Ciao a tutti! Mi chiamo Valentina, ho 23 anni e sono ipovedente, ma più ipo
che vedente, nel senso che ho un residuo alquanto scarso (circa 1/20, in
media, solo che è molto fluttuante perchè sono molto sensibile ad un sacco
di cose e, tra l'altro, di sera o se c'è troppa luce, non vedo nulla).
Sono siciliana, della provincia di Catania, ma vivo a Roma perchè studio
psicologia alla Sapienza.
Per quanto riguarda i miei hobbies, sono tanti e dipendono molto da come mi
gira in un determinato periodo e dalle mie attuali passioni: attualmente,
comunque, amo passare il tempo gozzovigliando con gli amici, giocando ai
giochi di ruolo, trafficando con il computer, leggendo, ascoltando musica,
(ovviamente) e, ogni tanto, ma solo ogni tanto, studiando!
Amo gli animali: in Sicilia ho un gatto di 7 anni, 4 pappagallini ed una
tartaruga di terra (ma non mi fate la spia, possibilmente!), 2 anni fa ho
fatto anche un corso di equitazione. Strimpello un po' di piano-forte, ma da
quando faccio la nomade, sono notevolmente regredita.
Sono stata molto felice quando ho saputo dell'esistenza di una lista
specifica per non-vedenti. Ho sempre creduto e lo credo un po' anche adesso
che, dato che ogni ipovedente è praticamente un mondo a se' stante (si, c'è
chi vede al centro, chi ai lati, chi vede 10/10 ma c'ha il campo visivo
ristretto, chi è praticamente cieco ma continua a dichiararsi ipovedente
finchè non precipita da qualche dirupo, chi vede a strisce, chi a puà, chi
in monocromo, chi non vede al buio e chi con la luce, ecc., ecc., ecc.),
dicevo, dato che ogniuno di noi è un mondo a parte, c'è sempre stata una
difficoltà a condividere le esperienze e ad essere legittimati come una
categoria a parte, staccati dai non vedenti. Questa ovviamente è un'idea
mia, siete liberissimi di smentirla. In realtà ho capito da poco che
l'Italia, non so bene perchè, è un po' indietro in questo senso: a luglio
sono stata 10 giorni in Polonia ed ho constatato che lì gli ipovedenti sono
una vera e propria categoria a parte: hanno istituti a parte, dove gli si
insegna fin da piccoli a sfruttare il residuo e mezzi "tiflo"-tecnici
appropriati. Solo che, lì, hanno una soglia molto più alta, sia di cecità
sia di ipovedenza, nel senso che trovi una caterba di ipovedenti magari solo
miopi, con 5-6 decimi e un sacco di ipovedenti, tra l'altro con un residuo
simile al mio, che vengono educati come non vedenti perchè hanno un residuo
basso. In poche parole, io in Polonia sarei stata non-vedente e me ne sono
accorta anche perchè non riuscivo a leggere i caratteri ingranditi che usano
per le affissioni, nell'istituto per non-vedenti.
Ad ogni modo, è molto bello che tra di noi ci sia un buono scambio, in modo
da facilitare la sensibilizzazione e la... "pubblicità", non so come
chiamarla, verso l'altra gente che, se ha ancora difficoltà notevoli ad
interagire correttamente con i non-vedenti, con noi spesso, se mostriamo
qualche stranezza di comportamento, preferisce non interagire, perchè rimane
spiazzata non sapendo come interpretarci. Non so se a voi è mai capitato di
essere scambiato per un demnte perchè chiedevate il numero dell'autobus,
credo sia un classico.
Spero che la cosa non si fermi alle, pur piacevoli, discussioni via
internet,
Per ora vi saluto,
anche perchè credo di avervi sfruttati fin troppo per appagare la mia voglia
di non-studiare!
A presto,
Valentina
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