Roma, 24 lug (Velino) - A 24 ore dall'inizio della ventunesima edizione del
Premio Charlot, cresce il parterre degli ospiti che riceveranno i "Premi
Charlot". Infatti, sarà consegnato a Roberto Farnesi il premio per la fiction
televisiva dell'anno. L'attore toscano, protagonista nella passata stagione tv
della fiction "Butta la luna 2", riceverà l'importante riconoscimento nel corso
della serata di gala del Premio Charlot che si terrà il 29 luglio nell'area
archeologica dei Templi di Paestum. Dunque l'ex modello ed attore di
fotoromanzi, divenuto famoso al grande pubblico grazie al soap "Centovetrine"
sarà uno dei protagonisti della serata di punta del Premio Charlot. Nato a Pisa
nel luglio del 1969, inizia la sua carriera come modello e poi come attore di
fotoromanzi… "Vivevo da solo e per sbarcare il lunario con il mio amico
Sebastiano Somma decidemmo di fare i provini per i fotoromanzi, provini che sono
andati bene e che mi hanno permesso di potermi mantenere da solo lontano da
casa". Come le è venuto in mente di fare l'attore? "Per caso, quando facevo il
modello per i fotoromanzi vedevo tutti i miei colleghi andare a fare i provini
per il cinema e così mi sono detto perché non provarci. Così mi sono cercato un
agente ed ho iniziato a fare provini. Ho avuto una grande fortuna, perché mi
hanno scelto subito per il film con Monica Guerritore diretto da Giuseppe
Ferlito "Femmina". Poi c'è stata una piccola parte nel film di Neri Parenti
"Paparazzi" e poi è arrivato Zeffirelli che mi chiama per il film "Un tè con
Mussolini".
Quali erano le aspettative che si era posto quando ha intrapreso questa strada?
"È stato tutto casuale. Il punto è che dal caso poi mi sono innamorato di questo
mestiere e così sono andato avanti". Ha avuto un maestro? "Certo Giuseppe
Ferlito e Monica Guerritore, il primo è stato il mio insegnate alla scuola di
recitazione di Pisa e la seconda mi ha aiutato tanto e consigliato tanto durante
le riprese del film `Femmina'". Nel cinema di oggi, per i giovani che si
affacciano a questa realtà lavorativa, quanto è importante la figura del maestro
e, quanto lo è stato per lei? "Tantissimo. Io devo molto a Ferlito. Mi ha saputo
consigliare, guidare. Avere un buon maestro ti aiuta sicuramente". Ha mai avuto
paura, paura di non riuscire, di non piacere, di non trasmettere nulla, paura di
essere considerato solo per la sua bellezza e non per il talento? "No, di non
trasmettere nulla questo no, ma la paura, la famosa ansia dell'attore quella sì.
L'ho provata e la provo ancora. Per quanto riguarda l'aspetto fisico, credo che
quando sei agli inizi della tua carriera devi giocarti tutte le tue carte. Per
il film con la Guerritore, ad esempio, sono stato scelto principalmente per il
mio aspetto fisico. Il punto è che la bellezza non è tutto. Perché se sei solo
bello e non hai talento quanto puoi durare un anno, due al massimo, ma poi
sparisci come una meteora. Io faccio questo lavoro da 12 anni oramai, quindi
diciamo che la fase dell'aspetto fisico è stata superata, ora credo che chi mi
chiama per un film o una fiction mi chiama anche per il mio talento".
In televisione l'abbiamo vista nei panni di un poliziotto nella serie tv "Butta
la luna 2". Quali differenze ci sono tra lei ed il suo alter ego televisivo o se
ci sono delle analogie? "Le differenze sono tante. Come analogia posso dire che
come il mio personaggio anche io sono uno con certi valori morali, con una
precisa idea di famiglia. Sono cresciuto in una famiglia molto unita che mi ha
trasmesso valori importanti, proprio come il mio personaggio". Ha interpretato
principalmente ruoli molto seriosi, ma qual è il suo rapporto con la comicità?
"Questo è vero, mi danno sempre ruoli molto serie, anche della fiction
"Carabinieri" che era una fiction leggera, io interpretavo il carabiniere serio,
rigido. E pensare che sono un grande burlone. Chi mi conosce bene può dirlo, amo
ridere e amo far divertire i miei amici. Al cinema ed in televisione mi
piacerebbe interpretare qualche ruolo comico. O meglio mi piacerebbe fare
qualcosa di tragicomico stile Monicelli. Sarebbe il massimo". Questa secondo lei
è ancora l'Italia del grande cinema di De Sica, Totò, Viviani, di Eduardo, Di
Giacomo… "No. Purtroppo persone come loro non ci sono più. Erano attori unici,
che giravano anche tre o quattro film all'anno, magari non tutti belli, ma tra
quelli c'era sempre un capolavoro. Oggi c'è troppo snobismo, ai loro tempi
invece si lavorava con amore e passione. Sono tutte persone uniche." Prima che
un attore lei si sente soprattutto un…? "Potrei dire un `vitellone'. No, scherzo
sono uno che ha ancora un animo molto fanciullesco, diciamo così".
Lei si sente un uomo fortunato? "Si" Cosa pensa della singletudine cui in
generale oramai si tende? "Io sono toscano e credo di venire da una fucina di
attori e non solo allergici al matrimonio, parlo di Panariello, Pieraccioni,
Carlo Conti. Sembra quasi che per noi toscani sia difficile sposarsi. Diciamo
che è meglio essere single, anche perché noi siamo sicuramente dei single
favoriti rispetto ad altri. Scherzi a parte credo di essere diventato con il
tempo più esigente. Come ho detto prima vengo da una famiglia molto unita ed ho
un concetto di famiglia ben preciso. Il giorno che incontrerò una donna che
potrò stimare veramente e rispettare ed essere rispettato senza scendere a
compromessi allora mi sposerò". Prossimi progetti? "È in uscita un film per la
regia di Eleonora Giorgi e poi diciamo che ci sono diverse proposte, alcune
molte interessanti, però non posso ancora anticipare nulla". Cosa vuol fare da
grande? "Semplicemente il lavoro che amo".