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Rispondi | Inoltra Messaggio #158 di 999 |
I BOMBARDAMENTI DEI LIBERATORI
a cura di Mauro Franciolini


1942
Le incursioni sulle nostre città furono compiute prevalentemente
dopo l'8 settembre 1943 e cioè quando l'Italia era
virtualmente "alleata" con gli anglo-americani.
I primi attacchi leggeri si ebbero sul meridione d'Italia per
opera della R.A.F. con base sull'isola di Malta.
Le prime dure incursioni su Napoli furono effettuate
dall'U.S.A.A. F. il 4 e l'11 dicembre: si trattò anche delle prime
incursioni dei bombardieri americani sull'Italia. Le città
maggiormente colpite furono Torino, Milano e Genova: attacchi
pesanti, ma non come quelli dell'agosto dell'anno dopo. I
bombardamenti sul "triangolo industriale" furono organizzati
dal "Bomber Command" della R.A. F. durante la cosiddetta "offensiva
di autunno". Milano subì un solo bombardamento fra il 24 ed il 25
ottobre: 470 furono gli edifici distrutti.
Fra l'ottobre/novembre Genova fu colpita 6 volte: 1.250 edifici
di vario genere furono distrutti. Fra il novembre/dicembre Torino
subì 7 bombardamenti: 142 ettari distrutti di superficie edificate
(70 fabbriche, 24 edifici pubblici, e circa 1.950 abitazioni).
L'incursione più violenta fu quella della sera del 9 dicembre su
Torino: 196 apparecchi scaricarono sulla città 147 tonnellate di
bombe e 256 tonnellate di spezzoni incendiari.
Gli inglesi impiegarono complessivamente 1.811 aerei di cui
1.477 attaccarono le città italiane scaricandovi circa 2.740
tonnellate di bombe e perdendo 31 aerei. Le vittime furono circa
1.300

1943
La caduta di Mussolini in seguito agli avvenimenti del 25 luglio
aveva generato in molti italiani l'illusione che anche la guerra
dovesse cessare, risparmiando ulteriori lutti e distruzioni.
Illusione svanita subito nella notte fra il 7 e l'8 agosto 1943
quando, Milano, Torino e Genova, subirono il contemporaneo e duro
attacco della R.A. F. In quella notte, 201 tonnellate di bombe
esplosive e spezzoni incendiari si riversarono su Milano, 195
tonnellate su Torino e 169 su Genova.Queste incursioni non dovevano
rappresentare che un "assaggio" di quanto sarebbe successo nei mesi
successivi.
L'11 agosto un massiccio bombardamento devastò la città di Terni
seppellendo sotto le macerie centinaia di vittime. Il 13 agosto
anche Roma, appena dichiarata "città aperta", fu violata da circa
500 tonnellate di bombe americane che provocarono circa 2.000 morti
e notevoli danni.
La notte del 13 agosto su Torino caddero 244 tonnellate di bombe
e, la notte del 17 agosto, altre 248 tonnellate. Milano, 12 / 16
agosto 1943: Il più feroce attacco che mai avesse subito, sino a
quel momento, una città italiana fu quello su Milano nella notte fra
il 12 e il 13 agosto: 504 bombardieri inglesi rovesciarono sulla
città 1.252 tonnellate di bombe e spezzoni incendiari. Due giorni
dopo, nella notte del 15 agosto, 140 bombardieri inglesi scaricarono
altre 415 tonnellate di esplosivi. Non era ancora finita: nella
notte del 16 agosto si presentarono nel cielo della città 199
bombardieri che scaricarono altre 601 tonnellate di ordigni mortali.
In quattro giorni Milano fu martirizzata da 2.268 tonnellate di
bombe sganciate da 843 aerei della R.A.F. inglese. Il bilancio
finale fu drammatico: 239 industrie colpite, distrutte o gravemente
danneggiate, 11.700 edifici abbattuti, più di 15.000 quelli
danneggiati, le centrali elettriche irreparabilmente bloccate, la
rete di trasporti e di comunicazioni quasi totalmente inservibili,
centinaia i morti.
In quella prima metà di agosto 1943 caddero dunque sui centri
principali dell'Italia settentrionale 3.325 tonnellate di
esplosivo.Il 28 agosto furono poi bombardate Taranto, Cosenza e, a
seguire, Novara, Foggia, Salerno, Crotone, Viterbo, Avellino, Lecce,
Bari, Orte, Cagliari, Carbonia, Civitavecchia, Benevento.Frascati fu
rasa al suolo e migliaia furono i morti. Il 1 settembre 1943 fu
distrutta Pescara, città completamente priva di difesa antiaerea.
Il "Bomber Command" della R.A.F. ed i bombardamenti sull'Italia
Nel 1973 il "Public Record Office" di Londra rese pubblici i
documenti relativi ai bombardamenti inglesi sull'Italia. Queste
notizie, attestate in modo incontestabile dalle autorità inglesi,
portarono a conoscenza di un piano a lunga scadenza, elaborato nei
minimi particolari, che avrebbe previsto un diluvio di fuoco
sull'Italia. Secondo tale progetto, gli anglo-americani avrebbero
dovuto scaricare sull'Italia del nord, in un periodo compreso fra il
settembre 1943 e il febbraio 1944 qualcosa come 45.000 tonnellate di
esplosivo! Nella serie di tali documenti, corredati da numerose
mappe raffiguranti gli obiettivi principali, fa spicco un eloquente
messaggio inviato dal direttore delle "Operazioni di bombardamento",
Commodoro Bufton, al direttore dei "Piani di bombardamento",
Commodoro Elliot. Nello scritto, che reca la data del 29 luglio
1943, si legge anche: "Stabilita l'opportunità di attaccare
l'Italia, ci proponiamo di trasportare sugli obiettivi del Nord
circa 3.000 tonnellate di bombe nel mese di agosto, 8.000 tonnellate
nei mesi di settembre e di ottobre e 6.500 tonnellate in ciascuno
dei mesi invernali, se le condizioni atmosferiche saranno
favorevoli...". I bombardamenti dell'agosto 1943 non furono quindi
solo "avvertimenti" o "pungoli" per accelerare la firma di una resa,
ma rientravano in un piano programmato che, come per numerose città
tedesche, prevedeva la totale distruzione dei centri vitali della
nazione mediante il sistema dei cosiddetti bombardamenti "a
tappeto".
Negli ultimi tre mesi del 1943 i bombardamenti terroristici
anglo-americani provocarono 6.500 morti e circa 11.000 feriti,
distruggendo e danneggiando migliaia di edifici.

1944
Furono migliaia e non risparmiarono nessuna città. Solo nel
1944, gli anglo-americani effettuarono sull'Italia centro-
settentrionale, territorio della RSI, 4.541 incursioni, uccidendo
22.000 civili e ferendone oltre 36.000. Ci fu una vera e
propria "escalation" di terrificanti incursioni che non
risparmiarono nessuna città e che raggiunsero una frequenza quasi
quotidiana. Firenze, per esempio, subì 7 bombardamenti (di cui 5
massicci) che causarono oltre 700 morti, migliaia di feriti e la
distruzione di migliaia di case, oltre che danni gravissimi al
patrimonio artistico della città. Molte furono le incursioni anglo-
americane particolarmente odiose e criminali. Bisognerebbe
ricordarle tutte ma, a titolo di esempio, valgano queste:
Il martirio di Treviso: La città fu selvaggiamente aggredita il
giorno di Venerdì Santo e fu distrutta da un violento bombardamento
che costò la vita a 4.000 abitanti.
I "liberatori" sul Lago Maggiore: Il 25 settembre, due aerei
inglesi sganciarono un grappolo di bombe su un gruppo di case di
Intra provocando 11 morti e numerosi feriti. Poco dopo, gli stessi
aerei mitragliarono il battello "Genova" di fronte a Baveno sul Lago
Maggiore. Il battello colpito, che aveva a bordo solo civili (in
prevalenza donne e bambini), prese fuoco: molti furono i morti ed i
feriti.
Il 26 settembre, aerei inglesi (probabilmente gli stessi del
giorno prima) attaccarono il battello "Milano" carico di sfollati
che si erano imbarcati a Laveno per raggiungere la sponda piemontese
del lago. A bordo c'era anche un reparto del battaglione "M" Venezia
Giulia che stava tornando alla scuola di Varese della G.n.r.: dieci
di loro perirono nell'attacco.
L'ecatombe dell'Impruneta Il 27 luglio, aerei della Quinta
squadriglia del 239° stormo, appartenenti alla "Desert Air Force"
(Daf), bombardarono "a tappeto" l'Impruneta. Il paese era affollato
soltanto da civili inermi che speravano di aver trovato un rifugio
sicuro dalle incursioni alleate. La maggior parte dei rifugiati morì
sotto le bombe dei "liberatori", mentre i superstiti furono falciati
dalle mitragliatrici dei "Kittyhawks" sudafricani. Il 28 luglio,
un'altra incursione si scatenò contro la basilica del paese: si
salvò solo il ritratto della Madonna.
La strage degli innocenti
Il 10 ottobre sul rione popolare di Gorla (Milano) una bomba
americana centrò in pieno una scuola: i bambini uccisi furono oltre
200. Accurati studi di storici militari hanno dimostrato con
certezza che non si trattò di un errore. Per questo crimine immondo
il governo americano non ha neppure chiesto scusa.

RINASCITA Quotidiano del 30 Marzo 2001





Mer 2 Giu 2004 2:05 pm

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