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A proposito della strage di Vergarolla   Elenco di messaggi  
Rispondi Messaggio #2410 di 2941 |

Da: Claudia Cernigoi
Oggetto: a proposito della strage di Vergarolla
Data: 16 agosto 2010 19.57.28 GMT+02.00

Il presidente dell'ANVGD Lucio Toth ha dichiarato che ''la recente storia
italiana è costellata di stragi rimaste senza una risposta sicura sui
responsabili, da Portella della Ginestra al DC 9 di Ustica'' e tra queste stragi
inserisce anche quella di Vergarolla, avvenuta il 18/8/46. La responsabilità di
questa strage, causata dall'esplosione di una grossa quantità di residuati
bellici ammassati sulla spiaggia di Vergarolla presso Pola, è stata spesso
attribuita alla volontà jugoslava di creare il terrore in Istria in modo da
spingere gli italiani all'esodo (non esistono prove di questo, ma solo
illazioni, e del resto se consideriamo che sulla spiaggia di Vergarolla non
c'erano solo persone di etnia italiana ma anche di etnia croata, il tutto è
comunque un azzardo storico), quindi questa presa di posizione di Toth
rappresenta una novità non indifferente, nello studio degli eventi della storia
contemporanea. Se Vergarolla viene considerata come Portella e come Ustica, una
strage della storia italiana su cui non è mai stata fatta chiarezza, ciò
significa che Toth è convinto che la verità su Vergarolla si trovi negli archivi
italiani, magari quelli ancora chiusi per "segreto di stato".
Apriamo dunque gli archivi, cancelliamo il segreto di Stato, facciamo chiarezza
su tutte le stragi ancora irrisolte.

Claudia Cernigoi

di seguito un breve intervento su Vergarolla pubblicato nel nostro sito:

http://www.nuovaalabarda.org/leggi-articolo-la_strage_di_vergarolla.php

LA STRAGE DI VERGAROLLA

Sul quotidiano triestino “Il Piccolo” del 17/8/06 è apparso un articolo dello
storico Raoul Pupo sulla strage della spiaggia di Vergarolla presso Pola, strage
che avrebbe, secondo il titolo dell’articolo, scatenato l’Esodo dall’Istria.
Sempre nel titolo, leggiamo che “le responsabilità” della strage non furono mai
chiarite, ma “l’effetto è assolutamente chiaro”, cioè, secondo quanto si legge,
questa strage avrebbe terrorizzato la popolazione italiana e sarebbe stata una
delle cause scatenanti dell’esodo degli italiani. A parte che non si capisce
come un evento del genere possa avere terrorizzato esclusivamente la popolazione
italiana (forse i croati non andavano al mare e non avevano paura delle bombe?),
vorremmo fare ora un po’ di chiarezza sui fatti che vengono così leggermente
passati sulla stampa come “operazioni di pressione anti-italiana”.
La vicenda di Vergarolla è in realtà abbastanza semplice.
Il 18 agosto 1946, a Pola, che all’epoca si trovava sotto amministrazione
anglo-americana, il circolo canottieri Pietas Julia aveva organizzato una festa
sportiva che prevedeva anche gare di canottaggio nei pressi della spiaggia di
Vergarolla, zona molto frequentata per i bagni Oltre alle gare erano previsti
anche chioschi gastronomici perché si trattava a tutti gli effetti di una festa
popolare.
Sulla spiaggia però gli alleati avevano ammassato anche moltissime bombe e mine
raccolte dal mare nel corso della bonifica del porto, lasciate lì senza
controllo in attesa di essere rese del tutto inoffensive.
Ad un certo punto un’esplosione interruppe in tragedia la festa: le mine erano
esplose, lasciando a terra molte vittime, almeno 87 morti e decine di feriti.
Naturalmente la città fu fortemente scossa da un fatto così tremendo.
All’epoca furono successivamente aperte delle inchieste che però non riuscirono
a venir a capo dei motivi reali del fatto. Ogni ipotesi rimase senza prove che
potessero portare a scoprire chi o cosa avesse fatto esplodere quelle mine. Ed
oggi, a 60 anni di distanza, non avrebbe neppure senso riaprire un’inchiesta, a
meno che qualcuno confessi di avere compiuto quell’attentato, se attentato fu,
cosa che, bisogna dirlo proprio a causa della propaganda che viene fatta oggidì
sull’episodio, non è stata assolutamente accertata, perché l’esplosione potrebbe
benissimo essere stata causata da fattori accidentali. Ricordiamo che una grossa
quantità di esplosivo era stata abbandonata senza controllo su una spiaggia dove
poi era stata autorizzata una sagra, con accensione di fuochi per cucinare, in
una torrida giornata di agosto.
I primi responsabili della tragedia andrebbero quindi ricercati in coloro che
abbandonarono l’esplosivo a quel modo, ed in coloro che autorizzarono una festa
popolare proprio in prossimità di ordigni che potevano esplodere da un momento
all’altro. Non c’era bisogno di un attentato per arrivare alla tragedia.
Nonostante non si sia mai trovato un colpevole, l’“eccidio” venne utilizzato da
subito dalla propaganda nazionalista italiana. Per molti la strage era frutto
della volontà di colpire gli italiani che stavano, a loro dire, con quella
manifestazione sportiva dimostrando l’attaccamento alla “patria” e la
contrarietà alla cessione alla Jugoslavia della città. Naturalmente i
propagandisti danno per scontato che a quella festa estiva, organizzata nel
caldo agosto della prima estate di pace dopo tanti anni, avrebbero preso parte
solo coloro che volevano fare dimostrazione di “italianità”, come se, appunto,
la popolazione croata di Pola non usasse fare i bagni.
E del resto, quale interesse poteva avere lo stato jugoslavo a creare terrore
mediante una strage del genere?
Gli jugoslavi erano all’epoca impegnati a Parigi a dimostrare, con elementi di
prova, i crimini commessi durante l’occupazione nazifascista delle loro terre,
le stragi, le distruzioni sofferte: avrebbero sicuramente avuto moltissimo da
perdere se, per ipotesi, fosse stata scoperta una loro responsabilità in
un’azione abietta come una strage di civili. Avrebbe potuto allora essere opera
di una “scheggia impazzita”? Non lo si può a priori escludere, però comunque non
ne vediamo il senso, dato che, nonostante la vulgata corrente parli di “pulizia
etnica” commessa dagli jugoslavi contro la comunità italiana, vi sono prove
certe che invece lo stato jugoslavo aveva interesse a tutelare quella comunità,
come è dimostrato dalle leggi di tutela che furono successivamente emanate.
Chi invece avrebbe potuto compiere un simile attentato, magari con la creazione
di prove false (che comunque non vennero trovate) erano i gruppi nazionalisti
italiani, cui lo stato dava un notevole appoggio e che, da loro stessa
dichiarazione, organizzavano “atti di sabotaggio” nei territori ex italiani. Ma
diciamo subito che neppure di questa possibilità esiste alcuna prova.
A parer nostro la responsabilità della strage di Vergarolla va attribuita
semplicemente a coloro che permisero di organizzare una festa vicino ad un
deposito di esplosivi. Ma ci pare fuori luogo insistere, in assenza di
qualsivoglia prova che dimostri la responsabilità jugoslava in quella tragedia,
sul fatto che tale strage causò la fuga degli italiani da Pola. Storicamente
furono ben altri i motivi che portarono gli italiani ad andare via da Pola, e
non ci dilunghiamo qui ora, dato che esistono studi seri ed approfonditi su
questo. Solo, ci piacerebbe che gli storici lasciassero perdere la propaganda e
la smettessero di considerare il “si sa”, il “si dice” come fonti storiche.





Mar 17 Ago 2010 4:22 pm

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