Vignette e scontro di (in)civiltà
| Lunedi 6 Febbraio 2006 - 13:30 | Decio Siluro |
http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_editoriale/Vignetteescontr
odiincivilt.shtml
Ogni fede religiosa merita rispetto, ma il credente deve avere la
consapevolezza che quel che per lui è "verità" per altri è solo
credenza o superstizione.
Non si può, insomma, chiedere una condanna per blasfemia se viene
toccato il proprio credo e poi definire gli altri infedeli o
miscredenti solo se credono in altro oppure difendono il loro buon
diritto all'ateismo o all'agnosticismo razionalista.
In Italia viviamo da sempre una condizione di forte condizionamento
clericale, ma questo, per fortuna, non ha impedito che nascesse una
sana satira che coinvolge anche temi religiosi.
In fondo, nelle barzellette, forse solo il sesso è più frequente di
preti, santi, gesù o padreterni, ma non per questo i cattolici si
sentono offesi, anzi forse questo rende un po' più vicina alla gente
una religione spesso poco comprensibile nei dogmi e del tutto
illeggibile nei comportamenti di chi l'amministra.
La pubblicazione di alcuni disegni ironici del profeta Maometto su
un giornale di Copenhagen ha invece scatenato una reazione di sdegno
planetaria.
Sono stati addirittura assaltati gli uffici diplomatici della
Danimarca a Giacarta; in alcune città pachistane diverse migliaia di
manifestanti hanno protestato bruciando bandiere danesi, norvegesi e
francesi; manifestazioni di protesta anche a Mogadiscio, in Somalia.
Hassan Abeb, imam di una delle principali moschee ha detto: "Invito
tutti i musulmani, specialmente i somali, a tornare in patria,
abbandonando quelle nazioni, in particolare la Danimarca, che
mostrano totale ostilità verso la nostra religione".
Il ministro degli Esteri iraniano ha addirittura sollecitato la
convocazione d'urgenza di una riunione straordinaria
dell'Organizzazione della Conferenza Islamica per esaminare i fatti
e decidere azioni comuni.
Una bomba è esplosa in un centro francese a Gaza e a Gerusalemme
migliaia di musulmani hanno dimostrato sulla Spianata delle Moschee
urlando "Dobbiamo rispondere con il fuoco".
Il Forum della Comunità Islamica, associazione che raggruppa una
decina di gruppi religiosi indonesiani, ha chiesto al governo danese
di condannare addirittura a morte il disegnatore delle vignette
incriminate. Insomma si rischia la guerra santa.
E mentre qualche giornale europeo ha pubblicato a sua volta le
vignette per ribadire il diritto alla libertà di stampa, qualcuno si
è avventurato su una strada pericolosa.
Il ministro degli interni Pisanu ha dichiarato che "i simboli
religiosi, di qualunque religione si parli, devono essere rispettati
e non possono essere oggetto di sarcasmo, satira o dileggio".
Si profila, insomma, una sorta di altra polizia del pensiero, questa
volta imperniata sullo scontro tra religioni.
Noi difendiamo il diritto alla libertà di ogni opinione ed
ovviamente critichiamo qualsiasi forma di intolleranza religiosa, ma
dobbiamo chiederci perché un episodio del genere abbia potuto
scatenare una simile reazione.
E la risposta possiamo trovarla soltanto nel clima di nuova crociata
scatenato dagli atlantici dopo l'11 settembre: non è quindi un caso
se tanti popoli accomunati da una stessa fede si siano sentiti
offesi per delle innocue vignette.
Però attenti, perché avanti di questo passo diventerà reato persino
ascoltare le canzoni di Renato Carosone, quel "Caravan Petrol" che
nel ritornello cantava: "Allah, Allah, Allah, ma chi t'ha fatto fa"…
Decio Siluro