05/09/2005 - RISK MANAGEMENT:POLIZZE DA 50 MLN L’ANNO - (Sara Todaro “Il
Sole 24 Ore del Lunedì”)
No alla negoziazione centralizzata delle polizze Assicurative per evitare
cartelli e monopoli. Sì, invece, all’adozione del risk management a tutto
campo, puntando su obiettivi capaci di restituire alle strutture sanitarie
il perduto appeal nei confronti delle assicurazioni.
La scelta è stata netta. E la Regione Lombardia si prepara a raccoglierne i
frutti entro fine anno. Quando cioè tutte le Asl e tutti gli ospedali
azienda dovranno essersi dotati di un gruppo di coordinamento per la
gestione del rischio e di un comitato di valutazione dei sinistri (Cvs),
sguinzagliato a caccia della miglior via d’uscita quando il danno è fatto.
Con un optimun prescritto dalle guidelines regionali: la presenza nel gruppo
di un rappresentante della compagnia assicuratrice e del broker.
Il progetto - avviato nel dicembre 2004 - mette sotto la lente oltre al
rischio clinico connesso alle prestazioni sanitarie erogate (con relativa
saga di "errori"), anche il rischio per il lavoratore e i danneggiamenti
accidentali, tra cui figurano furti o smarrimenti anche a danno dei
visitatori.
A tracciare la rotta è stato un gruppo di lavoro misto Regione - manager
sanitari - compagnie assicurative. Proprio dalle regine della fuga dal
pianeta Sanità - ritenuto troppo a rischio - sono arrivate indicazioni solo
apparentemente scontate: «attenzione al consenso informato e alla
completezza della cartella clinica»; «attenzione al passaggio di consegne al
cambio turno»; «attenzione alle capacità degli addetti al Pronto soccorso».
E prima di tutto «attenzione a conoscere nel dettaglio le dimensioni del
fenomeno rischi».
È stato questo lo spunto per la realizzazione dell’ambizioso progetto di
mappatura dei rischi Rct/o (responsabilità civile terzi/operatori) dell’
intero Ssr, presentato in un megaincontro con i medici lombardi dallo stesso
presidente Formigoni.
Mappatura totale con 21 mila sinistri. Nel data base - realizzato dalla
società di consulenza Rasini Viganò e unico del genere in Italia per
ampiezza e completezza - figurano gli oltre 21mila sinistri verificatisi
nelle strutture sanitarie lombarde dal al 1999 al 2004: oltre 11mila si
riferiscono a richieste di risarcimenti danni; gli importi liquidati
ammontano a 52,5 milioni di euro. Sul banco degli imputati nell’83% dei casi
ci sono le aziende ospedaliere. Il loro tallone d’Achille sono gli errori
chirurgici (50%) in ortopedia e traumatologia (16%): l’89% dei danneggiati
lamenta lesioni (79%).
Le Asl "scivolano" invece sui servizi di prevenzione e di assistenza
socio-sanitaria, che determinano l’onere economico più pesante, ma
raggiungono il top (45%) con eventi che nulla hanno a che vedere con l’
assistenza (danneggiamenti a cose, furti, cadute eccetera). Complessivamente
il 52% dei "reclami" arriva nell’anno dell’incidente, il 90% entro i tre
anni successivi: il 93% dei sinistri arriva all’epilogo nei tre anni
successivi.
I costi sono ovviamente salati: nei sei anni in esame le aziende sanitarie
lombarde hanno versato nelle casse delle assicurazioni 297 milioni di euro:
mattatrici della raccolta Assitalia (76 milioni) e Lloyds (70). I ticket più
grosso è toccato agli ospedali: 257 milioni (in media 26 euro a ricovero),
con importi medi liquidati da 18.500 euro. Ma restano complessivamente da
chiudere quasi 7mila sinistri (61% del totale): solo il 35% può contare su
una riserva nota, per un totale di 120 milioni di euro. E si stima che i
procedimenti penali relativi al periodo ammontino a circa 1.200: nel 15% dei
casi riguardano incidenti in ginecologia e ostetricia.
E il premio cala. Le aziende nel frattempo hanno cominciato a organizzarsi.
Nel 75% delle polizze ospedaliere compare la copertura dei costi per la
sezione legale (assistenza ai dipendenti); nei contratti sono spuntate le
franchigie (quelle per sinistro vanno da 2mila a 75mila euro). E sono
partiti - con successo, pare - i progetti di risk management.
La news che dà il polso della situazione, annunciata ai manager di settore i
n un incontro di fine luglio, riguarda proprio l’aggiudicazione delle
polizze: crescono le offerte, migliorano le condizioni, si riducono le
franchigie e aumentano i massimali.
E soprattutto, sono diminuiti i premi: in un caso la riduzione è stata
superiore al 25% dell’importo. Un segnale di speranza per le aziende che
dovranno attivare le procedure di gara negli ultimi quattro mesi dell’anno,
e che sperano di godere gli effetti di un termometro assicurativo in campo
sanitario quanto meno "raffreddato".