Ciao,
innanzitutto grazie a chi è andato sabato!
Andrea Della Regina wrote:
> Da qual poco che siamo riusciti ad estorcere da Lino e dal piu' loquace
> Carlo le news sono che:
> 1) i tempi sono molto piu' lunghi di quanto preventivato... da settembre
> ottobre 2005 il viaggio a Kyondo del gruppo di volontari in missione
> tecnico formativa si sposta plausibilmente al gennaio 2006, in quanto
> per l'autunno non si prevede di avere ancora l'edificio di Missaf;
E va beh, questo non mi sorprende...
> 2) il trasporto del materiale avverra' attraverso tre camion che
> partiranno a giugno per il Congo e quindi ci metteranno molto meno di
> quanto previsto per i container ad arrivare;
Questo significa che avremmo tempo fino a giugno per preparare le
macchine, giusto? Però significa anche che tra l'arrivo a Kyondo delle
macchine ed il loro allestimento nell'aula informatica passeranno alcuni
mesi.
Ciò può anche andar bene, a patto però che possano essere conservati in
modo egregio (leggi: al chiuso, al coperto, al riparo dall'umidità e
dalla polvere ed ovviamente da danneggiamenti più o meno involontari).
> 3) la situazione della sicurezza interna nelle regioni confinanti si sta
> surriscaldando e la crisi rischia di investire anche la nostra area di
> intervento;
Uhm, non è bello questo, affatto...
> 4) Carlo non ha ancora acquistato i pc nuovi che si diceva ma intende
> prenderli usati;
Ieri mi ha telefonato, dicendomi d'aver trovato cinque PC piuttosto
validi (or ora mi sfugge, però se non erro sono dei sempron, 256MB di
RAM, ecc.) ad un ottimo costo.
Cinque sono ancora meno di quella decina che avevamo preventivato, ma
sono già un inizio - un ottimo inizio -!
> Da ultima conversazione con Carlo ci si diceva di sertirci dopo che lui
> abbia parlato a quattr'occhi con Lino, a qual punto si puo' tirare fuori
> il nostro famoso progetto di laboratorio di informatica.
Perfetto!
Ciao,
Manu
--
"È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il
possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva
loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo."
Michail Bakunin (1814 - 1876)