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MONDO IN PERICOLO   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #775 di 999 |
MONDO IN PERICOLO

http://www.rivoltaonline.org/Usa.htm

Noi non viviamo in un tempo come un altro, in cui ognuno può
prendersi il lusso di dedicarsi soltanto alle sue cose personali, al
suo lavoro e ai suoi interessi particolari, perché tanto "il mondo
va avanti lo stesso". Il mondo ora sta correndo un pericolo e se
nessuno fa niente non dico che finirà, ma certamente non andrà più
avanti come prima. Il pericolo si chiama Stati Uniti d'America: tale
federazione - in realtà un Paese unico e monolitico - è sul punto di
ottenere il dominio planetario e questo è un pericolo perché gli USA
non vogliono comandare il mondo allo scopo di governarlo, ma allo
scopo di sfruttarlo. Gli USA non sono una riedizione dell'Impero
Romano, come pure vogliono fare credere con la falsa modestia
d'obbligo. Lo fossero qualcuno li potrebbe anche accettare, ma non
lo sono: i Romani assoggettarono sì il mondo con la forza ma poi lo
governarono, gli diedero cioè qualcosa in cambio, una
amministrazione, degli ordinamenti, delle città edificate, delle
infrastrutture (ad esempio 85.000 chilometri di strade, quasi tutte
in contrade che non le avevano mai viste prima); agli Americani
invece gli altri popoli interessano solo come fornitori di materie
prime e di manodopera, come schiavi. Eventualmente come consumatori.
Il problema è che la gente non si rende conto del pericolo. Non se
ne rende conto perché gli USA sono un Paese singolare, di un tipo
unico nel suo genere e che non si era mai visto prima; non se ne
rende conto perché gli USA, nonostante la notorietà e l'abbondanza
delle informazioni, della cronaca e anche dei contatti diretti, sono
in verità degli sconosciuti. C'è quindi un compito impellente in
questi tempi per gli uomini all'altezza e di buona volontà:
contribuire a colmare questa lacuna, informare la gente sulla vera
natura degli Stati Uniti.
Gli USA non sono un argomento semplice. Del resto lo fosse stato non
saremmo qui a parlarne ora. Gli USA innanzitutto sono un sistema,
dove tutte le sue manifestazioni sono collegate e interdipendenti:
non si può veramente capirne un solo aspetto se non si ha capito il
tutto. Il fatto poi che questi aspetti siano tutti negativi, alcuni
addirittura micidiali (le vittime delle guerre e delle repressioni
per procura, che sono decine di milioni), aggrava l'inconveniente
perché la gente stenta a credere a una negatività così completa:
sembra pregiudizio. Quindi gli USA presentano una difficoltà davvero
singolare: la costante dicotomia fra ciò che dicono di essere e di
fare e ciò che invece effettivamente sono e fanno. Sono un Paese che
sembra preda di una ipocrisia congenita e profondissima, si direbbe
patologica, dove i fatti contraddicono costantemente le parole e
dove la pratica sconfessa sistematicamente la teoria. Le nobili
parole della Dichiarazione di Indipendenza nascondevano la
ribellione dei grandi mercanti Puritani del New England nei
confronti della Corona inglese che li aveva tagliati fuori dal
mercato della Cina per favorire la East India Company di Londra. La
Costituzione del 1787 cominciava con le parole WE THE PEOPLE così in
maiuscolo ma stabiliva un sistema oligarchico basato sul danaro così
ferreo da essere arrivato da allora sino ad oggi assolutamente
inalterato. La libertà di stampa e di espressione così decantata e
vantata dagli americani è cosa campata per aria, sterile: si può
stampare e dire ciò che si vuole a patto che ciò non arrivi davvero
al pubblico.
Come con gli oppositori: anche se pacifici, possono esistere se non
mettono in pericolo davvero il sistema, altrimenti sono incarcerati
con pretesti, perseguitati nella vita o anche uccisi dall'FBI per
strada. Teoricamente ci possono essere tutti i partiti politici, e
difatti ce ne sono attualmente 29 negli USA, compreso un Communist
Party USA, ma di fatto per il meccanismo dei finanziamenti e delle
liste se ne possono affermare solo due, quelli infatti sulla ribalta
da sempre, il Democratico e il Repubblicano, che oltretutto sono un
partito solo, o le due facce della medesima medaglia. La politica
estera americana è sempre stata un campionario di belle intenzioni e
di roboanti slogan dietro cui stavano costantemente obiettivi
addirittura sordidi. Si potrebbe continuare per pagine. Gli USA sono
dunque un argomento complesso e difficile. Ma se si vuole fare
qualcosa per il mondo, sì qualcosa per il mondo, questa è una
occasione. Il tempo e le energie che si dedicano alla diffusione
della comprensione degli USA non sono buttati via.

John Kleeves







Mer 12 Ott 2005 7:56 pm

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Inoltra Messaggio #775 di 999 |
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12 Ott 2005
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