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Friuli: 42 milioni di risarcimenti in 5 anni   Elenco di messaggi  
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IL GAZZETTINO Giovedì, 19 Gennaio 2006

Incidenti nella sanità: oltre 1700 in 5 anni
Monitorati dalla Regione i sinistri nelle Aziende: ecco la mappa in Fvg.
Risarcimenti per quasi 42 milioni

Trieste
(ir.gi.)- La "malasanità " da assicurare. Sembra un ossimoro, ma i sinistri
sanitari risultano in aumento, raffrontando i dati più recenti. Dal trend
assicurativo delle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia relativamente
agli ultimi cinque anni monitorati dall'assessorato regionale alla Salute
(vedi tabella), emerge la statistica annuale del numero di sinistri aperti
formalmente - 1710 sinistri denunciati in tutto il territorio - oltre
all'importo risarcito dall'assicurazione e agli importi 'messi a riserva' da
parte delle compagnie. Anche se per le riserve andrebbe fatto un discorso a
parte, in quanto si tratta di somme accantonate dalle imprese assicuratrici,
dopo l'apertura di un sinistro, in attesa della definizione della pratica,
si riscontra il picco segnato, alla voce 'riserve', dall'Ass 5 Bassa
friulana e, per quanto riguarda le strutture ospedaliere, la pole position
del Burlo seguito dal Policlinico universitario di Udine.
Analizzando i sinistri risarciti, la classifica piazza al vertice della
lista l'Ass 3 Alto Friuli, marcata dal Burlo e, in terza posizione, dal
Policlinico universitario di Udine. Negli ultimi cinque anni i premi pagati
dalle aziende ammontano a quasi 42 milioni di euro. Ogni anno un medico è
funestato da incidenti in qualche modo ipotizzabili. Mediamente, nel
territorio regionale, si contano circa 350 procedure, fermo restando che
anche per le aziende maggiormente sinistrate - Ass 2 Isontina e Ass 4 Medio
Friuli - le pratiche non sono superiori a qualche decina per anno. Se la
percentuale prioritaria di incidenti ricade all'interno della categoria
'malasanità ', bisogna altresì considerare una quota oscillante fra il 10 e
20 per cento da collegare ad eventi fortuiti, come rotture di lenti, perdite
di protesi dentarie, cadute accidentali di visitatori, danno ad autoveicoli
nei parcheggi degli spazi aziendali.
Ritornando ai numeri e al monitoraggio quinquennale, si nota come i
risarcimenti effettivamente versati dalle assicurazioni ammontino a poco più
di 7 milioni di euro che, sommati alle riserve, danno un risultato pari a
circa 36 milioni. Spostandoci sul capitolo dei costi aziendali, al totale
dei premi versati (poco meno di 42 milioni di euro) vanno aggiunti i costi
sostenuti per i risarcimenti in franchigia, calcolati in circa 457 mila euro
per una cifra globale di 42 milioni 200 mila euro. Tradotto in pratica,
questo significa che il rapporto fra costi delle compagnie e costi
aziendali, tenendo conto del totale dei risarcimenti versati e delle somme
riservate, è pari alla percentuale di 84,2; mentre il rapporto intercorrente
fra risarcimenti effettivi e costi aziendali è pari al 16,6 per cento circa.
Le riserve, da cui scaturisce la parte risarcitoria concreta, nell'arco
temporale di cinque anni hanno determinato esborsi per le compagnie di poco
superiori a 7 milioni di euro, a fronte di costi aziendali e premi a carico
del servizio sanitario di sei volte superiori. Inoltre, andrebbero
conteggiate anche le somme, che non costituiscono costi aziendali anche se
danno luogo ad entrate per le imprese assicuratrici, versate a titolo di
premi a carico dei dipendenti i quali, intenti ad evitare la rivalsa per
colpa grave, aderiscono alla polizza aziendale. Nell'ultimo anno esaminato,
queste somme sono di circa 700 mila euro e coinvolgono 3 mila dipendenti fra
medici, paramedici e altro personale. Facendo un calcolo medio per anno, si
rileva che le compagnie hanno versato a titolo di risarcimenti un po' più di
1 milione 400 mila euro, paletto economico che potrebbe rappresentare il
punto di riferimento nel calcolo della perdita mediamente programmabile in
un esercizio. Intercorrono in media sei anni prima della liquidazione dei
sinistri. Dall'Assessorato si segnala l'esigenza di adottare misure
cautelative per prevenire azioni speculative che sono in costante
incremento. Con che scopo? Fare in modo che il contenzioso riguardi il solo
errore umano che, per quanto contraibile, resta, allo stato dei fatti,
ineliminabile per definizione».






Ven 20 Gen 2006 5:04 pm

pradella@...
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Marco Pradella
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