesca frequentava le elementari e solo il 2% l'università, oggi si ha un
40% della popolazione alle elementari, un 47% alle medie e un 12%
all'università.
Cosi vediamo come lo sviluppo impresso all'educazione e all'accesso
generalizzato alla cultura si rispecchi proporzionalmente nella frequenza dei
livelli medi, medi superiori e universitari da parte della popolazione
studentesca. Tutto ciò è stato considerato prioritario per il popolo cubano e lo
stato ha fatto dell'educazione uno dei principali settori di finanziamento,
investendo ogni anno più di 1.800 milioni di pesos. Così l'istruzione è uno dei
settori che riceve maggiori finanziamenti statali (infatti Cuba è uno dei primi
paesi nel mondo per quanto riguarda gli investimenti procapite nelle attività
scolastiche).
A Cuba i maestri ricevono uno stipendio decoroso tra i più alti a Cuba e vengono
via via aumentati; oggi Cuba ha nove volte tanti maestri quanti ne aveva nel '59
(attualmente si conta un maestro ogni 37 abitanti, contro i dati dei paesi più
sviluppati che hanno in media un maestro ogni 70 abitanti). Inoltre a Cuba la
proporzione tra alunni e maestri è di 1 su 13, risultato molto buono anche
relazionato a quei paesi che hanno un grande potenziale economico.
Attualmente a Cuba ci sono 512 scuole per l'istruzione differenziata con 63.000
iscritti per 7 specializzazioni, si tratta di bambini o giovani con limitazioni
fisiche e mentali, difficoltà nell'apprendimento e problemi seri come disturbi
alla vista, all'udito, alla parola, ritardo mentale acuto, impedimento
fisico-motorio. Il 100% dei bambini che sono in queste condizioni è
scolarizzato; resta da scolarizzare una percentuale di bambini affetti da gravi
ritardi nello sviluppo fisico, affinché ricevano attenzioni particolari in aule
speciali. Sul fronte dell'istruzione scientifica sono stati sviluppati gli
istituti specializzati di scienza esatta, ai quali possono iscriversi gli
studenti che, concluso il nono grado scolastico con i voti migliori superano
esami e prove attitudinali specifiche. Esistono ancora istituzioni come
l'Organizzazione dei Pionieri Josè Martì, i Palazzi dei Pionieri Provinciali,
circoli di interesse ecc., che indirizzano i bambini, fin dalla più giovane età
con azione stimolante, verso quelle formazioni che più si addicono alle
necessità e particolarità funzionali per lo sviluppo del paese; ciò sia a
livello di istruzione media che universitaria. Così oggi vediamo come sia forte,
nell'istruzione secondaria di base la tendenza a scegliere indirizzi di studi
politecnici, molti dei quali realizzano una formazione professionale ad alto
livello tecnico e scientifico.
Questo produce oggettivamente una profonda trasformazione delle forze produttive
nell'ottica, insomma, di arrivare ad uno stadio di sviluppo in cui tutti i
lavoratori abbiano un livello culturale equivalente ad un diploma superiore, ad
una solida formazione professionale nei differenti rami necessari allo sviluppo
del lavoro produttivo. Uno stadio in cui, per esempio, un operaio agricolo sia
capace di controllare la meccanizzazione, di controllare un sistema di
irrigazione ad alta tecnologia; sia capace di controllare la biotecnologia in
agricoltura e l'applicazione dei biofertilizzanti, di far fronte ai flagelli con
il controllo biologico. E' questo l'operaio agricolo che si sta formando a Cuba
con alti livelli scientifici e culturali e le basi per continuare gli studi
universitari di livello superiore.
http://digilander.libero.it/falcemar/Cuba/scuola.htm
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A Cuba istruzione e salute
Julian Alvarez Blanco: «Non c'è benessere dove ci sono analfabetismo,
malnutrizione, malattie»
(16.5.07) - Secondo i dati dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità)
a Cuba è presente un medico ogni 169 abitanti, è disponibile un posto
letto ospedaliero ogni 365 abitanti, il tasso di mortalità infantile è
dello 0,59% e l'aspettativa di vita è superiore a 76 anni
Questi sono solo alcuni dei dati per cui il sistema sanitario cubano è
considerato uno dei migliori al mondo.
Un esempio dell'efficienza della sanità nell'isola caraibica è il Centro
Internazionale di Riabilitazione Neurologica. Il Ciren, fondato nel 1989,
è un'istituzione medico scientifica che ha l'obiettivo di ottenere un
miglioramento nella qualità della vita dei pazienti colpiti da lesioni o
malattie del sistema nervoso. Presidente del centro, dal 1994, è il dott.
Julian Alvarez Blanco, già viceministro della Salute pubblica dal '90 al
'94 e deputato dell'Assemblea nazionale del Potere Popolare.
Dott. Alvarez, il Ciren si caratterizza per un approccio terapeutico
intensivo, multidisciplinare e differenziato per ogni paziente, ce lo
vuole spiegare?
Il Ciren è un centro di neuroscienza riconosciuto internazionalmente per
il programma di restaurazione neurologica, che si occupa di ristabilire le
funzioni perse a causa di una disfunzione neurologica. Tale programma
porta nel Ciren circa 700 persone l'anno, provenienti da più di 60 paesi,
principalmente Messico, Portogallo, Spagna e Italia. Il programma di
restaurazione neurologica applica un sistema diretto a riorganizzare le
funzioni del sistema nervoso, fondamentalmente del cervello. Ciò richiede
per ogni paziente una valutazione multidisciplinare da parte dei neurologi
e di altri specialisti ed un programma di riabilitazione con mete
prefissate, pensato per ogni paziente in modo specifico. È un programma
unico, è difficile che in un altro posto del mondo si lavori 7 ore al
giorno su un paziente, una cosa che però è necessaria per arrivare alla
riorganizzazione di aree del cervello che sono state afflitte, per questo
serve uno stimolo intensivo. Il centro è composto da 4 cliniche, una di
Neurologia infantile, una per le lesioni del midollo spinale, una per le
lesioni statiche encefaliche dell'adulto, un'altra che si occupa delle
malattie degenerative del sistema nervoso centrale.
Utilizzate anche tecniche chirurgiche all'avanguardia...
Abbiamo cercato di sviluppare una chirurgia di accesso minimo per cui si
arriva alla lesione cerebrale solo con piccoli fori sul cranio. I nostri
specialisti hanno sviluppato dei software per pianificare come arrivare
alla zona del cervello interessata con una grande precisione ed
intervenire in modo efficace. Questa tecnica diminuisce i costi della
chirurgia e non essendo invasiva non traumatizza il paziente. In questi 15
anni siamo riusciti a sviluppare una nuova tecnica per la cura del
Parkinson, la subtalamotomia, che permette di neutralizzare, nella regione
malata, il gruppo di cellule che stavano infettando le altre. Questa
tecnica permette ai pazienti che si trovano ad uno stadio avanzato della
malattia di recuperare fino all'80%-90% delle loro facoltà e tornare a una
vita normale.
Qual'è la filosofia che guida il vostro approccio terapeutico?
I programmi del Ciren rappresentano l'approccio speciale della medicina
cubana, che si fa con dedizione e amore per il paziente e non per cercare
il guadagno. È proprio questa una delle caratteristiche che i visitatori
apprezzano di più entrando al Ciren, dove vedono i professionisti
dedicarsi totalmente ai pazienti.
Perché per il governo cubano la sanità e la ricerca hanno da sempre
ricoperto un ruolo così importante?
Per noi rivoluzionari l'essere umano è la cosa più importante e uno dei
primi compiti che si è imposta la rivoluzione è stato quello di migliorare
le condizioni di vita della popolazione cubana. Non ci può essere
benessere dove c'è analfabetismo, dove c'è malnutrizione, dove ci sono
malattie. Nel '59 a Cuba la maggior causa di morte erano le malattie
infettive, soprattutto quelle che colpiscono i bambini, il sistema
sanitario era molto povero, l'assistenza primaria inesistente, la medicina
era un affare economico e non raggiungeva tutti, le grandi masse che non
avevano soldi morivano in grossa quantità. Gli sforzi della rivoluzione
sono stati diretti in due sensi, educazione e salute. Si è cominciato a
creare scuole per tutti i bambini, prima della rivoluzione c'erano 700mila
analfabeti in un Paese di 6milioni di abitanti. Si sono aperti ospedali,
nella città e nelle zone rurali. È stato fatto anche un grande sforzo dal
punto di vista epidemiologico, sono state sradicate le malattie infettive
e quelle che si potevano prevenire per vaccino. C'è stato anche un grande
impegno per dare lavoro alla popolazione, cosicché le persone potessero
acquistare cibo e medicine. Cuba oggi vanta circa 80mila medici e può
offrire cure alla popolazione e portare avanti la ricerca e lo studio.
Sono stati creati centri di ricerca di livello internazionale come il
Ciren, o il Centro di biotecnologia e quello di Investigazione
scientifica. La persona che ha avuto questa visione a lungo termine è
stata Fidel Castro, il quale ha pensato dall'inizio che fosse importante
dedicare sforzi per la ricerca e per lo sviluppo del sistema sanitario.
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L'ORGOGLIO DI CUBA
Profili di scuola democratica
a cura di NADIA SCARDEONI
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Paul Eluard: Libertà
Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome
Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome
Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome
Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome
Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome
Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome
Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome
Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome
Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome
Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome
Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome
Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome
Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome
Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome
Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome
Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome
Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome
Sull'assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome
Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome
E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.
(Paul Eluard, da Poesia e Libertà, 1942)
.............
Liberté
Sur mes cahiers d'écolier
Sur mon pupitre et les arbres
Sur le sable de neige
J'écris ton nom
Sur les pages lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou cendre
J'écris ton nom
Sur les images dorées
Sur les armes des guerriers
Sur la couronne des rois
J'écris ton nom
Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l'écho de mon enfance
J'écris ton nom
Sur tous mes chiffons d'azur
Sur l'étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J'écris ton nom
Sur les champs sur l'horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J'écris ton nom
Sur chaque bouffées d'aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J'écris ton nom
Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l'orage
Sur la pluie épaisse et fade
J'écris ton nom
Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J'écris ton nom
Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J'écris ton nom
Sur la lampe qui s'allume
Sur la lampe qui s'éteint
Sur mes raisons réunies
J'écris ton nom
Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J'écris ton nom
Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J'écris ton nom
Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J'écris ton nom
Sur toute chair accordée
Sur le front de mes amis
Sur chaque main qui se tend
J'écris ton nom
Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attendries
Bien au-dessus du silence
J'écris ton nom
Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J'écris ton nom
Sur l'absence sans désir
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J'écris ton nom
Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l'espoir sans souvenir
J'écris ton nom
Et par le pouvoir d'un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer
Paul Eluard
in Poésies et vérités, 1942
http://www.youtube.com/watch?v=YyJS6hmmUBg
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
GIOVANI ITALIANI SCRIVONO UNA LETTERA ALL'UE, "NOI SIAMO IL TUO FUTURO"
"Noi siamo il futuro dell'Europa. Per questo scriviamo a te in
rappresentanza di milioni di giovani per assicurarti il nostro impegno. Noi
faremo tutto il possibile per restituirti in pienezza l'anima". E' il
contenuto di una lettera aperta all'Europa che 200 giovani italiani hanno
approvato ieri in una seduta straordinaria che si è svolta nell'aula del
Parlamento europeo di Strasburgo, in vista delle elezioni europee di giugno.
I giovani sono i vincitori del XXII Concorso scolastico europeo promosso dal
Movimento per la vita e dal Forum delle associazioni familiari e stanno
partecipando in questi giorni ad una visita premio a Strasburgo (dal 20 al
23 aprile). Il documento approvato ieri sarà inviato a tutti i parlamentari
che saranno eletti. L'iniziativa del concorso - si legge in un comunicato
del Mpv - dura ormai da 22 anni, nell'arco dei quali sono stati 8.000 i
giovani vincitori ed oltre un milione gli studenti italiani che hanno
partecipato al Concorso al ritmo di 30.000 l'anno.". ,
"Cara Europa - hanno scritto nel documento - mentiremmo se dicessimo di
essere entusiasti di te. Ciò che hai finora realizzato di bene costituisce
solo una parte del sogno. Infatti la parte migliore, quella che riguarda la
tua vera anima, sembra essere sparita o inquinata".
Un'anima che si fonda sull'uguale, irrinunciabile, dignità di ogni essere
appartenente alla famiglia umana. "Come può conciliarsi quest'anima con la
tragica realtà di un milione di esseri umani non ancora nati eliminati ogni
anno con l'aborto e degli altri, numerosi anch'essi, eliminati nei
laboratori? Come può conciliarsi con l'incipiente legalizzazione
dell'eutanasia? Come con la diffusa convinzione che deve essere superata
l'idea di una famiglia fondata sull'amore, aperta alla generazione dei
figli, resa stabile attraverso il matrimonio di un uomo e di una donna?"
"Noi pensiamo che il rispetto del diritto alla vita dei più deboli, senza
eccezione alcuna, sia la prima pietra di una nuova complessiva costruzione e
che le emergenze attuali mettano alla prova la tua anima, che supererà le
difficoltà se non toglierà dal fondamento la prima pietra. Noi siamo il
futuro dell'Europa. Per questo scriviamo a te in rappresentanza di milioni
di giovani per assicurarti il nostro impegno. Noi faremo tutto il possibile
per restituirti in pienezza l'anima.
"Tra poco sarà rinnovato il Parlamento europeo. Invieremo questa lettera a
tutti i Parlamentari che saranno eletti. Essa accompagnerà le felicitazioni
e gli auguri con le nostre richieste e con la promessa del nostro impegno.
................
from
nadia scardeoni
INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htm
Martedì 21 aprile 2009, Sala Farinati della Biblioteca Civica in via
Cappello 43, ore 17.00
Società Dante Alighieri - Fondazione Goffredo e Maria Bellonci
"IL PREMIO STREGA FA TAPPA A VERONA"
Incontro pubblico con due autori candidati
coordina Stefano Petrocchi della Fondazione Bellonci
Tiziano Scarpa
Stabat Mater
a
Antonio Scurati
Il bambino che sognava la fine del mondo
a
Alle ore 17,00 di martedì 21 aprile, nella Sala Farinati della Biblioteca
Civica di Verona (ingresso provvisorio da via San Sebastiano 9), si terrà un
incontro con Tiziano Scarpa e Antonio Scurati, rispettivamente autori dei
libri Stabat Mater (Einaudi 2008) e Il bambino che sognava la fine del
mondo (Bompiani 2009). Il circolo di lettori del Comitato Dante di Verona,
che parteciperà a un voto collettivo con altri otto comitati italiani per
la selezione di un volume candidato alla finale del Premio Strega, animerà
il dibattito pubblico con gli scrittori. L'incontro, presentato dal
Presidente del Comitato veronese Giannantonio Bresciani, sarà coordinato da
Stefano Petrocchi della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, promotrice del
Premio Strega.
L'iniziativa si svolge in collaborazione con la Biblioteca Civica di Verona.
------------------------------
L'ordine del male. "Il bambino che sognava la fine del mondo" di Antonio
Scurati.
di Enzo Baranelli
http://www.cabaretbisanzio.com/2009/04/08/l%E2%80%99ordine-del-male-%E2%80%9Cil-\
bambino-che-sognava-la-fine-del-mondo%E2%80%9D-di-antonio-scurati/
--------------
inoltrato da nadia scardeoni
INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMNITA'
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htm
join
http://apps.facebook.com/causes/197465?m=3f1cca43
La Commissione chiede agli operatori di telefonia mobile di migliorare
ancora le politiche a tutela dei bambini
Reference: IP/09/596 Date: 20/04/2009
IP/09/596
Bruxelles, 20 aprile 2009
La Commissione chiede agli operatori di telefonia mobile di migliorare
ancora le politiche a tutela dei bambini
Secondo uno studio, nell'UE il 50% dei bambini di 10 anni, l'87% dei
tredicenni e il 95% dei sedicenni possiede un telefono cellulare. Allo
stesso tempo, metà dei genitori europei teme che l'uso dei cellulari possa
esporre i loro figli ad immagini sessualmente esplicite e violente (51%) o
ad episodi di bullismo (49%). Oggi la Commissione europea ha chiesto agli
operatori di telefonia mobile di fare di più per tutelare i bambini che
usano telefoni cellulari, adottando tutte le misure previste dal codice di
condotta firmato da 26 operatori nel 2007. La GSM Association, l'organismo
professionale del settore della telefonia mobile, ha indicato in una
relazione appena pubblicata che in 22 Stati membri esistono ormai dei codici
di autoregolamentazione basati sull'accordo quadro concluso con l'appoggio
della Commissione europea. Il 90% di tali accordi è conforme all'accordo del
2007 e l'80% degli operatori ha adottato misure per controllare l'accesso
dei bambini ai contenuti destinati agli adulti.
Viviane Reding, Commissario europeo responsabile per i mezzi di
comunicazione, ha commentato: "La relazione dell'associazione di settore
della telefonia mobile, presentata di recente, evidenzia che gli operatori
hanno cominciato a prendere seriamente la responsabilità di garantire la
sicurezza dei bambini quando usano i telefoni cellulari. Tuttavia, mi auguro
che ben presto siano adottati dei codici nazionali anche nei quattro Stati
membri in cui non esistono ancora (Cipro, Estonia, Finlandia e Lussemburgo)
e che il codice belga sia profondamente rivisto. La tutela dei minori non è
un lusso ma una necessità affinché le nuove tecnologie di comunicazione
siano accettate nelle società europee. Gli operatori mobili devono essere
ancora più ambiziosi per rendere più efficaci le misure a tutela dei minori
in tutti i paesi europei e rendere più trasparente la classificazione dei
contenuti. I 12 operatori che tuttora forniscono contenuti per adulti senza
la possibilità di controllare l'accesso devono risolvere la situazione. Mi
riservo il diritto di tornare sulla questione il prossimo settembre per
verificare se occorre agire ulteriormente."
Una nuova relazione del settore della telefonia mobile mostra i progressi
fatti dai 26 operatori firmatari del "Quadro europeo per un utilizzo più
sicuro dei telefoni mobili da parte di adolescenti e bambini", concluso con
la collaborazione della Commissione nel febbraio 2007 (IP/07/139). Questi
operatori forniscono servizi a circa 580 milioni di clienti, il 96% di tutti
i clienti di telefonia mobile nell'UE.
Le misure a tutela dei bambini sono attuate a livello nazionale tramite
codici di condotta di autoregolamentazione, già adottati in 22 Stati membri,
che applicano il 90% del codice europeo. Solo il codice belga presenta
differenze sostanziali, mentre non sono ancora stati sottoscritti codici
nazionali a Cipro, in Estonia, in Finlandia e a Lussemburgo.
La relazione mostra come gli operatori mobili hanno dato seguito agli
impegni assunti nelle quattro aree di azione indicate nel codice del 2007:
l'80% degli operatori ha attuato misure per controllare l'accesso da parte
dei bambini ai contenuti per adulti. Tuttavia, solo il 41% degli operatori
ha affermato di monitorare attivamente e di verificare l'efficacia dei
propri sistemi di controllo degli accessi;
oltre il 65% dei firmatari realizza materiale informativo o conduce campagne
di sensibilizzazione sull'uso sicuro del telefono cellulare. Tuttavia, il
16% dei firmatari non ha programmato alcuna attività per sensibilizzare il
pubblico;
l'80% dei firmatari classifica il contenuto commerciale in almeno due
categorie, "contenuto per adulti" e "altro", ma nulla indica che siano state
concordate classificazioni specifiche a livello nazionale, come deciso nel
2007;
la maggior parte degli operatori lavora a stretto contatto con le forze di
polizia per denunciare il contenuto illecito diffuso tramite telefoni
cellulari, tuttavia le azioni variano in maniera considerevole da un paese
all'altro per via delle diverse legislazioni e dei diversi meccanismi di
denuncia.
Contesto
Il 2 febbraio 2007 gli operatori di telefonia mobile hanno firmato un
accordo, il "Quadro europeo per un utilizzo più sicuro dei telefoni mobili
da parte di adolescenti e bambini", relativo alla tutela dei minori che
utilizzano i telefoni cellulari (IP/07/139). Il quadro europeo è stato
definito in risposta alle diverse problematiche sollevate nella
consultazione pubblica lanciata dalla Commissione nel 2006 sull'uso più
sicuro del telefono cellulare (IP/06/1059).
L'accordo è stato firmato inizialmente da Bouygues Telecom, Cosmote,
Deutsche Telekom Group, Go Mobile, Hutchison 3G Europe, Jamba! GmbH, Mobile
Entertainment Forum, Orange Group, Royal KPN N.V., SFR, Telecom Italia
S.p.A, Telefonica Moviles S.A., Telenor, TeliaSonera e Vodafone Limited.
Altre società l'hanno firmato successivamente: Tele2 AB, Mobitel EAD,
Belgacom Mobile S.A., Mobilkom Austria A.G., TDC Mobil Norden, Wind Hellas
Telecommunications SA, Alands Mobiltelefon Ab, BTC Mobile EOOD (Vivatel),
CYTA, P&T Luxembourg e Mobitel d.d.
Per maggiori informazioni sulla relazione della GSM Association
sull'attuazione dell'accordo quadro sull'utilizzo più sicuro dei telefoni
mobili da parte di adolescenti e bambini:
http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/self_reg/phones/index_en.\
htm
........................
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/09/596&format=HTML&ag\
ed=0&language=IT&guiLanguage=en
Sender: "Forum per elaborare i temi di interesse della comunita' Internet
italiana (a cura di ISOC
Convegno La governance dell'Internet del futuro
23 aprile 2009, ore 14:30 - Palazzo Re Enzo, Pz.a Nettuno, Bologna
Organizzato da ISOC Italia
Presiede: Stefano Trumpy, Presidente di ISOC Italia
http://www.isoc.it/index.php?option=com_content&task=view&id=642&Itemid=721
==================================================================
Uno dei punti di forza del Settimo Programma
Quadro della Commissione Europea è The future of
the Internet che imposta la evoluzione del
sistema Internet attuale nelle proprie componenti
fondamentali: infrastruttura per la trasmissione
dati e nuovi servizi, sempre più diretti verso la
gestione dei contenuti. L'utenza della rete in
Europa ed in Italia si approssima
progressivamente alla totalità della popolazione;
questo fa aumentare la necessità di una
governance, intesa come monitoraggio e controllo
di una evoluzione che limiti, per quanto
possibile, usi criminosi o patologie della rete
di vario tipo. Nel convegno verranno trattati
alcuni dei temi più caldi al momento attuale
quali: libertà di espressione, protezione della
proprietà intellettuale, neutralità della rete,
transizione IPv4 a aIPv6 e sicurezze. Su questi
temi verranno proposti possibili approcci
innovativi che interpretino la natura del sistema
Internet ed indichino delle linee che abbiano una
applicabilità pratica per proposte regolamentari
che si rendessero necessarie. È fermo
convincimento di ISOC Italia che qualunque
modello evolutivo di governance debba basarsi su
un confronto continuo tra i portatori d'interesse
affinché le soluzioni vengano trovate dal basso
verso l'alto, con coinvolgimento del governo.
Moderatore: Antonella G. Pizzaleo, esperta di ISOC Italia
Intervengono:
Domenico Laforenza
Direttore IIT Istituto di Informatica e Telematica del CNR
«Il programma The future of the Internet della Commissione Europea»
Stefano Trumpy
Presidente di ISOC Italia
«Evoluzione della governance delle risorse
critiche: il sistema degli indirizzi di Internet»
Joy Marino
Vicepresidente AIIP Associazione Italiana Internet Provider
«Il ruolo della governance nell'ecosistema dell'industria di Internet»
Stefano Santinelli
General Manager Divisione Consumer & Online di Microsoft Italia
«Il rapporto fra proprietà intellettuale e libertà di espressione»
Rita Forsi
Direttore ISCTI, Istituto Superiore delle
Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione
«La governante di Internet: l'innovazione al servizio del Paese»
Vittorio Bertola (Esperto di ISOC Italia)
«Considerazioni sulla neutralità della rete»
Iscrizione gratuita - registrazione consigliata
http://www.consorziofia.it/gmfe/it/information.html
Evento organizazto nell'ambito del Forum
GMFE2009: "The Guglielmo Marconi ICT Global Forum
& Exhibition"
http://www.consorziofia.it/gmfe/it/global.html
--
_________________________________________________________
Dott.ssa Laura Abba
Dirigente Tecnologo * Istituto di Informatica e Telematica
CNR, via Moruzzi, 1 - 56124 PISA Italy
Phone: +39 050 3152633
Mobile: +39 335 5241758
fax: +39 050 3152593
mailto:[log in to unmask]
http://reti.pi.cnr.it/PERSONE/laura.html
_____________________________________________
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
REGRESSAREI di Sophia de Mello
Eu regressarei ao poema como à pátria à casa
Como à antiga infância que perdi por descuido
Para buscar obstinada a substância de tudo
E gritar de paixão sob mil luzes acesas.
RITORNERÒ
Io ritornerò alla poesia come alla patria alla casa
Come all'antica infanzia che persi per trascuratezza
Per cercare ostinata la sostanza di tutto
E gridare di passione sotto mille luci accese.
http://liberipoeti.splinder.com/
liberi poeti all'ombra del gellso
oggi , giovedì 16 aprile, presso la Libreria del gelso
ore 18
Libertà in Poesia: Anna Pacifico parlerà di Sophia de Mello
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
REGRESSAREI di Sophia de Mello
Eu regressarei ao poema como à pátria à casa
Como à antiga infância que perdi por descuido
Para buscar obstinada a substância de tudo
E gritar de paixão sob mil luzes acesas.
RITORNERÒ
Io ritornerò alla poesia come alla patria alla casa
Come all'antica infanzia che persi per trascuratezza
Per cercare ostinata la sostanza di tutto
E gridare di passione sotto mille luci accese.
http://liberipoeti.splinder.com/
liberi poeti all'ombra del gellso
oggi , giovedì 16 aprile, presso la Libreria del gelso
ore 18
Libertà in Poesia: Anna Pacifico parlerà di Sophia de Mello
Convegno "Riforma della scuola e formazione dei docenti"
dal 17 al 18 aprile 2009 Luogo: Bologna, Facoltà di Scienze della
Formazione, via Zamboni 32 e via Filippo Re 6
17/18 aprile 2009
Facoltà di Scienze della Formazione
Bologna, Via Zamboni n. 32
17 aprile 2009 - prima sessione
ore 9 - 13
Saluti
Pier Ugo Calzolari - Rettore Università di Bologna
Francesco Susi - Conferenza Nazionale dei Presidi - Università di Roma Tre
Franco Cambi - CIRSE - Università di Firenze
Massimo Baldacci - SIPED - Università di Urbino
Andrea Canevaro - SIPeS - Università di Bologna
Luciano Galliani - SIRD - Università di Padova
Walter Tega - Fondazione Alma Mater
Introduzione
Luigi Guerra - Preside della Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna
Relazioni
Per una scuola dell'inclusione
Andrea Canevaro - Università di Bologna
I tempi della scuola
Roberta Cardarello - Università di Modena
e Reggio Emilia
Organizzazione didattica e processi valutativi
Gaetano Domenici - Università di Roma Tre
17 aprile 2009 - seconda sessione
ore 15 - 18
Coordina i lavori
Maria Lucia Giovannini - Università di Bologna
Formazione scolastica e nuovi scenari dell'editoria
Emma Beseghi - Università di Bologna
La dimensione interculturale della scuola
Antonio Genovese - Università di Bologna
Il sapere pratico per la formazione dell'identità dell'insegnante
Cosimo Laneve - Università di Bari
Il ruolo del dirigente scolastico
Cesare Scurati - Università Cattolica di Milano
Dibattito
17 aprile 2009 - animazione serale
ore 18.45-20.30
Aperitivo con performance di Teatro-Giornale
18 aprile 2009 - terza sessione
ore 9 - 13
Coordina i lavori
Milena Manini - Università di Bologna
Quale futuro per la formazione dei docenti
Silvia Kanizsa - Università di Milano-Bicocca Luciano Galliani - Università
di Padova
La formazione dei docenti: per un sapere e una deontologia della complessità
Mariagrazia Contini - Università di Bologna
Il ruolo dei laboratori nella formazione
dei docenti
Massimo Baldacci - Università di Urbino
Il ruolo del tirocinio nella formazione
dei docenti
Eugenia Lodini - Università di Bologna
Il ruolo dei docenti supervisori di tirocinio
Maurizia Cotti - Università di Bologna
Vincenzo Manganaro - Co.Su.Pr.I.
Dibattito
Chiusura dei lavori
18 aprile 2009 - festa con la cittadinanza
ore 15-17.30 via Filippo Re 6
Un tesoro di scuola:
alla ricerca del tempo (pieno) perduto
Il mio primo impegno in Educazione & scuola è stato sul tema del dissesto del
territorio
responsabilità politiche..
Dagli interventi che leggete qui di seguito si evince che destinare un capitale
enorme di
risorse economiche dello Stato,
alla costruzione di un megaponte e non alla tutela della sicurezza antisismica,
nel paese,
sia oggi , più che mai, un atto di pura e sconsiderata follia.
Occorrono sempre i morti per riportare la politica ai suoi doveri "normali"?
Sembra di si..
Sembra che solo il sacrificio umano...possa avere una MOMENTANEA attenzione
del DIO-DOMINIO
"una lezione dalla storia: non conosciamo i nomi di coloro che
inchiodarono Gesù alla croce. Ricordiamo a malapena i nomi di coloro che
lo giudicarono falsamente e lo condannarono ingiustamente a morte. Il
nome di Ponzio Pilato invece, l'uomo che si lavò le mani e rifiutò d'
immischiarsi, vive nella mente di tutti. Gli esecutori materiali della
condanna furono più brutali, i giudici più crudeli. In Pilato ci fu
soltanto tiepidezza, timorosità e infine indifferenza. Nonostante ciò, è
proprio il ricordo di lui che resta. La sua codardia, la sua mancanza di
impegno personale si perpetuano nella storia. C'è una lezione in tutto
questo. Dobbiamo condannare coloro che fanno il male, ma ancora di più
coloro che avrebbero la possibilità di impedirlo e non fanno nulla. Il
male è colpevole, ma l'indifferenza è ancora più colpevole È questo che
ci dimostra Pilato mentre continua, anche oggi, a lavarsi le mani.
- Armando Fuentes Aguirre, Reforma (Città del Messico).
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nadia scardeoni
3472542819
1. Ambiente e Sviluppo
in INTERLINEA CON
http://www.edscuola.com/interlinea.htmlhttp://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea01.html
Mail a Dario Slejko
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/dario_slejko.htm
Mappa Rischio Idro-Geologico
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/idroge.html
dissesti annunciati - intervista a Eugenio Turri
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/turri.html
" A partire dagli studi che hanno preceduto la compilazione della nuova carta
dei sismi del 96 come si presenta l'area dello Stretto di Messina? Quali i
vincoli di garanzia per la costruzione di un ponte?
Mail a Dario Slejko
da Nadia Scardeoni
Gentilissimo Professore Slejko
Le allego il messaggio che ho inviato alla ml di edscuola.it. Rileggendo le
notizie da Repubblica ho stralciato alcune parti. Mi inquietano le
"responsabilità politiche" di certe scelte e di molte omissioni. Ora, se Lei me
lo consente , Le faccio un'altra domanda: " A partire dagli studi che hanno
preceduto la compilazione della nuova carta dei sismi del 96 come si presenta
l'area dello Stretto di Messina? Quali i vincoli di garanzia per la costruzione
di un ponte?
risposta
Egregia dott.ssa Scardeoni,
lei sa meglio di me che la scelta se costruire o no il ponte sullo stretto e'
politica e poco tecnica.
Californiani e giapponesi ci insegnano che dai terremoti ci si puo' difendere,
quasi sempre. Qualche volta le cose vanno male e si muore anche la' di
terremoto. Questo perche' della sismogenesi si e' capito ancora poco. E allora
le strade da battere sono 3:
- investire in ricerca,
- applicare i risultati della ricerca,
- istruire la popolazione suiterremoti.
La pericolosita' dello stretto di Messina e' consultabile sul sito dell'OGS:
http://www.ogs.trieste.it/oga/risk/psi/ogsismi12.html
la proposta di riclassificazione sismica, alla quale anche l'OGS ha partecipato,
su :
http://www.serviziosismico.it/PROG/1999/proposta_riclass/index_f.html
Ricordo, ancora, che per tutte le costruzioni speciali vanno eseguiti studi di
pericolosita' sismica particolari, dove si considera un livello di probabilita'
ben superiore a quello degli edifici comuni (90% di probabilita' di non
eccedenza in 50 anni) mostrato dalle carte di pericolosita' suddette. Cordiali
saluti, Dario Slejko
--------------------------------------------------------------
Dario Slejko
Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale Borgo Grotta
Gigante 42c, 34010 Sgonico (Trieste), Italy tel. +39 040 2140248; fax +39 040
327307 e-mail dslejko@...
--------------------------------------------------------------
allegati
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea01.htmlhttp://www.edscuola.com/archivio/interlinea/ponte2.htmlhttp://www.edscuola.com/archivio/interlinea/ponte3.htm
Grazie
Nadia Scardeoni
redattrice di
INTERLINEA
http://www.edscuola.com/interlinea.html
Da: nadiasc@t...
Data: Sab Nov 2, 2002 1:04 pm
Oggetto: 26 Angeli per forza e protezione incivile
Angeli per forza e protezione incivile
***
Questo piccolo mondo assassino
E' puntato sull'innocente
Gli toglie il pane di bocca
E dà la sua casa alle fiamme
Gli prende le vesti e le scarpe
Gli prende il tempo e i figli
Questo piccolo mondo assassino
Confonde i morti con i vivi
Assolve il fango, grazia i traditori
La parola trasforma in rumore
Grazie mezzanotte dodici fucili
All'innocente rendono la pace
E tocca sempre alle folle
Sotterrare quella sua carne
Sanguinosa e il suo cielo nero
E tocca alle folle comprendere
Quanto debole è chi assassina.
PAUL ELUARD
***
Li ha uccisi un terremoto di 6 secondi...o la nostra " protezione incivile"???
Riempire pagine virtuose o schermi virtuali di considerazioni commosse o adirate
e tardive sulle tragedie che ci colpiscono di ora in ora è
illegittimo
e strabico quando davanti ai nostri occhi vengono ricomposti i corpicini
straziati di 26 bambini che si erano affidati a
NOI...
A NOI spetta , allora, SOLO di rileggere , in silenzio, i capitoli delle nostre
inadempienze.
nadia scardeoni
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...................Si, la scuola l'hanno ristrutturata, ma hanno sbagliato
tutto. Hanno fatto i solai di cemento e con lo stesso materiale hanno rinforzato
il tetto. E proprio il solaio ed il tetto sono crollati sulle strutture più
leggere fatte di foratini», hanno denunciato alcuni vigili del fuoco, tra i
protagonisti della drammatica corsa contro il tempo per salvare i bambini e le
loro insegnanti da sotto le macerie..................
*****
......."Questi lavori scientifici - cerca una risposta l'ingegnere - hanno poi
bisogno del cemento di una norma, di un regolamento, di una legge. Che ad oggi,
risulta non esserci stato".......
allegati
http://emidius.mi.ingv.it/GNDT/P512/UR_contributi.htmlhttp://emidius.mi.ingv.it/GNDT/GdL514/Presentazione.html
Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti
Sul MEGAPONTE
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/ponte2.htmlhttp://www.edscuola.com/archivio/interlinea/ponte3.htmhttp://www.edscuola.com/archivio/interlinea/ponte.html
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
11 bimbi morirono, 200 rimasero invalidi
from
Infanzia Patrimonio dell'Umanita'/
news
Pfizer pagherà 75 mln di dollari per i bambini cavia della Nigeria
La Pfizer pagherà 75 milioni di dollari alla Nigeria come risarcimento per
la morte di 11 bimbi usati per la sperimentazione di un medicinale. Nel 1996
il gigante farmaceutico Usa somministrò a 200 bambini un antibiotico
sperimentale: 11 morirono 189 si ammalarono.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=113302
Il gigante farmaceutico americano Pfizer, accusato di aver ucciso nel 1996
nel nord
della Nigeria almeno undici bambini e di aver reso invalidi la maggior parte
dei circa 200 sopravvissuti alla sperimentazione di un medicinale, ha
accettato di versare 75 milioni dollari come risarcimento alle autorità
locali. Lo hanno reso noto fonti vicine alla magistratura.
"Pfizer e' d'accordo, paghera' 75 milioni di dollari come indennizzo ... Il
governo dello stato di Kano ha accettato l'offerta - ha riferito la fonte -
35 milioni di dollari
andranno ai familiari delle vittime e ai bambini rimasti menomati. Altri 30
milioni di dollari serviranno a ristrutturare l'Ospedale delle malattie
infettive dove era stata fatta la sperimentazione".
I restanti 10 milioni di dollari serviranno a pagare le spese giudiziarie
sostenute dallo stato di Kano che denuncio', sia in sede civile che penale,
la Pfizer nel 2006.
La denuncia afferma che la Pzizer nel 1996 somministro' a 200 bambini un
antibiotico sperimentale denominato Trovan, approfittando di una gravissima
epidemia di meningite e di rosolia. Undici bambini morirono, i 189
sopravvissuti furono colpiti da gravissimi effetti collaterali: sordita',
paralisi, disturbi del linguaggio, lesioni cerebrali, cecita'.
Il Trovan non e' mai stato messo in commercio. Pfizer contesta le accuse ma
sta affrontando proprio su questa vicenda anche un altro processo, intentato
dal governo federale nigeriano che pretende un mega-risarcimento di 6,5
miliardi di dollari.
------------------------
from
Infanzia Patrimonio dell'Umanita'
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htmhttp://apps.facebook.com/causes/197465?m=3f1cca43
..............................................
sperimentazione sui bambini
Nigeria: Usa; Pfizer, esperimenti su bimbi neri malati
NEW YORK - Come nel "Giardiniere Tenace" di John le Carré, il romanzo ai cui
protagonisti hanno dato un volto al cinema Ralph Fiennes e il premio Oscar
Rachel Weisz, bambini africani diventano riserva di caccia delle case
farmaceutiche affamate di cavie umane. Lì era il Kenya, qui è la Nigeria
dove - denuncia oggi il "Washington Post" - bambini neri malati di meningite
fecero da banco di prova alla sperimentazione della Pfizer e alcuni ci
lasciarono la pelle.
I fatti risalgono al 1996: in Nigeria infuriava un'epidemia di meningite da
oltre 15'000 morti. Il colosso del Viagra inviò i suoi esperti in un
ospedale da campo di Kano per mettere alla prova un nuovo farmaco su cento
bambini. Nello stesso ospedale l'organizzazione umanitaria Medici senza
Frontiere (MsF) curava i piccoli pazienti con antibiotici regolamentari. Il
Trovan, questo il nome del nuovo farmaco, non era mai stato testato su
esseri umani. Cinque bambini morirono durante la terapia e altri si
ammalarono di artrite. Morirono altri sei bambini a cui venne somministrato
un farmaco di controllo.
La vicenda torna oggi alla ribalta grazie a un informatore coraggioso che fa
arrivare al "Washington Post" il rapporto messo a punto nel 2001 da una
commissione di esperti medici del governo nigeriano. Un rapporto che accusa
la Pfizer di aver violato la legge internazionale, ma che misteriosamente
resta per cinque anni nel cassetto. L'informatore chiede di restare anonimo:
teme per la sua sicurezza personale, di far la fine dei protagonisti di
"Constant Gardener".
Il documento è durissimo nei confronti della Pfizer, accusata di "un chiaro
caso di sfrutamento dell'ignorante". La società farmaceutica si è difesa
affermando che i suoi ricercatori andarono a Kano per motivi puramente
umanitari, tesi questa respinta dal rapporto del governo nigeriano: i medici
della società completarono i test e se ne andarono "nonostante l'epidemia
stesse ancora infuriando".
Secondo la Pfizer, infermiere locali avrebbero spiegato l'esperimento ai
genitori e ne avrebbero ottenuto il consenso verbale. "Il Trovan salva
indubbiamente vite e la Pfizer è in forte disaccordo con chi suggerisce che
si è comportata in maniera contraria all'etica", ha sostenuto la società in
un comunicato passato al "Washington Post".
Al tempo dell'esperimento nigeriano la Pfizer stava sviluppando il Trovan
per il mercato statunitense con un giro d'affari previsto di un miliardi di
dollari all'anno. La Food and Drug Administration (Fda) non ha mai approvato
l'uso del farmaco per i bambini. Dopo aver ricevuto luce verde per l'uso
negli adulti il Trovan divenne rapidamente uno degli antibiotici più
precritti negli Usa, anche se successivamente vennero scoperti gravi effetti
collaterali al fegato e nel 1999 la Fda ne restrinse pesantemente l'uso. In
Europa il Trovan è al bando.
L'apparizione del rapporto ha provocato reazioni in Congresso: un deputato
democratico, Tom Lantos, ha chiesto alla Pfizer di aprire i suoi archivi e
accusato le società farmaceutici di "comportamenti al limite della
criminalita" per aver usato "poveri e analfabeti come cavie umane".
Il dossier ha dato anche nuova vita all'azione legale presentata nel 2001 a
new York da 30 famiglie nigeriane. Le famiglie avevano denunciato il colosso
farmaceutico per aver esposto i bambini a "trattamento crudele, inumano e
degradante", ma un giudice federale aveva respinto la causa affermando di
non avere giurisdizione sdulla materia.
SDA-ATS
http://italy.indymedia.org/news/2006/05/1065383.php
[da anarcotico.net]
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On June 9, 1999, FDA issued a public health advisory to physicians
concerning the risks of liver toxicity associated with the use of Trovan
(trovafloxacin, an oral antibiotic) and Trovan-IV (alatrofloxacin, the
intranvenous formulation of the drug). Trovan is an antibiotic used to treat
many different types of infections. Trovafloxacin was approved for marketing
in December, 1997, and became available on the market in February, 1998.
Based on new safety data related to serious liver injury, FDA is advising
physicians that trovafloxacin should be reserved for use only in patients
who meet the specific criteria outlined in the following public health
advisory.
http://www.fda.gov/cder/news/trovan/default.htm
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21 marzo 2009
Equinozio di Primavera
Giornata Mondiale della Poesia
dediche
http://dapoesia.splinder.com/
Sei tu, Poesia
Ad ogni alba
Ti alzi splendente.
E scivoli via leggera
dai lacci
dai metri e dai pesi.
Ti slanci spavalda
oltre le righe
di smorte parole ingessate
Affondi improvvisa le tue tenerezze
sciabolando
Come lame nel cuore
Illumini inesausta
sentieri senza traccia
arruffando la sapienza dei profeti
Sputi ribelle
sulle mani rapaci dei mercanti
che ti mostrano nuda
Nelle piazze
Muori e risorgi ogni giorno
Albasplendente
Nel cuore degli innocenti
Sei tu
poesia
from
http://ortigiardini.splinder.com/
" Del comprare e del vendere " di Kahlil Gibran
E un mercante disse:
Parlaci del comprare e del Vendere.
Ed egli rispose e disse:
La terra vi offre i suoi frutti e voi non patirete indigenza se solo saprete
come riempirvene le mani.
E' scambiandovi i doni della terra che troverete abbondanza e sarete
soddisfatti.
Ma se lo scambio non sarà con amore ed equanime giustizia, non condurrà che
alcuni all'ingordigia ed altri alla fame.
Quando voi, lavoratori del mare e dei campi e delle vigne incontrate sulla
piazza del mercato i tessitori, i vasai e i venditori di spezie, invocate allora
che lo spirito supremo della terra intervenga tra voi a santificare bilance e
calcolo, di modo che pesi e valori si corrispondano.
E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perché
costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica. Dovreste dire a
tali uomini: "Venite con noi nei campi, o recatevi con i nostri fratelli al mare
a gettare la vostra rete: Poiché la terra e il mare saranno generosi come con
noi".
E se colà verranno i danzatori e i cantanti e i suonatori di flauto, ebbene.
Comprate pure i loro doni.
Poiché anch'essi sono raccoglitori di frutti e d'incenso, e ciò che essi vi
recano, benché fatto di sogni, è di ornamento e alimento alla vostra anima.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate a che nessuno vada via a mani
vuote. Poiché lo spirito supremo della terra non dormiràin pace nel vento finchè
i bisogni dell'ultimo tra voi, non siano soddisfatti.
------------
by Gibran Kahlil Gibran
stralcio da "Terra"
..............
noi vociamo, tu sorridi;
prendiamo il volo, e tu rimani.
Dormiamo senza sogni, mentre tu sogni
nella tua eterna veglia.
Ti trapassiamo con le spade
e tu ci medichi con olio e balsamo.
Piantiamo nei tuoi campi ossa, crani,
e tu ne trai cipressi e salici;
estraiamo da te elementi
per fabbricare cannoni e bombe,
e dai nostri elementi crei gigli e rose.
Sei una particella di polvere
sollevata dai piedi di Dio
mentre da est andava a ovest dell'universo?
O una scintilla lanciata dalla fornace
dell'eternità?
Sei un seme gettato nel campo del firmamento
perché diventasse l'albero di Dio
elevando i rami
al di sopra dei cieli?
O sei una goccia di sangue
nelle vene del gigante dei giganti,
o una goccia di sudore sulla sua fronte?
Sei un frutto maturato dal sole?
Cresci dall'albero dell'Assoluta Conoscenza,
le cui radici si estendono
attraverso l'eternità,
e i cui rami levati
spaziano per l'infinito?
Sei un gioiello posto dal Dio del Tempo
sulla palma del Dio dello Spazio?
..................
Josè Martì
Coltivo una rosa bianca
http://www.youtube.com/watch?v=GMXjmBjGVy0http://www.youtube.com/watch?v=HsnRQi6WH5I
Emily D
http://www.youtube.com/watch?v=Q9htKeQOsM0
fragmento de "La voz a ti debida" de Pedro Salinas
http://www.youtube.com/watch?v=-cjnUJ1FMEk
La causa: LA STORIA DELL'ARTE è LA NOSTRA STORIA, SALVIAMOLA,
Grazie amici per il vostro prezioso contributo.
http://apps.facebook.com/causes/214283?m=63f2250d&owner_id=25226943
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Una fonte ricca di energie rinnovabili per un paese circondato dal mare :
l'energia marina...
« Pensate al movimento delle onde, al flusso e riflusso, all'andirivieni
delle maree.
Che cos'è l'oceano? una enorme forza perduta. Come è stupida la terra, a
non valersi dell'oceano! » (Victor Hugo - Novantatré, (1874), VII, 5)
Chi sostiene l'obiettivo delle energie rinnovabili???
Chi ha a cuore il futuro delle nuove generazioni???
Chi ha votato la legge 13/2009?di conversione del decreto 208/2008 che aveva
l'obiettivo di portare le energie rinnovabili al 25% del consumo entro il
2012, come prevedeva invece la legge 244/2007 ???
Perchè non c'è un rappresentante italiano alla " 3ª Jornada Internacional
sobre Energía Marina BEC! Bilbao " ???
(
ttp://www.robotiker.com/robotiker/evento.do?leng=es&method=detalle&id=87 )
E infine: .....ma perchè votiamo sempre i più "stupidi"????
nadia scardeoni
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/interlinea02.htmlhttp://www.facebook.com/group.php?gid=36196547038
--------------------
allegati
http://www.diariodelweb.it/Video/Italia/?d=20081112&id=54518http://www.ecoage.it/energia-correnti-marine.htm
ENERGIA DALLE CORRENTI MARINE
-------------------
"Energie rinnovabili in Italia, cancellato l'obiettivo del 25% entro il
2012"
pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Legge 27 febbraio n.13/2009, di
conversione del decreto 208/2008, ovvero il nuovo provvedimento ambientale.
Sparisce quindi l'obiettivo di portare le energie rinnovabili al 25% del
consumo entro il 2012, come prevedeva invece la legge 244/2007.
Un obiettivo assolutamente fattibile, che si sarebbe dovuto verificare
grazie al coinvolgimento delle Regioni.
La vecchia legge puntava a coinvolgere le Regioni e a incrementare, entro 4
anni, nei rispettivi territori la localizzazione di impianti per la
produzione di elettricità da fonti rinnovabili, mentre era compito del
Governo recepire eventuali ulteriori incrementi decisi in sede europea.
Niente di niente. Con l'abrogazione della norma si è andato tutto a far
friggere con il risultato di un ben più misero obiettivo del 17% dell'energia
fissato dalla nuova legge appena pubblicata, ma non solo di energie
elettrica, bensì anche di calore e biocarburanti, e tutto questo entro il
2020 e non più entro il 2012.
"Tale obiettivo è già indicato dalla Direttiva UE sulle rinnovabili" dice
Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile "quello
che serviva, e serve, è, invece, la sua traduzione a breve termine, in
produzione di energia elettrica, produzione di calore e di biocarburanti,
traduzione che poteva essere fatta mantenendo la programmazione dell'obiettivo
del 25% di energia elettrica da rinnovabili al 2012 e indicando gli
ulteriori obiettivi al 2020?.
E la cosa assolutamente sconcertante è che, per quello che ne so, nessuno ne
ha parlato............. >>>>
http://blogeko.libero.it/2009/energie-rinnovabili-in-italia-cancellato-lobiettiv\
o-del-25-entro-il-2012/
--------------------------------------------
http://www.greencrossitalia.it/ita/educazione/energie_di_pace/energie_rinnovabil\
i/energie_maree.htm
Le Maree e il moto ondoso
http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabilihttp://www.youtube.com/watch?v=lzc9-V9DSew
--------------------------
http://www.robotiker.com/robotiker/evento.do?leng=es&method=detalle&id=87
02 de abril de 2009
8:30 a 18:00
Jornada Internacional
3ª Jornada Internacional sobre Energía Marina
BEC! Bilbao Exhibition Center
Todas las sesiones contarán con traducción simultánea a euskera, castellano
e inglés
PROGRAMA
8:30-9:00 Registro de asistentes.
9:15 SESIÓN 1: Situación internacional de la energía marina.
En un entorno en el que los sistemas energéticos están cada vez más
interconectados y globalizados, la creación de un mercado de energías
renovables y, más concretamente, de aprovechamiento energético marino debe
ser analizado desde una perspectiva global. Una mirada amplia a la situación
actual que centrará el marco de juego para su desarrollo tecnológico,
legislativo y para la planificación de políticas energéticas a largo plazo.
Representantes de la Agencia Internacional de la Energía expondrán la actual
situación mundial de las energías marinas.
9:15. Presentación general Agencia Internacional de la Energía IEA-OES.
John Huckerby, AWATEA, Nueva Zelanda. Presidencia IEA-OES.
9:30. Desarrollo de captadores de energía de las olas.
Alejandro Moreno, U.S. Department of Energy, Estados Unidos.
9:45. Aprovechamiento del gradiente térmico de los océanos.
Gerardo Hiriart, Instituto de Ingeniería UNAM, México.
10:00. Procedimientos e instalaciones de ensayo para energías marinas.
Tony Lewis, HMRC - University College Cork, Irlanda.
10:15. Desarrollo de turbinas para corrientes marinas.
Jochen Bard, ISET, Alemania. Vicepresidencia IEA-OES.
10:30 Energías Marinas: Políticas de apoyo y marco legal en el Reino Unido
Trevor Raggatt, Department of Energy and Climate Change(DECC),
Reino
Unido.
10:45 Hacia la estandarización en las energías marinas.
Melanie Nadeau, Natural Resources Canada. Presidencia IEC/TC 114.
11:00 Pausa café.
11:20 SESIÓN 2: Tecnologías.
Al igual que otras tecnologías renovables que hoy en día se encuentran en un
avanzado estado de madurez y de comercialización, los estudios para el
desarrollo de tecnologías para el aprovechamiento de la energía del mar son
numerosos y tienen diferentes posibilidades de alcanzar una fase de
comercialización. Sin una tecnología que sobresalga sobre otras, todas las
investigaciones tratan de lograr el mayor aprovechamiento energético con el
menor coste de explotación y mantenimiento posible.
11:30. SeaGen. Avances con la primera turbina comercial de corrientes
marinas a escala real en el mundo.
Peter Fraenkel, Marine Current Turbines. Reino Unido.
11:50. La tecnología Oceanlinx para el aprovechamiento de la energía de las
olas.
Tom Denniss, Oceanlinx, Australia.
12:10. Experiencia en el desarrollo de las energías marinas.
Tore Gulli, Fred Olsen, Noruega
12:30. Últimos avances en el desarrollo de la tecnología OCEANTEC para
el aprovechamiento de la energía de las olas.
Pablo Ruiz-Minguela, OCEANTEC energías marinas
12:50 SESIÓN 3: Aspectos no tecnológicos de la energía marina.
Para que una fuente energética alcance un alto grado de madurez y
comercialización no depende exclusivamente de una tecnología eficaz sino que
otros aspectos como los legales, normativos y medioambientales pueden
suponer una importante barrera para su desarrollo. En definitiva, el
desconocimiento puede frenar el avance de una fuente energética limpia y con
un gran potencial energético. Por ello, un marketing planificado y una
correcta estrategia de mercado son fundamentales para impulsar globalmente
su introducción en el mercado.
13:00. WAVEPLAM, eliminando barreras no tecnológicas para el
desarrollo de la energía de las olas en Europa.
José Ramón López - Ente Vasco de la Energía EVE.
13:10. Factores de riesgo al afrontar proyectos de energías marinas:
técnicos, operativos o financieros.
Chris Campbell, OREG, Canada.
13:30. El factor ambiental en las energías marinas.
Cristina Huertas-Olivares, INABENSA, ABENGOA
13:50. Barreras no tecnológicas en la energía de las olas: el caso práctico
de
Aguçadoura I. Rui Barros, Companhia de Energia Oceânica.
Portugal.
14:00 Lunch.
15:00 SESIÓN 4: Ensayo y demostración de tecnologías.
¿Qué pruebas se están desarrollando a día de hoy? ¿Dónde se pueden probar
los dispositivos con una medición de datos fiable y segura? ¿Cuáles son los
resultados obtenidos?
Los principales responsables del desarrollo de tecnologías marinas expondrán
los resultados que han obtenido en sus análisis y pruebas.
15:15. Proyecto Mutriku: primera instalación conectada a la red eléctrica
Yago Torre-Enciso, Ente Vasco de la Energía EVE
15:35. La experiencia de Iberdrola en el proyecto SWEP en Santoña /
Cantabria
Javier García, IBERDROLA RENOVABLES.
15:55. Paimpol-Bréhat: desarrollo de la primera planta de corrientes marinas
en Francia
Pierre Brun, EDF. Francia.
16:15. Infraestructura de investigación en Energías Marinas: bimep.
Javier Marques, Ente Vasco de la Energía EVE.
16:35 Receso.
16:50 SESIÓN 5: Tecnologías de instalación y operación offshore.
La logística en alta mar tiene una complejidad añadida a las ya de por si
sensibles operaciones de instalación y mantenimiento de dispositivos de
generación eléctrica. Un medio hostil en el que se deben tener en cuenta
circunstancias como la corrosión, temporales y una climatología no siempre
favorable para la navegación y el trabajo en el mar. La experiencia en la
materia y una fabricación de gran nivel tecnológico permiten superar estas
dificultades. Fabricantes e instaladores expondrán las claves de éxito en
este área.
16:50. Experiencia en la gestión de operaciones en el mar.
Steve Etchemendy, MBARI (Monterey Bay Aquarium Research
Institute),
EEUU.
17:10. Implementación de cables eléctricos submarinos
Joerg Engicht, NSW. Alemania
17:30. Sistemas de conexión eléctrica para plantas de energía en el mar.
Valentín Colón, HYDROGROUP, Reino Unido
17:50. Tecnologías de la Oceanografía Operacional al servicio de las
plataformas de energías marinas
Julien Mader, AZTI-TECNALIA
18:10 Fin de la jornada.
18:15 Cocktail de clausura.