La Route 66 e' una strada, anzi la era perché sarebbe inutile cercarla sulle cartine del Nord America ne è stata cancellata ormai da un ventennio.
Eppure esiste ancora come percorso ideale che collega Chicago, la fredda e umida "città del vento" sui grandi laghi con le immense e dorate spiagge del sud della California. Dall'inizio degli anni '30 milioni di americani l'hanno percorsa in cerca di sole e di fortuna verso l'ultimo Eldorado in riva al Pacifico, l'ultima frontiera.
Cosi' questa strada e' diventata per l'immaginario collettivo una fuga verso la libertà, l'ultima delle tante che hanno costellato la storia dell'umanità, facendo della Route 66 la Mother Road, la strada maestra per eccellenza. Questa migrazione di massa durata sino agli anni '60, prima sulle traballanti Ford T , poi sui Van e sui furgoni, infine sulle mitiche Corvette, ha creato un mondo di motel, ristoranti, pompe di benzina dagli stili più diversi e stravaganti come la gente che li gestiva.
Poi, in poco più di un decennio, le nuove Interstate a quattro corsie hanno prosciugato il flusso dei viaggiatori sulla vecchia strada, mandando in rovina gran parte delle attività commerciali esistenti ma congelando in tal modo uno spaccato di storia americana della prima metà del secolo. Una specie di Pompei del '900 dove ancora sembra di rivivere i film di Hollywood, i paesaggi dei grandi western con gli indiani cattivi e selvaggi. La gente che non ha abbandonato la vecchia strada e' rimasta in qualche modo isolata dai cambiamenti avvenuti nella società americana, rimanendo in gran parte ancora rustica, ruda, genuina, ospitale e curiosa nei confronti dei viaggiatori. Spesso strana ed anticonformista, qualità ormai rare non solo in America.
Se volete gustarne l'immensità' dei paesaggi,rivivere l'America dei film western e "on the road", la 66 vi può offrire questo e di più: il piacere di esserci dentro non come spettatore ma come attore.
Linus
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