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L' ICONA DELLA DECADENZA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #889 di 999 |
L'ICONA DELLA DECADENZA

L'immagine di Berlusconi che si esibisce al parlamento americano è
un' icona degna di rimanere negli annali fotografici. Di quelli che
le riviste alla moda e di Moda pubblicano alla fine di ogni
decennio, ma anche alla fine di un secolo. La vedremo ( se saremo
ancora di questo mondo) alla fine del 2009 e la vedranno i nostri
eredi ( se ci saranno ) alla fine del 2099. Assieme a quella dei
funerali del papa. Sempre di un rito funebre ( meglio lugubre ) si
tratta. La sanzione, meglio, la glorificazione, di un atteggiamento
servile e compiaciuto, non nuovo nella storia del nostro paese, anzi
presente da sempre, a volte egemone, a volte scorrente come un fiume
carsico, ma pronto ad emergere nelle contingenze più opportune a
riprendere il ruolo di guida, di immagine di un popolo. Di icona
santa da ammirare compiaciuti. Fra quelle di Pulcinella e di
Arlecchino. Maschere immortali del costume nazionale. Ma
questo "evento", nella sua miseria, porta con sé qualcosa di più
tragico: il senso della decadenza inarrestabile. Invecchiamento
della popolazione, crisi demografica, rincoglionimento giovanile,
invasione extracomunitaria e mistificazione ideologica con lo scopo
dichiarato di scatenare il conflitto fra italiani ed immigrati.
Crisi politica superbamente espressa dai volti ebeti degli uomini
politici di governo e d' opposizione, crisi economica dilagante,
manifestata tangibilmente da quell' Euro imposto agli italiani ( in
altri paesi rifiutato dal popolo chiamato alle urne) dalla solita
gente, in rappresentanza dell'eterna classe dirigente economica,
felicemente asservita agli interessi finanziari del potere
globalista. Scollamento sempre più accentuato della classe
dirigente economico-politica dalla vita comune del popolo.
Smantellamento della produzione industriale e privatizzazione delle
proprietà del popolo a favore di un orientamento turistico-
ruffianesco dell'economia nazionale. Si tratta di una evidenza sotto
gli occhi di tutti, che denota una mentalità terzomondistica,
incapace di lotta per affermarsi nei mercati internazionali, energia
propria del produttore industriale. Asservimento totale agli
interessi globalistici per quanto riguarda il fabbisogno energetico.
Questo è il quadro reale dell' Italia di oggi, confermato dalle
notizie che apprendiamo dai Media e che possiamo constatare
movendoci per il paese. Condizione delle strade, delle ferrovie,
funzionamento degli Enti di tutela ( della vita, della salute, delle
garanzie sociali e civili) e quant' altro. Ma non è tutto. Anche gli
USA non stanno proprio bene se hanno dedicato l' intero parlamento
( governo ed opposizione ) alle chiacchiere di questo coriandolo.
Fintantoché, infatti, si tratta di incontri ( sia pure ravvicinati
del primo grado ) fra singoli elementi di governo dei due
stati, "amicizia" con Bush a parte, la cosa ci sembra del tutto
naturale. Ma questo coinvolgimento di tutto il parlamento per un'
operazione apparentemente di tipo elettoralistico ci deve far
pensare. Gli USA sono in crisi profonda. Il fallimento militare in
Iraq ne è un sintomo diretto. L' Unione Europea, quatta quatta, si
sta allontanando sempre di più, man mano che acquisisce potere
economico, tecnico, militare. Il mondo islamico è in fermento e la
stupida invenzione, elaborata dai cervelli sionistici dei Teo-cons,
dello "scontro di civiltà", sta ritorcendosi contro i suoi ideatori.
CINA ed INDIA attendono al varco il momento della crisi economica
del colosso dai piedi di argilla. Una crisi tale da NON permettere
le spese militari necessarie per un eventuale attacco all' IRAN. Ed
allora ecco che diventa interessante anche l' Italietta di
Berlusconi. Non perché è ( apparentemente ) governata dal tycoon, ma
per il ruolo geografico a suo tempo enunciato dal Metternich, e dove
hanno posizionato 120 basi militari. Se defezionasse anche lo
stivale dove andrebbero a ricollocarsi? In Israele? Ecco perché il
discorso di Berlusconi è destinato a diventare un' icona. L' icona
della decadenza. Come certe immagini da "viale del tramonto" che ci
restano nella memoria. Indelebilmente.

Giorgio Vitali
"Rinascita", 4 marzo 2006







Sab 4 Mar 2006 4:44 pm

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Inoltra Messaggio #889 di 999 |
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