Le democrazie non possono resistere alla sovversione americana. Di
questi tempi, meglio un dittatore
Come difendersi dalla Low Intensity War degli Usa
di John Kleeves ("Italicum", gennaio-febbraio 2002)
Nella seconda settimana di gennaio, forse nello stesso giorno, nei
due Paesi più importanti del Mondo Libero, quello ancora non
asservito dagli USA, sono stati presi due provvedimenti di segno
contrario nei riguardi della stessa entità, l'opposizione politica
al governo : in Russia è stata chiusa la rete televisiva TV-6, che
era definita qua da noi, nel Mondo Servo, come " l'ultima rete
nazionale russa indipendente rimasta ", e in Cina è stato scarcerato
anzitempo il dissidente Wang Ce, che ha subito preso l'aereo verso
gli USA. Abbiamo quindi una linea nei riguardi dell'opposizione che
da una parte si indurisce e dall'altra si ammorbidisce. Qualcuno
evidentemente nel Mondo Libero si sta sbagliando: chi dei due?
Non la Russia, direi. Il nostro periodo storico è dominato da un
unico, chiarissimo e fatidico tema: il tentativo della Nazione
chiamata Stati Uniti d'America di assumere il dominio planetario.
Come nel V secolo il tema in Europa erano le invasioni barbariche e
le scorrerie di Attila l'Unno, così ora per tutto il mondo il tema
sono gli assalti americani. Ci sono altre trame, più vicende,
diverse situazioni, ma sono tutte secondarie e di contorno; solo
questo conta, perché da qui dipende il destino dell'umanità, di
tutti quanti per secoli e forse millenni a venire. E' un tentativo
che va respinto a ogni costo, perché gli USA non mirano ad
amministrare l'umanità, e neanche solo a imporle il loro sistema
sociale e di valori, come tanti dicono per sottilissimo equivoco o
per astutissima distorsione, ma mirano gli USA questa umanità a
sfruttarla per fini economici, a schiavizzarla. Allora ogni Paese ha
un obiettivo sopra tutti gli altri: respingere gli
assalti statunitensi e rimanere indipendente, rimanere LIBERO.
Democrazia e dittatura
Bene, assodato ciò c'è questo da dire: i sistemi parlamentari
elettorali, e i governi da essi espressi, non sono adatti a
resistere agli assalti americani.
Gli USA sono i maestri della sovversione. Quasi tutto il loro
apparato federale, il 95% direi, è progettato per la sovversione
all'estero. Adoperano sempre lo stesso sistema. Accompagnando il
tutto con dosi enormi di propaganda e di corruzione ( personale come
nel caso dei mensili a Presidenti di Repubblica e societaria come
nel caso dei finanziamenti a partiti, media, clero eccetera ),
invocando pretesti di tutti i generi come
cooperazioni militari e di polizia (ora in auge la "lotta alla
droga"), come scambi commerciali e culturali, come iniziative
diplomatiche, religiose, scientifiche, "umanitarie" e finanche
sportive, e nascondendosi dietro una galassia di istituzioni
internazionali come ONU e FMI e di Ong come Green Peace e Save the
Children, tutte in realtà ai loro ordini, nei Paesi presi di mira
gli USA seminano zizzania, accentuano le
contrapposizioni di ogni genere, economiche, etniche, religiose,
politiche, persino generazionali, cercano elementi scontenti
disposti a tradire i loro connazionali e elementi labili (tipici gli
studenti e gli intellettuali più giovani) da circuire in tal senso,
e continuano così sino a che non riescono a insediare il governo che
vogliono e a farlo sostenere dalle forze locali che contano.
L'accomodamento che ne risulta è quello cosiddetto neocoloniale,
inventato appunto dagli americani e basato su un governo e un
ceto dirigente locale che è collaborazionista e traditore, e che di
fatto funge da kapò per quegli USA coi quali si spartisce le risorse
del Paese a danno della grande maggioranza dei cittadini, del
popolo. Tecnicamente il governo desiderato è insediato con elezioni
truccate o influenzate, o con colpi di Stato civili o militari, ma a
monte c'è sempre la preparazione descritta, indispensabile.
Ora, si capisce bene che tutto ciò - senza ostacoli in un sistema di
democrazia parlamentare - diventa invece impossibile con una
dittatura. Qui c'è un uomo, il dittatore appunto, che non è
corruttibile e che può bloccare tutte le iniziative sovversive
americane: può chiudere il tale giornale o la tale Chiesa o il tale
istituto culturale che riceve soldi esteri, punire il tale
funzionario corrotto, impedire l'ingresso a qualunque Ong
malintenzionata, arrestare il tale funzionario dell'ONU che fa
spionaggio o che - è capitato - viene a spargere uova di cavallette
o bacilli epidemici, vietare tutto il materiale propagandistico
americano (cominciando dai film di Hollywood) e così via, il tutto
senza correre il rischio di essere bloccato dalla sentenza di un
tribunale corrotto, da una campagna di stampa orchestrata, da una
manifestazione studentesca di giovani allucinati dalle balle di
Internet, da uno sciopero profumatamente pagato, da una elezione
venduta.
Low Intensity War
Si può anche fare un esempio molto preciso. Gli USA decenni fa hanno
messo a punto un tipo di guerra speciale, studiata appositamente
contro le democrazie, per sovvertirle quando i soliti sistemi non
bastano: è la terribile LOW INTENSITY WAR. Essa è chiamata qua da
noi, a seconda del tratto che più si evidenzia, guerra d'attrito,
guerra per procura, terrorismo, narco-terrorismo, guerriglia,
insurrezione armata, rivolta armata, ma ha sempre lo stesso
concetto: fare la guerra a un Paese senza che quel medesimo Paese
possa reagire sullo stesso piano, senza che quel Paese possa
DICHIARARSI IN GUERRA: lo mangiano vivo pian piano e quello non può
difendersi. L'ho chiamata "terribile" perché le vittime sono sempre
molto numerose e sono in genere civili.
La Low Intensity War avviene sempre per procura, tramite elementi
locali o attirati da altri luoghi con la promessa di alto guadagno.
Il guadagno può essere direttamente danaro o la possibilità di
inserirsi in un traffico super lucroso che sinora nei casi
verificatisi è sempre stato quello della droga, cocaina o eroina; le
armi, l'addestramento e la guida tattica, le informazioni
satellitari e di intelligence e certe cose collaterali come la
disinformazione e la stampa di moneta locale falsa sono eseguiti
invece direttamente dagli americani, CIA, Pentagono e gli altri. E'
la guerra dell'Unita in Angola, del MNR in Mozambico, dei Contras in
Nicaragua, dei "ribelli" musulmani in Bosnia, dell'UCK in Kosovo e
in Macedonia, dei mujahedin in Afghanistan, Cecenia, Kashmir e
Xinchiang, di altri non assurti ancora alla cronaca dei nostri
giornali. Guerre sempre con un numero altissimo di vittime civili:
un milione sinora in Mozambico, su diciotto milioni di abitanti,
alcune centinaia di migliaia in Angola, cinquantamila in Nicaragua,
a migliaia ogni volta dalle altre parti, dove le cose non sono
finite dappertutto.
Bene, in tutti quei casi i Paesi aggrediti, aggrediti dagli USA come
è sempre stato lampante, non hanno mai potuto dichiarare lo stato di
guerra, e quindi non hanno mai potuto prendere quei provvedimenti
che soli avrebbero permesso di sconfiggere gli aggressori:
mobilitazione generale di tutti gli abili, instaurazione della
censura e della giurisdizione di guerra, coprifuochi tassativi,
rastrellamenti estesi e insistiti, terra bruciata nelle zone della
guerriglia, niente prigionieri e nel caso condanne a morte
esemplari trattandosi di nemici non in divisa, senza bandiera. E
sapete perché non hanno mai potuto dichiarare lo stato di guerra?
Perché le opposizioni e i loro media, in tutti quei casi entità
sempre infiltrate dagli americani, non lo hanno mai permesso,
sostenendo che il governo voleva cogliere l'occasione per lucrare
vantaggi politici interni, per poter imbavagliare l'opposizione
stessa. Dov'è l'invasore dicevano? Quale nazione ci ha dichiarato
guerra? Sono semplici banditi, una cosa per la polizia!
Ricordate la radio B 92 di Belgrado durante l'assalto dell'UCK nella
regione yugoslava del Kosovo, ricordate le parole di Djngic e degli
altri, cioè di quelli che poi hanno venduto Milosevic? E ricordate
la sollevazione delle opposizioni della Macedonia e le loro
insinuazioni quando Traikovsky chiese la dichiarazione dello stato
di guerra? Tutto matematico, tutto calcolato nella dottrina della
Low Intensity War.
Ha fatto bene Putin
Ecco perché io sostengo che bene ha fatto Putin a togliere dalla
circolazione la rete TV-6. Sapete chi è il proprietario di questa
televisione: Boris Berezowsky, un uomo arricchitosi nel caos del
dopo URSS e che ora, essendo sotto inchiesta in Russia per illeciti
finanziari, addirittura vive a Londra, una roccaforte degli
atlantici. Questa non è una "rete indipendente", è una rete
influenzata dagli americani, e gli americani sono nemici della
Russia da un pezzo. Non solo: hanno addirittura iniziato contro la
medesima le operazioni di Low Intensity War: i mercenari musulmani
che hanno assalito la Bosnia e il Kosovo demolendo la affine
Yugoslavia, e i "ribelli" ceceni che hanno incendiato il Caucaso
russo e che hanno addirittura compiuto attentati terroristici a
Mosca facendo centinaia di morti, sono creazioni USA nell'ambito
preciso di questa
dottrina della Low Intensity War. Fra poco anzi quest'ultima avrà -
ne sono certo - una escalation drammatica: gli USA con la scusa di
Bin Laden hanno ottenuto basi in Uzbekistan, Turkmenistan,
Tagikistan, Kirgizistan e naturalmente Afghanistan e lì faranno come
hanno fatto contro la Macedonia partendo dalle loro basi in Kosovo:
organizzeranno altre bande di "ribelli" musulmani, che pagheranno
con dollari e anche inserendoli nel traffico di droga (precisamente
di eroina prodotta nel Triangolo d'Oro, zona da sempre controllata
dagli USA), e le spingeranno contro i civili russi per espellere la
Russia da tutta l'area. Bene, quando cominceranno queste manovre la
Russia dovrà mobilitare, perché non basteranno operazioni di polizia
o di forze speciali, e non dovranno esserci campagne di stampa
orchestrate per dire: Putin, o chi ci sarà, vuole approfittare
perché la sua poltrona traballa!
Anche la Cina è sotto attacco da molto tempo, e appena il regime ha
liberalizzato un po' la politica per migliorare l'economia gli USA
hanno messo in moto la solita macchina: infiltrazioni, propaganda
(molta su Internet per gli studenti), finanziamenti, iniziative di
molti generi. Allarmante il fenomeno delle sette: sotto i pretesti
spirituali da sempre in Cina le sette sono mezzi di lotta politica e
negli ultimi anni sono cresciute enormemente per via dei soldi che
arrivano da fuori (la setta Falun Gong è accreditata di 80 milioni
di simpatizzanti). Anche la Chiesa Cattolica ha cominciato a
spingere per acquistare spazi: Wojtyla non manca mai di tenere
bordone agli americani. Ed è anche stato appicciato un
focolaio di Low Intensity War: i ribelli musulmani del Xinchiang. Ma
con tutto ciò il governo ha lasciato andare Wang Ce, il presidente
della "Lega per la democrazia in Cina". Non si tratta certo di un
errore fatale. E' una cosa piccola, davvero infinitesimale per il
grande Paese ma ecco, non va nella direzione giusta.
Considerazioni
Forse con quanto sopra ho fatto un discorso un po' nuovo, e in ogni
caso non vorrei essere frainteso. Io non ho detto che la democrazia
è un sistema sbagliato. Magari lo è, ma non è questo l'argomento che
è stato affrontato.
L'argomento affrontato è stata l'attitudine di un sistema politico
di resistere agli assalti USA e la conclusione è stata che il
sistema parlamentare elettorale, la democrazia diciamo, è in merito
assai carente, quasi non ha possibilità. Magari è un sistema
perfetto in ogni altro caso, ma quando si è sottoposti a un attacco
come quello messo a punto dagli USA, anche così atipico, così
subdolo, non è all'altezza e condanna il Paese alla
sconfitta, lo rende servo degli USA.
In questo caso, che è un caso di emergenza, l'unico sistema in grado
di resistere è la dittatura. Del resto è pur vero che gli antichi
Romani, i conquistatori del mondo, quando lo Stato era in pericolo
sospendevano gli ordinamenti repubblicani ed eleggevano un dittatore
in piena regola, con pieni poteri sia militari che civili. Forse il
discorso che ho fatto non era veramente una cosa nuova. Era una cosa
dimenticata.
John Kleeves