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LA JAMESTOWN FOUNDATION, UN'AGENZIA STAMPA SU MISURA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #667 di 999 |

LA JAMESTOWN FOUNDATION, UN'AGENZIA STAMPA SU MISURA


Creata dalla CIA per mettere in scena le fughe comuniste dell'epoca
di Reagan, la Jamestown Foundation ha ripreso l'attività sotto
l'amministrazione Bush.
Da allora, esce con dei bollettini specializzati, che servono da
riferimento ai think tanks di Washington. Universitari e giornalisti
si impegnano a descrivere un mondo fantasmagorico la cui ostilità
giustifica da sé l'imperialismo statunitense.
Sempre più spesso, alcuni think tanks neoconservatori, come per
esempio il Center for Security Policy [1], citano le pubblicazioni
della Jamestown Foundation. Questa associazione, creata nel 1983,
era caduta nel dimenticatoio, prima di essere recuperata grazie
all'11 settembre, per entrare a far parte del dispositivo di
passaggio dalla guerra fredda alla guerra al terrorismo.

***

Durante il primo mandato Reagan, numerosi fuoriusciti comunisti si
lamentarono di non ottenere all'ovest una posizione lavorativa pari
a quella lasciata all'est. Il direttore della CIA dell'epoca,William
J. Casey, ebbe l'idea di accontentare alcuni di loro pubblicando le
loro testimonianze. Prese cosi due piccioni con una fava: da un
lato, i fuoriusciti recuperavano una loro posizione nella società e
dall'altro i loro interventi alimentavano la campagna anti-comunista
dell'agenzia.

William J. Casey

In questo modo fu creata la Jamestown Foundation. La direzione fu
affidata a William Geimer. Egli mise in campo due altissime
personalità dell'est che avevano chiesto asilo politico agli Stati
Uniti: uno degli ex capi dei servizi segreti rumeni, il generale Ion
Pacepa, e soprattutto l'ex segretario generale delle Nazioni Unite,
il diplomatico sovietico Arkady Shevchenko, che si dimise
nell'aprile 1978 e cadde in depressione. Quest'ultimo pubblicò poi
le sue memorie che diventarono un best seller [2] aprendogli le
porte della ribalta televisiva e delle conferenze. L'opera era piena
di aneddoti e di dettagli sul funzionamento del Cremlino riportati
da un testimone oculare. Purtroppo, un'inchiesta giornalistica [3]
mostra che Shevchenko non era presente in diverse circostanze che
lui descrive.
Non si seppe mai se si trattasse di un affabulatore che aveva
ingannato la CIA o di un'operazione di depistaggio condotta
dall'agenzia.
Le memorie di Pacepa, per quel che le riguarda, non furono mai
contestate.[4].

In questo periodo, la Fondazione contò tra i suoi amministratori,
sia Dick Cheney che Marcia Carlucci (moglie di Frank C. Carlucci,
allora n.2 della CIA). Se la Jamestown Foundation giocò un ruolo nel
periodo reganiano, non tardò a limitare le sue attività, avendo
perso con la caduta dell'Unione Sovietica, una delle sue ragioni di
esistere. Si concentra allora sulla pubblicazione di un bollettino
quotidiano con notizie sullo spazio post-sovietico. Inoltre, fu
sollecitata a risolvere il caso del comandante Viktor Sheymov, un
fuoriuscito del KGB, che si considerava danneggiato
dall'applicazione del protocollo di riconversione, che aveva firmato
con la CIA. Scelse come avvocato uno degli amministratori della
Fondation, Mr.R. James Woolsey, e rinegoziò con l'Agenzia il suo
trattamento mensile e i suoi vantaggi [5].

Zbigniew Brzezinski

Ma accade solo dopo la nomina alla Casa Bianca da parte della Corte
Suprema di George W. Bush, che la Fondazione fu ripristinata, da
Mr.Woolsey (che nel frattempo era stato lui stesso direttore della
CIA)e dall'ex consigliere nazionale per la sicurezza, Zbigniew
Brzezinski [6]. La sua missione fu quella di adattare il discorso
della Guerra Fredda ( detta " Terza Guerra Mondiale") alla guerra al
terrorismo ( detta "Quarta Guerra Mondiale " ). Nella sua attuale
versione, la Jamestown Foundation pubblica una serie di bollettini
informativi che alimentano i think tanks neo conservatori : Chechnya
Weekly (settimanale) è il bollettino ufficiale dell' American
Committee for Peace in Chechnya (Comitato americano per la pace in
Cecenia) di Zbigniew Brzezinski e Alexander Haig, il quale è un
supplemento della Freedom House [7] di R. James Woolsey [8]. É
redatto da Lawrence A. Uzzell, un universitario che era stato
ingaggiato durante la Guerra Fredda per difendere la libertà
religiosa nel mondo comunista.
China Brief (bimestrale ) è redatto, dal luglio 2002, da un
universitario neoconservatore, Arthur Waldron, per altro
amministratore della Freedom House. Un supplemento, la North Korea
Review, appare saltuariamente. È realizzato intorno ad un
fuoriuscito di alto livello Il-Kwawg Sohn.

Terrorism Monitor (bimestrale) estende, dal settembre 2003, il campo
di osservazione verso il Medio oriente e risponde alle nuove
preoccuapazioni di Washington. E' redatto da Mahan Abedin, un
collaboratore del Middle East Forum di Daniel Pipes [9], e diffonde
una visione paranoica dell'Islam Un supplemento, Terrorism Focus
(bimestrale) presenta delle analisi di documenti redatti a Londra da
un giornalista di un gruppo editoriale militar-industriale Jane's,
Stephen Ulph. Non si può essere altro che stupiti dal carattere non
rappresentativo, anzi fantasista, dei documenti studiati, che
concorrono tutti a rinforzare la credenza dell'esistenza di una
potente e invisibile organizzazione Jihaista mondiale, Al Qaïda.

Eurasia Daily Monitor è la pubblicazione di riferimento della
Fondation. Ha esordito sotto una forma assai semplice nel 1995 per
divenire poi il quotidiano di riferimento per gli interessi Usa
nello spazio post sovietico.
Stigmatizza la Russia di Putin e celebra la " democratizzazione" in
cammino delle "rivoluzioni", delle rose, arance, dei tulipani, etc.
La direzione è affidata alla professoressa Ann Robertson, assistita
da una dozzina di giornalisti In realtà la Jamestown Foundation è un
elemento di un dispositivo più vasto, appoggiato dalla Freedom House
e collegata alla CIA.
In pratica, essa è diventata un'agenzia stampa specializzata sugli
Stati Comunisti e post comunisti e sul terrorismo.
Se su argomenti verificabili, pubblica delle informazioni di
qualità, non esita a relazionare le imputazioni più grossolane sul
resto, offrendo cosi ai think tanks neoconservatori un'immagine del
mondo che corrisponde ai loro fobie e giustifica la loro politica.

Per gentile concessione di Reseau Voltaire
23.03.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Schtroumpf

Note:

[1] " Le Center for Security Policy : les marionnettistes de
Washington " di Thierry Meyssan, Voltaire, 13 novembre 2002.

[2] Breaking with Moscow di Arkady N. Shevchenko, Random House,
1985.

[3] " The spy who came in to be sold ; the invention of Arkady
Shevchenko, supermole " di Edward Jay Epstein, The New Republic, 15
luglio 1985.

[4] Red Horizons, Chronicles of a Communist Spy Chief del
luogotenente generale Ion Mihai Pacepa, Regnery Publishing, 1987.

[5] Questa faccenda è venuta alla ribalta nel 2000 nell'occasione di
un processo che opponeva la CIA a una coppia di fuoriusciti
comunisti. L'Agenzia si era impegnata a garantire un livello di
reddito verso le spie alle quali aveva offerta una nuova identità:
John & Jane Doe.

Un indennizzo era stato loro versato regolarmente, il cui importo
diminuiva progressivamente man mano che i redditi legali della
coppia aumentavano, fino a cessare. Ma, in seguito a una fusione-
ristrutturazione d'impresa, Mr. Doe di ritrovò disoccupato e
pretese, senza riuscirvi, che la CIA ricominciasse con i versamenti
compensatori. La faccenda è state recentemente portata davanti alla
Corta Suprema, cfr. " Court to Hear Arguments of CIA Spies " di
Charles Lane, The Washington Post, 10 gennaio 2005, p. A2.

[6] " La stratégie anti-russe de Zbigniew Brzezinski " di Arthur
Lepic, Voltaire, 22 ottobre 2004.

[7] " Freedom House, quand la liberté n'est qu'un slogan ",
Voltaire, 7 settembre 2004.

[8] Il Comitato è stato creato nel 1999 e il settimanale è stato
pubblicato per la prima volta nel 2000

[9] " Daniel Pipes, expert de la haine ", Voltaire, 5 maggio 2004.










Lun 4 Apr 2005 9:54 am

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