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DEIR YASSIN REMEMBERED   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #175 di 999 |
DEIR YASSIN REMEMBERED

GLI SCOPI DELL'ORGANIZZAZIONE

Deir Yassin Remembered e' stato fondato per portare giustizia alle
vittime del massacro di Deir Yassin. Il nostro scopo e' quello di
costruire un memoriale nel villaggio palestinese distrutto. Non
siamo un'organizzazione politica e non abbiamo fini politici.
Parte della lotta palestinese per l'autodeterminazione e' consistita
nel raccontare la verita' dei palestinesi in quanto vittime del
sionismo. Per troppo tempo la loro storia e' stata negata, e questa
negazione e' servita solo ad opprimere ulteriormente e disumanizzare
deliberatamente i palestinesi all'interno di Israele (Palestina
storica), nei territori occupati nel 1967, e quelli della diaspora.
Qualche progresso e' stato fatto. Gli occidentali ora capiscono che i
palestinesi, come popolo, esistono. E hanno saputo che, durante la
creazione dello stato d'Israele, migliaia di palestinesi furono
trucidati ed oltre 700.000 espulsi e scacciati dalle loro case e
dalla terra in cui vivevano da millenni.
In fede con l'osservazione di Simon Wiesenthal secondo cui "La
speranza vive fino a che si ricorda", le sofferenze ebraiche sono
state riconosciute e memorializzate. Ci sono invece ben pochi
memoriali per i palestinesi uccisi nel 1948. La loro storia, di cui
il massacro di Deir Yassin e' un evento particolarmente
significativo, e' stata volutamente seppellita e dimenticata.
Eppure, come i discendenti delle vittime in Armenia (1915-17),
in Unione Sovietica (1929-53), in Germania (1933-45), in Cina (1942-
52, 1957-60 e 1966-76) e in Cambogia (1975-79), i discendenti dei
palestinesi vogliono che il mondo ricordi cio' che hanno sofferto,
cio' che hanno perduto ed il perche' della loro morte.
Anche di fronte a qualsiasi evento negoziale passato, presente o
futuro, gli organizzatori di Deir Yassin Remembered ritengono che
sia necessario che
anche le sofferenze palestinesi siano conosciute e memorializzate.
Ma, mentre il fine principale di Deir Yassin Remembered e' costruire
un memoriale per le vittime, l'organizzazione ha anche un obiettivo
piu' ampio ed umanitario. Essa lavorera' per eliminare il
pregiudizio contro i palestinesi e per promuovere la parte umana di
un popolo che e' stato vittima della colonizzazione sionista della
sua terra e delle condizioni di apartheid in cui esso vive, da
prigioniero, nella sua terra. Gli organizzatori pubblicizzeranno,
attraverso comunicati stampa e presentazioni documentarie, la
costruzione del memoriale, in uno sforzo portare luce, soprattutto
presso il pubblico americano, sulle sofferenze immani cui e'
sottoposto il popolo palestinese, guadagnando cosi' il supporto
verso una risoluzione giusta e durevole del conflitto.

IL MASSACRO

All'alba di venerdi 9 aprile 1948, commandos dell'Irgun, guidato da
Menachem Begin, e della Banda Stern attaccarono Deir Yassin, un
villaggio palestinese di circa 750 abitanti. Era qualche settimana
prima della fine del Mandato Britannico in Palestina. Il villaggio
era situato al di fuori dell'area che le Nazioni Unite
raccomandarono di includere nel futuro stato ebraico. Deir
Yassin aveva una reputazione pacifica ed un giornale ebraico rivelo'
persino che il villaggio aveva rifiutato di fare entrare milizie
arabe nel suo perimetro. Era collocato, pero', nel corridoio tra Tel
Aviv e Gerusalemme ed un piano precedente agli eventi, tenuto
segreto fino a molti anni dopo, prevedeva che dovesse essere
distrutto ed i residenti evacuati, cosi' da creare un piccolo spazio
per i rifornimenti dei residenti ebrei di Gerusalemme.
Per il mezzogiorno, centinaia di persone, la meta' delle quali donne
e bambini, erano state sistematicamente assassinate. Quattro membri
dei commandos furono uccisi dalla resistenza dei palestinesi, che
usavano vecchi moschetti. Venticinque residenti maschi del villaggio
furono issati su camion e portati in parata nel quartiere di Zakhron
Yosef di Gerusalemme, poi furono allineati presso un masso della
strada tra Givat Shaul e Deir Yassin educcisi con un colpo di
pistola alla nuca. I residenti superstiti furono espulsi a
Gerusalemme est.
Quella stessa sera, membri dell'Irgun e della Stern scortarono un
gruppo di corrispondenti esteri ad una casa di Givat Shaul, un
insediamento ebraico fondato agli inizi del 1900. Mangiando
biscottini e te', essi amplificarono i dettagli dell'operazione e la
giustificarono, affermando che Deir Yassin era diventato un punto di
concentrazione di arabi, inclusi siriani ed iracheni, venuti a
combattere ed attaccare i sobborghi occidentali di Gerusalemme.
Affermarono che, precedentemente, un ebreo di lingua araba aveva
avvertito i residenti del prossimo attacco attraverso un altoparlante
issato su un'autoblindo. Le giustificazioni furono tutte riportate
dal New York Times del 10 aprile.
Il New York Times del 13 aprile riporto' una conta finale di 254
cadaveri ed il giorno dopo essi furono finalmente seppelliti. A
quell'epoca, i leaders dell'Hagana si erano gia' dissociati
dall'attacco ed avevano emanato un comunicato in cui si
denunciavano "elementi dissidenti dell'Irgun e della Banda Stern",
proprio come fecero dopo l'attentato al King David Hotel nel
luglio 1946.
I leaders dell'Hagana ammisero che il massacro "disonorava il nome
delle armate ebraiche e la bandiera", e minimizzarono il fatto che
le loro stesse milizie avessero partecipato all'attacco
terroristico, anche se si astennero dagli atti successivi di
barbarie e saccheggi alle abitazioni del villaggio.
Essi minimizzarono anche il fatto che, secondo Begin, "Deir Yassin fu
conquistata con la consapevolezza dell'Hagana e con l'approvazione
dei suoi comandanti", come parte dell'antico piano di "creare uno
spazio aereo".
Ben Gurion invio' persino una lettera di scuse a re Abdallah di
Transgiordania. Il terribile atto, pero', servi' molto bene al
futuro stato di Israele. Secondo Begin: "Gli arabi del paese,
spaventati dalle azioni dei "selvaggi macellai dell'Irgun",
cominciarono a mettersi in salvo. L'esodo di massa produsse
incredibili effetti politici ed economici".
Delle 144 case, 10 furono fatte saltare in aria con la dinamite. Il
cimitero fu livellato con il bulldozer e, come centinaia di altri
villaggi palestinesi in seguito, Deir Yassin fu spazzata via dalla
mappa della Palestina. A settembre, ebrei ortodossi provenienti
dalla Polonia, dalla Romania e dalla Slovacchia si insediarono nel
villaggio nonostante le obiezioni sollevate da Martin Buber, Cecil
Roth ed altri leaders ebraici, che ritenevano che il sito del
massacro dovesse restare inabitato. Il centro del villaggio fu
ribattezzato Givat Shaul Bet. Mentre Gerusalemme si espandeva, la
terra di Deir Yassin fu inglobata dalla citta' ed e' oggi nota
semplicemente come "area tra Givat Shaul e l'insediamento di Har
Nof" sulle pendici occidentali della montagna.
Il massacro di Deir Yassin e' uno degli eventi piu' significativi
della storia palestinese ed israeliana del 20esimo secolo non
soltanto a causa della sua portata e brutalita', ma anche perche' fu
il primo stadio di una calcolata pulizia etnica di oltre 400
villaggi e citta' palestinesi e dell'espulsione di oltre 700.000
residenti palestinesi per fare posto agli
ebrei di tutto il mondo.

(Dal sito: www.deiryassin.org)





Gio 10 Giu 2004 9:18 pm

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10 Giu 2004
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