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Banalizzare una banalità: è impossibile ma diventerà reato   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #38 di 999 |
La ricerca storica e i miracoli concettuali della Commissione Europea

Banalizzare una banalità: è impossibile ma diventerà reato


di Mr Hyde


In un clima da "Giornata della Memoria" 365 giorni l'anno, giovedì
19 febbraio il Parlamento europeo ha ospitato l'ennesima puntata di
una telenovela che va in onda da sessant'anni, ma che in questi
ultimi tempi viene riproposta - con sempre nuove ed inedite trovate
ad effetto - ad un ritmo parossistico, intollerabile anche per il
più misurato dei caratteri.

Di fronte ad un'assemblea riformata in Gran Sinedrio dell'ebraismo
internazionale (che, da apolide qual era quando la telenovela ebbe
inizio a fine 800, oggi dispone di una base territoriale, il
cosiddetto "Stato d'Israele"), il Mortadellone di Bologna – sul cui
capo pende l'accusa di aver maneggiato con leggerezza certi sondaggi
(ammesso che tutta la storia non sia stata una pantomima per
sollevare il "caso"), il Mortadellone, dicevamo, ha condannato per
la milionesima volta l'"antisemitismo" assimilandogli talune
critiche allo Stato d'Israele e rassicurando i molti rabbi presenti
che presto l'UE adotterà "provvedimenti concreti" (come già promesso
dall'omino omonimo dei tortellini nel corso dell'epocale vergognosa
tournée) affinché non sia più possibile "banalizzare
l'olocausto", "pietra fondante" (assieme alle "radici giudaico-
cristiane"?) dell'Europa che egli e i suoi burocrati stanno
massacrando per conto di chi li ha insediati sul seggiolone di
Bruxelles (senza che nessuno li abbia mai eletti).

"Provvedimenti concreti" affinché non sia più possibile "banalizzare
l'olocausto", in parole povere significa Eurogalere a fauci
spalancate per tutti coloro che – a discrezione di chi dovrà
stabilire l'avvenuto reato di "banalizzazione" – saranno indicati di
volta in volta al pubblico ludibrio quali perturbatori della Morale
Unica Europea, ovvero della Religione dell'Olocausto; religione
parodistica ricalcata sul concetto di Messia che presto – dopo le
prove tecniche liturgiche - avrà anche il suo tempio in Roma, ovvero
il Museo dell'Olocausto, per il cui finanziamento – caso unico nella
storia – la televisione di Stato, nel corso della "Partita della
memoria", ha fatto scorrere in sovrimpressione gli estremi bancari
per far versare l'obolo a "gentili" cotti a puntino: mica se lo
fanno con i loro soldi il museo… chiamali scemi!

Chi ha già sentito parlare di "Mandato di cattura europeo" (agognato
dai masochisti malati di antiberlusconite cronica) avrà già fatto
due più due, e cioè che non ci sarà neppure bisogno che il reato
di "banalizzazione dell'olocausto" venga introdotto nei codici
penali di ogni singolo Paese incluso nell'UE; basterà così che il
sig. Rossi, autore di studi sulle persecuzioni antiebraiche nella
Germania hitleriana non dotati dell'imprimatur della casta degli
storici cortigiani, si trovi a spasso per Parigi o Berlino e che un
magistrato locale punti a far carriera, e per lui avrà inizio
un'autentica Via Crucis.

Il sig. Rossi dell'esempio, è bene dirlo, vive in un Paese che al
momento ha `solo' la Legge Mancino, la quale non permette - pena la
galera - d'intavolare alcun discorso politico impostato sulle
differenze etniche o religiose, o semplicemente di esprimere
pubblicamente un rifiuto della cosiddetta "società multietnica" made
in Usa, oppure la superiorità di una religione rispetto ad un'altra
(anche se per la denigrazione dell'Islam pare esistere
un'eccezione…). Ma a tutt'oggi, per fortuna (probabilmente perché il
Vaticano tiene duro), in Italia uno studioso può affrontare il tema
delle persecuzioni antiebraiche nella Germania hitleriana giungendo
sano e salvo alle conclusioni cui la sua ricerca lo conduce; e se
alla fine dell'esame di tonnellate di documenti, di studi
demografici, di testimonianze e di perizie tecnico-chimiche giunge
alla conclusione che gli ebrei morti furono al massimo alcune
centinaia di migliaia e, per di più, non per l'utilizzo delle
famigerate camere a gas, nessun giudice lo spedisce in galera. Per
lui, adesso, c'è solo la morte civile: nessuna cattedra
universitaria, nessuna grande casa editrice, nessun finanziamento,
diffamazione della propria persona e travisamento dei risultati
delle proprie ricerche, rischi per l'incolumità fisica sua e dei
suoi familiari. Ma per i fautori della Religione dell'Olocausto
questo è ancora poco.

Naturalmente la maggioranza del gran pubblico non conosce una riga
degli studi degli storici "revisionisti" (e non "negazionisti",
poiché nessuno nega che persecuzioni vi siano state). La situazione
non migliora neanche tra gli studenti universitari, che, anzi,
portati come sono a credere di essere dei gran cervelloni, sono
quanto mai refrattari ad ogni cosa venga ad intaccare questa loro
certezza inculcata sin dall'asilo a colpi di proiezioni, ricerche,
seminari, deportazioni ad Auschwitz (e mai ad altri campi dove gli
ebrei non erano maggioranza, per non parlare dei campi sovietici o
delle città rase al suolo dai "liberatori" democratici). Il tutto si
consuma a danno della formazione di una cultura degna d'esser
chiamata tale, perché non si venga a dire che la scuola, rimpinzando
di banale propaganda i nostri ragazzi, svolge il ruolo di
dispensatrice di cultura. In queste fabbriche d'indottrinamento
della nostra gioventù s'insegna perciò che una sequela di banalità
quali i 6 milioni 6, le camere a gas e i dogmi accessori del mito
dell'olocausto ebraico è giusto che vengano sottratti ad ogni
discussione razionale e messi sotto chiave, per legge, mentre per
tutto il resto dello scibile umano si dice che è ammessa la critica,
anche radicale.

In questo teatro dell'assurdo, ogni banalità, dalle testimonianze
più inverosimili alle impossibilità pure e semplici, assurge al
rango di prova documentale, con buona pace del metodo storico. Con
il reato di "banalizzazione dell'olocausto" i magistrati lavoreranno
a braccetto con gli storici di regime, consulenti dell'accusa per
giustificare il già deciso in partenza (questo, a dire il vero, è
già accaduto alcuni anni nel processo contro il Fronte Nazionale), e
non si capisce quindi perché, a quel punto, su Napoleone non saranno
abilitati scrivere la parola definitiva ed indiscutibile solo i suoi
discendenti, sul Fascismo solo i reduci della Rsi, sull'Islam solo
dei gran mufti nominati direttamente alla Mecca. Logica conseguenza
sarebbe la fine della Storia, consegnata per sempre in volumi pieni
zeppi di banalità. Banalità per gente che serve banale in un mondo
dov'è reato anche l'impossibile: la banalizzazione di una banalità.





Mer 25 Feb 2004 11:08 pm

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Inoltra Messaggio #38 di 999 |
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