Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
lettera_informazione · Lettera d'Informazione
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi cercare nel gruppo tutti i messaggi inviati.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Shiva e Dioniso   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #45 di 999 |
Shiva e Dioniso

Alain Danielou


L'intervista che pubblichiamo uscì sulla rivista francese "REBIS -
revolution sexuelle et tradizion" nell'autunno del 1980.

Nel corso di quest'anno Alain Danielou è stato pesantemente,
volgarmente e meschinamente oltraggiato dal quotidiano
cattolico "AVVENIRE", ricordiamo che il quotidiano è l'organo di
stampa della C.E.I. cioè della Conferenza Episcopale Italiana. Come
al solito i monoteisti sono incapaci di rispondere e contraddire le
affermazioni di chi non si piega alla miseria ed alla meschinità del
Dio unico.
I monoteisti, nella loro versione cattolica, non hanno esitato
affermare che le sue tesi si possono considerare fonte di
ispirazione per alcuni fatti di cronaca nera; non esiste neanche la
necessità di rispondere a simile affermazioni. Conosciamo e
ricordiamo benissimo la capacità degli inquisitori monoteisti di
inventare accuse per il solo piacere di riscaldare il loro cuore
alla vista di qualche rogo.
Il nostro è un piccolo contributo alla conoscenza di Alain Danielou.

Nato a Parigi nel 1907, ALAIN DANIELOU è senza dubbio il francese
che più' ha vissuto in famigliarità con l'India e che la conosce
meglio, per averci abitato per lungo tempo.

Dopo gli studi in FRANCIA e negli STATI UNITI, egli si consacra
prima alla musicologia, viaggia in AFRICA del NORD, nel vicino MEDIO
ORIENTE, in CINA, GIAPPONE e INDONESIA, poi si stabilisce in INDIA,
subito a SANTINIKEN, poi a BENARES, dove per più di vent'anni egli
studia il SANSCRITO, la musica e la filovia delle scuole
d'insegnamento tradizionale.

Conosce il sanscrito e parla correntemente l'hindi. Egli ha riunito
una collezione unica di manoscritti sanscriti sulla musica. Nel 1949
è nominato professore incaricato di ricerche presso l'università di
BENARES.

Nel 1954 prende la direzione a MADRAS del CENTRO RICERCHE DELLA
BIBLIOTECA di AYDAR, una delle più ricche dell'India.

Nel 1956 è membro dell'istituto FRANCESE D'INDIOLOGIA DE PONDICHERY,
prosegue i suoi viaggi e le ricerche dall'Indocina all'Iran, dove
registra per la prima volta i più antichi monumenti della musica
tradizionale .

Diviene nel 1959, addetto alla scuola FRANCESE D'ESTREMO ORIENTE a
PARIGI e, nel 1960, consigliere del CONSIGLIO INTERNAZIONALE DELLA
MUSICA(UNESCO). Dirige per parecchi anni l'ISTITUTO degli STUDI
CORPORATIVI della MUSICA a BERLINO e a VENEZIA, così come le
antologie UNESCO della musica dell'ORIENTE e delle origini musicali.

Come è noto ha scritto: YOGA, METODO E REINTREGATION (L'ARCHE 1952
e1973; POLYTHEISME HINDOU (Bouchet-chastel, 1960 E 1975); L'EROTISME
DIVINISE (Bouchet-chastel, 1963); LA SCULPTURE EROTIQUE HINDOUE
(Bouchet-chastel, 1973); LES QUATRE SENS DE LA VITE (Bouchet-
chatel , 1976); LE TEMPLE HINDOU (Bouchet-chestel, 1977 ):

-GEORGES GODINET: Alain Danielou, perché aver intitolato il vostro
ultimo libro: "SHIVA E DIONYSOS"? Cosa avete cercato di dimostrare
mettendo sullo stesso piano il shivaismo e il dionisismo?

-ALAIN DANIELOU: Questo titolo è l'espressione di una realtà
storica. Io sono, di formazione interamente indù. Ho conosciuto e
vissuto l'induismo e, in particolare, il shivaismo durante una gran
parte della mia vita e, quando sono tornato in Occidente, sono stato
molto sorpreso dagli evidenti parallelismi. Ciò m'ha indotto a
chiedermi da dove veniva ciò che questo significava. Sembrava che,
praticamente, non ci fossero delle differenze in ciò che avevano
potuto essere le origini dei culti dionisiaci e in ciò che è
sopravvissuto del shivaismo indiano.

-C.G.: In questa occasione, avete aspramente denunciato ciò che voi
chiamate "l'illusione MONOTEISTA". Per quale ragione?

-A.D. : Si tratta semplicemente d'una concezione che non corrisponde
alla realtà del mondo. Ci sono delle persone che sono giunte persino
a presentare il monoteismo come la più grande invenzione dello
spirito umano. In fondo il MONOTEISMO è una specie di costruzione
logica, semplicistica, che evita di provare e comprendere la natura
del mondo e tutto ciò che esiste come fenomeno tanto naturale come
soprannaturale. è una semplificazione aberrante che ha avuto un
effetto pericoloso e nefasto nella evoluzione dell'umanità.

-G.G.: Questa azione molto nefasta appariva particolarmente nel
dominio della sessualità...

-A.D.: L'idea inverosimile d'un Signore con barba che avrebbe creato
l'universo e che si interesserebbe a fare degli editti, delle
restrizioni sul comportamento umano nei suoi bisogni più essenziali,
non mi pare una cosa molto seria . Tutto ciò che è restrizione al
piacere di vivere, agli istinti che ci hanno dato gli dei, emanati
per delle ragioni sociali, convenzionali o come mezzo di dominio e
tirannia, non ha niente a che vedere con una ricerca del divino né
delle comprensione del mondo. Noi sappiamo molto bene che tutte le
tirannie sono fondamentalmente anti-erotiche. Non possono essere
anti-alimentari perché' i tiranni non avrebbero allora più schiavi .
Non si può impedire alle persone di respirare, di mangiare, ma si
può loro impedire di avere una vita sessuale, di possedere il
piacere.
Perché escludere l'amore, che è probabilmente l'espressione più
vicina agli aspetti superiori dell'esistenza, e ugualmente ciò che
c'è di più fondamentale dal momento che, come dicono gli Indù,
l'uomo non è che il portante (portatore) DEL SUO SESSO. In fondo
tutto è organizzato nel mondo, attorno a questa funzione
essenziale . Probabilmente è questa l'immagine più vicina al
creatore.

- G.G.: Voi avete parlato del vostro libro, sempre a proposito del
monoteismo, di "TIRANNIA PATRIARCALE", dove il proprio sarebbe la
persecuzione della sessualità. Ma lo shivaismo non ha una
connotazione patriarcale o perlomeno, fortemente maschile?

-A.D. : No, perché, fondamentalmente, dallo shivaismo voi non potete
escludere il tantrismo . Il culto della Dea è parallelo al culto del
principio maschile . Ad ogni modo la sessualità, essendo l'unione
dei principi, non può avere delle preferenze per l'uno o per
l'altro .

-G.G. : Tuttavia, questo contraddice un po' ciò che voi scrivete
nella "Scultura erotica indù", dove voi affermate che è necessario
che uno dei due principi vinca l'altro . Ora nello shivaismo, sembra
che questo sia il principio fallico che supera il culto
della "yoni".

- A.D. : Questa è una questione di livello. Tutto dipende dalla
parte da cui si affronta un problema unico. Non ci possono essere
delle opposizioni. Tutta una parte dell'India non si interessa che
alla dea e tutta un'altra da il predominio al principio maschile. Ma
il culto di KALI è diffuso quanto il culto di SHIVA . Entrambi fanno
parte della stessa forma di pensiero.

-G.G.: Desidererei, giustamente, che voi precisiate le differenze
fondamentali che separano shivaismo e tantrismo.

-A.D. : Non ce ne sono dal punto di vista del pensiero fondamentale,
non c'è una filosofia shivaita differente dal tantrismo, come non
esiste uno shivaismo indipendente dallo yoga. Questo forma un tutto.
Ciascuno secondo le sue tendenze, la sua natura, ricerca una strada
differente da quella degli altri. Ma tutte le Vie conducono alla
stessa meta. Per realizzare il proprio destino nella creazione,
ognuno deve cercare di comprendere la propria natura e sforzarsi di
realizzarla.

-G.G. : Come spiegare dei testi tratti da "SHIVA PURANA" come
questo: " Nel Kaly-Yuga, la venerazione del fallo è ciò che esiste
di più efficace nel mondo" - Forse con la strada della MANO SINISTRA
del Tantrismo si gira verso il polo femminile del mondo?

-A.D. : Attenzione! Ciò che si chiama fallo in India è uguale
all'emblema di Shiva, il "lingam" è tutto di per sé stesso chiuso
nella "yoni". Non si venera l'uno indipendentemente dall'altro.
Questo dice: esistono sempre le due vie. Può essere, in un certo
senso, il principio maschile è più orientato verso un certo
ascetismo e il culto del principio femminile (e qui bisogna fare
attenzione: si tratta del culto del principio femminile attraverso
elementi maschili) è piuttosto orientato nel tantrismo, verso alcune
forme di realizzazione materiale, più pratiche.Non bisogna
dimenticare che, malgrado tutto, il principio femminile è il
contrario del principio maschile . è L'ESATTO OPPOSTO. E ciò è la
riunione dei due opposti che produce la scintilla .

- G.G. : Il Tantrismo non è più tardivo dello shivaismo?

-A.D. : No, io non credo. L'uno e l'altro escono da esperienze
animiste . L'uno scandaglia l'esperienza del soprannaturale
attraverso le forme del mondo, attraverso la materia, le piante, gli
animali, gli esseri umani, e li rappresenta sotto un certo aspetto .
Seguendo la sua natura, ciascun individuo, tende a rappresentare
l'invisibile sotto un certo aspetto piuttosto che sotto un'altro. Si
ritrova questo contrasto dappertutto . D'altronde le divinità
femminili diventano in alcune civiltà maschili, le divinità maschili
diventano femminili: questi scambi rappresentano tuttavia sempre
delle differenti tendenze. Per esempio, nell'induismo classico,
quando il principio femminile è mascolinizzato e diviene Visnu, non
vuol dire che l'attitudine generale dei visnuisti non sia assai
vicino al shaktismo.

-G.G.- Arriviamo a parlare del principio femminile. Qual'è il posto
della donna nell'India? ècambiato secondo i periodi storici oppure
c'è una costanza?

-A.D.: C'è per forza una costanza. è un po' come se mi domandaste se
il ruolo di tigre e il ruolo di capriolo sono cambiati nel corso
della storia. C'è uno che mangia l'altro. Questo è l'ordine della
natura.
Le differenze di natura tra un essere femminile e uno maschile sono
profonde, salvo verso il punto ideale dove sono androgini. Il ruolo
della donna o dell'uomo attraverso il rapporto l'uno a l'altro, è in
fondo una questione di convenzioni sociali. Ci sono in India alcune
società che sono matriarcali e ciò funziona molto bene; ce ne sono
altre che sono patriarcali e questo funziona altrettanto bene. Che
la proprietà o i diritti civili favoriscano la donna o l'uomo, non
ha un granché a vedere con il ruolo magico, in qualche modo, del
loro ricongiungimento.

-G.G. : Quali sono state le conseguenze sul piano sociale,
dell'influenza mussulmana? In quale parte dell'India questa
influenza si è principalmente manifestata?

- A. D.: Evidentemente l'Islam ignora il ruolo della donna. è ad un
tratto la degradazione del principio femminile.Che l'erotismo giochi
un ruolo nell'Islam, è inevitabile in una società qualunque essa
sia . Ma, sperimentalmente, in ogni caso nell'India, sotto
l'influenza mussulmana, la donna ha perso tutti i suoi privilegi.
Essa è diventata un oggetto. è una comodità che serve a fare dei
figli, dei bambini. L'Islam è evidentemente una delle società tra le
più antifemministe che ci siano. L'unione dei sessi nel mondo
islamico non ha il carattere magico e sacro che questa ha presso gli
Indù

-G. G. - Come spiegare ad uno spirito europeo moderno in che cosa
l'atto d'amore può essere utilizzato come mezzo per ritornare al
principio, di entrare in contatto diretto con Dio?

- A. D. - C'è un detto prettamente occidentale che dice : "Non c'è
Santo senza passato e non c'è peccatore senza futuro". Ciò vuol dire
che delle persone che non hanno l'esperienza di ciò che è l'amore
sotto le sue forme più carnali, nelle sue esperienze maggiormente
estatiche, non sono del tutto preparate a trasporre ciò su di un
piano differente . Non c'è niente di più pericoloso, lo si sa
sufficientemente dalla storia, della gente che non ha esperienze
erotiche . Queste sono persone malefiche. Si sa molto bene che
Napoleone aveva un sesso infantile e che Lenin era impotente. Noi
abbiamo nell'occasione dell'atto procreativo - vuol dire
nell'occasione di ciò che è maggiormente vicino all'atto creatore -
un'esperienza di gioia, di voluttà, di felicità, che supera di molto
la ragione (essendo l'amore un godimento irrazionale) . Sembra
giusto comparare questa esperienza allo stato divino che è pura
gioia, pura voluttà . Infatti, l'esperienza dello stato mistico
evoca l'immagine dell'erotismo.

-G. G. - Come si colloca qui l'ermafrodita l" Ardhanarishvara ?

- A. D.: è una questione di livello nella gerarchia della creazione.
Tutte le religioni hanno una leggenda di un ermafrodito primordiale.
Eva è stata formata da una costola di Adamo, dunque Adamo era nello
stesso tempo maschio e femmina : era androgino. E l'esperienza più
profonda non è la realizzazione "in se stessa" di elementi maschili
e femminili. Poiché tutti gli esseri viventi provengono,
all'origine, da un essere androgino, resta sempre: non esiste alcun
uomo o donna che non abbia un elemento dell'altro sesso. Niente non
esiste dove i due aspetti non siano rappresentati: l'uno non può
esistere che dall'altro attraverso l'altro. In alcun momento, non
possono essere totalmente separati perché questo sarebbe la fine
dell'esistenza. E c'è, sicuramente, in certe esperienze magiche
mistiche, la ricerca di un ritorno allo stato androgino. Lo
sciamano, in tutte le religioni dove si pratichi lo sciamanismo, è
fondamentalmente androgino, ciò si esprime talora sotto forme più o
meno omosessuali: lo sciamano si veste da donna, prende un marito e,
in quel momento, acquisisce dei poteri magici. Si può realizzare
l'unione dei contrari in tutti i modi.

- G. G. : A proposito di pratiche omosessuali, non avete esitato a
scrivere che la delinquenza giovanile non esiste là dove l'amore
pederastico è la regola. L'unione dei... simili permetterebbe di
raggiungere lo stesso stato che l'unione dei contrari?

- A. D. : Ci sono ugualmente delle sette, dei gruppi, che
considerano che l'omosessualità è una forma più alta, nella misura
dove i due elementi sono,in qualche modo, molto più
intricati, "aggrovigliati". La polarità esiste sempre ad un certo
livello. La questione è di sapere se si sviluppa l'aspetto contrario
o se si accentua l'aspetto predominante . è una cosa molto curiosa
vedere che la concezione virile che si fanno gli Occidentali ignora
il periodo in cui il ragazzo è femminile e la ragazza è mascolina.
C'è un periodo omosessuale in tutti gli esseri ed è estremamente
pericoloso ignorarlo per ciò che concerne la formazione del
carattere. Si può arrivare a dire che le persone violentemente anti-
omosessuali sono malate.

- G. G.: Ma non è necessario educare la virilità in un ragazzo e la
femminilità in una ragazza al fine che la loro unione sia
maggiormente arricchita?

- A. D. : Nulla lo prova. Io credo che ciò sia completamente falso.
è una idea assurda, il fatto che dei bambini, in un certo periodo,
avrebbero delle tendenze nei riguardi del loro stesso sesso, non
lede assolutamente il loro sviluppo ulteriore.

- G. G.: Voi stesso avete evocato, in "Shiva e Dionysos",
l'iniziazione omosessuale maschile.

- A. D.: Essa esiste in molte popolazioni. Esisteva preso i greci,
in molti popoli africani, in Indonesia. La questione è di
comprendere la natura delle cose. Ciò che caratterizza gli
Occidentali, è che vogliono riformare prima di comprendere. Questa
volontà riformatrice è il più grosso ostacolo che impedisce agli
Occidentali di realizzare un equilibrio sociale umano.

- G. G.: Quale posto occupa il KAMASHATRA, la scienza erotica,
nell'India tradizionale? Quali sono i suoi principali testi?

- A. D.: Ce ne sono molti. Al di fuori del Kamashatra e dei suoi
componenti, c'è un gran numero di trattati. Il loro studio fa parte
della formazione dei bambini nelle scuole tradizionali indiane. Fra
i testi che devono studiare gli allievi, a partire dai 6 o 7 anni,
c'è il Kamashatra o dei libri analoghi. Queste sono delle opere
puramente tecniche. I bambini conoscono così l'alfabeto delle loro
esperienze future. Sono cose che le persone sensate dovrebbero
studiare normalmente. Ciò fa parte della scienza.

- G. G.: Quale ruolo gioca la nudità in India?

- A. D. : La nudità è il segno del distacco. Questi sono i
santi, i monaci, le persone che rinunciano al mondo, che vanno nudi.
Ho avuto a casa mia, a Benares, un giovane monaco del sud dell'India.

Mi ha chiesto di abitare nei pressi di casa mia, vicino al Gange.
Egli è rimasto là, con il suo libro di preghiere, a fare il suo
PUJAH durante un mese o due. Un giorno, è venuto a vedermi e mi ha
detto: "Sono troppo attaccato ai beni di questo mondo." M'ha
regalato il suo libro di preghiere, ha lasciato cadere i vestiti, ed
è partito tutto nudo.

- G. G. : Nel corso dei vostri soggiorni e peregrinazioni in
India,avete osservato alcune sopravvivenze della prostituzione
sacra?

- A. D.: Praticamente no. Questa è stata rigorosamente interdetta.
Non ci sono delle prostitute nei templi. Ma malgrado tutto, ancora
oggi, le prostitute rimangono una casta. Le più grandi danzatrici
dell'India appartengono a questa casta. Tuttavia, la prostituzione
non ha il carattere grossolano che ha in Occidente. Molte delle
prostitute che ho conosciuto a Benares (spesso grandi cantanti e
grandi artiste) sono delle donne che si lasciano corteggiare per
lungo tempo prima che si possano ottenere i loro favori . Si va a
casa loro, si è ricevuti, ci si interessa alla loro musica, alle
loro danze. Se loro trovano l'uomo simpatico, possono darsi a lui.
Infatti, tutte le donne che hanno avuto dei rapporti sessuali con
più di un uomo, fanno parte della casta delle prostitute . Quella
donna non è più atta a perpetuare la casta di origine . In
Occidente, ce ne sarebbero parecchie!
Questa cosa è molto importante dal punto di vista della razza poiché
in India si da grande importanza al dovere di ciascuno di mantenere
la purezza della propria specie.
- G. G. : La rivoluzione sessuale che ha scosso per qualche anno gli
Stati Uniti e l'Europa dell'Ovest, vi sembra coincida con un ritorno
di Dionisio?

- A. D. : Ci sono tanti tipi di segnali, dove la rivoluzione
sessuale non è che un aspetto. C'è pure un distacco dei valori
materiali estremamente accentuato. Se tra i giovani, questa tendenza
fosse meglio indirizzata, sarebbe molto vicina alla concezione Indù.
Ugualmente c'è la ricerca di certe forme di danza che si avvicinano
alle danze estatiche. Un impulso esiste, che poi sfoci in qualche
cosa, è da vedere.





Mer 10 Mar 2004 6:08 pm

lettera_info...
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #45 di 999 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Shiva e Dioniso Alain Danielou L'intervista che pubblichiamo uscì sulla rivista francese "REBIS - revolution sexuelle et tradizion" nell'autunno del 1980. Nel...
lettera_informazione
lettera_info...
Offline Invia email
10 Mar 2004
6:10 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?