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Abbasso Craxi, viva Craxi   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #706 di 999 |
Abbasso Craxi, viva Craxi

"Tabularasa", Anno II - n° 7 - 31 Ottobre 1993


Perché questo articolo? Devo dire, con tutta onestà, che da un po'
di tempo prendo la penna e mi accingo a scrivere, per poi sempre
riporla e scrivere altro. E questo non per paura di andare
controcorrente. È una «paura» che non ho e non ho mai avuta. Né
tantomeno per gli eventuali sorrisi di compatimento che avrei
sollevato o le incomprensioni e gli anatemi che mi sarei attirato.
Sono stato, per la verità, trattenuto da altre motivazioni. Mi sono
infatti sempre domandato se in questo Paese così cloroformizzato,
così rassegnato e così appiattito in ogni sua manifestazione valeva
la pena fare un certo ragionamento. Se valeva la pena sollevare
dubbi e perplessità. Provocare. Se valeva la pena ragionare intorno
ad un personaggio che quasi tutti hanno sommariamente archiviato
quale «ladro», o meglio ancora quale unico «ladro» in questa Italia
dove invece furfanti e profittatori hanno pullulato e pullulano come
pidocchi addosso ad un cane.
Un evento però mi ha spinto a prendere la penna e, questa volta,
scrivere ciò che avevo in cuore: la mancata autorizzazione, da parte
della commissione parlamentare prima e della Camera dei Deputati
poi, all'arresto dell'ex-ministro De Lorenzo. Ed è bene ricordare a
tale proposito che i giudici hanno ritenuto l'ex-ministro della
sanità «individuo socialmente pericoloso».
Ho sempre di fronte agli occhi il gran baccano che fu montato
allorché la Camera dei Deputati non concesse, per alcuni casi,
l'autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi. Tutti
giustamente indignati. Tutti giustamente offesi. Non ho di fronte
agli occhi simili dimostrazioni, perché non vi sono state, per la
mancata concessione all'arresto di un «individuo socialmente
pericoloso». Tutti zitti o quasi. Nessuno si è scandalizzato. Stampa
e TV, come sempre, hanno usato due pesi e due misure. Nessuno ha
mobilitato la piazza. A poco serve, risultando del tutto
strumentale, la tardiva demagogica presa di posizione di Scalfaro il
quale dice che avrebbe voluto sciogliere le Camere, ma poi non lo fa.
Allora mi è sorto un dubbio. Se De Lorenzo è, come scrivono i
giudici «individuo socialmente pericoloso» non è forse che Bettino
Craxi sia stato, a differenza di tutti gli altri ladroni di regime,
individuo politicamente pericoloso? Pericoloso, si badi bene, per
ciò che aveva detto e aveva fatto. Pericoloso, può sembrare una
eresia ma non lo è, proprio per quel Palazzo e per quell'assetto
mondialista dei quali egli stesso sembrava alla maggior parte degli
italiani essere uno dei massimi esponenti e sostenitori. Tale dubbio
mi ha indotto a rivisitare nella memoria alcune prese di posizione
dell'ex-segretario del PSI.
Ed allora ecco che ho ripensato immediatamente a Sigonella, quando
Craxi era Presidente del Consiglio. Si trattò di momenti, perché
tali purtroppo restarono, in cui molti di noi, dopo anni ed anni si
sentirono di nuovo orgogliosi di essere italiani. Furono momenti nei
quali improvvisamente riscoprimmo dignità ed identità nazionali.
Furono momenti in cui finalmente, dopo anni di ignominiosa e supina
servitù, l'Italia si ribellava al padrone americano. Ho ripensato
anche alle tante prese di posizione, sempre molto coraggiose e
controcorrente in favore del popolo palestinese. Ho ripensato poi a
quel Maggio del 1989 allorché Craxi, nel suo intervento al 45°
Congresso nazionale del suo partito, ebbe a dire testualmente: «Non
vogliamo rinfocolare i sentimenti di odio e divisione tra gli
italiani. Mi ha colpito il mese scorso la partecipazione di un
esponente del MSI ad una celebrazione del 25 aprile accompagnata da
una dichiarazione che voleva testimoniare di un sentimento di
pacificazione... Un sentimento umano di questa natura non è estraneo
a nessuno di noi».
Rappresentava un messaggio forte e chiaro. Era senza dubbio una
affermazione coraggiosa. Poteva dare, se ascoltato, una svolta
storica al nostro Paese. Era un esplicito invito, se collegato a
Sigonella, ad unire quelle forze socialiste e nazionali, superando
false e anacronistiche divisioni, che potevano avviare la
costruzione di quel socialismo nazionale che è sempre stata
l'aspirazione di tanti autentici socialisti, a qualunque parte
appartengono o abbiano appartenuto.
Era, quello sì, veramente il nuovo che poteva irrompere nel nostro
Paese. Ma al Palazzo, al sistema consociativo, quelle parole
sembrarono pugnalate.
Anche questo Craxi, dopo Sigonella, doveva prima o poi pagare. Al
vecchio sistema dei partiti, e questo è oramai chiaro, va bene
l'incartapecorito e ammuffito Scalfaro che di recente ha
affermato: «L'unica cosa che accomuna le due parti è il dolore per i
propri morti, non le ragioni. I morti non cancellano la verità. E la
verità è antifascista».
Ma c'è altro ancora. Ho ripensato al referendum, voluto da Craxi,
per la giustizia giusta. Un referendum, in poche parole, che
chiedeva che anche i giudici come tutti gli altri cittadini
pagassero allorché sbagliavano. E quanti errori ed orrori nel
recente passato hanno commesso! Basti pensare all'attuale presidente
della commissione antimafia, il pidiessino Violante. Quando era un
magistrato, ovviamente comunista, ha fatto incarcerare decine e
decine di giovani, sapendoli innocenti. E sulla pelle di questi
giovani, assolti poi nei relativi processi con formula piena, il
pidiessino-comunista Violante ha fatto carriera.
Quel referendum, voluto da Craxi, intendeva fare giustizia anche e
soprattutto di questi spudorati mentitori e profittatori. Ed anche
questo, forse soprattutto questo, Craxi prima o poi doveva pagare.
Ed ha inesorabilmente pagato. Prima ancora che sul piano prettamente
penale su quello politico.
Quanto detto per assolvere dunque Bettino Craxi dagli eventuali
reati che gli vengono addebitati? Per sostenere che gli avvisi di
garanzia emessi nei suoi confronti sono infondati o inconsistenti?
Nemmeno per sogno. Se ha commesso dei reati dovrà pagare, come
tutti. Anche se, e questo è un dato di fatto inconfutabile, la
campagna diffamatoria montata nei suoi confronti è risultata essere
mille volte superiore a quella che si è voluta riservare alle altre
centinaia e centinaia di ladri e ladroni, altrettanto eccellenti,
che hanno saccheggiato ed umiliato il nostro Paese. Il sistema delle
tangenti, per anni e anni, ha ingrassato a dismisura partiti e
uomini politici. Ci sono tutti dentro fino al collo. Poco importa se
c'è chi ha rubato per sé o per il partito, se tanto o poco.
Ma in politica bisogna anche guardare i fatti. Ed allora emerge che
la vecchia nomenclatura ed i vecchi partiti, in questi ultimi
cinquant'anni, hanno maltrattato, turlupinato e vessato i loro
sudditi. Oltre le ruberie hanno evidenziato una mediocrità, una
rassegnazione ed una incompetenza disarmanti e devastanti. Ad ogni
livello. Hanno trascinato il Paese verso la perdita di ogni valore e
di ogni senso di dignità, riducendolo ad insignificante e disperata
colonia americana. Nessun sprazzo di orgoglio nazionale e di
autentica socialità. Disonesti, immorali, asociali, antinazionali.
Tutto questo ed altro ancora non può che far gridare: abbasso questo
sistema. Nessun evviva per alcuno. Ecco il perché di questo mio
scritto, a lungo meditato. Sicuramente provocatorio. Ecco il perché
di un inizio e di una fine altrettanto provocatori: abbasso Craxi,
viva Craxi.

Gianni Benvenuti






Dom 19 Giu 2005 9:16 pm

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Inoltra Messaggio #706 di 999 |
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19 Giu 2005
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