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Rispondi | Inoltra Messaggio #813 di 999 |
GLI ULTIMI EROI

di Gian Franco Spotti

"Rinascita", 1 dic. 2005

C'è uno spettro che si aggira per l'Europa, del quale pochi si
accorgono ed alla cui esistenza pochi credono, il suo nome è:
POLIZIA DEL PENSIERO.
Un termine che rievoca i periodi bui dell'Inquisizione, della caccia
alle streghe e dei roghi di eretici, blasfemi e atei.
Uomini e donne sacrificati nel corso della Storia da un potere
temporale in nome del mantenimento di un sistema che non permetteva
dissensi o proteste.
Oggi questo periodo è ritornato in auge, anche se vestito con gli
abiti della Democrazia e col patentino dei diritti umani nel nome
del politicamente corretto, dell'antirazzismo e dell'antisemitismo.
I primi a farne le spese e a pagare in prima persona sono una
categoria di persone, sparse geograficamente un pò ovunque, di varie
età, culture e professioni; vengono chiamati: REVISIONISTI.
Storici, ricercatori e scrittori che dissentono (cioè non sono in
sintonia, non condividono o non accettano) la versione dei fatti che
la Storia, scritta dai vincitori, ci ha raccontato negli ultimi 60
anni a proposito delle cause e degli avvenimenti della Seconda
Guerra Mondiale.
Criticare la Storia non è facile, in particolare dopo che scuole,
libri di testo, giornali, televisioni, storici di regime e cinema,
da oltre mezzo secolo e con un incessante martellamento, ci
impongono di credere chi sono i buoni e chi i cattivi.
Un'operazione ben fatta e ben riuscita che ha dato i suoi frutti
devastanti e ignobili a più di una generazione nei quattro angoli
del pianeta ma con un particolare occhio di riguardo al continente
europeo.
La Storia, in particolare quella più vicina a noi e che ha potuto
essere immortalata per la prima volta con mezzi moderni prima
inesistenti, si presta ad essere rivisitata perchè a scriverla è
sempre la parte vincitrice e dominante, la quale ha tutto
l'interesse ad occultare scomode verità a suo sfavore per trarne
vantaggi politici ed economici.
Di ciò si è abusato abbondantemente ed inverosimilmente prima e
durante l'ultimo conflitto mondiale.
Questi fu un conflitto chiave dal cui esito sarebbe nato un nuovo
ordine mondiale da difendere a tutti i costi anche con la menzogna,
la mistificazione, la faziosità ed un lavaggio del cervello su scala
mondiale che non avrebbe potuto o dovuto, in teoria, dare adito a
nessun tipo di revisionismo.
Non che nel dopoguerra non esistessero persone in grado di dire come
erano andate le cose, ma l'esito del conflitto, le distruzioni e i
lutti relegavano le rivendicazioni storiche in secondo piano,
privilegiando l'omertà, l'adeguamento al nuovo corso e
l'assuefazione ai nuovi sistemi e padroni, dando inizio, in milioni
di persone, ad una vera e propria fase di oblio che non fu
risparmiata nemmeno alle generazioni nate dopo.
I tentativi fatti da alcuni storici e scrittori negli anni 50 e 60,
per quanto onesti e coraggiosi, non trovarono l'ascolto o il seguito
che avrebbero meritato.
In quel periodo gli archivi storici erano ancora ben sigillati e
coperti dal segreto di stato, mentre la storeografia ufficiale era
dominante e schiacciante a tutti i livelli.

Gli anni passavano e, mentre ci si allontanava sempre più da quel
periodo, se ne esaminavano gli avvenimenti con più distacco e
razionalità e pian piano si fece strada in molte persone la
sensazione, ma spesso anche un fortissimo sospetto, che le cose
fossero andate diversamente o che comunque molti episodi avessero
avuto un origine ed uno svolgimento diversi da come erano stati
raccontati. Mancavano tuttavia prove tangibili e riscontri
affidabili.

A partire dalla seconda metà degli anni 70, il revisionismo storico
conosce una forte accelerazione e col trascorrere degli anni, fino
ai giorni nostri, un aumento della qualità ed un moltiplicarsi di
fonti nuove ed inesauribili.
Il periodo chiave fu negli anni 90, quando, dopo la caduta del muro
di Berlino, diversi archivi furono aperti e consultabili in molte
capitali e città minori dell'Est Europeo, ivi compresa l'Unione
Sovietica.
Gli sforzi, le ricerche e le perizie dei revisionisti si
moltiplicarono e ne uscì un mosaico di rivelazioni e scoperte
assolutamente esplosive e sensazionali.
Nel contempo però aumentava la repressione giudiziaria e la
persecuzione poliziesca nei loro confronti, arrivando a livelli
assurdi ed inconcepibili per paesi democratici (aggressioni fisiche,
denunce, processi, incarcerazioni, condanne pecuniarie, blocco e
sequestro dei beni, perdita del lavoro, diffamazione a mezzo
stampa).
Questo succedeva e succede tuttora nei paesi europei dove più forte
è l'ondata revisionista (Francia, Germania, Svizzera e Austria, ma a
questi se ne sono recentemente aggiunti altri), i cui legislatori si
sono presi la briga di riunirsi attorno ad un tavolo in fretta e
furia e far approvare a tempo di record leggi liberticide miranti a
tappare la bocca e a condannare chi avesse divulgato o espresso
pubblicamente o per iscritto tesi che contrastavano la versione
ufficiale di alcuni aspetti della Seconda Guerra Mondiale, come le
cause ed i responsabili di quest'ultima, gli stermini nei lager, il
processo di Norimberga, l'Operazione Barbarossa e tutto quanto fosse
legato al quadro politico-militare dell'epoca.

Oggi, nel 21° secolo, la caccia alle streghe si è inasprita ed uno
dei risultati partoriti è il mandato di cattura europeo, un vero e
proprio abominio che, di fatto, sancisce la fine del diritto di
parola, opinione e stampa (su alcuni temi) incluso in tutte le
costituzioni nazionali europee.
Tale legge è fatta per colpire il revisionismo in quei paesi (come
l'Italia) dove non esistono leggi liberticide mirate e facilitare
l'estradizione dei revisionisti verso quei paesi dove il loro
operato è considerato un reato e là giudicarli in base alla
giurisprudenza del paese giudicante.
Solo menti malate e perverse, nemiche della libertà e dei popoli in
genere, potevano creare un mostro giuridico simile.
E' evidente che impedire il libero dibattito storico, basandosi
sulla documentazione d'archivio, diventa prioritario e a questo
punto non si può fare a meno di pensare che non è l'opinione
differente da colpire ma la verità che questa implica, la
sovversione dei Dogmi storici, la riscrittura della Storia, e,
sopratutto, dover riconoscere l'innocenza di chi è stato condannato
dalla Storia e dai suoi Tribunali per atrocità mai commesse, la cui
ammissione, in alcuni casi, fu estorta con la tortura e l'inganno.

I revisionisti, per la loro perspicacia, per i loro ideali e per la
loro missione, possono oggi essere considerati GLI ULTIMI EROI, in
un mondo piatto dove gli eroi latitano da troppo tempo, dove la
paura e la codardia hanno preso il posto del coraggio, dove tutto
diventa mercantile, dove tutto è lecito nel nome del profitto, dove
onore e ideali sono stati sostituiti da tradimento e vigliaccheria,
dove i media sono asserviti ai poteri forti, dove i governi sono
servi e vassalli dei burattinai che hanno dettato il nuovo ordine
mondiale post-bellico, dove la Giustizia si è fusa con l'Ingiustizia
in un orrido gioco incestuoso, dove il disonesto è rispettato e
l'onesto deriso, dove la volgarità e la maleducazione sono degli
esempi da seguire.
Noi dobbiamo essere grati a queste persone, sostenerle, non temere
le scomode verità da loro riportate a galla, dovremmo fare loro un
monumento ed intitolare loro delle vie cittadine, in omaggio allo
sforzo immane che hanno compiuto e che stanno compiendo, ai rischi
che stanno correndo, ai processi che stanno subendo e alle condanne
che stanno scontando ed inflitte dai soloni della democrazia e dei
diritti umani, per restituire a tutti noi quella verità che ci è
stata violentemente nascosta, che ci compete di diritto, per ridare
dignità e riabilitare quelle persone accusate di ogni infamia e che
hanno pagato con la vita per massacri e delitti mai commessi.

Questi EROI non hanno alle spalle lobby politiche o finanziarie, non
sono ricchi miliardari, non sono pericolosi terroristi, sono persone
come tutti noi, di cui non si parla quasi mai o troppo raramente (e
quando succede, sempre in negativo falsificando addirittura i loro
scopi).
molti di loro hanno avuto vita e famiglia distrutte, alcuni sono in
carcere in attesa di processo, altri in esilio con un mandato di
cattura internazionale sulle spalle, altri ancora sono nel mirino
della Polizia del Pensiero periodicamente.
E tutto questo per che cosa ? per sostenere, prove alla mano,
versioni storiche non in linea con quelle dei vincitori !
Non sembra fantascienza ? o la trama di un film orwelliano ?
Purtroppo è la realtà in cui viviamo e vivono queste persone, nella
quale non si deve pensare troppo altrimenti veniamo messi in castigo
dai Maestri Inquisitori.
Non lasciamo sole queste persone, non permettiamo che il loro lavoro
sia stato inutile, leggiamo i loro libri, affrontiamo gli argomenti
scomodi, parliamone con più persone possibili, chiediamo a gran voce
e sempre più numerosi un confronto pubblico e trasparente dal cui
risultato ognuno di noi trarrà le proprie conclusioni con serenità e
senza l'ombra del ricatto e delle minacce.

Gian Franco Spotti
Soragna (Parma)





Sab 3 Dic 2005 12:58 pm

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