RUANDA: DOPO GENOCIDIO, TUTSI ABBRACCIANO ISLAM
(RadioRadicale.it, 09 - 14.43) - Nel 1994 il governo del Ruanda
iniziٍ una campagna di sponsorizzazione del genocidio dell'etnia
Tutsi da parte dell'altra etnia ruandese, gli Hutu. 800.000, dice
purtroppo la storia di quel tragico evento, furono i morti.
Oggi, a otto anni di distanza, il masacro avvenuto assume sempre più
una colorazione religiosa. I Tutsi, etnia perdente, si stanno
convertendo in maniera massiccia all'Islam. Dal genocidio in poi,
riporta oggi il NyTimes on line, i ruandesi convertiti all'Islam
sono il 14% degli 8,2 milioni di abitanti di quella che è
considerata una delle nazioni più cattoliche d'Africa.
Il perché, apparentemente, è presto detto: in molti lo fanno per
protesta contro il ruolo avuto da alcuni dei leader della chiese
cattoliche e protestanti proprio nel genocidio. Gli attivisti dei
diritti umani hanno dimostrato infatti alcuni episodi in cui i
clericali cristiani hanno prima permesso ai Tutsi di trovare rifugio
nelle chiese per poi invece consegnarli di fatto alla furia della
persecuzione delle squadre della morte Hutu.
Quattro esponenti del clero sono al proposito sottoposti a processo
di fronte al tribunale ad Hoc per il Ruanda istituito dalle Nazioni
Unite, e l'anno scorso in Belgio due suore sono state condannate di
omicidio per il ruolo di complicità nel genocidio di 7000 tutsi che
cercavano rifugio nel convento dei Benedettini.
La conversione all'Islam porta degli esempi concreti a favore di
questa religione e del ruolo avuto da molti attivisti nel salvare
vite Tutsi: ''So che in America molti pensano che i musulmani sono
terroristi'' - ha detto Jean Pierre Sagahutu, 37enne, un Tutsi
convertitosi di recente all'Islam dopo che suo padre e nove altri
membri della sua famiglia sono stati massacrati - ''Volevo
nascondermi in una chiesa, ma era il posto peggiore dove andare.
Così, mi ha dato ospitalità un musulmano, e mi ha salvato la vita''.
Sagahutu ha detto che suo padre ha lavorato in un ospedale dove era
amico con una famiglia di musulmani, nonostante fossero Hutu. E loro
lo hanno ospitato. ''Li vedevo pregare cinque volte al giorno.
Mangiavo con loro, e ho visto come vivevano'' - ha riportato
Sagahatu - ''E quando pregano Hutu e Tutsi stanno nella stessa
Moschea. Nessuna diferenza. Avevo bisogno di una cosa simile''.