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Lettera aperta al senatore americano Norm Coleman   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #785 di 999 |
Lettera aperta al senatore americano Norm Coleman

di Gilles Munier

mercoledì, 19 ottobre 2005

"Petrolio contro cibo"...


Signor Senatore,

Ho preso conoscenza del rapporto della commissione d'inchiesta del
Senato degli Stati Uniti che lei presiede, la quale riprende «
informazioni » pubblicate dal giornale iracheno "Al Mada" nel
gennaio 2004 sul fatto che 270 personalità avrebbero beneficiato
di « buoni di petrolio » da parte del Presidente Saddam Hussein.

Rispondendo allora alle domande che mi venivano poste, avevo
riconosciuto che l'Association des Amitiés franco-irakiennes era
stata puntualmente aiutata da una società petrolifera sotto forma di
partecipazione alle spese generate dalle sue attività. Mi sento
dunque oggi nella posizione di poter dire che le accuse rivolte
contro George Galloway e Charles Pasqua sono fallaci e tendenziose.

Attaccando George Galloway, lei se la prende con uno dei più feroci
oppositori britannici all'embargo, all'aggressione americana contro
l'Iraq, all'occupazione di quel paese e … a Tony Blair.

Attaccando Charles Pasqua, lei si vendica della Francia che aveva
aperto, troppo rapidamente per i gusti degli Stati Uniti, una
sezione di interessi economici a Bagdad, che aveva promesso a Tarek
Aziz di ripristinare relazioni diplomatiche con l'Iraq e che si era
opposta allo scatenamento dell'ultima guerra del Golfo.
Prendendosela con lui, lei se la prende con Jacques Chirac nella
prospettiva della sua eventuale candidatura alla prossima elezione
presidenziale.

Attaccando George Galloway e Charles Pasqua, il suo obiettivo non è
solo quello di diffamare le persone citate da "Al Mada", perché esse
avevano reclamato la fine dell'embargo o detto che le sanzioni
contro l'Iraq erano ingiustificate e criminali. Lei vuole anche e
soprattutto mettere paura a coloro che lottano per la liberazione di
questo paese. Non si meravigli se le sue minacce di incolpare gli «
amici dell'Iraq » sono interpretate dalla resistenza irachena come
atti di guerra e se essa un giorno vi risponderà a suo modo.

Lo scandalo, non sono né i « doni » né le « commissioni » che sono
state versate. Esse sono state prelevate – quand'era il caso – sui
redditi d'impresa e mai – come Lei vorrebbe far credere –
sull'insufficiente ammontare fissato dal Comitato delle sanzioni
dell'ONU per l'acquisto di prodotti alimentari o farmaceutici,
autorizzato nel quadro del programma « Petrolio contro cibo ».

Le sole persone condannabili agli occhi del popolo iracheno sembrano
essere quelle che avevano preso l'impegno solenne davanti a Tarek
Aziz di sostenere politicamente la resistenza irachena e che invece
non usano tutti i mezzi di cui dispongono per contrastare la
propaganda di guerra americana e per denunciare i progetti dei neo-
conservatori nel Vicino e nel Medio Oriente.

Faccia pulizia in casa sua, signor Senatore! Altrimenti il popolo
americano potrebbe un giorno ritenerla responsabile della morte di
soldati in Iraq, della detestabile immagine degli Stati Uniti nel
mondo, e di rendere Bill Clinton e George W. Bush debitori di
mazzette per i milioni di dollari versati ufficialmente o
clandestinamente all'opposizione fantoccio irachena.

Il vero scandalo è lo stesso embargo e il programma « Petrolio
contro cibo ». E' il genocidio organizzato del popolo iracheno. Il
numero delle vittime supera il milione e mezzo, ma non c'è nessuno
che osi istruire il processo per questo atto di barbarie occidentale.

Signor Senatore,

quando gli Stati Uniti hanno riconosciuto che l'Iraq non possedeva
armi di distruzione di massa, tutti hanno capito che la menzogna era
stata inventata per soffocare questo paese, preparare un'aggressione
senza rischi e rovesciare il regime baathista. La vostra
amministrazione ha allora sentito la necessità di stornare
l'attenzione dell'opinione pubblica da quello che appariva un
crimine contro l'umanità. Essa ha fatto fabbricare un controfuoco
chiamato « Affare Petrolio contro cibo ».

Il Rapporto Duelfer del settembre 2004 ha dunque posto l'accento
sulle « rivelazioni » di "Al Mada", un giornale il cui direttore è
un ex tesoriere del Partito Comunista Iracheno manipolato dalla CIA.
Lo sa che è stato proprio lui ad aver diffuso una delle più gravi
menzogne del secolo, ossia il cosiddetto affare dei «bambini in
provetta », che servì da pretesto per scatenare la guerra del Golfo
del 1991 ?

Signor Senatore,

a sostegno delle Sue accuse contro George Galloway e Charles Pasqua,
Lei fa fede a dichiarazioni estorte in carcere al Vicepresidente
Taha Yassin Ramadan e al Vice primo ministro Tarek Aziz. Si può
sapere in quali condizioni sono state ottenute queste affermazioni ?

Affinché sia fatta luce sulle cosiddette « bustarelle di Saddam
Hussein », io chiedo che le personalità e le organizzazioni citate
da "Al Mada" e dalla sua sottocommissione siano poste a confronto
con Taha Yassin Ramadan e con Tarek Aziz, in presenza dei loro
avvocati e in un paese neutrale. Non vedo perché gli Stati Uniti,
che li detengono illegalmente, replichino che questo non è possibile.

Lei, d'altronde, può rispondere a questa domanda : è stata la
società americana Chevron a prelevare importanti quantitativi di
petrolio iracheno quando Condoleezza Rice era membro del suo
consiglio di amministrazione e a versare commissioni agli Stati
Uniti o in Iraq? E a chi?

In un altro campo, può dirmi perché non apre un'inchiesta sulle
malversazioni finanziarie in Nigeria di cui è accusato Dick Cheney
quando dirigeva la Halliburton, e sulle quali il giudice francese
Renaud van Ruymbeke avrebbe importanti rivelazioni da fare ?

Infine, Lei può dimostrare che le accuse rivolte contro George
Galloway e Charles Pasqua non sono state fabbricate per coprire sui
media statunitensi lo scandalo provocato dall'imputazione, nei primi
giorni di maggio, di una "talpa" israeliana, sospettata di aver
passato informazioni militari classificate « top secret » ad un
membro della potente lobby filo-israeliana AIPAC - American Israël
Public Affairs Committee – di cui Lei è un membro importante?

In attesa di risposte alla mia richiesta e alle mie domande, la
prego di gradire, signor Senatore, i miei distinti saluti,

15 maggio 2005

Gilles Munier
Segretario generale delle Amitiés franco-irakiennes
www.iraqtual.com

fonte: http://www.eurasia-rivista.org
(18 ottobre 2005)








Mer 19 Ott 2005 9:02 pm

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Inoltra Messaggio #785 di 999 |
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