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Ld'I, 23 novembre 2002, a. I, n. 13   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #18 di 999 |
LETTERA D'INFORMAZIONE
23 novembre 2002 - a. I, n. 13


SOMMARIO

PENSIERO

"GUERRA AL TERRORISMO" E DINTORNI

Almeno sette dei presunti dirottatori suicidi del WTC sono vivi

NON ABBOCCARE SADDAM - di John Kleeves

RISOLUZIONI ONU: ISRAELE LE IGNORA - Hareetz: ha il record mondiale

Droga e guerra: l'Afghanistan di nuovo maggior produttore di oppio -
fonte: www.asslimes.com

Bali Halloween - di Israel Shamir

AGIRE! - appello dell'Associazione Italia-Iraq

Gli Usa attaccano l'Europa con un insetto killer?

I guerriglieri dell'Uck ora sono al governo - di Mauro Bottarelli,
fonte: http://www.lapadania.com/2002/settembre/17/17092002p16a1.htm



LA STORIA CHE NON RACCONTANO


Come la Chiesa Cattolica divenne l'unico punto di riferimento della
civiltà europea


PALESTINA NELLA BUFERA

Bocciato alla prova finale - di Israel Shamir

Apologia di Israel Shahak - di Gore Vidal


OPINIONI

L'omologazione nella Francia contemporanea - di Robert Faurisson

"ITALIANA"

Chi è Giuseppe Pisanu, neoministro degli interni? -
http://www.informationguerrilla.org

CINEMA

Hollywood mente sull'America Latina, Ken Loach no. La canzone di
Carla - ( Carla's song ) - di John Kleeves


INTERNET

L' EUROPA CENSURA INTERNET -
http://www.informationguerrilla.org/

IN LIBRERIA

APPUNTAMENTI


*********************************************

PENSIERO

Puoi privarti di tutto, tranne che della terra./La terra è l'unica
cosa senza la quale non puoi far niente. Se distruggessi le altre
cose potresti rimediare, ma guardati dal distruggere la terra,
perché allora perderesti tutto!

Mu'ammar Gheddafi

*********************************************

"GUERRA AL TERRORISMO" E DINTORNI


Almeno sette dei presunti dirottatori suicidi del WTC sono vivi

L'FBI ancora continua a includere nella lista dei dirottatori
dell'attacco alle torri persone che sono vive e vegete. La vicenda
dell'11 settembre e' una delle piu' grosse contraffazioni della
storia contemporanea, e non c'e' fine alla lista di menzogne che
l'amministrazione Bush ha ordito mentendo all'Occidente e
maliziosamente coinvolgendo il mondo islamico in un artificiale e
ipocrita "scontro di civilta'":


http://www.mujahideen.fsnet.co.uk/wtc/wtc-hijackers.htm

********************

NON ABBOCCARE SADDAM



di John Kleeves



Gli USA da mesi stanno dicendo che con l'Iraq l'alternativa è
questa : o permette il rientro degli ispettori dell'ONU per
verificare che nel Paese non esistono ordigni di distruzione di
massa o gli USA – presumibilmente dopo massicci bombardamenti aerei
di " ammorbidimento " - lo invaderanno con le forze di terra e
prenderanno tutto il Paese in modo stabile e definitivo.
Balle. Nel mio libro " Sacrifici Umani ", pubblicato nel 1993, io
scrissi che nel 1991 gli USA non avevano piegato definitivamente
l'Iraq, occupandolo con le forze di terra, non perché il presidente
Bush Sr aveva deciso che per ragioni politiche così era meglio fare,
come disse e come ancora di più lasciò intendere, ma semplicemente
perché non avevano potuto : le divisioni corazzate americane,
arrivate a venti chilometri da Bassora, si erano prima fermate e poi
ritirate perché erano state affrontate e messe in fuga dalle
divisioni irachene. E come avevano fatto gli iracheni a mettere in
fuga gli americani ? Semplice : con bombe chimiche e biologiche e
altre equivalenti, e cioè con ordigni di distruzione di massa. Anche
gli americani adoperavano ordigni del genere, aggiungendo loro anche
le bombe aerosol, le bombe incendiarie al fosforo bianco e le bombe
nucleari tattiche, ma il fatto è che i primi a dire " basta " e a
scappare a gambe levate furono gli americani. Che si sia trattato di
una batosta seria si vede dai numeri forniti dal generale italiano
Pinto in un bell'articolo pubblicato sul Resto del Carlino del 12
settembre 2002, dal titolo significativo ( " Invadere l'Iraq ? No.
Sarebbe un suicidio " ) : nella Guerra del Golfo del 1991 furono
contaminati con sintomi più o meno gravi e più o meno immediati o
ritardati quasi 200.000 soldati della coalizione anti Iraq, dei
quali 135.000 americani, 37.000 inglesi e 20.000 egiziani ; il 3%
degli americani e degli inglesi hanno generato in seguito dei figli
deformi, in particolare teratogenici.
E ora gli USA vengono a dire che sarebbero disposti a riprovarci ?
Li prego, non mi facessero ridere : anche se così volessero i grandi
capi di Washington sarebbero i loro militari a rifiutarsi di andare
a respirare un altro po' di quel famoso olezzo del deserto, il
giallo profumo marca Saddam.
Solo la prima parte della loro alternativa è reale : essi vogliono
davvero che l'Iraq elimini tutti gli ordigni di distruzione di massa
che possiede, e che elimini pure la capacità di fabbricarli di
nuovo. La minaccia invece di portare un attacco generale all'Iraq
nel caso che non ottemperi è un puro e semplice bluff : gli USA non
ci pensano neanche, hanno troppa paura delle testate chimiche e
chimico-biologiche dell'Iraq.
Bene, ci si potrà chiedere, e perché gli USA ci tengono tanto al
disarmo non convenzionale dell'Iraq ? O bella : per poterlo
attaccare ! A quel punto sì che lo potrebbero fare, e certamente lo
farebbero ( la scusa non sarebbe un problema ) se occorresse ciò per
impadronirsi del suo petrolio e della sua posizione geografica, e
cioè se il risultato non fosse ottenibile con la sostituzione di
Saddam con un governo di traditori filoamericani. Così questo è il
gioco americano : alzano la pressione internazionale e minacciano
sfracelli per indurre l'Iraq a rinunciare a certe armi che temono e
solo dopo aver raggiunto quello scopo considereranno per davvero
l'eventualità di attaccarlo, dovesse esserci bisogno.
Cosa deve fare Saddam, cioè l'Iraq ? L'Iraq non si deve spaventare
né dal punto di vista morale né dal punto di vista militare. Le
accuse degli americani, degli inglesi, degli altri dell'Occidente,
dell'ONU e di tutti gli altri allineati sono infondate e
pretestuose. Perché l'Iraq non dovrebbe possedere armi di
distruzione di massa ? Non le possiedono e in quantità ben maggiori
anche molti altri, a cominciare proprio dagli USA ? Forse che l'Iraq
è moralmente meno affidabile degli altri ? Non si direbbe esaminando
le varie storie nazionali, e specie proprio quella degli USA : se un
Paese delgenere può tenere armi di distruzione di massa allora le
può tenere chiunque; quando saranno tolte queste armi agli USA
allora si potrà cominciare a parlarne, ma prima certo che no.
Dal punto di vista militare l'ho appena detto. Le armi di
distruzione di massa sono l'assicurazione di indipendenza dell'Iraq.
Che Saddam non faccia la sciocchezza di liberarsene credendo così di
accontentare gli USA : al contrario, per loro sarebbe il segnale
dell'attacco ! Le tenga, anzi ne incrementi il più possibile il
numero, l'efficacia e il raggio di azione, e vedrà che i fanti
americani gireranno ben alla larga dall'Iraq.



John Kleeves



********************



RISOLUZIONI ONU: ISRAELE LE IGNORA
Hareetz: ha il record mondiale

Uno dei principali argomenti utilizzati dagli Usa per giustificare un
cambiamento di regime a Baghdad è "il deliberato rifiuto iracheno di
applicare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu". Ma da uno
studio
pubblicato sul quotidiano israeliano Hareetz, risulta che in testa
alla
lista dei Paesi che ignorano le risoluzioni dell'Onu c'è proprio
Israele,
che dal 1968 ha violato 32 risoluzioni, seguito dalla Turchia con 24
e dal
Marocco con 17.
Lo studio pubblicato da Hareetz è stato condotto dal professor Steven
Zunes, docente di scienze politiche all'Università di San Francisco,
che ha svolto la ricerca proprio in relazione alle accuse americane
a Baghdad e alla prova di forza dell'amministrazione Bush sulla
questione delle
rilosuzioni. La ricerca, per ammissione del suo curatore, è arrivata
a
"risultati in qualche modo sorprendenti". "Nella vasta maggioranza
dei casi che ho esaminato, ha affermato il professor Zunes, i
governi che violano le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza
dell'Onu sono quelli di Paesi che ricevono un significativo aiuto
militare, diplomatico e finanziario dagli
Stati Uniti".

http://www.tgcom.it/ArticoloTgCom/articoli/articolo85285.shtml

***************

Droga e guerra: l'Afghanistan di nuovo maggior produttore di oppio

fonte: www.asslimes.com

L'Afghanistan è tornato ad essere il primo produttore mondiale di
oppio. In coincidenza con la caduta del regime dei talebani, la
produzione della materia prima da cui si produce l'eroina è infatti
tornata agli antichi livelli. Il dato è stato diffuso dall'Ufficio
antinarcotici della Thailandia, secondo il quale nell'ultimo anno in
Afghanistan sono state prodotte oltre 2.000 tonnellate di oppio a
fronte delle 926 in Myanmar (l'ex Birmania), Laos e Thailandia, i
tre Paesi che formano il cosiddetto "triangolo d'oro". E il distacco
potrebbe anche aumentare: secondo le Nazioni Unite, per la fine del
2002, l'Afghanistan - retto dal governo filo americano di Hamid
Karzai - avrà prodotto poco meno di 3.000 tonnellate di oppio, meno
di quanto fu prodotto nel 2000: 3.656 tonnellate. Ma la differenza è
abissale rispetto al 2001, quando sotto il regime dei talebani –
dopo l'editto del mullah Omar che ne vietava coltivazione e
consumazione - uscirono dall'Afghanistan solo 74 tonnellate di
oppio. In Laos la cifra stimata di produzione di oppio per il 2002 è
di 120 tonnellate contro le 200 del 2001. In Birmania il calo è
stimato nel 25%, mentre in Thailandia le previsioni parlano di 800
tonnellate contro le 2.000 dello scorso anno.

*********************

Bali Halloween
di Israel Shamir

trad. it. www.arabcomint.com

Il mistero di Bali: nessuna rivendicazione, nessuna certezza, nessun
perche'. A chi serviva questo attacco?

Non ci sono state domande preliminari; nessun gruppo terroristico ha
rivendicato l'attentato a Bali, rendendolo cosi' un atto di
immotivato assassinio. Il presidente Bush ha "presunto" che
l'esplosione a Bali fosse collegata ad al-Qaida ed ha chiesto di
setacciare l'Indonesia alla ricerca di musulmani. E' una vera
fortuna che Bush non abbia mai sentito parlare di Atlantis,
altrimenti avrebbe sostenuto che quel continente era stato spinto in
fondo al mare dagli onnipresenti "terroristi islamici". Ad ogni
modo, ci giungono notizie importanti da Londra, e queste ci
permettono di scrutare nel buio che circonda l'esplosione.

La settimana scorsa, uno dei personaggi piu' importanti di questo
periodo, Boris Berezovsky, un eccentrico miliardario russo magnate
dei media, l'uomo che ha messo sul trono Vladimir Putin e poi se ne
e' distaccato, ha rilasciato un'esaustiva intervista a Zatva, il
principale settimanale dell'opposizione, dal suo esilio londinese.
L'intervista e' una lettura eccitante per coloro che sono
interessati alle vicende russe, ma offre anche una traccia per
spiegare il mistero di Bali.
Tre anni fa, la Russia fu scossa da devastanti esplosioni. Intere
costruzioni di Mosca ed altre citta' furono rase al suolo dal
potente esplosivo RDX (chiamato anche "Hexogen" in Russia e
Germania), causando un terrificante bilancio di morte. Si "suppose"
immediatamente che, dietro l'atto, vi fossero terroristi ceceni, e
questi servirono come casus belli per la guerra in Cecenia.



Il popolo russo, estremamente inorridito, supporto' la sanguinosa
campagna militare in Cecenia. La citta' di Grozny fu bombardata e
punita; la Cecenia fu invasa, migliaia di persone furono massacrate,
mentre a Mosca si verificavano due importanti cambiamenti. Primo, la
guerra di vendetta garanti' l'elezione di Putin a presidente,
assicurando posizioni filo-americane all'ex-URSS; secondo, la Russia
fu spinta contro il mondo musulmano, dopo mille anni di coesistenza,
e divenne il partner strategico nella "Guerra al Terrorismo"
orchestrata da Israele e condotta dagli Stati Uniti.

Nella sua intervista della settimana scorsa, Berezovsky racconta che
vi erano due "squadre" che lavoravano per l'elezione di Putin. Una
era guidata proprio da lui, che si serviva del suo impero mediatico
per la propaganda. La seconda squadra, invece, scelse la via della
violenza. Berezovsky cita le parole del portavoce del Parlamento
Russo, Gennady Seleznyov, che, il 13 ... informo' il Parlamento di
una terribile esplosione avvenuta nella piccola citta' di
Volgodonsk. E' la profezia meglio documentata nella storia recente,
dal momento che Volgodonsk fu colpita solo tre giorni dopo, il 16.

Nell'intervista londinese, fu chiesto a Berezovsky come spiegasse
questo incredibile pasticcio dei perpetratori. "Questi servizi
segreti non sono cosi' professionali come vogliono farci credere",
rispose. "Non sono neppure uniti. Entro i servizi, vi sono diversi
gruppi che servono differenti strutture di potere. Uno di questi ha
fatto pasticci, o ha mancato di assicurarsi il collegamento con
altri. Cosi', hanno riportato l'esplosione prima che essa avvenisse,
rivelando quindi la verita'".

A Ryazan, alcuni residenti attenti scoprirono borse contenenti RDX
alla base dei palazzi in cui abitavano e avvertirono la polizia. La
polizia rimosse le borse, ma sostenne che si trattava di zucchero
messo li' dai servizi segreti allo scopo di verificare l'attenzione
della popolazione. Berezovsky sostiene che si trattava di vero RDX
con un vero detonatore di esplosivo.

A Mosca, i giornalisti collegarono "la seconda squadra" ad un "uomo
forte" della politica russa, Anatoli Chubais, l'uomo che e' dietro
la vasta campagna di privatizzazioni selvagge che ha reso lui ed i
suoi accoliti immensamente ricchi e gli altri russi immensamente
poveri. Grande amico di Israele, Chubais supporta la virata pro-
israeliana della politica russa.

Le rivelazioni di Boris Berezovsky sono arrivate in tempo reale,
mentre i corpi dei turisti australiani venivano ancora contati a
Bali. E' una semplice coincidenza che il nostro primo ministro,
Ariel Sharon, comincio' la sua gloriosa carriera facendo esplodere
cinquanta case palestinesi sulla testa dei loro abitanti, a Qibiya,
nel 1953? E' una semplice coincidenza che queste esplosioni, da
Mosca 2000 a New York 2001 a Bali 2002 hanno usato la stessa tecnica
per inorridire la gente e spingerla a supportare i piani israeliani
ed americani? E' una semplice coincidenza che i media asserviti al
sionismo coprano le ovvie magagne delle versioni ufficiali, a
cominciare dalla "profezia" davvero unica di Gennady Seleznyov fino
agli avvertimenti sulla ODIGO di internet a pochi israeliani di
Manhattan la mattina dell'11 settembre?

Una cosa e' certa: l'etichetta "islamica" rapidamente attaccata
all'esplosione di Bali da parte di Bush e Sharon e' una rivoltante,
sanguinosa calunnia gettata contro oltre un miliardo di musulmani.
Non vi e' "terrorismo islamico" se non negli occhi di chi osserva. I
cattolici dell'IRA colpivano i pub londinesi ben prima che Hamas
scoprisse i caffe' di Tel Aviv. Le Tigri Tamil, l'organizzazione
militante hindu addestrata dal Mossad israeliano, sono leaders
mondiali nel campo degli attacchi kamikaze. Il maggiore atto
terroristico in Palestina era e rimane l'esplosione al King David
Hotel, condotto da un ebreo, il primo ministro Menahem Begin.
Per inciso: le persone che rifiutano che l'aggettivo "ebraico" sia
usato nel riferirsi ad atti di terrorismo o genocidio, sono proprio
quelle che non esitano a trasformare l'Islam nello spettro di questa
Halloween.

*******************

AGIRE!

appello dell'Associazione Italia-Iraq

E' molto importante iniziare una azione di pressione sui membri
permanenti del Consiglio, e in particolare su Francia, Russia e
Cina, che finora hanno espresso opposizione alla risoluzione
proposta dagli Stati Uniti.

L'iniziativa è già stata lanciata a livello internazionale.
Invitiamo a mandare messaggi e-mail alle Missioni presso le Nazioni
Unite dei tre paesi citati.

Questi gli indirizzi:

Francia: france@...
Russia: rusun@...
Cina: china@...

Come testo si può usare il seguente:

"As an Italian citizen, and a peace-loving individual, I oppose war
against Iraq and any unilateral action by the US against Iraq.
Since Iraq has accepted the weapons inspectors unconditionally,
please vote "No" on any UN resolution that authorizes the use of
force.
Please reaffirm the goal of lifting the UN sanctions that have
brought so much suffering and death to the Iraqi people."

(Traduzione: "Come cittadino/a italiano/a e persona amante della
pace, sono contrario/a alla guerra all'Iraq e a qualsiasi azione
unilaterale degli Usa contro l'Iraq.
Dal momento che l'Iraq ha accettato gli ispettori senza condizioni,
per favore votate "No" a qualunque risoluzione Onu che autorizzi
l'uso della forza.
Per favore riaffermate l'obiettivo di togliere le sanzioni Onu che
hanno portato tanta sofferenza e morte al popolo iracheno.")

Chi conosce l'inglese, è libero naturalmente di inviare altri testi,
purché questi siano concisi. Per chi conosce l'inglese, inoltre, è
possibile mandare messaggi in automatico dal seguente sito:

http://www.globalexchange.org/campaigns/iraq/StopWar101502.html

****************

Gli Usa attaccano l'Europa con un insetto killer?

(dalla rete)

Si chiama "Diabrotica Virgifera" l'insetto killer apparso "dal
nulla" pochi anni fa.
Sta distruggendo senza pieta' le coltivazioni di mais Europee. Non
e' debellabile.
Ma stranamente l'unica soluzione e quella di acquistare mais
geneticamente modificato e brevettato negli Stati Uniti, comparso
sul mercato immediatamente dopo l'esplosione del flagello.
Lo scorso anno la Diabrotica e apparsa nei campi del Nord Italia,
nelle province di Varese, Como, Sondrio, Lecco, Milano, Bergamo,
Cremona. In Italia e stato isolato per la prima volta nei pressi
dell'aeroporto di Venezia. L'anno scorso in Piemonte, poi in Friuli,
e quest'anno anche in Francia. In Europa, la storia dell'insetto e
cominciata nel 1992. L'insetto e stato visto per la prima volta a
Belgrado, vicino ad un hangar per aerei militari americani. Da
allora l'insetto si e propagato con una velocità impressionante:
Ungheria, Croazia, Romania, Bosnia, Bulgaria, Montenegro,
Slovacchia, Ucraina, Austria, Svizzera. "Siamo ormai ad uno stadio
di infestazione tale per cui l'eradicamento non e più possibile" ha
dichiarato Sylvie Derridj,ricercatrice francese. L'insetto e infatti
in grado di deporre uova che restano "addormentate" in attesa di
risvegliarsi in un campo di mais. Ma l'aspetto più inquietante della
vicenda e' che qualcuno ha depositato il brevetto di un mais
geneticamente modificato che resiste all'insetto. Ovviamente sono
due potentissime multinazionali americane.
Insospettisce che una di queste due multinazionali abbia condotto
esperimenti in territorio francese prima che l'insetto apparisse.
Secondo l'associazione Criigen, la rapidità con cui è stato messo in
vendita il mais modificato e brevettato e 'quantomeno sospetta.
Gilles Eric Seralini, professore di biologia all'università di Caen
e rimasto colpito dalla strana coincidenza e non esclude che siano
stati volutamente introdotti nel territorio europeo gli insetti
devastatori. "In Europa una multinazionale americana testava mais
transgenici resistenti a questi insetti, quando apparentemente non
ce n'era alcun bisogno". Ed ora un' altra domanda sorge
spontanea: "Come mai il morbo della Mucca Pazza si e' diffuso solo
in Europa"?

******************

In Macedonia, "Stato canaglia" in nome di Osama e petrolio
I guerriglieri dell'Uck ora sono al governo

di Mauro Bottarelli

http://www.lapadania.com/2002/settembre/17/17092002p16a1.htm


Come purtroppo preventivabile, nelle elezioni svoltesi domenica in
Macedonia la vittoria è andata all'Unione sociale democratica, la
principale forza dell'opposizione, che ha sconfitto il partito del
nazionalista del premier Ljubco Georgewski. I dati diffusi nella
tarda mattinata di ieri dalla commissione elettorale riguardavano il
57% delle schede scrutinate su base nazionale: i socialdemocratici
(Sdsm) avevano ottenuto il 41% dei voti, il partito del premier
(Vmro-Dpmne) il 24%; l'Unione democratica per l'integrazione (Udi)
dell'ex comandate politico dell'Uck, Alì Ahmeti, l'11%; il Partito
democratico albanese (Ipsh) di Arber Xhaferri il 5% (il Pdsh finora
al governo, aveva vinto le elezioni precedenti), il Partito
democratico nazionale (Pdk, formazione nazionalista albanese) l1,7%;
mentre il Partito per la prosperità democratica (Ppd, altro partito
albanese candidato ad entrare nel nuovo esecutivo) il 2,1 per cento.
Secondo le proiezioni elaborate dai partiti, la futura coalizione
guidata da Sdsm - alla quale unirà quasi certamente l'Udi - potrebbe
da sola controllare i due terzi del Parlamento. Una maggioranza che
consentirebbe perfino modifiche costituzionali, ovvero lo
stravolgimento dell'assetto politico-istituzionale di questo piccolo
Paese balcanico ad uso e consumo dei terroristi pan-albanesi. Ali
Ahmeti, leader del partito nato dalle ceneri dell'Uck, ha già reso
nota l'intenzione di entrare a far parte della coalizione, definendo
il risultato ottenuto «una vittoria di tutti gli albanesi che con
questo voto hanno messo definitivamente il timbro sulla loro
storia». Una notizia apparentemente poco interessante, quella giunta
dalla Macedonia, soprattutto alla luce dei venti di guerra che
spirano in Iraq. Ma così non è: anzi, le due cose sono terribilmente
legate e il voto macedone segna la creazione di un ulteriore
tassello nel mosaico destabilizzante messo in atto dall'Uck e dai
suoi sostenitori anglo-americani a partire dalla guerra nel Kosovo.
Un altro Stato-mafia sta nascendo, con l'aggravante della presenza
in loco - contemporaneamente - della missione Nato denominata "Amber
Fox" e dei terroristi islamici legati direttamente ad Al Qaida.
Già, è questa la prima domanda da farsi: se gli anglo americani sono
in guerra col terrorismo di Bin Laden, perché gli operativi di Bin
Laden sono attivi in Kosovo in un'area totalmente controllata dalla
Nato? Per di più, nella zona americana del Kosovo? Le indagini sulla
connection di Bin Laden nei Balcani e nel Kosovo potrebbe, secondo
gli esperti, portare a verità persino più esplosive in un breve
periodo di tempo. Il 16 ottobre il quotidiano russo Novosti ha
riportato quanto segue: «Vicino al villaggio di Ropotovo è in
funzione un campo di addestramento di miliziani albanesi, vicino a
Kosovska Kamenica, nella provincia jugoslava del Kosovo, che è
controllata dalle forze americane, notizia riportata dalle forze
russe in Kosovo. Secondo le fonti, nel campo si stanno ora
addestrando 50 mujaheddin afghani e algerini, guidati da Zaiman
Zawahiri. Questo è indicato essere il fratello di uno dei più
stretti associati del terrorista internazionale Osama bin Laden.
Questo campo prepara i militanti delle formazioni terroriste in
Kosovo e Macedonia. I loro istruttori sono ex ufficiali di etnia
albanese che nel 1991-'92 disertarono dall'esercito jugoslavo».
L'Indipendent ha riportato il 21 ottobre che l'Interpol ha collegato
bin Laden alle gang criminali dell'Esercito di Liberazione del
Kosovo (Kla), e che «ha fornito uno dei suoi più alti comandanti
militari per una unità di elite del Kla» in Kosovo. Questo è stato
solo l'inizio. L'obiettivo dello spiegamento delle bande terroriste
in Macedonia è prevenire, con la violenza, il ritorno dei rifugiati
macedoni ai loro villaggi, "ripuliti" dal Kla durante l'anno e
impadronirsi della riserve idriche dalla quale dipende Skopje, la
capitale della Macedonia. Questo spiega la schiacciante vittoria (la
silenziosa pulizia etnica dell'Uck, che nessuno ha condannato, ha
dato i suoi frutti) e la gioia con cui l'Osce (organizzazione che
nel 1999 fece infiltrare al suo interno agenti della Cia mandati ad
armare e addestrare l'Uck in Kosovo) ha salutato la vittoria
dell'opposizione, appiccicando subito su di essa la patente di
democraticità. Identici i protagonisti, identica la dinamica: il
tracollo del Kosovo iniziò così. Mancava, allora,
qualche "superstar" e qualche interesse inconfessato dietro l'angolo
che emerge. La Macedonia, infatti, non è solo uno staterello
balcanico con poche migliaia di anime: rappresenta il più importante
snodo geopolitico dei Balcani per il progetto di oleodotto inseguito
dagli Stati Uniti negli ultimi dieci anni. Partiamo da principio: il
consorzio anglo-americano che controlla il progetto Ambo per un
oleodotto trans-balcanico che colleghi il porto bulgaro di Burgas a
Valona, sulla costa adriatica albanese, esclude in larga misura la
partecipazione del gigante petrolifero europeo concorrente Total-
Fina-Elf. In altre parole, il controllo strategico Usa sul corridoio
dell'oleodotto è finalizzato a tenere a distanza gli interessi
commerciali europei concorrenti e a escludere interventi russi sulla
gestione del greggio caucasico. Ma, soprattutto, il consorzio per
l'oleodotto Ambo, con sede negli Stati Uniti, è direttamente
collegato alla sede del potere politico e militare negli Stati Uniti
e alla società del vice presidente Dick Cheney, la ormai celeberrima
Halliburton Energy. In base allo studio di fattibilità per
l'oleodotto trans-balcanico Ambo, condotto dalla società
internazionale di progettazione della Brown & Root Ltd. (consociata
britannica della Halliburton), questo oleodotto diventerà parte
della infrastruttura - comprendente autostrade, ferrovie, gasdotti e
linee di telecomunicazione a fibre ottiche - del cruciale corridoio
Est-Ovest (il cosiddetto Corridoio 8). Inoltre, completato lo studio
di fattibilità da parte della Halliburton, un alto dirigente della
Halliburton è stato nominato "chief executive officer" dell'Ambo. La
Halliburton - ovvero Cheney - ha anche ottenuto un contratto per
rifornire le truppe americane nei Balcani e costruire in
Kosovo "Bondsteel", che oggi costituisce «la più grande base
militare americana all'estero costruita dai tempi del Vietnam».
Ovvero, un appalto da centinaia di milioni di dollari. Lo stesso è
accaduto in Afghanistan e sta avvenendo in Qatar e Giordania. Per
inciso, la White and Case Llt - lo studio legale di New York in cui
il presidente William J. Clinton è entrato quando ha lasciato la
Casa Bianca - ha anch'essa degli interessi nell'affare
dell'oleodotto Ambo. Di più, sembra che lo stesso ex presidente -
sponsor della campagna in Kosovo - si occupi personalmente dei
risvolti giuridico-economici della faccenda. Questo il quadro:
ovvero, mentre i B-52 si preparano a colpire Bagdad, l'intelligence
di Washington ha dato vita a una guerra nascosta in Macedonia che
mira a consolidare la sfera di influenza americana nell'Europa sud-
orientale. La posta in gioco è appunto il "corridoio 8", strategico
per i trasporti, le comunicazioni e gli oleodotti che attraversa
Bulgaria, Macedonia e Albania collegando il Mar Nero alla costa
adriatica. La Macedonia si trova a uno snodo strategico di tale
corridoio. Al fine di proteggere queste rotte petrolifere,
l'obiettivo di Washington è installare un "patchwork di
protettorati" lungo i corridoi strategici nei Balcani attraverso
governi fantoccio gestiti da terroristi dell'Uck e loro referenti.
Inoltre, gli estremisti albanesi riaccenderanno lo scontro etnico
nei Balcani per schiacciare la residua resistenza macedone e
provocare, nel prossimo futuro, sollevazioni etniche nel
Sangiaccato, in Vojvodina e poi in Grecia e Bulgaria. Il fatto che
una tale operazione abbia luogo nel bel mezzo della guerra ad Al-
Qaida e che la Macedonia debba soccombere agli ultimatum dell'Uck,
incluso il sovvertimento della costituzione macedone, rivelano una
drammatica contraddizione. Questa contraddizione fa luce sulla
realtà virtuale che è stata propinata al mondo dopo l'11 settembre.
Chi manovra Al-Zawahiri? Il quotidiano macedone Dnevnik il 19
ottobre scorso riportava che il gruppo guidato dal fratello del Dr.
Ayman al-Zawahiri, il più stretto associato di Bin Laden, ha
attraversato la frontiera del Kosovo ed è entrato in Macedonia.
Citando fonti dei servizi di informazione, il giornale ha
scritto: «Il fratello più giovane del comandante in capo nei Balcani
di Al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, con circa 50 mujahideen, è entrato
in Macedonia e ha cominciato a costruire fortificazioni nella
regione di Skopska Crna Gora. Lo scopo del gruppo terrorista è
attaccare la riserve idriche di Skopje». Queste le prove del
coinvolgimento delle istituzioni del Kosovo e dei militanti albanesi
in Macedonia con Al Qaeda: cosa aspetta l'America ad attaccare
questi due "Stati canaglia"? Ci sono più prove che contro l'Iraq,
non vi pare? La "dorsale verde" sta nascendo: un altro pezzo di
Balcani si appresta a diventare avamposto del terrorismo islamico e
pan-albanese. Ma nessuno, ne siamo certi, avrà di che ridire. Per
adesso, almeno.

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LA STORIA CHE NON RACCONTANO


Come la Chiesa Cattolica divenne l'unico punto di riferimento
della civiltà europea

fonte: Vlassis Rassias "LA DEMOLIZIONE DEI TEMPLI", Atene 1994:

-----Messaggio Originale-----
Da: "Seastorm"
Newsgroup: it.cultura.religioni
Data invio: venerdì 4 ottobre 2002 3.38
Oggetto: Re: Come la Chiesa Cattolica divenne l'unico punto di
riferimento della civiltà europea

Si tratta in gran parte di eventi noti e ben confermati, spesso e
volentieri riportati da fonti cristiane contemporanee decisamente
compiaciute e da qualche sopravvissuta fonte pagana come Libanio,
analizzate da numerosi storici che si sono occupati del periodo.
La visione del "paganesimo che si estingue da solo mentre la Chiesa
che converte i barbari" è del tutto mistificante e sottace
innumerevoli episodi di sollevazioni, scontri, inchieste,
repressioni, massacri, distruzioni sistematiche, incitamenti alla
violenza da parte di santi cristiani popolarmente noti sotto ben
altra e amorevole luce (San Martino per esempio) leggi durissime
antipagane (specie da Teodosio a Giustiniano) eccetera eccetera.
Su quell'episodio in particolare, di cui non ero a conoscenza,
cercando conferme in rete non trovo nulla di specifico, ma vedo che
potrebbe benissimo rientrare in quella che è ritenuta l'ultima
grande persecuzione sistematica di pagani in Oriente, durata appunto
dal 580 al 582 e durante la quale venne istituito ad Antiochia ed in
varie città un autentico regime del terrore su base militare, con
contorno di tribunali speciali, tortura sistematica per ottenere
delazione, campi di concentramento eccetera. Su di essa abbiamo
appunto la testimonianza di un cristiano, Giovanni l'Inquisitore,
protetto di Giustiniano, poi promosso vescovo, riportata da Pierre
Chauvin, CHRONIQUES DES DERNIERS PAIENS, la disparition du paganisme
dans l'Empire
romain, du règne de Constantin à celui de Justinien, Paris 1991,
citato da Gianni Di Grana nel suo saggio "Repressione e plagio della
cultura
ellenistica in Occidente: la fine del paganesimo per decreto
imperiale
cristiano". Sempre in quel saggio trovo la notizia, riportata da
fonte
filocattolica, "Bréhier nel vol.IV della grande Histoire de l'Église
ed it.
SAIE 1972", che il monaco Giovanni d'Efeso (lo stesso per cui si
organizzano ancor oggi dei pellegrinaggi) faceva perseguitare i
pagani nella stessa Costantinopoli.

Nel 546, durante uno dei suoi soggiorni nel monastero di Sice, la
polizia
imperiale, in seguito alle sue denunce, arrestò parecchi notabili,
grammatici, sofisti, medici, che furono condannati allo staffile e
catechizzati a viva forza. Uno di essi, il patrizio Foca, si
avvelenò prima
dell'esecuzione; altri come Asclepiodoro e il pretore Tommaso, furono
messi a morte. Nonostante questi rigori, a Costantinopoli il
paganesimo
continuò a vivere, sebbene di nascosto.
Nel 562, la polizia sequestrò vari libri di magia ed arrestò cinque
sacerdoti pagani, dei quali uno di Atene, due di Antiochia, due di
Baalbeck: furono mutilati, condotti in giro nudi su cammelli, ed i
loro libri furono bruciati su di una pubblica piazza (p.562).

Intendiamoci, anche le persecuzioni e i massacri di cristiani sono
veri e
molto ben documentati. Ma va detto che mentre le prime furono
relativamente sporadiche e correlate ad iniziative di singoli
imperatori e
funzionari,spesso in contraddizione tra loro lungo l'arco temporale e
separate da lunghi periodi di relativa tranquillità per i cristiani,
quelle antipagane una volta inziate sono costanti, incessanti,
(tranne la breve parentesi di Giuliano detto l'Apostata)
centralizzate, praticamente omogenee e vanno in terrificante
progressione. In altri termini denotano una volontà statale ed
ecclesiastica di eradicare il paganesimo molto più lucida,
pianificata ed efficace di quanto non fosse la persecuzione
anticristiana nella prima fase dell'impero.
Va notato che contemporaneamente a questo processo si intensifica in
maniera altrettanto selvaggia ed efferata la persecuzione dei
cristiani
"eretici", con tutti gli effetti devastanti determinati dal fatto
che era di
volta in volta l'imperatore, la chiesa ed il potere centrale e
locale a
stabilire chi sia in un dato momento "eretico", e degli ebrei.
Quanto a leoni, croci, torture, accecamenti mutilazioni eccetera,
chiunque conosca un po' la storia del tardo impero, di Bisanzio
eccetera, può rendersi conto da solo che la strampalata idea che sia
stato il
cristianesimo a far cessare questo tipo di cose (come pure la
schiavitù) è solo una favoletta per la buonanotte.


314
Immediatamente dopo la sua piena legalizzazione, la chiesa cristiana
attacca i Gentili (Pagani): Il concilio di Ancirra denuncia il culto
della DEA
ARTEMIDE.


324
L'imperatore Costantino dichiara il cristianesimo l'unica religione
ufficiale dell'impero romano. Nella citta di Didima, in Asia minore,
i cristiani saccheggiano l'oracolo del DIO APOLLO e torturano a
morte i sacerdoti pagani. I cristiani sfrattano i Gentili (Pagani)
dal Monte Athos e distruggono i templi greci locali.


326
L'imperatore Costantino, in seguito alle istruzioni di sua madre
Elena,
distrugge il tempio del DIO ASCLEPIO in Aigeai in Cilicia e molti
templi
della DEA AFRODITE in Gerusalemme, Aphaca, Mambre, Phoenice,
Baalbek, ecc.


330
L'imperatore Costantino ruba i tesori e le statue dei templi pagani
greci
per decorare la Nuova Roma (Costantinopoli), la nuova capitale
dell'impero.


335
L'imperatore Costantino saccheggia molti templi Pagani in Asia
Minore e in Palestina e ordina l'esecuzione per crocifissione
dei "praticanti di magia e gli indovini (lettori di sorte)".
Viene martirizzato il filosofo neoplatonico Sopatrus.


341
L'imperatore Flavio Giulio Costanzo perseguita "tutti gli indovini e
gli
Hellenici". Molti Gentili (Pagani) sono o imprigionati o giustiziati.


346
Nuove persecuzioni su larga scala vengono fatte contro i Gentili
(pagani) a Costantinopoli. Viene bandito il famoso oratore Libanius
accusato di praticare magia.


353
Costanzo, con editto, ordina la pena di morte per tutti i tipi di
adorazione attraverso i sacrifici e gli "idoli".


354
Un nuovo editto ordina la chiusura di tutti i templi Pagani. Molte
delle
loro aree vengono profanate e trasformate in bordelli oppure in case
da gioco. Vengono giustiziati i sacerdoti pagani.


354
Un nuovo editto di Costanzo ordina la distruzione dei Templi Pagani e
l'uccisione di tutti gli adoratori di idoli. Primi roghi di
biblioteche in
varie città dell'impero. Le prime fabbriche di cemento vengono
organizzate vicino ai Templi Pagani chiusi. La maggior parte delle
sacre architetture dei Gentili vengono ridotte a calcinacci.


357
Costanzo mette fuorilegge tutti i metodi di divinazione (non esclusa
l'Astrologia).


359
In Skytopolis, Siria, la chiesa cristiana organizza il primo campo di
tortura e di sterminio per i Gentili arrestati in tutto l'impero.


Dal 361 al 363
La tolleranza religiosa e la restaurazione dei culti pagani
dichiarate a
Costantinopoli (1° dicembre 361) dall'Imperatore Flavio Claudio
Giuliano.


363
Assassinio dell'imperatore Giuliano (26 giugno).


364
L'imperatore Gioviano Flavio ordina di bruciare la biblioteca di
Antiochia.


364
Un editto imperiale (11 settembre) ordina la pena di morte per quei
Gentili che praticano il culto antico degli DEI o praticano arti
divinatorie
("Sileat omnibus perpetuo divinandi curiositas"). Tre differenti
editti (4 febbraio; 9 settembre; 23 dicembre) ordinano la confisca
di tutte le proprietà dei Templi Pagani e la pena di morte per i
Pagani che partecipano ai riti, anche se privati.


365
Un editto imperiale (17 novembre) vieta agli Gentili ufficiali
dell'esercito
di comandare soldati cristiani.


370
L'imperatore Valente ordina una tremenda persecuzione dei Gentili in
tutto l'impero d'Oriente. Ad Antiochia, in mezzo a molti altri
Gentili vengono giustiziati i sacerdoti Hilarius, Patricius e l'ex
governatore Fidustius.
Tonnellate di libri sono bruciati nelle piazze delle città
dell'Impero
Orientale. Tutti gli amici di Giuliano (ex imperatore) sono
perseguitati
(Orebasius, Sallustius, Pegasius, ecc.). Il filosofo Simonides è
bruciato
vivo e il filosofo Maximus è decapitato dopo essere stato torturato


372
L'imperatore Valente ordina al governatore dell'Asia Minore di
sterminare
tutti gli Hellenici e tutta la documentazione del loro sapere.


373
Nuova proibizione di tutti i metodi divinatori. Il termine "Pagani"
(abitanti dei pagus, dei villaggi) è introdotto dai cristiani al
posto del termine Gentili.


375
Il tempio del DIO ASCLEPIO nell'Epidauro, in Grecia, è chiuso dai
cristiani.


380
Il 27 febbraio, l'imperatore Flavio Teodosio dichiara il
cristianesimo
religione esclusiva dell'Impero Romano con un editto che
proclama : "tutte le varie nazioni le quali sono soggette alla
nostra clemenza e moderazione devono continuare nella professione di
quella religione che è stata consegnata ai Romani dal divino
apostolo Pietro".
I non cristiani sono chiamati "detestabili, eretici, stupidi e
ciechi". In un altro editto Teodosio chiama "insani" quelli che non
credono nel dio cristiano e dichiara fuorilegge tutti i dissensi dai
dogmi della chiesa cristiana. Ambrosio, vescovo di Milano, inizia la
distruzione di tutti i Templi Pagani della sua area. I preti
cristiani guidano le masse affamate contro il Tempio della DEA
DEMETRA in Eleusi e tentano di linciare gli "Hierophants" Nestorius
e Priskus. Il novanticinquenne "Hierophant" Nestorius mette fine ai
Misteri Eleusini e annuncia la predominanza del buio mentale
sull'intera razza umana.

381
Il 2 maggio Teodosio priva di tutti i loro diritti i cristiani che
tornano
indietro alla religione Pagana. In tutto l'Impero d'Oriente i Templi
Pagani
e le biblioteche sono saccheggiati o bruciati. Il 21 dicembre
Teodosio
bandisce perfino le semplici visite ai Templi Hellenici. A
Costantinopoli, il Tempio della DEA AFRODITE è cambiato in un
bordello e il Tempio del SOLE e ARTEMIDE in una stalla.


384
L'Imperatore Teodosio ordina al prefetto pretoriano Maternus
Cynegius,
consacrato a Cristo, di cooperare con i vescovi locali e distruggere
i
Templi dei Gentili nel nord della Grecia e in Asia Minore.


Dal 385 al 388

Maternus Cynegius, incoraggiato dal fanatismo di sua moglie e dal
vescovo (fatto santo dalla chiesa cristiana) Marcellus, con le sue
bande batte le campagne e saccheggia e distrugge centinaia di Templi
Ellenici, santuari e altari. Tra gli altri essi distruggono il
Tempio di Odessa, il Cabeireion di Imbros, il Tempio di ZEUS ad
Apamea, il Tempio di Apollo a Dydima e tutti i Templi di Palmyra.
Migliaia di innocenti Gentili per tutto l'Impero soffrono il
martirio nel famigerato campo di morte di Skythopolis.


386
L'imperatore Teodosio dichiara fuorilegge (16 giugno) il restauro
dei Templi Pagani saccheggiati.


388
I dibattiti pubblici di soggetto religioso sono messi fuorilegge da
Teodosio.
Il vecchio oratore Libanius spedisce una famosa Epistola "Pro
Templis" a
Teodosio con la speranza che quei pochi Templi Hellenici che restano
vengano rispettati e risparmiati.


Dal 389 al 390
Tutti i sistemi di datazione non cristiani sono messi fuorilegge.
Orde di
eremiti fanatici del deserto invadono le città del Medio Oriente e
dell'Egitto distruggendo statue, altari, Biblioteche e Templi Pagani
e
linciando i Gentili. Teofilo, patriarca di Alessandria, inizia una
pesante
persecuzione contro i Gentili, cambia il Tempio di DIONISO in una
chiesa
cristiana, brucia il Mithraeum della città, distrugge il tempio di
ZEUS e
ridicolizza i sacerdoti Pagani prima che essi vengano lapidati. Le
folle
cristiane profanano le immagini di culto.


391
Il 24 febbraio, un nuovo editto di Teodosio proibisce non soltanto
le visite ai Templi Pagani, ma pure di guardare le statue
vandalizzate. Nuove pesanti persecuzioni in tutto l'Impero. In
Alessandria, Egitto, i Gentili, guidati dal filosofo Olympius, si
ribellano e dopo alcuni scontri per strada si chiudono nel Tempio
fortificato del DIO SERAPHIDE (IL SERAPEION). Dopo un violento
assedio, i cristiani espugnano l'edificio, lo distruggono, bruciano
la sua famosa Biblioteca e profanano le immagini di culto.


392
L'otto novembre, l'imperatore Teodosio dichiara fuorilegge tutti i
rituali
non cristiani e li chiama "superstizioni dei Gentili" (gentilicia
superstitio). Nuova persecuzione su ampia scala contro i Gentili. I
Misteri
di Samotracia sono proibiti e i sacerdoti pagani macellati. A Cipro
il
vescovo locale (fatto santo) Epifanio e (un altro fatto santo) Tycon
distruggono quasi tutti i Templi dell'isola e sterminano migliaia di
Gentili.
I Misteri locali della DEA AFRODITE furono fatti chiudere. Teodosio
in un
editto dichiara: "coloro i quali non ubbidiranno al padre Epifanio
non
avranno diritto di continuare a vivere in quest'isola" I Gentili si
rivoltano contro l'imperatore e la chiesa cristiana a Petra,
Aeropolis, Rafia, Gaza, Baalbek e altre città del Medio Oriente.


393
I Giochi di Pythian, i Giochi di Aktia e i Giochi olimpici sono messi
fuorilegge come parte dell'idolatria Hellenica. I cristiani
saccheggiano i
Templi di Olympia.


395
Due nuovi editti (22 luglio e 7 Agosto) causano nuove persecuzioni
contro i Gentili. Rufinus, l'eunuco Primo ministro dell'imperatore
Flavius Arcadius dirige le sue orde dei battezzati Goti (comandati
da Alarico) nel paese degli Helleni. Incoraggiato dai monaci
cristiani i barbari saccheggiano e bruciano molte città (Dion,
Delphi, Megara, Corinto, Pheneos, Argos, Nemea, Lycosoura, Sparta,
Messene, Phigaleia, Olympia, etc), macellano e riducono in schiavitù
innumerevoli Gentili Helleni e bruciano tutti i Templi. Fra gli
altri, bruciano il Santuario di Eleusi e bruciano vivi tutti i
sacerdoti pagani (incluso l'"Hierophant" Mithras Hilarius).


396
Il 7 dicembre un nuovo editto dell'imperatore Arcadius ordina che i
pagani siano processati per alto tradimento. Imprigionati i pochi
restanti
sacerdoti pagani e gli Hierophants.


397
L'imperatore Flavio Arcadius ordina che tutti i Templi Pagani ancora
in
piedi siano demoliti.


398
Il Quarto concilio delle chiese cristiane di Cartagine proibisce a
tutti,
inclusi i vescovi cristiani, di studiare i libri dei Gentili.
Porfirius,
vescovo di Gaza, demolisce quasi tutti i Templi Pagani di quella
città
(eccetto 9 di loro che rimangono attivi).


399
Con un nuovo editto (13giugno) l'imperatore Flavio Arcadius ordina
che i
Templi Pagani ancora in piedi, specialmente nelle campagne, devono
essere immediatamente demoliti.


400
Il vescono Nicetas distrugge l'oracolo del DIO DIONISO a Vesai e
battezza tutti i Gentili di quell'area.


401
Le folle cristiane di Cartagine, linciano i Gentili e distruggono i
Templi e
le statue degli DEI. Anche a Gaza, il vescovo locale (anche
lui "Santo")
Porfirio manda i suoi seguaci a linciare i Gentili e a demolire gli
ultimi
nove Templi rimasti attivi in città. Il quindicesimo concilio di
Calcedonia
ordina che siano scomunicati tutti i cristiani che hanno buoni
rapporti con i loro parenti Gentili (anche se già morti).


405
Giovanni Crisostomo manda le sue orde dei suoi monaci vestiti di
grigio a
rapinare con bastoni e ferro e distruggere le immagini degli DEI in
tutte le
città della Palestina.


406
Giovanni Crisostomo raccoglie fondi presso le donne ricche cristiane
per
supportare finanziariamente la demolizione dei Templi Hellenici. In
Ephessus ordina la distruzione del famoso Tempio alla DEA ARTEMIDE.
A Salamis, Cipro, il "santo cristiano" Ephiphanius e Eutychius
continuano la persecuzione dei Gentili e la totale distruzione dei
loro Templi e dei Santuari.


407
Un nuovo editto mette fuorilegge una volta di più tutti gli atti di
culto
non cristiani.


408
L'imperatore dell'impero occidentale Onorius e l'imperatore
dell'impero
d'oriente Arcadius ordinano allo stesso tempo che tutte le sculture
dei
Templi Pagani siano o distrutte o portate via. Il possesso privato di
sculture Pagane è anche fuorilegge. I vescovi locali conducono nuove
pesanti persecuzioni contro i Gentili e nuovi libri vengono
bruciati. I giudici che hanno pietà per i Gentili sono a loro volta
perseguitati. Augustine (fatto santo dai cristiani) massacra
centinaia di Pagani a Calama, in Algeria, perché protestano.


409
Ancora una volta un editto ordina che l'Astrologia e tutti i metodi
divinatori siano puniti con la morte.


415
Ad Alessandria, in Egitto, la folla cristiana, spinta dal vescovo
Cirillo,
attacca a pochi giorni dalla pasqua giudaico-cristiana e tagliano a
pezzi la famosa e bella Filosofa Hypatia. I pezzi del corpo, portati
in giro dalla
massa cristiana attraverso le strade di Alessandria, vengono infine
bruciati insieme con i suoi libri nella piazza chiamata Cynaron. Il
30 Agosto, nuove persecuzioni iniziano contro tutti i sacerdoti
Pagani presenti nel Nord-Africa che vengono crocifissi o bruciati
vivi.


416
L'inquisitore Hypatius, con lo pseudonimo di "La spada di dio",
stermina
gli ultimi Gentili in Bithynia. A Costantinopoli (7 dicembre) tutti
gli
ufficiali dell'esercito, gli impiegati pubblici e i giudici non
cristiani vengono
dimessi.


423
L'imperatore Teodosio B dichiara (8 Giugno) che tutte le religioni
dei
Gentili non sono nulla più che "culto del demonio" e ordina per
tutti coloro che persistono a praticarlo, punizioni quali
imprigionamento e tortura.


429
Il Tempio della DEA ATHENA (Parthenon) sull'Acropoli di Athene è
saccheggiato. I Pagani Ateniesi sono perseguitati.


435
Il 14 novembre un nuovo editto dell'imperatore Teodosio B ordina la
pena di morte per gli "eretici" e i Gentili dell'impero. Solo il
giudaismo è l'unica
Religione non cristiana considerata legale.


438
L'imperatore Teodosio B emette un nuovo decreto (31 gennaio) contro i
Gentili, incriminando la loro "idolatria" quale causa della recente
peste.


Dal 440 al 450
I cristiani demoliscono tutti i monumenti, altari e Templi di Athene,
Olympia e altre città della Grecia.


448
Teodosio B ordina che tutti i libri non cristiani vengano bruciati.


450
Tutti i Templi di AFRODITE (città della DEA AFRODITE) vengono
demoliti e tutte le sue biblioteche bruciate. La città è rinominata
Stavroupolis (Città della croce).


451
Nuovo editto dell'imperatore Teodosio B (4 novembre) mette enfasi
sull'"idolatria" da punire con la pena di morte.


Dal 457 al 491
Sporadiche persecuzioni contro i Gentili nell'impero d'oriente. Tra
gli
altri vengono giustiziati il fisico Jacobus e il filosofo Gessius.
Severianus,
Herestios, Zosimus, Isidorus e altri sono torturati e imprigionati.
Il
predicatore Conon e i suoi seguaci sterminarono gli ultimi gentili
dell'isola Imbros, nell'Egeo nordorientale. Gli ultimi fedeli di
Zeus Lavranius sono sterminati a Cipro.


Dal 482 al 488
La maggioranza dei Gentili dell'Asia Minore sono sterminati in
seguito ad
una disperata rivolta contro l'imperatore e la chiesa cattolica.


486
Molti sacerdoti Pagani in clandestinità sono scoperti, arrestati,
offesi e
ridicolizzati, torturati e giustiziati ad Alessandria, Egitto.

515
Il battesimo diventa obbligatorio anche per coloro che si dichiarano
già
cristiani. L'imperatore di Costantinopoli Anastasius ordina il
massacro dei
Gentili nella città di Zoara in Arabia e la demolizione del tempio
locale al
DIO THEANDRITES.


528
L'imperatore Giustiniano mette fuori legge l'alternativa dei giochi
Olimpici
ad Antiochia. Egli ordina l'esecuzione (per fuoco, crocifissione,
fatti a
pezzi da bestie selvatiche o fatti a pezzi mediante artigli di
ferro) di
tutti coloro che praticano "Stregoneria, divinazione, magia o
idolatria" e
proibisce tutti gli insegnamenti dei Gentili


529
L'imperatore Giustiniano dichiara fuorilegge l'Accademia di
Filosofia di
Atene e confisca le sue proprietà.


532
L'inquisitore Ioannis Asiacus, a capo di monaci fanatici, conduce una
crociata contro i Gentili dell'Asia minore.


542
L'imperatore Giustiniano concede che l'inquisitore Ioannis Asiacus
converta i Gentili di Phrygia, Caria e Lydia, nell'Asia Minore.
Durante i trentacinque anni di questa crociata, 99 chiese e 12
monasteri furono costruiti sui luoghi di distruzione dei Templi
Pagani.


546
Centinaia di Gentili furono messi a morte a Costantinopoli
dall'inquisitore
Ionnis Asiacus.


556
L'imperatore Giustiniano ordina al noto inquisitore Mantius di
andare ad
Antiochia, trovare, arrestare, torturare e sterminare gli ultimi
gentili
della città e di distruggere tutte le Biblioteche private.


562
Arresti di massa, prese in giro, torture, imprigionamenti ed
esecuzioni dei
Gentili Greci di Athene, Antiochia, Palmira e Costantinopoli.


Dal 578 al 582
I cristiani torturano e crocifiggono i Gentili Greci in tutto
l'Impero
d'Oriente e sterminano gli ultimi Gentili di Heliopolis (Baalbek).


580
Gli inquisitori cristiani attaccano un Tempio segreto di Zeus ad
Antiochia.
I Sacerdoti Pagani si suicidano, ma il resto dei Gentili viene
arrestato.Tutti i prigionieri, incluso il vice governatore Anatolius,
vengono torturati e mandati a Costantinopoli per essere
imprigionati. Condannati a morte furono dati in pasto ai leoni.
Poiché gli animali non vollero strappare loro nemmeno un pezzo, i
Gentili furono crocifissi. I loro cadaveri furono trascinati per le
strade dalle folle cristiane e poi lasciati insepolti nella polvere.


583
Una nuova persecuzione contro i Gentili Hellenici da parte
dell'imperatore
Mauricius.


590
In tutto l'impero d'oriente i cristiani denunciano "scoperte" di
cospirazioni Pagane. Nuova ondata di torture ed esecuzioni.


692
Il quinto concilio di Costantinopoli proibisce il persistere delle
Calende,
Brumalia, Anthesteria, ed altre celebrazioni Pagano/Dionisiache.


Dall'850 al 860
Conversione violenta degli ultimi Gentili Greci di Laconia da parte
dell'armeno "santo" Nikon.
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PALESTINA NELLA BUFERA


Bocciato alla prova finale

di Israel Shamir


Tra i pittoreschi giocolieri di Allenby street, negli affollati
ristoranti delle allegre notti di Tel Aviv, ebbi una visione. Mi
trovavo davanti ad un angelo con l'armatura che, con il gesso,
scriveva sul muro: Mene, Tekel, Ufarsin (1). Il mio dizionario on
line Angelo-Inglese ha subito pronta la traduzione: siete stati
bocciati alla prova finale. Questi sono i giorni più bui per il
popolo d'Israele, bui come erano genuini i lamenti e le proteste
nostre e dei nostri padri.


Nel 1968, quando ero un ragazzo ebreo russo, scrivevo sul muro della
mia città nativa, "Giù le mani dalla Cecoslovacchia". Ancora oggi mi
risuona nelle orecchie la bella e profonda voce del poeta russo
ebreo, Aleksandr Galitch: "Cittadini, la nostra madrepatria è in
pericolo. Abbiamo mandato i nostri carri armati sul suolo
straniero." Qualche ebreo russo organizzò una dimostrazione sulla
Piazza Rossa contro l'invasione e i partecipanti furono bastonati
dalla polizia. Noi protestammo contro i carri armati a Budapest,
Praga e Kabul come cittadini russi che davano più importanza
all'onore che alla fedeltà, all'umanità più che ai legami di sangue.
Nello stesso momento, ragazzi ebrei americani dimostravano contro
l'intervento del loro paese in Vietnam, ragazzi e ragazze ebree in
Europa dimostravano contro il razzismo. Anni e anni sono passati, e
ora i nostri carri armati ebraici sono sul territorio straniero.


Il nostro esercito ebraico uccide civili, demolisce case, mette alla
fame milioni di persone, impone l'assedio ai villaggi palestinesi. I
nostri crimini sono più grandi di quelli commessi dai russi in
Cecenia e in Afghanistan, dei crimini americani in Vietnam e dei
crimini serbi in Bosnia. Sicuramente, gli intellettuali israeliani
dimostrano in massa, nelle nostre vie e piazze corrispondenti a
Pennsylvania Avenue o a Trafalgar Square, gli ebrei americani alzano
la voce contro gli assassini armati dall'America, gli ebrei russi si
levano in difesa dei diritti umani dei Gentili intrappolati in
Terrasanta? Non vi preoccupate. I nostri letterati esaltano, invece,
il coraggio dei soldati ebrei, venerano la mano sicura dei nostri
cecchini e glorificano la grande umanità del popolo ebraico che
potrebbe polverizzare tutti i Gentili della Palestina, mentre, con
gentilezza, si limita a provocare qualche centinaio di feriti o di
massacrati al giorno.


Mio nonno, nella zona di Residenza assegnata dall'Impero russo agli
ebrei, si lamentava contro le restrizioni al libero movimento,
mentre, per la nostra generazione, Anatoly Sharansky (2) è diventato
il simbolo delle lotte per i diritti umani. Nel nostro paese, i
Gentili sono rinchiusi in vere e proprie riserve e in campi di
concentramento di fronte ai quali la Zona zarista impallidisce.


Un palestinese non può recarsi nel villaggio vicino senza il
lasciapassare delle autorità ebraiche, e i posti di blocco dei
nostri checkisti sono infiniti (3). Un palestinese può soltanto
sognarsi il mare che lambisce le coste della terra dei suoi
antenati, perché non permettiamo che i palestinesi inquinino la
purezza ebraica delle nostre spiagge.


Ostrovsky (4) riferiva che, durante la presidenza di Jimmy Carter,
uomini del Mossad avevano installato microfoni nella casa di un
diplomatico mediorientale per mettere in imbarazzo l'ambasciatore
USA presso la Nazioni Unite, Andrew Young, dopo che questi aveva
cercato di stabilire rapporti informali con il rappresentante
dell'OLP. Quando Young si incontrò "accidentalmente" con Zehdi Labib
Terzi, un rappresentante non ufficiale dell'OLP presso le Nazioni
Unite, in casa di un diplomatico amico ambasciatore del Kuwait,
Abdallah Yaqub Bishara, tramite i microfoni installati illegalmente,
senza che ne sapesse nulla nemmeno Terzi, gli uomini del Mossad
registrarono ogni parola della conversazione dei diplomatici.
L'avvenimento fini subito in prima pagina, sull'organo più
importante della propaganda sionista, The New York Times, e il
presidente Carter cedette alle pressioni dell'opinione pubblica e
chiese le dimissioni di Young. Così, quando, il 23 settembre 1979,
Young rassegnò le sue dimissioni, lo sforzo di stabilire rapporti
tra il governo degli USA e l'OLP divenne una specie di nota a piè di
pagina della storia. Young era un afro-americano che da allora in
poi non è mai più stato chiamato agli alti livelli governativi.


Per anni, gli ebrei hanno protestato per la discriminazione sul
luogo di lavoro e nelle istituzioni scolastiche. Nel nostro Stato
abbiamo creato un sistema di completa discriminazione nazionale.
Nella nostra compagnia elettrica statale, su 13.000 dipendenti, i
Gentili sono soltanto sei, lo 0,0004%. I Gentili sono il 40% della
popolazione tra il Giordano ed il Mediterraneo, ma soltanto uno di
loro su quattro ha diritto di voto. Non ci sono Gentili nella Corte
suprema (5), nel governo, nell'aviazione, nei servizi segreti. Non
c'è nemmeno un Gentile nel consiglio d'amministrazione del
principale quotidiano liberale d'Israele, Ha'aretz.


Ecco perché le lamentele degli ebrei della Diaspora meritano di
essere riscritte, alla luce degli eventi attuali. Noi non
combattevamo per i diritti umani, ma per i diritti degli ebrei.
Eravamo favorevoli alla libertà di movimento e alla libertà di
scelta? Sì, ma soltanto per gli ebrei. Parlavamo il linguaggio del
suffragio universale, che voleva dire diritto di voto per gli ebrei.
Non ci preoccupiamo dell'occupazione militare e dell'invasione,
finché siamo noi ad occupare ed invadere. La vista di un bambino che
alza le mani davanti ad una canaglia armata di fucile mitragliatore
ci fa piangere soltanto se si tratta di un bambino ebreo. Ad un
bambino Gentile si può sparare liberamente. Quando Bialik (6)
scrisse: "il diavolo non ha inventato una pena adatta per chi uccide
un bambino", naturalmente intendeva riferirsi ad un bambino ebreo.
Quando provava orrore davanti alle scene dei pogrom, lo provava
perché la violenza era rivolta contro gli ebrei. Altrimenti non c'è
niente di male nel pogrom in sé. Gli ebrei della Nazareth alta
(costruita in posizione dominante rispetto alla Nazareth araba,
N.d.T.) hanno fatto un pogrom di Gentili a Nazareth, ma nessuno di
loro è mai finito in tribunale. La polizia li ha aiutati ad
ammazzare alcune vittime delle loro scorrerie. Ancora peggiori sono
stati i pogrom di Ramallah e di Beit Jalla, perpetrati con
elicotteri da combattimento e carri armati.


La Russia zarista, "la terra dei pogrom" , era assai odiata dai
nostri nonni e poi alla fine fu distrutta proprio da loro. Eppure,
centinaia di anni di pogrom contro gli ebrei, provocarono perdite
molto minori di quelle che noi provochiamo in una sola settimana.
Nel più terribile pogrom, quello di Kishinev, ci furono 45 morti e
600 feriti. Nelle ultime settimane in Israele, i morti sono stati
300 e molte migliaia i feriti. Nella Russia zarista, dopo quel
pogrom, tutti gli scrittori e gli intellettuali condannarono i
responsabili. Nello Stato ebraico, soltanto poche dozzine di persone
hanno dimostrato a Tel Aviv, mentre il Sindacato degli Scrittori
Ebrei ha appoggiato il pogrom contro i Gentili.


Nel 1991, la maggioranza degli ebrei russi prese posizione contro il
comunismo e a favore della proprietà privata. Quella che avevano in
mente era la proprietà privata degli ebrei, dal momento che
confiscavano la proprietà dei Gentili con grandissima facilità.
Andate nelle migliori zone di Gerusalemme, Talbieh e il vecchio
Qatamon, le colonie greche e tedesche, e vedrete bellissimi palazzi.
Quelli appartenevano ai Gentili - tedeschi, armeni, greci, inglesi,
russi, palestinesi (cristiani e musulmani). Tutti quei palazzi sono
stati confiscati e assegnati agli ebrei. Nelle ultime settimane,
centinaia di acri di proprietà dei Gentili sono stati confiscati e
centinaia delle loro case sono state confiscate o demolite.


Prima del suo arresto, il più ricco dei boss ebrei russi dei media,
Gusinsky (7), venne in Israele per esprimere il suo completo
appoggio al paese. Allo stesso tempo, chiese al mondo di aiutarlo
nella lotta con le autorità russe che cercavano di salvare la
televisione dai suoi artigli. Il suo sostegno ad Israele dimostra
che il signor Gusinsky approva la confisca prepotente su base
etnica. L'unica cosa che non vuole è la confisca di proprietà
ebraiche. E' contrario al fatto che gli ebrei possano essere
arrestati? I Gentili marciscano in prigione per sempre, come avviene
nello stato ebraico.


Abbiamo fatto presto a spazzare via le grandi realizzazioni degli
ebrei nella lotta per i diritti umani, la democrazia e
l'eguaglianza. Cos'è che non ci piaceva dei nazisti tedeschi? Il
loro razzismo. Il nostro razzismo non è meno diffuso né meno
velenoso. Il giornale in lingua russa Discorso Diretto che si
pubblica a Gerusalemme, ha interrogato centinaia di ebrei russi
riguardo ai sentimenti nei confronti dei palestinesi. Risposte
tipiche come queste: "io gli arabi li ammazzerei tutti", "tutti gli
arabi devono essere eliminati", "dobbiamo espellere tutti gli
arabi", "un arabo è un arabo. Devono essere eliminati". Io non sono
sicuro se, nel 1938 in Germania, si sarebbero ottenuti risultati
migliori di questi. Fino al 1941, persino i nazisti non intendevano
uccidere i loro nemici ebrei. Dobbiamo chiamare le cose per nome.
Noi ebrei abbiamo combattuto il razzismo finché si trattava di
razzismo praticato da qualcun altro. Eravamo contrari agli squadroni
della morte e ai Sonderkommando finché erano contro di noi. Invece i
nostri assassini, i nostri Sonderkommando ebrei sono oggetto della
nostra più entusiastica ammirazione. Lo Stato ebraico è l'unico
posto al mondo che ha ufficialmente squadroni della morte, che
perseguono una politica di assassinio e la pratica della tortura
medioevale. Non c'è da allarmarsi, cari lettori ebrei, noi
torturiamo ed assassiniamo soltanto Gentili. Noi eravamo contro il
ghetto, quando eravamo noi ad essere chiusi nel ghetto. Ora, il
progetto ebraico più liberale caldeggia la creazione di alcuni
ghetti per i Gentili, circondati da filo spinato e carri armati
ebraici e, aldilà del recinto, ci sono fabbriche di proprietà degli
ebrei in cui Arbeit macht Frei (il lavoro rende liberi) i Gentili.
Daremo al ghetto piena indipendenza dopo che avremo tolto loro tutte
le fonti di reddito e di sostentamento.


Agli israeliani si fa il lavaggio del cervello fin dall'asilo, e si
insegna loro che appartengono al Popolo Eletto, che siamo Über
Alles, sopra tutti. I bambini sono indottrinati a credere che i
Gentili non siano completamente umani e pertanto si possono
ammazzare ed espropriare delle loro proprietà. Dopo tutto, Israele,
ha rispettato in pieno la risoluzione dell'ONU che definiva il
sionismo una forma di razzismo. Quello che disturba profondamente è
che l'educazione internazionalista, che noi ebrei russi abbiamo
ricevuto nell'Unione Sovietica non sia servita a contrastare la
velenosa propaganda sionista sulla superiorità ebraica. Quello che
veramente mi addolora è il collasso morale della mia comunità russa
in Terrasanta.


Così come l'angelo ha scritto le sue sdegnate parole, così come i
profeti hanno esortato il popolo a pentirsi, siamo di fronte ad una
scelta. Possiamo scegliere la strada di Ninive (8), pentirci,
restituire la proprietà rubata, riconoscere ai Gentili completa
eguaglianza, porre termine alla discriminazione e agli assassini e
sperare di essere perdonati da Dio se non per noi, almeno per i
nostri gatti ed i nostri cani. Possiamo viceversa continuare a
comportarci in questo modo criminale, come il popolo di Sodoma, e
aspettare che dai cieli irati della Palestina venga il diluvio di
fuoco e di zolfo.



Israel Shamir, 6 gennaio 2002.



Tratto dal libro di Israel Shamir Carri armati e ulivi della
Palestina. Il Fragore del silenzio. Edizioni CRT, Pistoia 2002


Editrice CRT, via San Pietro 36, 5100 Pistoia. Tel.: 0573 976124 -
Fax: 0573 366725


E-mail: info@... In Internet: www.editricecrt.it



1.. Secondo la Bibbia, queste parole comparvero scritte sul muro
durante una festa indetta da Belsazar, re di Babilonia; chiamato a
profetizzare, Daniele vi vide il segno della fine del regno.


2.. Natan (Anatoly) Sharansky, nato nel 1948 in Ucraina, condusse
una lunga campagna per il diritto d'emigrazione degli ebrei
dell'URSS, che comportò una condanna al carcere e poi ad un campo di
lavoro. Nel 1986 fu rilasciato. Nel 1995 ha fondato il partito degli
ebrei russi, Yisrael b'Aliyah. E' attualmente ministro per
l'edilizia.


3.. Un gioco di parole tra check point, posto di blocco, e Ceka,
la temibile polizia politica dei primi anni dell'URSS.


4.. Victor Ostrovsky, ex-agente del Mossad e pittore. Il suo
libro, scritto insieme a Claire Hoy, Attraverso l'inganno, è stato
pubblicato da Tropea, Milano, 1996.


5.. Diversi anni fa un arabo fu nominato alla Corte Suprema, ma fu
costretto a dimettersi dopo pochi mesi.


6.. Haim Nahman Bialik (1873 - 1934), considerato il più grande
poeta moderno di lingua ebraica.


7.. Vladimir Gusinsky, ex-tassista, grande elettore di Yeltsin,
segretario della filiale russa del Congresso Mondiale Ebraico e
proprietario della principale rete televisiva privata russa, NTV. Fu
arrestato per corruzione e riciclaggio di denaro della mafia russa
nell'estate del 2000; rilasciato fuggì in Israele nell'aprile del
2001.


8.. "Nel giorno del giudizio i Niniviti si alzeranno con questa
generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla
predicazione di Giona; ed ecco qui c'è più di Giona" (Luca 11,32)

Israel Shamir è nato a Novosibirsk, Siberia, nel 1947. Espulso
dall'università per attività sovversiva nel 1969, emigrò "per libera
scelta" in Israele e combatté nella guerra del 1973. Corrispondente
in Vietnam, Cambogia, Laos e, per molti anni, in Giappone tanto da
diventare uno studioso e traduttore della letteratura giapponese.
Dal 1989 al 1993 è stato inviato di Ha'aretz in Russia. Al suo
ritorno in Israele si è impegnato nella denuncia della politica
sionista di apartheid e del genocidio strisciante che, ormai, sembra
stia per raggiungere il suo obiettivo finale. Con una febbrile
attività letteraria e giornalistica sulla carta stampata e su
Internet (il sito http://www.israelshamir.net), nei giri di
conferenze in Europa, in Egitto e negli Stati Uniti, Shamir presenta
una visione altra del conflitto israelo-palestinese. Rifiuta la
soluzione dei "due stati per due popoli" perché nelle presenti
circostanze paralizzante, distruttiva e senza sbocchi. E lo fa in
nome di una pace fondata su di un unico Stato, tra il Giordano e il
mare, con diritti uguali per tutti i suoi abitanti, senza
discriminazioni etniche o religiose. "Io non sono un amico dei
palestinesi, io sono palestinese" dichiara Shamir, e lo fa in nome
del ritorno dei palestinesi, dal 1948 esiliati ed espropriati delle
loro terre e d'ogni diritto. Questo è reso impossibile dalla folle
politica che ha "importato" centinaia di migliaia di rumeni,
tailandesi, cinesi, africani e un milione di russi e ucraini che
formano la galassia di ghetti che è oggi lo Stato d'Israele. Al
contrario, i nativi palestinesi sono stati via via assiepati in
steccati-carcere, sempre più ristretti, dipendenti, vulnerabili. Il
perfetto "modello coloniale" per tutto il Terzo Mondo, ci ricorda
Shamir: ville con piscina e roccaforti dei dominatori sui luoghi
alti e, in basso, intersecati da autostrade, campi profughi per
lavoratori senza diritti e senza nessun controllo sulle proprie vite
e sulla propria morte. Tutto questo sotto la vigilanza del terzo
esercito più moderno del mondo. All'apartheid politica, psicologica
e culturale dello Stato d'Israele, finanziata dagli interessi
statunitensi e dalla lobby ebraica (AIPAC) autodefinitasi
rappresentanti mondiali del popolo ebraico, Shamir contrappone un
atteggiamento di resistenza che rivaluti la memoria storica non
unilaterale, i momenti più alti di tutte le esperienze religiose, la
coscienza di appartenere ad un'unica umanità di cui occorre
garantire il futuro. Per le migliaia d'ulivi sradicati dai
bulldozer, dice con accenti spesso poetici Shamir, con il paesaggio
della Palestina trasformato in una qualsiasi squallida periferia,
tutta l'umanità è offesa e degradata. Realizzare l'utopia non è più
speranza, ma è rimasta l'unica necessità. Nel maggio del 2002, il
figlio di Israel Shamir, che per via di madre ha la cittadinanza
svedese, ha partecipato all'incursione di un gruppo di pacifisti che
sono riusciti a penetrare nella Basilica della Natività a Betlemme,
portando cibo e medicine ai palestinesi assediati. Il giovane è
stato arrestato e immediatamente deportato da Israele con diffida a
rientrarvi per i prossimi dieci anni.


Per contatti e informazioni in Italia: libroshamir@...

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Apologia di Israel Shahak


di Gore Vidal

fonte e trad. a cura di www.arabcomint.com
(in diversa traduzione, il saggio introduce il libro di I. Shahak,
Storia ebraica e giudaismo. Il peso di tre millenni, Sodalitium,
Verrua Savoia 1997)

Una volta, nei tardi anni `50, John F. Kennedy mi raccontò di come,
nel 1948, Harry Truman era stato abbandonato da tutti coloro che
dovevano supportarne la campagna elettorale per la presidenza.
Allora, un americano sionista gli consegnò una valigetta contenente
due milioni di dollari in banconote, a bordo del treno
elettorale. "Ecco perché avvenne così rapidamente il nostro
riconoscimento dello stato d'Israele". Poichè nè io nè Jack eravamo
antisemiti, la prendemmo come una storiella divertente su Truman e
sulla serena corruzione della politica americana.
Sfortunatamente, l'affrettato riconoscimento dello stato d'Israele è
risultato in cinquant'anni di confusione omicida, e nella
distruzione di ciò che molti pensavano sarebbe diventato uno stato
pluralista - patria della popolazione nativa palestinese e di
pacifici immigranti europei ed americano di religione ebraica, anche
di coloro che credevano che quella terra gliel'avesse promessa per
l'eternità il grande agente per la compravendita di beni immobili
nel cielo.
Poichè gran parte di quegli immigranti erano buoni socialisti
europei, pensavamo che non avrebbero mai permesso al nuovo stato di
diventare una teocrazia, e che i nativi palestinesi avrebbero
vissuto, da uguali, con loro. Questo non è accaduto. Non rievocherò
qui le guerre e i massacri di quella sfortunata terra. Ma dirò che
l'affrettata invenzione di Israele ha avvelenato la vita politica ed
intellettuale degli USA, l'inverosimile patrono di Israele.
Inverosimile, perché nessun' altra minoranza, nella storia
americana, è stata mai così capace di dirottare così tanto denato
dalle tasche dei contribuenti americani da investire in
una "patria". È come se il contribuente americano fosse costretto a
sostenere il Papa nella sua riconquista del Regno Pontificio solo
perché un terzo della popolazione USA è di religione Cattolico-
Romana. Se ciò fosse stato tentato, ci sarebbe stato un gran baccano
ed il Congresso avrebbe detto no. Invece, una minoranza religiosa
che conta meno del 2% della popolazione è riuscita a comprare o
intimidire settanta senatori (i necessari due terzi che potrebbero
ribaltare qualsiasi ipotetico veto presidenziale) ed il supporto
illimitato dei media.
In un certo senso, ammiro il modo in cui la lobby ebraica ha reso
possibile l'invio di miliardi di dollari in Israele, anno dopo anno,
per rendere Israele un "bastione contro il comunismo". In realtà, nè
l'URSS nè il comunismo sono mai stati più di una semplice presenza
nella regione. Ciò che invece l'America è riuscita a fare è stato
trasformare in nemico il mondo arabo una volta amichevole. Nel
frattempo, la misinformazione su ciò che accade in Medioriente è
cresciuta sempre più e la vittima principale di questa sagra delle
falsità - a parte i contribuenti americani - è l'ebraismo americano,
costantemente sfidato da terroristi professionisti del calibro di
Begin e Shamir. Con poche, onorevoli eccezioni, gli intellettuali
ebrei-americani, hanno abbandonato il liberalismo a favore di una
serie di demenziali alleanze con la lobby cristiano-fondamentalista
(sionista ma antisemita) e con il complesso industriale del
Pentagono.
Nel 1985 uno di essi scrisse che, quando gli ebrei arrivarono in
America, scoprirono che "le opinioni liberali e i politici liberali
erano più congeniali alle loro attitudini, e più sensibili verso le
esigenze ebraiche, ma ora è nell'interesse ebraico ricercare
alleanze con il fondamentalismo evangelista perché, dopo tutto, "c'è
qualche motivo perché gli ebrei rimangano, dogmaticamente ed
ipocritamente, ancorati alle loro posizioni delli anni scorsi?". A
questo punto, la sinistra americana si è spaccata e quelli tra noi
che hanno criticato gli alleati ebrei di un tempo, alleati per
opportunismo fuorviante, sono stati ricompensati prontamente con
l'epiteto rituale: "antisemita" o "ebreo che odia sè stesso".
Fortunatamente, la voce della ragione è ancora viva e sta bene. Da
Gerusalemme, Israel Shahak non ha mai cessato di analizzare non solo
le storture politiche dell'Israele di oggi, ma il Talmud stesso, e
l'effetto dell'intera tradizione rabbinica su di un piccolo stato
che il rabbinato conservatore intende trasformare in una teocrazia
per soli ebrei. Leggo Shahak da anni. Guarda con occhio satirico la
confusione di una religione che cerca di razionalizzare
l'irrazionale. Ha l'occhio clinico dello studioso per le
contraddizioni testuali. È una gioia leggere del gran dottor
Maimonide odiatore dei gentili.
Naturalmente, le autorità israeliane osteggiano Shahak. Ma non c'è
nulla da fare con un professore di chimica in pensione, nato a
Varsavia nel 1933 e vissuto per parte della sua fanciullezza a
Belsen. Nel 1945 arrivò in Israele, servì nell'esercito e non
divenne marxista negli anni in cui era di moda esserlo. Era - ed è
ancora - un umanista che detesta l'imperialismo, sia nel nome di Dio
che di Abramo che di George Bush. Allo stesso modo, si oppone con
foga e cognizione alla corrente totalitarista del giudaismo. Come un
altamente sapiente Thomas Paine, Shahak illustra il prospetto che ci
è davanti, come pure la storia che ci è dietro, e continua a
ragionare, anno dopo anno. Coloro che gli daranno attenzione saranno
senz'altro più saggi e - oserei dire - migliori. Lui è il più
recente, se non l' ultimo, dei grandi veggenti.
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OPINIONI


L'omologazione nella Francia contemporanea

di Robert Faurisson

fonte: "Rinascita", Martedì 22 Ottobre 2002
Françoise ha sette anni e mezzo. Vivace, fine, coraggiosa e piena di
attenzione per gli altri, è dotata di una forte personalità. Il suo
fratello maggiore ha dieci anni ed il suo fratello più giovane ha
sei anni. Abitano a Nantes con i loro genitori.
Quest'anno, una sera, è ritornata dalla scuola "con gli occhi pieni
d'angoscia", mi dice sua madre. "Mamma, in Germania, durante la
guerra, c'era qualcuno di molto cattivo, un orribile "dattore"
[per "dittatore"]. Voleva uccidere tutti quanti, persino i bambini,
persino i neonati. Voleva venire in Francia".
Qualche giorno dopo, Françoise domanda "Mamma, cosa siamo noi?". Sua
madre comprende che si tratta di appartenenza ad una religione e
risponde: "Noi siamo cattolici". La bambina le dice:"Io vorrei
essere ebrea". Davanti alla sorpresa di sua madre , Françoise
spiega: "La maestra ha dedicato una lezione al coraggio. Durante la
guerra, dei Francesi molto coraggiosi avevano nascosto delle
famiglie in fuga perché si voleva arrestare tutti quanti, persino i
neonati...". La maestra aveva poi aggiunto: "Può darsi che fra di
voi ci siano dei bambini che sono ebrei, come me". E Françoise, con
suo grande rincrescimento, non aveva potuto alzare il dito per dire
che era come quella maestra, che ammira.
La domenica seguente, alla messa, Françoise bisbiglia all'orecchio
di sua madre: "Sono qui, ma non ascolto. Perché sono ebrea".
Più tardi domanderà a proposito del suo "amichetto": "Quentin è
ebreo ?". La madre gli risponde di no. Françoise ne è desolata. La
costernazione farà seguito alla desolazione quando si sentirà
dire: "Ma, il tuo "amichetto" di prima, quello che tu hai lasciato,
invece lo era".
Una sera, tocca al fratellino minore della bambina, di arrivare a
tavola col volto alterato. Si informa: "È vero che Nicola à
morto ?". Nicola è un compagno di scuola che ha dovuto lasciare
Nantes per Amburgo, dove i suoi genitori si sono trasferiti. Ed
aggiunge: "Françoise mi ha detto che in Germania c'era un signore
molto cattivo che uccideva i bambini".
Riporto questi aneddoti perché caratterizzano l'indottrinamento
generale della gioventù francese. Il fenomeno è cominciato alla fine
degli anni settanta nei mezzi di comunicazione, particolarmente alla
televisione. Si è diffuso nelle scuole superiori, poi in quelle
secondarie ed ora fa la sua apparizione anche in quelle elementari.
Recentemente, in occasione dell'impressionante campagna scatenata
contro Jean- Marie Le Pen, le emittenti televisive, che gareggiavano
per chi riusciva meglio nella
propaganda "antifascista", "antinazista" ed "antirevisionista",
hanno mostrato con la più viva soddisfazione che i maestri e le
maestre avevano saputo mobilitare anche gli scolari più piccoli. Ed
è così che abbiamo potuto vedere dei bambini preparare, sotto
l'occhio intenerito dei loro maestri e maestre, dei cartelli con la
scritta, per esempio: "Mamma, ho paura !".
A partire dall'anno scolastico 2002-2003 è prevista in Francia una
mobilitazione, in tutti gli ordini di scuole, per l'insegnamento
della "Shoah", o, per meglio dire, per l'insegnamento della
versione "kasher" e menzognera della storia della seconda guerra
mondiale. Milioni di libri, opuscoli, film, documentari,
videocassette saranno distribuiti gratuitamente. Le visite
ai "luoghi della memoria" in Francia od all'estero si
moltiplicheranno a carico del contribuente. Non si conteranno più i
lavori, le memorie, gli spettacoli destinati a far comprendere ai
figli della Francia che, come ha dichiarato recentemente il Primo
ministro Raffarin, la "Shoah" ha cominciato proprio da noi, a
Drancy, e che, come aveva affermato tempo fa il Presidente della
Repubblica Chirac, "la Francia ha commesso l'irreparabile".
L'opera letteraria più letta dalla gioventù francese non è di Balzac
o di Victor Hugo; è il preteso Diario di Anna Frank. Questo libro,
che è un falso sfacciato, farcito di racconti materialmente
impossibili od assurdi, è, ci dicono con fierezza, l'opera più letta
in Francia dopo la Bibbia.

P.S. Segno dei tempi: la versione iniziale di questo testo conteneva
il vero nome della città ed i veri nomi dei bambini. Su richiesta
della madre di "Françoise" ho dovuto cambiare tutti questi nomi.
Comprendo benissimo la prudenza di questa madre.

R.F.

(26 luglio 2002)


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"ITALIANA"


Chi è Giuseppe Pisanu, neoministro degli interni?

http://www.informationguerrilla.org

Un piccolo pezzo sul suo rapporto con la famigerata loggia massonica
Propaganda 2, a cui era iscritto guardacaso anche il signor Silvio
Berlusconi...

Giuseppe Pisanu detto Beppe

Deputato dal 1972, prima nella DC e poi in Forza Italia, già
capogruppo
forzista della Camera, candidato al ministero dell'Interno e poi
dirottato
all'ultimo momento sulla neonata poltrona della Attuazione. Nella
vita
precedente, quando non era ancora anticomunista e portava la borsa a
Benito Zaccagnini (Sinistra DC), fu travolto da uno scandalo per i
suoi rapporti con il banchiere bancarottiere e piduista Roberto
Calvi, presidente del banco Ambrosiano, con il Gran Maestro della
massoneria Armando Corona e con il faccendiere Flavio Carboni,
plurinquisito, pluriarrestato, legato a varie esponenti della banda
della Magliana. Sassarese, ex amico del cuore di Francesco Cossiga,
già capo della segreteria Zaccagnini negli anni del compromesso
storico DC-PCI, Pisanu diventa sottosegretario al tesoro e alla
Difesa in vari governi. Ma ai tempi del Fanfani V (1983), saltano
fuori le sue liasons dangereuses con alcuni imbarazzanti compagni di
vacanze in barca:
Flavio Carboni e Silvio Berlusconi! Tutto comincia nell'estate del
1980,quando Berlusconi e Flavio brigano per regalare a Porto Rotondo
una bella colata di cemento (progetto 'Olbia 2'). Carboni ospita
Pisanu e Berluskatz sulla sua Punto Rosso, una tinozza di 22 metri!
L'estate seguente, Beppe fa un'altra conquista: veleggia, sempre
sulla barca di Carboni, al largo della Costa Smeralda, ma stavolta a
bordo c'è pure il bancarottiere Calvi, fresco di condanna, in
libertà provvisoria. Memorabile la testimonianza di Pisanu davanti
al PM milanese Pier Luigi Dell'Osso che indaga sul crac Ambrosiano e
lo interroga per sei ore l'11 settembre 1982 (mentre Carboni si
trova in carcere da qualche giorno a Milano perché coinvolto nelle
indagini sulla fuga e sulla morte di Calvi): Carboni -spiega Pisanu-
era un interlocutore valido per le forze politiche richiamantisi
alla ispirazione cattolica. Insomma, il pio terzetto non discuteva
di affari ma di teologia. Carboni, prosegue Pisanu, riuscendo a
restare serio, mi disse che il Berlusconi aveva interesse a
espandere Canale 5 in Sardegna, tal che lo stesso Carboni si stava
interessando per rilevare a tal fine la più importante rete TV
sarda, Videolina (quella fondata dal discusso finanziere Niki
Grauso). Non solo: il Carboni mi disse di essere in affari col
signor Berlusconi anche con riguardo a un grosso progetto edilizio
di tipo turistico denominato 'Olbia 2'. Fin dall'inizio ritenni di
seguire gli sviluppi delle varie attività di Carboni,trattandosi di
un sardo che intendeva operare in Sardegna. Il pio sodalizio Carboni-
Pisanu si estende poi miracolosamente all'affaire Ambrosiano. Il
sottosegretario al Tesoro portato dall'amico Flavio incontra Calvi
per ben 4 volte, e subito dopo l'8 giugno 1982, risponde alla Camera
alle allarmate interrogazioni delle opposizioni sul colossale buco
dell'Ambrosiano, aggravato dai debiti miliardari del Banco Andino.
Niente paura -rassicura Pisanu- è tutto sotto controllo! Nessun
allarme: Le indagini esperite all'estero sull'Ambrosiano non hanno
dato alcun esito. La sera dopo, 9 giugno, Pisanu è di nuovo a cena
con Carboni: pare che il tema della serata sia la nomina a nuovo
procuratore Generale di Milano di un 'amico', il giudice Consoli,
presente al convivio. L'indomani, 10 giugno, Calvi fugge dall'Italia
per finire come sappiamo, impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a
Londra! Nove giorni dopo, il Governo dichiara insolvente
l'Ambrosiano, mettendo sul lastrico migliaia di risparmiatori. Pochi
mesi dopo sia l'Ambrosiano sia l'Andino fanno bancarotta. Racconterà
Angelo Rizzoli alla Commissione Parlamentare di inchiesta sulla P2:
a proposito dell'Andino, Calvi disse a me e a Tassa Din che il
discorso dell'on. Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui.
Qualcuno mi ha detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800
milionida Flavio Carboni. Accusa mai dimostrata, anche se il
portaborse di Calvi,Emilio Pellicani, dirà all'Espresso che Calvi
aveva stanziato (per 'comprare'il proprio salvataggio) 100 miliardi,
dei quali 'poche decine di milioni' sarebbero finite anche nelle
tasche di Pisanu, tramite Carboni; e aggiunge che Pisanu si
interessò attivamente del progetto di cessione del Corriere della
Sera da parte di Calvi, tentando di pilotare l'operazione 'in favore
dell'on.Piccoli'. Cioè di garantire una sorta di controllo DC sul
primo quotidiano d'Italia. Pisanu smentisce e querela Pellicani.
Memorabili gli attacchi che gli sferrano in quel periodo i due
membri più battaglieri della Commissione P2: il missino Mirko
Tremaglia e il radicale Massimo Teodori. Tremaglia denuncia
l'assalto partitocratico al Corriere della Sera tramite manovre che
di volta in volta sono passate attraverso Andreotti, Bagnasco,
Pisanu,Carboni o Rizzoli. E quanto all'Ambrosiano appena dichiarato
insolvente, punta il dito sulle gravissime responsabilità degli
organi di Governo, compreso il sottosegretario Pisanu, amico non per
caso di Carboni, che aveva dichiarato alla Camera che nulla era
emerso di irregolare nell'Ambrosiano. Senonché esattamente 9 giorni
dopo il Tesoro dispose lo scioglimento degli organi amministrativi
dell'Ambrosiano. E Teodori: alcuni fatti sono incontrovertibili: i
rapporti strettissimi e continuativi tra Pisanu e Carboni; i
rapporti di Pisanu con Calvi tramite Carboni, i rapporti di Pisanu
con Calvi e Carboni per la sitemazione del Corriere della Sera; i
rapporti di Pisanu con Calvi e Carboni quando, sottosegretario al
Tesoro, il ministero prendeva importanti decisioni sull'Ambrosiano;
il sottogretario rispose per due volte alla Camera sulla questione
Ambrosiano. Poi, il 19.1.1983 aggiunge:
il sottosegretario Pisanu deve dimettersi: se c'è ancora un minimo
di moralità è inconcepibile che l'on. Pisanu resti al governo. Non
mi dimetterò su richiesta di Teodori, schiuma Pisanu. Poi però
cambia idea, o gliela fanno cambiare: 2 giorni dopo il 21 gennaio si
dimette da sottosegretario, per consentire il chiarimento della mia
posizione senza condizionamenti legati all'incarico di governo
ricoperto ma il suo caso continuerà ad arroventare la Commissione P2
nei mesi avvenire. In febbraio Teodori torna a denunciare
l'arroganza socialista e democristiana che vuole affossare la
commissione d'inchiesta e pretende una condizione di speciale
intoccabilità à per tutti i politici, da Pisanu a Piccoli ad
Andreotti. Pisanu viene ascoltato una seconda volta dalla
Commisisone Anselmi, e lì -pur rivendicando l'assoluta correttezza
e 'trasparenza' dei suoi rapporti con Carboni e Calvi- ammette di
avere un po' sottovalutato la delicatezza di certe frequentazioni.
Dopo un breve purgatorio, Pisanu risalta in sella nel 1987:
sottosegretario alla Difesa del nuovo governo Fanfani. Poi un altro
po' di oblio, e la resurrezione 'azzurra' grazie all'inseparabile
Silvio, sempre riconoscente con i vecchi compari:
nel 1994 lo promuove 'vicecapogruppo vicario' alla Camera, nel 1996
capogruppo al posto del povero Vittorio Dotti, colpevole di essere
amico dell'Ariosto, e quindi colpevole di avere sbagliato fidanzata,
e sopratutto non era amico né di Calvi né di Carboni. Nel 2001
l'ultimo balzo: ministro nel Berlusconi II, un'occasione per
rivedere tanti vecchi amici. Come il ministro per gli Italiani
all'Estero Mirko Tremaglia, e il neodeputato di F.I., Massimo
Teodori; come passa il tempo!

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CINEMA

Hollywood mente sull'America Latina, Ken Loach no



La canzone di Carla - ( Carla's song )



di John Kleeves



Regia di Kenneth Loach. Sceneggiatura di Paul Laverty. Prodotto da
Parallax Picture in coproduzione con Road Movies Dritte Produktionen
e Tornasol Films per il Glasgow Film Fund e Channel 4. Distribuito
da Shadow Distribution nel 1996. Girato a Glasgow e in Nicaragua nel
1995.

Hollywood ha trattato alcune volte, direttamente o indirettamente,
il tema della situazione politica dell'America Latina. Lo ha fatto
ad esempio nei film Viva Zapata ! ( Idem, 1952 ) di Elia Kazan ;
Bananas ( Il dittatore dello stato libero di Bananas, 1971 ) di
Woody Allen ; Salvador ( Idem, 1986 ) di Oliver Stone ; Death Chase
( Jungle Assault, 1988 ) di David A. Prior ; Romero ( Idem, 1989 )
di John Duigan ; Havana ( Idem, 1990 ) di Sydney Pollack ; Delta
Force 2 : The Colombian Connection ( Colombia Connection : il
massacro, 1990 ) di Aaron Norris ; Evita ( Idem, 1996 ) di Alan
Parker. Ora, la situazione politica dell'America Latina è chiara : è
una neo colonia statunitense ( con l'eccezione di Cuba ) dove gli
USA sostengono governi locali collaborazionisti in genere messi al
potere con colpi di Stato e poi aiutati e anche istigati nelle
repressioni. Lo scopo è di permettere alle proprie Multinazionali di
sfruttare le risorse dell'area. Questi governi si prestano al gioco
perché in cambio le Multinazionali USA lasciano il resto delle
risorse alla cerchia che li esprime. Naturalmente il governo USA fa
anche partecipare elementi di quelle cerchie al traffico di cocaina,
che è da lui gestito a livello mondiale. Tutto ciò che di orrendo
capita in America Latina - colpi di Stato sanguinosissimi,
desaparecidos, stragi di contadini e relative famiglie, torture
della polizia e dei paramilitari, Squadroni della Morte eccetera,
cose che dal 1945 ad oggi hanno provocato la morte di vari MILIONI
di persone nel sub continente, di ogni sesso ed età - è dovuto solo
e soltanto agli Stati Uniti. Non ci fossero gli USA non ci sarebbero
neanche quegli orrori.

Questo lo sanno tutti gli addetti ai lavori del mondo : i governi,
l'ONU, il Vaticano, l'Accademia svedese dei premi Nobel, tutti gli
intellettuali di una minima intelligenza e preparazione. Lo sanno
cani e porci. Ma Hollywood ci viene a dire che non lo sa. Quei film
infatti sono realizzati con la seguente premessa, esplicita o
implicita : è tutta farina del sacco latinoamericano. Nei film che
vogliono apparire più spregiudicati e meno sprovveduti - come il
Salvador di Stone e il Romero di Duigan - non si nascondono le
collusioni dei mostri locali con CIA e Pentagono, del resto venute
di dominio pubblico in moltissime istanze ( anche negli USA ), ma le
si presenta come un appoggio a strategie od operazioni sempre
iniziate dai locali, la giustificazione essendo la lotta al
comunismo. Cosa succede, Hollywood è forse scema ? Certo che no.
Semplicemente è una filmografia di Stato, asservita alle esigenze di
propaganda e disinformazione del suo governo, che la controlla
tramite l'Agenzia federale USIA ( United States Information Agency,
creata nel 1954 ). Così i suoi film sull'America Latina non dicono
certo la verità. Non la POSSONO dire.

Carla's Song invece la dice. Perché non è un film di Hollywood ( è
scozzese-spagnolo infatti ). E perché evidentemente i responsabili (
produttore, sceneggiatore e attori principali, e naturalmente il
regista Ken Loach ) sono intellettualmente onesti e non temono le
ritorsioni statunitensi. Tratta di un autista d'autobus di Glasgow (
George-Robert Carlyle ) che si innamora di una profuga dal Nicaragua
( Carla-Oyanka Cabezas ), finendo per riaccompagnarla nel suo Paese
dove - è il 1987 - tocca con mano il terrorismo scatenato dai
Contras ; qui conosce anche Bradley-Scott Glenn, un americano
operatore di una organizzazione umanitaria che risulterà essere
stato in precedenza un agente della CIA. Conoscete la storia. Nel
1979 i Sandinisti costringevano alla fuga il dittatore Anastasio
Somoza Debayle, che assieme ad altre 16 famiglie si divideva con le
Multinazionali USA della frutta il 50% delle terre coltivate (
mentre da solo, con la sua Plasmaferesis, vendeva negli USA il
sangue pagato niente ai suoi campesinos " donatori " ), e poco dopo
il governo di Washington - su richiesta delle stesse
Multinazionali : quelle da cui voi comprate banane, caffè e
ananassi - organizzava un esercito di 15.000 mercenari reclutati tra
la feccia del Nicaragua e del resto dell'America Centrale per
compiere stragi nella popolazione civile. Per lucrare ulteriormente
a quegli uomini era permesso di portare cocaina negli USA, il
trasporto avvenendo con gli stessi aerei militari americani senza
insegne che gli fornivano la logistica di guerriglia. Il messaggio
da convogliare era : massacreremo civili sino a che non rimetterete
in piedi un governo filo nostre Multinazionali. Dal 1980 al 1988
furono uccisi dai Contras 50.000 civili, sino a che il governo
Sandinista accettò di " perdere " le elezioni del 25 febbraio del
1990.

Qual'era la verità da dire in merito, per un film che tratta il
soggetto ? Che i Contras erano una creazione esclusiva degli USA, e
non una spontanea fazione locale " di destra " come diceva il
governo americano, fazione magari poi aiutata dalla CIA per "
anticomunismo " come aggiungevano alcuni media statunitensi per
passare da " critici ". E il film la dice. Una notte il villaggio in
cui si trovano George e Bradley viene attaccato dai Contras e la
seguente è la trascrizione del colloquio fra i due il mattino dopo,
come risulta dalla versione in italiano del film diretta da Mario
Maldesi con dialoghi di Mario Paolinelli :



George - Animali schifosi !

Bradley - Animali ? No, no. Cosa accidenti pensi che fossero,
soldatini allo sbaraglio ? Svegliati ragazzo. Forse non lo sai ma
nasce tutto a Langley, in Virginia. E sai che c'è lì ? Il quartier
generale della CIA, i servizi segreti degli Stati Uniti d'America.
Cristo santo, guarda qui. Uno di quei Contras là per terra aveva
questa foto in tasca. Mi dici come l'ha avuta ? E' faxata con un
satellitare ed è stata scattata da un aereo americano. Guarda qui :
scuola, scuola, scuola, e questo vuoi sapere cos'è ? Te lo dico
subito, è un ospedale. Questa è una cooperativa agricola, è chiaro ?
Questi sono i piani di attacco che quei bastardi avevano per
stanotte. Eccoli qua. Avevano la mappa dettagliata di questo posto.
Sono entrati di là scavalcando quei sacchetti di sabbia e sono
andati dritti sugli obiettivi. Ma che bisogno c'è di questa ! Ecco
qui quel che resta della scuola e dell'ospedale. Obiettivi militari !

George - Cristo !

Bradley - E' la CIA a dirigere tutto lo spettacolo. Ci sono gli
Stati Uniti dietro tutto questo. Non ci sono Contras, non c'è guerra
senza la CIA. Violentano i bambini davanti ai genitori. E dopo li
sventrano con le baionette. Ho parlato con una donna un paio di
settimane fa, in un barrio di Esteban, la senora Mercedes. Sta a
sentire cosa mi ha detto. Allora, il suo orrendo crimine era stato
di partecipare alla raccolta del caffè nella cooperativa. Il giorno
dopo qualcuno la mette in guardia : i Contras stanno arrivando per
punirti dell'orrendo crimine che hai commesso. Arrivano, così lei
esce di casa con suo figlio di tre mesi attaccato al seno, afferra
un altro dei suoi figli di due anni, e si nasconde in cima a un
albero. Sente delle voci, sotto ci sono tre Contras con suo figlio
di 14 anni. Due lo tengono e un terzo gli solleva l'ascella e con la
baionetta lo squarcia sino all'inguine. Gli escono fuori le budella
e mentre quello urla in agonia gli versano una bottiglia di alcool
nella pancia. Bè, quella donna mi guarda negli occhi e dice : mi
dispiace farti sentire male, tu non sai che succedono cose del
genere, non sai che il tuo Paese fa certe cose. Loro torturano
maestri di scuola, infermieri, e io lo sapevo perché li ho aiutati a
farlo !

George - Tu cosa hai fatto ?

Bradley - Si, li ho reclutati, armati, allenati, equipaggiati e -
Dio mi perdoni - li ho mandati in Nicaragua.



Si poteva dire anche di più. Si poteva pronunciare un numero delle
vittime civili dei Contras. Si potevano citare le Multinazionali
statunitensi della frutta. Si poteva accennare che il tutto era per
ordine del Congresso di Washington via presidente Reagan. Si poteva
dire che i Contras venivano assoggettati a trattamenti di
condizionamento psicologico nelle apposite strutture statunitensi
situate a Panama ( la Army School of the Americas ) e in Texas ( la
Border Police Academy ), allo scopo di indurli ad efferatezze senza
limiti ( la BPA di Fresno è fra l'altro una nota scuola di
tortura ). Si poteva dire chiaro e tondo che per motivarli oltre
alla paga ai Contras era stato aperto un canale di traffico di
cocaina negli USA. Si potevano dire tante cose, ma visto il clima
tra il complice e l'istupidito che regna da decenni nell'Europa
Occidentale ci si può accontentare. Noterei piuttosto che il
monologo testè riportato, della durata esatta di 3 minuti e 30
secondi, risulta pericolosamente isolato nel contesto del film :
mancasse questo il film manterrebbe una sua congruenza ma
cambierebbe " colore " e potrebbe sembrare uscito da Hollywood, un
prodotto di propaganda vera-finta critica tipo Romero e Salvador.
Potrebbe trattarsi di un accorgimento per poter distribuire il film
in certe aree, ad esempio in ... America Latina, previa la
soppressione del monologo. Anche il finale non è convincente. Si
costruisce il film sull'attesa di vedere come sia ridotto Antonio,
l'ex fidanzato di Carla catturato e torturato dai Contras, che
dall'imbarazzo e dalla reticenza dei conoscenti ci si aspetterebbe
come il povero reduce di Johnny Got His Gun, e lo si trova che suona
la chitarra in forma quasi perfetta, giusto muto perché i Contras
gli hanno strappato la lingua. Non è da Ken Loach, e sembrerebbe un
finale edulcorato per l'Europa, mentre quello " buono " va su altri
mercati. Ma di nuovo non sottilizziamo e accontentiamoci.

Piuttosto, chiediamoci come il film è stato accolto negli Stati
Uniti, dove è stato presentato in una sola sala e poi destinato a
una distribuzione che non so di quale livello ( può anche darsi del
massimo livello, ma io credo che sia stato ritirato, fatto
scomparire, desaparecido come a suo tempo da noi " L'Amerikano " di
Costa Gavras ). Su Internet c'è una recensione niente meno che del
New York Times, scritta da tale Stephen Holden. E' una normale e
superficiale critica cinematografica, dove spiccano però alcuni
passi : " ... E' il 1987, quando i Contras di destra conducono una
guerriglia contro il governo di sinistra dei Sandinisti... Lo shock
culturale ed il risveglio politico di George formano il nucleo
emotivo dell'arrabbiato e addolorato film di Ken Loach " Carla's
Song "... [ che ] si lancia coraggiosamente ma in modo incerto in un
misto di semi documentaristico, rancoroso trattato politico e di
succosa favola ... e tramite la non tremendamente credibile figura
di Bradley ( Scott Glenn ), un coriaceo ex agente della CIA che ora
è un operatore pieno di rimorsi per una organizzazione per i diritti
umani, consegna anche al film il suo franco monologo politico. Un ex
avversario diventato sostenitore della causa sandinista, ed un
testimone di innominabili atrocità patrocinate dalla CIA, Bradley è
pieno di segreti, la maggioranza dei quali trattiene sino alla fine
del film ... " Carla's Song " raggiunge la sua massima efficacia in
scene che sembrano quasi improvvisate, nelle quali George supera le
barriere del linguaggio e della cultura per stabilire un caldo
cameratismo con soldati sandinisti e pacifici paesani che sono sotto
l'attacco dei Contras. Il suo ritratto di un idealistico esercito di
contadini e dei suoi sostenitori alle prese con un nemico feroce è
platealmente nostalgico per il sogno di sinistra che i sandinisti
allora rappresentarono ".

Senza darsene a vedere Holden disinnesca subito la bomba contenuta
nel film, il monologo di Bradley. Lo fa definendo i Contras " di
destra " ( " right-wing contras " ). I Contras non erano affatto di
destra : erano dei mercenari, che facevano ciò che facevano perché
pagati, in dollari e in cocaina. C'erano fra loro diversi ex
elementi della Guardia Nazionale di Somoza, ma la maggioranza erano
di altri Paesi dell'America Centrale, accorsi per le ricche prebende
statunitensi. Oltretutto la " Guardia Nazionale " di Somoza era essa
stessa composta da mercenari. C'erano anche dei mercenari
statunitensi, come risultò nel 1987 quando un aereo dei Contras fu
abbattuto in Nicaragua : il pilota era lo statunitense Richard
Hasenfus. Definendoli invece " di destra " tutto cambia : erano una
fazione politica locale in lotta armata contro il governo. La
versione sempre sostenuta da Washington e dai media statunitensi.
Ora, dice Holden, il film accusa la CIA di avere aiutato questa
fazione. Si, i Contras compivano azioni " innominabili " ( "
unspeakable " ), ma dov'è lo scandalo ? Come puntualizzerà nel
finale dell'articolo, i Contras si opponevano a un governo comunista
e si sa che gli USA sono contro il comunismo. Un lavoro sporco della
CIA, ma che andava fatto, o in qualche modo giustificabile. Anche
questa è la versione sempre sostenuta da Washington e dai media
statunitensi. Dei quali ultimi Holden fa parte. Il finale della
recensione è dedicato a giustificare, anche qui senza parere, perché
mai gli USA siano tanto ostili al comunismo. Non è perché sono
cattivi, anzi : gli americani si rendono conto che il comunismo è un
tentativo di migliorare le cose. E' perché sono realisti,
disincantati : il comunismo è un'utopia ( l'aggettivo "
idealistico " e il sostantivo " sogno " nella stessa frase ) fuori
della portata degli uomini ; gli uomini sono dominati dall'egoismo
materiale e l'unica strada è assecondare tale impulso, appunto come
fa il capitalismo americano. Una bufala, ma non è la sede per
elaborare.

Un'ultima osservazione su questa recensione. Immaginate di essere un
critico cinematografico italiano e di dover recensire un film che
accusa l'Italia di avere premeditatamente fatto massacrare nell'arco
di 8 anni ben 50.000 civili di ogni sesso e età in un Paese
straniero, dite l'Egitto. Non vi scandalizzereste ? Non cerchereste
di dimostrare con veemenza, se non altro a voi stessi, che non può
essere vero perché troppo orribile ? Lo fareste, ma Stephen Holden
non spende una parola in proposito. Avete una misura di cosa sono
gli americani.

" La canzone di Carla " è un film veridico e istruttivo, che tutti
dovrebbero vedere. In Italia, dove vige circa lo stesso tipo di
censura che c'è negli USA, non è stato distribuito nelle sale ; però
esiste in cassetta, doppiato in italiano.



John Kleeves

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INTERNET

L' EUROPA CENSURA INTERNET


http://www.informationguerrilla.org/

Libertà in Internet: una chimera?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il commento di Vincenzo
Donvito,presidente ADUC, sulle determinazioni del Consiglio d'Europa
sulla censura in Internet Stampa 01/10/02 - Commenti - Firenze -
L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha votato un
protocollo con cui stabilisce la "tolleranza zero" nei confronti di
quei siti Internet che danno spazio a idee considerate razziste,
antisemite o xenofobe. Il protocollo sarà operativo quando il
Comitato dei ministri dello stesso Consiglio lo approverà e passerà
ai singoli Stati per la ratifica. Secondo la relazione che ha
accompagnato l'approvazione di questo protocollo, i siti razzisti
nel mondo sarebbero 4 mila (2500 solo negli Usa).
Dopo la possibilità che il "grande orecchio" (su telefoni e tutte le
comunicazioni via telematica) sia uno dei metodi di controllo che le
autorità di polizia utilizzeranno per garantire la nostra sicurezza,
non ci
si poteva aspettare di meglio.
Il fatto che gli Usa siano il luogo in cui la maggior parte dei siti
Internet accusati di razzismo, trovino spazio, non fa riflettere
nessuno?
Sarà bene ricordare il primo emendamento della Costituzione
americana, in forza del quale, ogni tentativo di soppressione di
queste forme di espressione, è sempre vanificato: "Il Congresso non
potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi
religione, o per proibirne il libero culto; o per limitare la
libertà di parola o di stampa; o il diritto che hanno i cittadini di
riunirsi in forma pacifica e di inoltrare petizioni al Governo per
la riparazione di torti subiti".
E non è che negli Usa chi gestisce siti in odore di razzismo se la
passi tanto bene. Procedimenti giudiziari per questo o per
quell'altro motivo sono all'ordine del giorno, ma mai l'autorità si
sogna di impedirgli di comunicare con la chiusura del sito,
limitandosi a perseguire lo specifico
reato che viene contestato e riconosciuto tale. È un metodo di
giustizia e civiltà che ha fatto sì che quel Paese è stato e
continua ad essere terra d'asilo per tutti i perseguitati del mondo
e per le loro idee.
Un esempio che non va sottovalutato nel considerare, invece, quello
che le nostre autorità europee considerano invece il metodo per
eccellenza contro il razzismo: la censura. La censura buona contro i
cattivi che, sicuramente, se avessero loro il potere eserciterebbero
altrettanto censura che
considererebbero buona. Cioè chi ha il potere stabilisce cio' che è
buono e cio' che è cattivo, anche per la coscienza e la cultura
degli individui.
Un metodo che riconduce l'esistenza degli esseri umani ad una lotta
continua per il potere che, conquistatolo, lo si esercita
schiacciando chi la pensa diversamente. E non c'è molta differenza
che questo avvenga in uno Stato autoritario o in una democrazia:
tutti condannerebbero la censura in uno Stato autoritario, e molti
l'accetterebbero perchè esercitata in una democrazia. Ma sempre
censura è!
O forse c'è ancora qualcuno che crede che impedendo a qualcuno di
parlare e di esprimersi possa cancellare il suo pensiero, per
ignominioso che possa essere considerato? Povero illuso. Così come
povere illuse sono le istituzioni europee che si apprestano a
decidere il bando di alcune idee: non faranno che facilitare il loro
risorgere (sicuramente in maniera clandestina, cruenta e anche
violenta) piuttosto che il loro lento estinguersi per incapacità di
attecchire sulle coscienze degli individui.
Ma non è escluso che i nostri governanti europei abbiano una
limitata fiducia in queste coscienze degli individui, per cui si
sentono in diritto di dir loro cosa è giusto e cosa non lo sia,
piuttosto che reprimere quei comportamenti e quegli atti che, quando
si manifestano, ledono la libertà di altri.
È quanto fa la differenza fra un regime e la libertà. E forse, visto
che grossomodo è così negli Usa, studiare con più attenzione il
meccanismo e il fenomeno prima di legiferare sull'irreparabile, non
sarebbe una follia libertina.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

*****

L'Europa opta per la censura su internet

La convenzione contro il cybercrimine, già contestata, si
arricchisce del divieto di pubblicare siti antisemiti, razzisti o
xenofobi. Più facile chiudere che dialogare 30/09/02 - News - Roma -
La contestata Convenzione europea sul Cybercrimine, quella che
estende i poteri di polizia e di indagine e armonizza le attività
inquirenti tra i diversi paesi in tema di crimine informatico con un
occhio particolare sulla pornografia infantile, offre ora il fianco
a nuove critiche in materia di censura.
Come ampiamente previsto, l'Assemblea parlamentare del Consiglio
d'Europa, che raccoglie gli stati della UE, la Turchia e altri 17
paesi europei non appartenenti all'Unione, ha votato un protocollo
di "tolleranza zero" verso quei siti che contengono e pubblicano
materiali considerati razzisti, antisemiti oppure xenofobi.
La nuova mossa censoria, che sembra sottolineare l'incapacità di
destrutturare le folli tesi degli autori di quei siti, tende a
rendere illegali contenuti che sulla rete non hanno fatto altro che
moltiplicarsi negli ultimi anni. Vista la difficoltà di impedire la
circolazione delle idee in rete, a molti non appare ancora chiaro
quale sia il senso "di governo" nella determinazione appena assunta.
Il protocollo non è in sé già operativo in quanto, per esserlo,
dovrà essere approvato dal Comitato dei ministri del Consiglio
d'Europa: da questo organismo dipenderà il "passaggio" del
protocollo ai singoli paesi per la sua ratifica.
A giustificare la posizione del muro-contro-muro ci ha pensato il
relatore spagnolo Ignasi Guardans, secondo cui di siti
razzisti "oggi ce ne sono circa 4mila, 2500 dei quali negli USA".
Proprio gli USA sono stati più volte accusati di eccessiva
liberalità nello scegliere di non perseguire quei
siti, protetti dal Primo Emendamento della Costituzione americana,
quello sulla libertà di espressione. Sarà interessante studiare
proprio la reazione degli USA al protocollo, visto che gli States
hanno già deciso di aderire alla Convenzione sul Cybercrime nel suo
complesso e che una forte polemica ègià in corso proprio su questo
punto.


ARTICLES ON 9-11 AND U.S. IMPERIAL STRATEGY
http://emperors-clothes.com/indict/911page.htm

"AIDS Is U.S. Government Creation"
1971 Photo Proves AIDS Is U.S. Government Creation
"An American civil rights activist may have "irrefutable proof" the
U.S. government engineered the AIDS virus to get rid of African-
Americans and other minorities."
http://www.boydgraves.com/news/101102.html

Silvio Berlusconi Fans Club. Pour le fun évidemment!
http://www.silvioberlusconifansclub.org/main.asp

American State Terrorism and Wars.
Chronology of American State Terrorism Our real task in the coming
period is to devise a pattern of relationships which will permit us
to maintain this position of disparity [U.S. military-economic
supremacy]... To do so, we will have to dispense with all
sentimentality and day-dreaming... We should cease to talk about
vague and...unreal objectives such as human rights, the raising of
the living standards, and democratization. The day is not far off
when we are going to have to deal in straight power concepts. The
less we are then hampered by idealistic slogans, the better. George
Kennan, Director of Policy Planning U.S. State Department 1948
http://free.freespeech.org/americanstateterrorism/ChronologyofTerror.
html
Chronology of American State Terrorism

http://intellit.muskingum.edu/intellsite/covertaction_folder/covertac
tionafgh.html
Blowback from the Afghan Battlefield (CIA backing of Islamic
radicals)

http://www.fas.org/man/crs/crs_931007.htm
234 Instances of Use of United States Forces Abroad, 1798-1993

http://www.swans.com/library/art6/zig055.html
A Century of U.S. Military Interventions, 1890-1999

http://members.aol.com/bblum6/American_holocaust.htm
Killing Hope: U.S. Military and CIA Interventions Since WW II

http://www.mbay.net/~jenvic/vfp/mar22.htm
Who Are the REAL Terrorists? A Chronicle of U.S. Military
Interventions

http://www.execpc.com/~forpolcy/warcrmbl.html
Brief Bibliography for U.S. War Crimes (Foreign Policy Watchdog)

http://www.consortiumnews.com/archive/lost22.html
U.S. History of War on Civilians

http://www.southendpress.org/books/titles6.shtml#theus
The U.S. Invasion of Panama - The Truth Behind Operation 'Just Cause'

http://www.twf.org/Library/WaronIslam.html
The War on Islam ($500 billion spent fighting Islamic fundamentalism)

http://www.thegrid.net/clear/ciaworldtour.htm
CIA Incursions Throughout the World (Iran, Cuba, Chile, dozens...)

http://www.covertaction.org/full_text_69_01.htm
U.S. Military and Corporate Recolonization of the Congo

http://www.consortiumnews.com/archive/lost6.html
Lost History: Marcos, Money & Treason

http://www.consortiumnews.com/archive/lost17.html
Lost History: Contras, Dirty Money & CIA

http://www.fair.org/press-releases/racak.html
Media Ignore Questions About Incident That Sparked Kosovo War

http://emperors-clothes.com/articles/choss/fin.htm
Washington Finances Ethnic Warfare in the Balkans by Michel
Chossudovsky

http://www.users.bigpond.com/nlevine/alliance.html
The Long Secret Alliance Uncle Sam and Pol Pot - John Pilger

http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0896081346/ref=lm_lb_10/103-
5800383-6231825
Real Terror Network: Terrorism in Fact and Propaganda (Edward Herman)

http://www.amazon.com/exec/obidos/ASIN/0521794765/qid=994985254/sr=1-
4/ref=sc_b_4/103-5800383-6231825
The War for Palestine: Rewriting the History of 1948


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IN LIBRERIA

RIVISTA "INDIPENDENZA", n. 12, giugno-luglio 2002


www.rivistaindipendenza.org

Sommario:

–Diktat `europei', conflittualità sociale, ipocrisia `patriottica'

–Cartolarizzazioni di Stato - ovvero la speculazione privata su
proprietà collettive

–Il sindacato `concertativo'. "Libro bianco" e art. 18

–Culture e diritti. Differenze e multiculturalismo

–Note critiche alla "Bossi-Fini" sull'immigrazione

–Genesi ed attualità del fenomeno degli intellettuali

–Capitalismo `italiano' ed unificazione europea

–Genova (per noi) un anno dopo

–La lira degli intrallazzi (I^ parte)

–Europa: dalla mistificazione al dogma

–Americanizzazione giuridica in Europa

–La religione tra individuo e società

–Euskal Herria/ Madrid: "Illegalizzare l'indipendentismo basco"

–Irlanda del Nord/ Lealismo e `Guerra Sporca' – i nodi
dell'applicazione dell'"Accordo del Venerdì Santo"

–Lettere



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Versione articolata del sommario:


Diktat `europei', conflittualità sociale,
ipocrisia `patriottica'L'editoriale è disponibile sul sito
www.rivistaindipendenza.org

Cartolarizzazioni di Stato – ovvero la speculazione privata su
proprietà collettiveUna tecnica finanziaria made in USA. Introdotta
con molta discrezione dal centrosinistra, è rilanciata dal
centrodestra. Al fine di rastrellare capitali –necessari anche per
adempiere gli obblighi europei– si cedono attività finanziarie (ad
esempio un credito, ma non solo), attività reali (come un immobile)
financo sono dati in pegno o in usufrutto od anche venduti beni
culturali, di interesse storico ed artistico, o ambientali.
L'articolo tratteggia modalità e prospettive di un provvedimento
inquietante e penalizzante la collettività.Il
sindacato `concertativo'. "Libro bianco" e art. 18

Una messa a punto dello stato delle cose nel mondo del lavoro,
all'insegna di una continuità operativa, nelle politiche di merito,
tra centrosinistra e centrodestra. A partire dallo sciopero generale
del 16 aprile scorso, alcune considerazioni sul ruolo del sindacato
concertativo, sul significato del Libro bianco –attribuito a Maroni,
in realtà elaborato dai consulenti del precedente ministro del
Lavoro, di centrosinistra, Treu–, notazioni sull'art. 18 dello
Statuto dei lavoratori, una disamina dei punti che
istituzionalizzano ulteriormente la precarietà, riflessioni sul
sindacato del Duemila con alcune conclusioni (provvisorie)
propositive.Culture e diritti. Differenze e multiculturalismo

Stante il rigetto per misure di polizia –ingiuste prima ancora che
inefficaci– a fronte dei fenomeni migratori, si articola un punto di
vista teorico sul tema. Non convincono né l'astratta valorizzazione
delle differenze (che sovente sottende una concezione statica e
separata delle culture e spesso si accompagna alla messa in
subordine dei diritti sociali e civili), né la ricetta
multiculturalista (che vorrebbe subordinare cultura a diritti, ma
alla fine nega culture ed avalla la precarietà dei diritti). Se
entrambi questi approcci finiscono con il risultare –per come
vengono propugnati e nelle loro applicazioni effettive– proiezioni
dell'essenza della società americana, funzionali e interni alla
direttrice impressa dall'imperialismo dominante, i loro limiti non
devono rimuovere il fatto che originano da validi fondamenti,
assolutamente da valorizzare in una ben diversa prospettiva che
passa attraverso una loro ridefinizione radicale e relativa
(reciproca) interferenza dialettica.Note critiche alla "Bossi-Fini"
sull'immigrazione

Si sottopongono a critica radicale i principali stereotipi in tema
di immigrazione: l'effettiva opzione (socio-economica) strategica –
l'immigrato come risorsa– ed il suo supporto tattico ideologico –
l'artificiosa distinzione tra immigrato regolare e immigrato
clandestino–. La critica ai nodi principali della "Bossi-Fini" non
dimentica che il suo asse di fondo s'inserisce nel solco tracciato
proprio dalla precedente normativa di centrosinistra, la
cosiddetta "Turco-Napolitano". Genesi ed attualità del fenomeno
degli intellettuali

Di fronte ad alcuni episodi concernenti un certo ritorno di una
sorta di protagonismo degli intellettuali, sia a livello
storicamente serio (la denuncia della globalizzazione, della guerra
e dell'arroganza imperiale americana da parte di Noam Chomsky, José
Saramago ed altri), sia a livello storicamente e politicamente
grottesco (Nanni Moretti, girotondari e anti-berlusconiani, ecc.),
Costanzo Preve ritiene opportuno riproporre una riflessione più
generale sul "fenomeno degli intellettuali". I paragrafi dello
scritto: 1) Gli intellettuali, l'Illuminismo ed il mito della
presunta "organicità" alla Borghesia; 2) Il mito marxista
dell'intellettuale organico del proletariato, figlio
dell'incantesimo dell'analogia storica; 3) La concezione
dell'intellettuale libero da legami classistici al servizio
dell'intera umanità; 4) Gli intellettuali e la denuncia degli
effetti umani e sociali della cosiddetta globalizzazione; 5) Il
protagonismo anti-berlusconiano degli intellettuali italiani della
primavera del 2002; 6) Osservazioni
conclusive.Capitalismo `italiano' ed unificazione europea

Il processo d'unificazione europea, oltre ad aver posto le premesse
per la demolizione dello Stato sociale, ha comportato, in Italia, la
fine del capitalismo monopolistico di Stato e l'americanizzazione
del sistema finanziario. Si sono strette ulteriormente le maglie
della dipendenza dagli interessi statunitensi: infatti, seppur in
uno scenario `di fase' diverso, l'odierno processo d'unificazione
europea prosegue nel solco tracciato dai molto interessati `aiuti'
del Piano Marshall del dopoguerra e dall'istituzione del Mercato
Comune Europeo. Nell'articolo se ne circostanziano i passaggi più
significativi.Genova (per noi) un anno dopo

Una circostanziata informazione su cos'è il "CS" ed una denuncia
degli effetti di questo gas tossico, presente nei lacrimogeni usati
a Genova in quantità industriale. La lira degli intrallazzi (I^
parte)

Uno studio circostanziato che l'autore –Nicola Zitara– svolge
ripercorrendo la funzione svolta nel Sud Italia dalla
lira, "strumento mistificatorio con cui il sistema padano realizzò
il drenaggio delle risorse disponibili nel Meridione conquistato,
determinando il completo annichilimento delle sue capacità
produttive, l'impaludamento di contrasti sociali vecchi ormai di un
secolo e lo squinternamento della morale pubblica, che già faceva
acqua da più parti". Una interessante analisi a dimostrazione di
come la moneta, ogni moneta, non sia mai uno strumento neutro, ma il
riflesso di un rapporto di forza che si esplica in quello di
scambio. Tanto più `illuminante' con l'introduzione/imposizione
dell'euro. Europa: dalla mistificazione al dogma

Europa: "una parola passe-partout che si vorrebbe far passare come
una certezza, almeno come dato di fondo, in realtà un colossale
luogo comune, privo di fondamenta certe. Un'approssimazione
culturale-territoriale a una `idea' di "civiltà" divenuta dogmatica
e posta paradossalmente oltre il tempo e lo spazio". Se ne
demistifica il senso, ripercorrendo la storia di questa parola e dei
suoi significati.Americanizzazione giuridica in Europa

Nel processo di costruzione dell'ordinamento giuridico comunitario
dell'Unione Europea sono in gioco modi di vita, tradizioni, culture,
indipendenze, nonché un pezzo importante della sovranità. Un sistema
di regole che non casualmente si accompagna all'importazione
acritica di schemi socioeconomici ed organizzativi tipici del mondo
anglosassone. C'è chi paventa più danni che vantaggi in contesti
culturali e sociali profondamente diversi come quello italiano
ed `europeo' in generale. Se ne parla con Paolo Maddalena, esperto
di diritto romano.

La religione tra individuo e societàUn contributo di chiarezza
metodologica –questo l'intento dell'autore– sul tema dei rapporti
fra il fenomeno religioso, l'individuo moderno e la società
contemporanea, tra i più trattati dalla saggistica e dalle scienze
sociali. I paragrafi dello scritto: 1) L'approccio tradizionale al
tema della religione: vera o falsa?; 2) La religione, unità
dialettica di significato di senso per l'individuo e di identità per
la comunità; 3) La tradizione marxista e la concezione
riduttivistica della religione: ateismo e messianesimo
rivoluzionario; 4) L'individuo moderno ed il suo rapporto con la
religione e con la filosofia; 5) La religione e le identità
comunitarie oggi; 6) Osservazioni conclusive.Euskal Herria/
Madrid: "Illegalizzare l'indipendentismo basco"

Si sta consumando l'operazione di illegalizzazione di Batasuna,
referente –indipendentista e socialista– di un insieme di
organizzazioni che compongono la sinistra abertzale (patriottica).
Una forza politica di tutto rispetto, la seconda sul territorio
basco, con oltre 250.000 voti su un totale di 2 milioni di aventi
diritto, con attualmente circa 1000 eletti tra consiglieri, sindaci,
parlamentari (uno anche al parlamento europeo). Quanto sta accadendo
in Euskal Herria –con l'avallo sostanziale dell'Unione Europea e
buona pace degli sbandierati princìpi del diritto dei popoli
all'autodeterminazione– qualifica la natura e l'attitudine politica
del governo spagnolo. La questione basca si rivela anche come utile
filtro per meglio prendere coscienza sulla natura sedicente
democratica dell'Unione Europea.Irlanda del Nord/ Lealismo e `Guerra
Sporca' – i nodi dell'applicazione dell'"Accordo del Venerdì Santo"

Uno sguardo al campo unionista-lealista ed ai legami tra le sue
frange paramilitari e gli apparati di repressione britannici, sullo
sfondo del cosiddetto `processo di pace' dalle prospettive quanto
mai incerte. "Quel che è certo, è che la valenza della causa
repubblicana ha ricadute che vanno ben oltre la verde isola
d'Irlanda".Lettere (Europa, democrazia e questione nazionale; Europa
e americanizzazione giuridica; Piroette sinistre sull'art. 18;
P.R.C. e New Global: l'estrema sinistra dell'Impero;
Sull'antiamericanismo di estrema destra; Sui fatti repressivi di
Napoli - marzo 2001; 1/ Irritazione `padana'; 2/
Irritazione `padana'; Le paure di "Indipendenza"). Ad alcune si
accompagnano riflessioni redazionali.

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APPUNTAMENTI

Tavola rotonda sull'Iraq
26-11-2002
Martedì 26 novembre alle ore 17, presso la Sala Grande ex Hotel
Bologna a Roma, Fazi Editore, in collaborazione con "Limes" e il
Consorzio Italiano Solidarietà, organizza una tavola rotonda dal
titolo "L'Iraq e le armi di distruzione di massa: una minaccia
reale?". Oltre alla presenza di varie autorità politiche e non, da
sottolineare la partecipazione di Scott Ritter, ex capo degli
ispettori dell'Onu, in Italia per la presentazione del libro Guerra
all'Iraq (Fazi Editore).

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LETTERA D'INFORMAZIONE 23 novembre 2002 - a. I, n. 13 SOMMARIO PENSIERO "GUERRA AL TERRORISMO" E DINTORNI Almeno sette dei presunti dirottatori suicidi del WTC...
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