Ciao Alessandra,
penso che un mese sia un periodo troppo breve per inserirsi bene in un
gruppo nuovo e per essere accettati. Queste cose sono possibili solo tra
bambini, che, fortunati loro, agiscono ancora in modo spontaneo. Purtroppo
questo dono naturale ci viene tolto strada facendo.
Penso che dovresti portare pazienza.
Un abbraccio
Veronika
----- Original Message -----
From: "Alessandra Rossi" <rsslsm@...>
> Ciao a tutti,
> è un po' che non scrivo ma ho sempre letto tutto. Adesso ho proprio
> bisogno
> di raccontare un'esperienza che mi sta succedendo e sulla quale non so
> cosa
> pensare.
> Alla non tenera età di 46 anni ho partecipato in modo assai distaccato a
> un
> concorso per impiegata riservato ai disabili indetto dall'Unniversità di
> Vercelli, alcuni anni fa avevo dovuto in modo brusco interrompere la mia
> attivittà di insegnante di filosofia e ho voluto vedere se c'era una pur
> remota possibilità di riprovare a lavorare. Contro ogni previsione ho
> vinto
> il concorso e da un mese circa ho preso servizio.
> Mi hanno fornito un'attrezzatura di prim'ordine: pc, scanner, sintesi
> vocale..., sono stati tutti molto corretti e gentili e sarebbe un grave
> torto sollevare a tutti i costi delle polemiche. Il fatto è che nessuno
> sembra rendersi conto che l'inserimento di una persona con difficoltà
> presuppone almeno un minimo di progettualità, alla quale sono sempre stata
> ben disposta a dare ilmio contributo. Invece succede che i colleghi,
> oberati
> di lavoro, non mi affidano nessuna mansione o quasi non comprendendo che
> ci
> sarebbe un modo, nemmeno tanto difficile, perché io potessi fare le stesse
> cose che fanno loro, non c'è meppure l'idea che tante scartoffie
> potrebbero
> essere gestite informaticamente e si preferisce sommergere le scrivanie di
> cellulosa nella quale si affoga e poi non c'è mai il tempo per incontrarci
> e
> provare a parlare.
> Immagino che qualcuno dirrà: ma sei tu che devi far capire che sei in
> grado
> di fare... Giustissimo, ci sto provando ma sinceramente qui viene fuori il
> mio vero handicap, più che la vista sono davvero in difficoltà quando si
> tratta di sviluppare rapporti interpersonali, non sono un'asociale ma
> dannatamente timida. E poi chi l'ha detto che chi ha problemi di vista
> deve
> per forza essere un mago nel comunicare ?
> Per farla breve passso le giornate senza far quasi nulla, lo stesso
> capufficio è complice e mi autorizza felice pause caffé a ripetizione
> mentre
> tutti intorno a me alzano la geremiade del :" Non ce la facciamo più, ma
> quando mandano qualcuno ad aiutarci?"
> Ne pensate qualche cosa?
> Ciao
> Alessandra