Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
lettera_informazione · Lettera d'Informazione
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Mussolini il rivoluzionario   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #161 di 999 |
Mussolini il rivoluzionario

La recensione di Adriano Romualdi al primo volume della monumentale
biografia defeliciana di Mussolini testimonia la sua attenzione per
l'avanguardia storiografica, anche se di matrice antifascista. Un
invito a scoprire il messaggio rivoluzionario di Mussolini al di là
delle sue caricature patriottarde e delle infamità antifasciste.



Mussolini il rivoluzionario è il primo solido pilastro di un'opera
in quattro volumi che ha in cantiere il giovane storico Renzo De
Felice. Essa abbraccia la vita di Mussolini dalla nascita al 1920 e
descrive la formazione e le battaglie del futuro Capo del Fascismo
dagli anni della giovinezza socialista a quelli del primo
squadrismo. Un fascio di luce gettato su di un periodo decisivo
della vita di Mussolini e un contributo prezioso ad intendere la
sostanza profonda di questa genuina natura di ribelle e di
lottatore.

Purtroppo, a distanza di vent'anni dalla morte, un discorso serio
su Mussolini aspetta ancora di essere fatto. Da una parte ci sono la
ingiuria, la diffamazione, la calunnia contro un avversario la cui
ombra non dà pace e tregua. Dall'altra la patetica e casalinga
rievocazione dei fedeli che rischia di deformare in una oleografia
borghese la personalità del più spregiudicato rivoluzionario della
storia d'Italia. Questo libro del De Felice può essere la prima
pietra per la ricostruzione della viva immagine di Mussolini. Un
libro serio, documentato, ponderato, scritto, per quanto possibile,
senza pregiudizio. È, diciamolo subito, una sorpresa, perché
l'editore del volume è il famigerato Einaudi e il prefatore il
viscido, sfuggente, Delio Cantimori. Evidentemente qualcosa si sta
muovendo nel complesso fazioso e retrivo della storiografia
antifascista e, dopo l'orgia di banalità e di calunnie, qualcuno tra
i più seri e tra i più colti sente il bisogno di incominciare ad
usare un linguaggio più onesto e più pulito.

Non sappiamo se nei prossimi volumi dell'opera ("Il fascista" "Il
duce" "L'alleato") De Felice riuscirà a conservare la misura e
l'equilibrio di cui fa sfoggio in questo primo libro, ma l'inizio è
senza dubbio soddisfacente.

Mussolini il rivoluzionario è un'opera che pone le basi della
ricostruzione della personalità di Mussolini. Perché Mussolini è
stato soprattutto, innanzitutto, una figura di rivoluzionario. Un
rivoluzionario: cioè un uomo dotato della istintiva capacità di
agire in modo profondo ed incisivo sulle situazioni e sugli stati
d'animo, non subendoli ma trasformandoli con un azione violenta,
sconvolgitrice, imprevedibile. Un rivoluzionario: ossia una
personalità capace di estrarre l'essenziale da un'idea, da una
realtà, da un sentimento, e di rendere visibile a tutti, in un
momento, ciò che è vecchio e ciò che è nuovo, ciò che è vivo e ciò
che è morto, quel che va abbandonato e quel che va conquistato.

Non un politicante, un mercanteggiatore di voti e di consensi, ma
un creatore di fatti irrevocabili, un suscitatore di miti,
l'evocatore di tutte le energie sane di un popolo e di una società.

Questa fondamentale natura rivoluzionaria di Mussolini spiega
tutte le sue scelte. Egli ha militato nel socialismo nella speranza
di poter sconvolgere con la violenza delle masse proletarie
l'assetto di una meschina società borghese. Coerentemente,
all'interno del partito socialista ha esecrato e combattuto il
riformismo, cioè la tendenza ad inserire il socialismo
nel "sistema". Successivamente, accortosi che il pacifismo
socialista confluiva nella grande palude democratica e umanitaria,
ha salutato nella guerra lo strumento capace di indirizzare la
storia verso la rivoluzione totale. Da questa scelta deriva
l'ulteriore rifiuto del socialismo. In questa scelta ne era già
contenuta un'altra: fallito il socialismo come strumento di rottura
rivoluzionaria, occorreva cercare in un'altra direzione, quella in
cui si muoveva la gioventù in armi delle nazioni europee: il
fascismo. Nell'apparente contraddizione delle ideologie e degli
atteggiamenti c'è una perfetta logica dell'azione.

La lettura del libro del De Felice ci fa scorrere davanti agli
occhi questa coerente successione. Esso si pone più come un racconto
obiettivo che come un'interpretazione generale, ma le conseguenze
che si traggono si impongono da sole. Innanzitutto in che cosa
consisteva essenzialmente il famoso "socialismo" si Mussolini? Esso
era eminentemente rivoluzionarismo. Era la lotta spietata,
aggressiva, violenta contro l'ordine costituito della borghesia per
la creazione di una nuova realtà storica, di un nuovo ordine eroico.
In questo Mussolini è discepolo di Sorel, il padre del sindacalismo
rivoluzionario, che malediceva il mito del progresso, inveiva contro
la "platitude" umanitaria, predicava lo sciopero generale e la
violenza come elementi di un mito totale destinato a preparare
l'avvento di una umanità eroica.

Come ognuno può vedere si tratta di prospettive lontanissime da
quelle del socialcomunismo contemporaneo il cui fine altro non è che
il graduale imborghesimento delle masse con la pace e la bistecca,
il burro e le riforme, la coesistenza e la televisione. È un
socialismo passato al vaglio di Nietzsche, di cui Mussolini fui
attento lettore e che fu, si può dire, l'unico filosofo che studiò
veramente. C'è un importante saggio giovanile di Mussolini su
Nietzsche apparso su Il Pensiero Romagnolo nel 1905 che De
Feliceriporta ampiamente. Non è inutile citarlo per comprendere gli
orizzonti mentali di questo strano "socialista".

Scrive Mussolini: "Il superuomo, ecco la grande creazione
nietzscheana. Quale impulso segreto, quale interna rivolta hanno
suggerito al solitario professore di lingue antiche dell'università
di Basilea questa superba nozione? Forse il taedium vitae, della
vita quale si svolge nelle odierne società civili dove irrimediabile
mediocrità trionfa a danno della pianta-uomo. E Nietzsche suona la
diana di un prossimo ritorno all'ideale. Ma un ideale diverso
fondamentalmente da quello in cui hanno creduto le generazioni
passate. Per comprenderlo verrà una nuova specie di spiriti liberi
fortificati nella guerra, nella solitudine, nel grande pericolo,
spiriti che conosceranno il ghiaccio e i venti, le nevi dell'alta
montagna e sapranno misurare con occhio sereno tutta la profondità
degli abissi, spiriti dotati di un genere sublime di perversità,
spiriti che ci libereranno dall'amore del prossimo della volontà del
nulla ridonando alla terra il suo scopo e agli uomini le loro
speranze – spiriti nuovi, liberi, molto liberi che trionferanno su
Dio e sul Nulla!"

È, lo vede ognuno, la profezia del fascismo. Del resto, della
eterogeneità di Mussolini alla mentalità del socialismo corrente si
era accorta la Kuliscioff che in quel tempo diceva di lui: "non è un
marxista e neppure un socialista. È un poetino, un poetino che ha
letto Nietzsche". Una definizione che si potrebbe accettare sec si
sostituisse quel "poetino" col termine più appropriato
di "rivoluzionario". Purtroppo esigenze di spazio non ci consentono
di discutere i molti temi affrontati dal De Felice in questo libro.
Ci limitiamo a lodarne lo sforzo verso un'autentica obbiettività.
Esso mette in chiaro le grandi qualità umane, morali, intellettuali
di un uomo di cui vent'anni di storiografia antifascista si voleva
liberare etichettandolo come "avventuriero" o "demagogo".

Soprattutto, quel che traspare dalle righe scarne ed asciutte del
De Felice è la superiorità personale di Mussolini, la sua chiarezza
intellettuale, la maggiore energia, la capacità lavorativa, l'alta,
lungimirante praticità. Mussolini il rivoluzionario è e resta il
libro di un antifascista, ma di un antifascista che, cercando, ha
trovato le prove e le testimonianze della sua fede e del suo
disinteresse e non le ha occultate o nascoste.

Per noi, per cui Mussolini non è solo un oggetto di studio ma un
maestro d'azione politica, esso rappresenta un invito a liberarsi
del feticcio del "duce" che dovrebbe avallare certo conformismo
borghese e patriottardo da epigoni e da rassegnati e un invito a
ritrovare il vero Mussolini: il ribelle, lo spregiudicato,
l'anticonformista, l'uomo che ha disperso e bastonato i pavidi e i
buffoni di casa nostra per diventare, per oltre vent'anni il terrore
e lo spauracchio dell'Europa dei socialisti, dei democratici, dei
vigliacchi.

www.noreporter.org





Gio 3 Giu 2004 10:14 pm

lettera_info...
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #161 di 999 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Mussolini il rivoluzionario La recensione di Adriano Romualdi al primo volume della monumentale biografia defeliciana di Mussolini testimonia la sua attenzione...
lettera_informazione
lettera_info...
Offline Invia email
3 Giu 2004
10:14 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?