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health technology, CINEAS, forum e-health Sole 24 Ore   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #279 di 704 |

05/02/07,10:00, Tecnologia e medicina a cura di Laura Tonon

La gestione della health technology

Come governare la diffusione delle tecnologie in ambito sanitario? Come valutarne l'appropriatezza? E il rischio? Quali le garanzie di evidenza scientifica? Sono i temi caldi che politici sanitari, dirigenti d'azienda, ricercatori produttori di apparecchiature medico scientifiche – e non da ultimi i cittadini, oggi sempre più interessati a partecipare alle scelte in Sanità – si trovano ad affrontare con l'avanzare del mercato della tecnologia sanitaria e della sanità elettronica. Il mercato mondiale dei dispositivi medici è rappresentato per la maggior parte da paesi dotati di infrastrutture sanitarie. L'Unione Europea è il secondo mercato di dispositivi medici dopo gli Stati Uniti, al terzo posto il Giappone. In Europa il paese che spende (o investe) di più è la Germania che copre una fetta del 34,4 per cento del mercato totale che si aggira sui 55 miliardi di euro annui, seguono la Francia e l'Italia rispettivamente con il 16,3 e l'11,2 per cento.

Sul Sole 24 ore Sanità, il Cineas presenta un modello per valutare il rischio cosiddetto tecnologico legato all'utilizzo di apparecchiature medico-scientifiche1. A partire da classi di rischio (elettrico, chimico, biologico, radiazioni ionizzanti e non, gas medicinale), l'algoritmo misura il rischio tecnologico relativo alla singola apparecchiatura e quello relativo all'insieme parco di macchine della struttura sotto indagine. Il modello è stato per ora testato nell'Uo Neonatologia e Tin della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano. “I risultati sono stati incoraggianti”, scrive Giuditta Pinciroli del Cineas. “Non solo è possibile quantificare il rischio tecnologico che si introduce in una struttura sanitaria utilizzando apparecchiature medico-scientifiche ma anche monitorarne l'andamento nel tempo”.

Il metodo potrebbe offrire uno strumento utile nel risk management ma quantificare il rischio di un macchinario o una tecnologia non basta. Serve l'assessment cioè un processo di valutazione multidisciplinare inerente una determinata tecnologia che prenda in esame la performance, la sicurezza clinica, l'efficacia, il costo e l'impatto sociale, legale, etico e politico. “Questo processo conduce a un rapporto critico delle decisioni di politica sanitaria basato sulle evidenze”, si legge su CARE. “L' health techonology assesment rappresenta il ponte tra il mondo tecnico-scientifico e quello dei decisori”. La valutazione della tecnologia in termini di bisogno, efficacia, appropriatezza, efficienza, equità e sicurezza diventa un passo fondamentale nella scelte di politica sanitarie a diversi livelli dalla pratica sanitaria che riguarda il singolo medico alla gestione che coinvolge la struttura ospedaliera fino ad arrivare alla politica sanitaria che coinvolge le autorità sanitarie2.

Il nostro Paese come si sta attrezzando in questa direzione? Del governo della health technology se ne è parlato al Forum italiano, organizzato congiuntamente dall'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento e dall'Università degli Studi di Trento in collaborazione con il Network Italiano di TA3. Il forum ha aperto un interessante spazio di riflessione e discussione tra medici, politici, dirigenti, giornalisti e rappresentanti della cittadinanza principalmente su tre temi: l'importanza e l'impatto sulla salute del cittadino dei sistemi e modelli organizzativi, il problema delle tecnologie emergenti e della loro introduzione, e infine gli aspetti connessi con equità e diritto di accesso alle tecnologie.

Al primo forum sulla e-health organizzato da Il Sole 24 Ore4, Marco Marchetti, responsabile dell'Unità di valutazione delle Tecnologie del Policlinico Gemelli di Roma ha ricordato il caso dell'abuso degli stent medicali in Usa - impiegati anche al di fuori delle indicazioni dell'FDA – ha determinato un aumento dei costi di almeno 4 miliardi di dollari annui. “Serve quindi un controllo sulla reale appropriatezza delle tecnologie”, commenta Marchetti precisando la health techonology assesment è possibile in maniera completa ed esaustiva solo con un reale e forte coinvolgimento di tutti gli attori. Non da ultime le aziende produttrici precisa Ugo Ortelli, vicepresidente di Assobiomedica, che teorizza un processo nazionale/regionale di HTA attuato in modo trasparente, sulla base di metodologie uniformi e condivise, da organismi aventi competenze specifiche di settore. “Ma questo processo non deve diventare un ostacolo burocratico”5.

Comunque sia, la teoria non basta. Di fatto il mercato delle tecnologie sanitarie continua a crescere ma resta ancora meno regolamentato di quello dei farmaci: non esiste alcun obbligo per le industrie produttrici di realizzare studi con standard metodologici predefiniti. Se un farmaco prima di essere commercializzato deve superare un percorso ad ostacoli (fase pre-clinica, studi di fase I, II e III), per i nuovi test diagnostici è sufficiente la documentazione tecnica e di safety. Le conseguenze? “La metodologia della ricerca degli studi di accuratezza diagnostica è lontana anni luce rispetto a quella sui farmaci e la base scientifica è largamente insufficiente per le valutazioni di technology assessment” , risponde Nino Cartabellotta del Centro studi GIMBE che considera la governance delle tecnologie diagnostiche come una mission impossible, purtroppo. “Basti solo pensare che nella richiesta di indagini diagnostiche i medici, oltre a credere che i rischi medico-legali siano inversamente proporzionali al numero di test richiesti – e quindi a preferire la strategia diagnostica 'esaustiva' a quella 'ipotetico deduttiva' – vengono spesso condizionati dalle pressanti richieste dei pazienti, a loro volta indotte dai media”6.

Bibliografia

  1. Tecnologie: rischi “traditori”. Il Sole 24 Ore Sanità, 9 gennaio 2007, p 19.
  2. Orzella L, Marceca M. Health technology assesment. CARE 2006; 3: 23-7.
  3. Forum italiano per la valutazione delle tecnologie sanitarie. Trento 25-27 gennaio 2007.
  4. 1° E-Health Forum. L’innovazione tecnologica come driver di cambiamento della sanità. Milano 28 novembre 2006
  5. Dispositivi al controllo HTA. Il Sole 24 Ore Sanità, 9 gennaio 2007, p 22.
  6. Dalla evidence-based practice alla clinical governance. Intervista a Nino Cartabellotta. Va’ Pensiero n. 288, 24 gennaio 2007.



Mer 7 Feb 2007 5:42 am

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Marco Pradella
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