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Orbace e moschetto? No grazie.   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #47 di 999 |
C'è chi ci definisce "nazimaoisti". Perché diamo credito storico a
Guevara e Marcos...

Orbace e moschetto? No grazie.


Lettera a Rinascita:

Carissimi Dr. Ugo Gaudenzi e Paolo Emiliani
Lo scrivente non è per Voi uno sconosciuto in quanto, da circa un
anno, pubblicate diversi miei articoli e lettere sul quotidiano
Rinascita, ed inoltre ho avuto il piacere di fare la Vostra
conoscenza a Bussolengo il 31 Gennaio 2004 durante la conferenza
indetta dall'area social-nazionale.
Ho deciso di mettermi alla tastiera del computer ed inviarVi questa
lettera, evidenziando le mie preoccupazioni e le mie sorprese
riguardanti una parte della Vostra linea politica e giornalistica.
Che le attenzioni di Rinascita siano rivolte verso una politica di
stampo sociale e nazionale, verso il revisionismo storico, verso la
causa palestinese, verso il corporativismo e la socializzazione,
verso la sovranità di un'Italia libera da gioghi post-bellici di
natura massonica, neo-liberista ed atlantista e in generale verso
quei principi e quelle basi fondamentali ereditate dal Fascismo e
dalla Repubblica Sociale Italiana, sono perfettamente d'accordo.
Ci sono tuttavia alcuni aspetti che fanno di Rinascita, non
raramente, un quotidiano di non chiaro, anzi
ambiguo, "schieramento", spesso difficile da spiegare a coloro che
chiedono delucidazioni del tipo "ma Rinascita che giornale è? da che
parte sta?".
Faccio alcuni esempi:
1 - siete propensi a dare ascolto e protezione al mondo no-global e
centri sociali. Un mondo anarcoide-comunista che niente può avere in
comune con il socialismo nazionale.
2- coccolate tizi per niente raccomandabili come Francesca Mambro e
Giusva Fioravanti i quali, al di là della loro innocenza o meno
sulla strage di Bologna, hanno abbracciato una causa puramente
delinquenziale, non certo quella fascista, al servizio dei
cosiddetti "servizi" italiani filo-atlantici e filo israeliani.
3 - osannate la Corea del Nord come "baluardo" che resiste alla
prepotenza yankee, quando è un paese dove il popolo non avrà mai
nostalgia di Kim Il Sung come tantissimi italiani rimpiangevano e
rimpiangono Mussolini.
4 - spalleggiate il regime cubano castrista ed enfatizzate la figura
di Che Guevara perché "resistenti" all'arroganza USA, mentre nella
Cuba del 21° secolo la gente è nella miseria (anche se "dignitosa"
come dice il patetico Gianni Minà).
La realtà cubana l'ho toccata personalmente con mano. In confronto
l'Italia fascista degli anni 30 era fantascienza
5 - avete dato spazio a Silvia Baraldini, anch'essa "coccolata"
perché è stata terrorista in America, da quest'ultima imprigionata e
condannata e quindi "vicino a noi" in quanto "vittima yankee".
6 - simpatizzate per il Comandante Marcos, al pari di Bertinotti,
perché promotore di una improbabile revolucion "rossa"
indipendentista della regione messicana del Chiapas, i cui contorni
sono estremamente oscuri, tali da far sospettare Marcos un esponente
o un agente di ben diversa origine.
Insomma, Vi prendete a cuore un mondo che, in comune con noi, ha
solo un punto: l'antiamericanismo.
Noi non possiamo "spalleggiare" o "associarsi" a questa gente che
vuole sostituire il potere yankee ed il neo-liberismo con un mondo
altrettanto oscuro e tragico come il comunismo più becero o un tipo
di anarchia che finirebbe comunque per sfociare in un marxismo-
leninismo che nulla ha a che fare con la dottrina fascista.
Avere un punto in comune, non significa essere "soci" o "alleati"
anzi, qui si tratta di gente che ben difficilmente vorrebbe avere a
che fare con noi ma, anche ammesso che un'alleanza fosse possibile,
prima o poi ce li ritroveremmo i nemici di sempre, come una volta,
pronti ad infilarci il coltello nella schiena, a fucilarci,
a "stanarci" dalle case o a gettarci nelle foibe.
Non si può e non ci deve alleare o condividere la benché minima idea
con un'area nemica storica che non si farebbe alcun scrupolo a
dichiararci guerra dopo che lo scopo di un'improbabile alleanza
contro natura dovesse venire a meno.
Molti lettori di Rinascita sono in disaccordo con questa "seconda"
linea politica del Vostro quotidiano.
Tra di loro ci sono ex fascisti, ex combattenti della RSI,
simpatizzanti, iscritti e militanti d'area, ma queste tendenze filo
anarco-comunistoidi lasciano quasi tutti di stucco. Persone che non
si sono abbonate per questo preciso motivo.
A queste persone bisogna dare una risposta chiara e semplice, non
teorie complicate e filosofiche legate a personaggi o intellettuali
del passato (come è probabile che Voi mi darete).
Chi porta avanti un pensiero fascista, una dottrina che coniuga il
sociale ed il nazionale, non può, scusatemi, avere in simpatia i
personaggi ed i regimi elencati qui sopra, solo perché hanno un
nemico in comune con noi.
Questi rappresentano quell'ideologia di coloro che hanno ammazzato e
torturato migliaia di nostri connazionali, che hanno tradito nel
1943, che hanno sterminato milioni di persone tra il loro stesso
popolo, che di corporativismo e di socializzazione non ne vorranno
mai parlare né sapere, perché sono temi troppo nobili ed
inaccettabili per il loro bagaglio culturale e per il loro DNA.
Alcuni definiscono il Vostro quotidiano " nazi-maoista " ed
effettivamente, analizzandolo bene, gli ingredienti ci sono, anche
se mi auguro che possiate dare una vigorosa sterzata che ci
allontani dalla minaccia di ingurgitare un cocktail francamente
imbevibile.
Attendo elementi tranquillizzanti.
Cameratescamente
Gian Franco Spotti


Risposta di Rinascita:

Caro Spotti,
Temo che questa mia risposta non riesca a "tranquillizzarti".
Intanto tre note sulle tue premesse di gradimento del giornale:
Rinascita non è affatto rivolta ad una riproposizione del
corporativismo, anzi. Ha sempre dichiarato tale sistema
interclassista forse giustificato in un determinato periodo storico
ma oggi privo assolutamente di concretezza, perché superato dalle
idee e dai sistemi di partecipazione e socializzazione.
Rinascita – che parla sì di nazione, ma che guarda in prospettiva
alla costruzione della più grande patria europea – non limita,
storicamente, la sua eredità alla Repubblica Sociale Italiana, ma
rivendica tutte le sue eredità di pensiero. Butto giù dei nomi a
caso: quelle di Corridoni o Sorel, di Carducci o di Proudhon, di
Garibaldi, di Mazzini, di Pisacane, o del Foscolo: quelle cioè
repubblicane, socialiste, libertarie, indipendentiste. E quelle
eredità primigenie che spaziano dalla creazione del Diritto delle
genti, dell'aequitas, nell'antica Repubblica di Roma, alla
rinascenza della cultura attivata da Federico di Svevia, Leonardo da
Vinci, Niccolò Machiavelli, fino alla riconquista di quella stessa
aequitas proclamata dalla Grande Rivoluzione del 1789.
Culturalmente Rinascita, quindi, non "sta" da nessuna parte:
sviluppa analisi sulla civiltà tutta nata sulla nostra comune
patria, l'Europa.

Passiamo alle cosiddette "ambiguità".
Eliminando con un tratto di penna i tuoi esempi 2 e 5 perché frutto
di tue sviste. Non abbiamo infatti mai "coccolato" tizi come Mambro
o Fioravanti. Tutt'altro: reputiamo loro (alla stessa stregua di
altri, come alcuni spezzoni, chiamiamoli così, "bierre") utili
strumenti del sistema che con le loro "azioni" hanno ottenuto la
desertificazione di almeno un paio di giovani generazioni italiane e
il regresso politico dell'Italia ad un continuo 1943-1945, a
beneficio di oligarchi che su questa continua guerra civile hanno
continuato e continuano ad ingrassarsi. Ciò non toglie che, per un
mero fatto di giustizia, non possiamo sottacere che Mambro e
Fioravanti siano stati ritenuti ingiustificatamente, senza alcun
valido motivo, autori di una strage – quella di Bologna – della
quale sono sicuramente innocenti perché è evidente che tale
attentato era stato preparato altrove ed eseguito da altri sicari
della nostra sovranità nazionale. Come pure non potevamo tacere la
nostra indignazione per la condanna subita dalla Baraldini (25 anni
per aver "ospitato" presunti terroristi) nei democratici States. Non
siamo forcaioli. Non lo siamo mai stati. Siamo a favore della
giustizia giusta. Sempre e non secondo il colore della casacca che
chi viene colpito da una giustizia ingiusta indossa.
E giungiamo a quello che in fondo più ti repelle, da te evidenziato
nei punti 1, 3 e 6: le "collusioni" con anarchici e comunisti.
Premettiamo, intanto, che tu sai bene, come noi sappiamo, che "il
nemico del mio nemico è mio amico". Una regola aurea. Non a caso
seguita da che mondo e mondo da chiunque abbia fatto la storia.
Questo in generale.
E più in particolare: ti lamenti perché diamo "ascolto e protezione
al mondo no-global". E non è vero. La "protezione" è inesistente.
L' "ascolto", invece, esiste. Perché – prendiamo ad esempio le
manifestazioni contro la globalizzazione o per la pace – sono
battaglie di massima e in linea di principio giuste. Che coinvolgono
tutto e il contrario di tutto. Non sono "anarcoidi-comuniste"… se
non in limitatissima parte. Per quel che riguarda i "centri sociali"
non siamo teneri con loro. A meno che non vi sia una qualche patente
violazione del loro diritto di opinione e di associazione: allora
condanniamo quelle inchieste di polizia o di Tribunale (come quella
di Cosenza). La giustizia dovrebbe infatti essere bendata, non
guardare in faccia o muoversi secondo quelle famose casacche… o no?
Permetti a noi, poi, di unire Corea del Nord e Cuba, Guevara e
Marcos. Per noi, ovunque c'è una lesione del diritto delle genti,
della sovranità nazionale di un Paese, lì c'è un crimine che noi
condanniamo. Nessuno può arrogarsi il diritto di interferire nella
storia di altri popoli. E gli Usa lo fanno per principio da un paio
di secoli. Visto che ti riferisci a Cuba o alla Corea… non voglio
immaginare cosa pensi – o pensavi – circa il diritto statunitense di
imporre al Viet-Nam Van Thieu, al Pakistan Musharraf, al Cile
Pinochet e così via. O circa il diritto della prepotenza anglo-
americana di imporre sanzioni (toh, anche all'Italia fascista…) a
una Cuba non allineata o all'Iraq ba'athista. Per quanto riguarda
Guevara (o Marcos, o i sandinisti), non a caso stai parlando di un
uomo che – apprezzato da Peron – ha finito la sua vita assieme a tre
nazionalisti boliviani combattendo per l'indipendenza del loro
Paese. Certo, sì, sotto il controllo di un'agente della Rdt… E
allora? E Marcos? Tu sai che il Chiapas è ricco di materie prime che
le multinazionali yankee vorrebbero arraffare, no? E allora?
Distogliamo gli occhi perché "c'è il rischio del comunismo" (che poi
non esiste…) come qualcuno ha fatto per il Nicaragua?

Tu dici che questa "seconda" linea del quotidiano non piace a molti
lettori "militanti dell'area". Bene. Abbiamo scritto più volte, fino
alla nausea, che non crediamo nell'esistenza di un' "area". Un'area
che sembra, quando se ne parla, una sorta di grande DC, che accomuna
vandeani e giacobini, fedeli alla memoria di Ciano e a quella di
Pavolini, rivoluzionari e reazionari, conservatori e progressisti e
così via.
Ma quelli che citi forse sono dei potenziali lettori che avrebbero
fucilato, nel 1945, Drieu La Rochelle. Che accomunava fascismo e
socialismo dichiarando addirittura un tragico sbaglio aver preso le
armi contro la Russia.
Ah. Se per guadagnare qualche abbonato in più ritenessimo opportuno
abdicare alla libertà di avere opinioni precise – che non sono certo
un "cocktail", ma l'aggregante di base della nostra linea socialista
nazionale – saremmo, appunto, semplicemente, degli opportunisti.
Ce ne sono già tanti in giro.
Insomma: se Rinascita non piace a qualcuno… può sempre fare a meno
di leggerci.
Cordialmente.
Ugo Gaudenzi





Sab 13 Mar 2004 1:45 pm

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13 Mar 2004
1:46 pm
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