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Rispondi | Inoltra Messaggio #687 di 999 |
Der Untergang

| Lunedi 4 Aprile 2005 - 18:04 | Giandomenico Bardanzellu |

http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_cultura/DerUntergang.shtml


Assistendo al film Der Untergang tutto un mondo tragico torna alla
luce riemergendo da più di mezzo secolo di filmografia prodotta
unicamente con intenti criminalizzanti. Grazie all'eccezionale
bravura degli attori e all'obiettività dei fatti rappresentati, le
terribili vicende narrate attraverso la freschezza dei ricordi
dell'ultima giovanissima segretaria di Hitler — Traudl Junge —
creano l'impressione di vivere in prima persona quegli eventi. Nasce
quasi l'attesa di un «lieto fine», come se la disperata ed eroica
annata Wenck potesse davvero raggiungere Berlino e annientare
l'armata rossa che sta soffocando la capitale del Reich. Ma ciò non
avviene. L'inesorabile destino si compie, e l'Europa deve
trangugiare fino all'ultima goccia l'amarissimo calice
dell'invasione atlantica e bolscevica.
Gertraud Junge, detta Traudl, nasce come Gertraud Humps a Monaco il
16 Marzo 1920. Nel Dicembre 1942 diviene una delle segretarie
private del Fuhrer. Il 19 Giugno 1943 sposa l'Ufficiale di Ordinanza
del Fuhrer, Hans Hermann Junge, che cadrà sul fronte della Normandia
il 18 Agosto 1944. Traudl Junge pubblicherà il suo libro Bis zur
letzten Stunde (Fino all'ultima ora) poco prima della sua morte,
avvenuta nel Febbraio 2002. Da questo libro è stato tratto il film
Der Untergang.
Chi scrive non è un critico cinematografico, ma solo uno spettatore
interessato e attento. Il salto di qualità dell'obiettività storica
è impressionante, anche se ciò non significa affatto che si tratti
di un film dell'epoca del Terzo Reìch, diretto ad esempio da Leni
Riefenstahl, oppure di un film di propaganda nazionalsocialista. Il
Fuhrer viene rappresentato umanamente con i suoi scoppi d'ira, con
un marcato tremolio al braccio sinistro, con un viso stanco e
segnato dagli eventi. Ma è anche un Fuhrer che si distende
chiacchierando con le segretarie, che si emoziona quando riceve
Hanna Reitsch e Robert Greim, atterrati nella Berlino assediata per
convincerlo a lasciare il bunker. E anche un Fuhrer che si
intenerisce con i bambini di Goebbels e che scherza col suo cane
Blondi. Solo un grandissimo attore come lo svizzero Bruno Ganz
poteva raggiungere questi vertici di interpretazione. Splendida e
innocente è colei che, in un certo senso, è protagonista del film,
l'attrice Alexandra Lara, già nota per numerosi film nonché per
rievocazioni storiche della televisione tedesca. Fu notevole il suo
ruolo come Maria Walewska nel film sulla vita di Napoleone. Essa
interpreta il nolo di Traudl Junge, la ragazzina di Monaco che il
Fuhrer scelse come collaboratrice negli ultimi anni della sua vita,
e che seppe raccogliere le sue storiche esperienze in uno struggente
libro autobiografico.
La toccante sequenza iniziale del film mostra il Fuhrer che,
gentilissimo e un po' impacciato, riceve un piccolo gruppo di
candidate alla sua segreteria. Chiede a ognuna di esse il nome, la
composizione della famiglia, si informa sui loro studi e la città di
provenienza. Quando sente che la ragazza a nome Traudl Humps è di
Monaco il suo volto si distende in un sorriso luminoso, la guarda
fisso negli occhi e le dice: «La prego, signorina Humps, vorrei
cominciare con Lei. Facciamo la prova di dettato» e galantemente la
scorta nel suo ufficio. Scriverà più tardi la Junge: «Mentre la
situazione militare peggiorava su tutti i fronti, sempre più
desiderava il Fuhrer intrattenersi con una ristretta cerchia di
persone nelle riunioni serali, parlando dei suoi piani futuri, dopo
la guerra. Parlava della Galleria di quadri e della ricostruzione
della città di Linz, dove contava di trascorrere la sua vecchiaia.
Ripeteva sempre che allora si intratterrà solamente con artisti e
scienziati, e non più "con le uniformi". Potrà finalmente dedicarsi
a scrivere le sue memorie. Le sue segretarie più anziane, Schroder e
Wolf, lo aiuteranno, mentre le più giovani [riferendosi alla Junge]
certamente si sposeranno e lo abbandoneranno. Siccome egli stesso
diverrà più vecchio e più lento, le signore potranno certamente
stargli dietro nel dettato!».
Due altre donne svolgono nel film ruoli fondamentali, Eva Braun e
Magda Goebbels, interpretate anch'esse da bravissime attrici. Nel
bunker le due donne si frequentano appena, hanno avuto vite e
caratteri diversissimi, ma condivideranno entrambe lo stesso tragico
destino. Eva Braun è descritta nelle moltissime biografie del Fuhrer
come una donna dolce, conscia di vivere all'ombra di un gigante
della storia, al quale è profondamente legata e del quale
condividerà la sorte. Ma Eva Braun è allo stesso tempo una donna dal
carattere allegro, alla quale piacevano i viaggi, i balli, gli sport
e le sigarette. Essa sa ancora portare nel bunker una ventata di
spensieratezza e di surreale allegria. Quando voleva fumare usciva
dal bunker assieme a Traudl Junge. Le due donne si sedevano nello
splendido parco che circondava il bunker, godendosi il sole della
calda primavera del 1945.
Altro carattere è quello di Magda Goebbels. Con determinazione
eroica ed agghiacciante procede con la narcosi dei propri bambini
dicendo loro che si tratta di un vaccino contro le malattie
contagiose di cui ci sarebbe pericolo nel bunker, come diceva il
dottor Morell, a causa del sovraffollamento. I bambini si lasciano
docilmente narcotizzare, ma la più grande, Helga, rivolge uno
sguardo muto e disperato alla madre, lasciando intendere di avere
intuito il tragico destino che l'attende. Quando tutti i bambini
dormono, Magda Goebbels si avvicina ai loro letti e apre le loro
bocche per inserire fra i dentini la letale fialetta di cianuro.
Subito dopo, con un movimento a scatto, chiude loro la mascella
causando la rottura della capsula. Ripete la terribile operazione
per sei alte, da sola. Esce quindi dalla stanza, al di fuori della
quale la attende il marito Joseph Goebbels, al quale comunica con un
filo di voce: «E finita.» Solo allora accusa un senso di sgomento e
si accascia al suolo.
Nella realtà storica Magda Goebbels aveva anticipato questo suo
estremo sesto nella famosa lettera scritta dal bunker il 28 Aprile
1945 al figlio di primo matrimonio, Harald Quandt. La lettera fu
portata fuori dal bunker da Hanna Reitsch ed è giunta fino a noi,
citata in numerosi libri di storia di ogni Paese. In essa vi è una
frase emblematica: «Il nostro splendido ideale sta tramontando,
assieme a tutto ciò che di bello, di lodevole, di nobile e di buono
io abbia conosciuto nella mia vita. La vita che verrà dopo il Fuhrer
ed il Nazionalsocialismo non è più degna di essere vissuta, e dunque
ho portato anche i bambini con me. La vita, dopo di noi, non sarebbe
degna di loro, ed un dio misericordioso mi comprenderà, per aver
voluto io stessa la loro salvezza!»
L'eccezionalità del film consiste, nell'opinione di chi scrive,
nella totale mancanza di retorica e di esagerazioni ideologiche.
Tutti i personaggi della cerchia del Fuhrer, Goebbels, Speer, lo
stesso Himmler ed altri non sono rappresentati come fanatici e
grotteschi mostri assetati di sangue, come la propaganda
hollywoodiana li ha finora descritti. Appaiono invece nella loro
intima essenza di uomini, consci del destino incombente, che non
perdono mai, nelle pur tragiche circostanze del bunker, la loro
lealtà verso il Fuhrer e verso la Germania, nella pienezza della
loro dignità.
Nella commedia La Tempesta Shakespeare fa dire agli attori: «We are
such stuff as dreams are made on» (Siamo fatti della stessa sostanza
di cui sono fatti i sogni....). Ossia di una sostanza destinata a
scomparire, senza lasciare traccia, con la fine di una
rappresentazione, come i sogni. Ebbene, io credo che gli attori che
hanno interpretato i loro ruoli nel film Der Untergang sono invece
destinati a lasciare una profonda traccia nell'animo dei loro
spettatori.
Avevamo tutti perduto l'abitudine all'obiettività nelle
rappresentazioni cinematografiche degli eventi del Terzo Reich.
Questo film, lungi dall'essere un film «nazista», potrebbe essere il
primo a spezzare una lunga catena di ipocrisie.








Lun 6 Giu 2005 12:01 am

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6 Giu 2005
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