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ELEZIONI 2006: LA FARSA DI UN CAPITALISMO IN CONCORRENZA CON IL CAPI   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #902 di 999 |
ELEZIONI 2006:
LA FARSA DI UN CAPITALISMO IN CONCORRENZA CON IL CAPITALISMO STESSO


di Carmelo R. Viola



Il "duello" Prodi-Berlusconi a "Porta a Porta" della sera del 3
aprile è il paradigma di una farsa senza precedenti di un
capitalismo che concorre – con acceso tono grottescamente polemico –
al potere in concorrenza con il capitalismo stesso!

Berlusconi è un ossessionato del comunismo che – nel nostro caso –
sta per socialismo: lo teme e, nello stesso tempo, lo sfrutta. Lo
teme perché sa di possedere mezzo mondo, frutto del lavoro di chissà
quante migliaia di lavoratori che l'hanno prodotto per lui e che
sono rimasti poveri. Lo sfrutta perché sa – il furbo – che il
concorrente - Prodi in rappresentanza del polo alternante – è un
sostenitore del capitalismo, fors'anche del neoliberismo – anzi un
docente! – e che quindi non lo può contestare nell'essenza senza
contestare sé stesso.

Che la maggiore ricchezza sia il prodotto dei meriti (meritocrazia),
come ha affermato in sordina (quasi a mezza voce) il paladino
Berlusconi, è una delle più grandi menzogne retoriche di cui si
ammanta la letteratura di quel capitalismo, che è criminalità per sé
stesso. Il capitalismo, con il pretesto della libertà "economica"
(che sta per "concorrenza alla predazione") organizza un gioco,
legale ma pur sempre un gioco, di concorrenza al profitto
parassitario provocando dei ricchi (senza lavoro) sempre più ricchi
e lasciando che la gran massa dei soggetti di una collettività
(detta società) vivano alla men peggio, mimetizzando il tutto dietro
i costumi introdotti dalla tecnologia e dal consumismo come l'auto,
il computer e il telefonino,con dietro la facciata una larga fascia
di poveri, alcuni dei quali concludono la propria triste esistenza
con il suicidio quando non si danno alla delinquenza per fame.

Berlusconi insiste sui crimini, commessi in nome del comunismo,
crimini spesso reali ma che non hanno niente a che vedere con
l'ideale socialista che più che un ideale è un valore scientifico,
in quanto offre la soluzione ottimale della convivenza umana, purché
la si voglia. Berlusconi non distingue – o meglio ha interesse di
non distinguere – fra princìpi ed uomini e sa che il suo
interlocutore non è in grado di rinfacciargli questa ignoranza –
magari finta – che è comunque l'antifona di un'ignoranza totale in
fatto di scienza sociale.

Se i princìpi coincidessero con i fatti degli uomini, il
cristianesimo, responsabile oggettivo delle più inumane atrocità
(basta pensare all' Inquisizione con esseri umani bruciati vivi!)
sarebbe la più grande delle criminalità. Ma non è così: il
cristianesimo è anzitutto il comandamento evangelico dell'amore del
prossimo e non ha niente a che vedere con il cattolicesimo, che lo
ha usurpato per dare una base di credibilità al cattolicesimo,
ideologia politica del potere dei papi e dello Stato del Vaticano.

La farsa consiste nel fatto che i due poli si battono per dettagli
nella gestione di quel capitalismo che non ha niente a che vedere
con la economia vera e propria ma che è l'arte e la scienza di
predare il prossimo di derivazione diretta dell'uomo primitivo, nato
animale, e quindi della giungla. Tanto per cominciare non ha valore
scientifico il fatto che i maggiori meriti debbano essere ripagati
con miliardi sottratti alla collettività, che produce la ricchezza
con il lavoro dei singoli lavoratori a favore di tutti i membri
della collettività stessa – nessuno escluso. L'economia capitalista –
lo ripeto ormai da tempo – è predonomia e i grandi ricchi sono
soltanto dei grandi predatori, tali divenuti legalmente o meno.

Berlusconi sa di non potere essere rimbeccato da chi professa la
stessa ideologia del capitalismo che è molto riduttivo definire
semplicemente criminalità per sé stessa. Esso, in quanto predonomia,
esiste da sempre. Come caratterizzazione specifica, è nato dallo
sfruttamento sistematico soprattutto di donne e di bambini,
costretti a lavorare 14-16 ore e più al giorno e che morivano sul
posto di lavoro di stenti e di fatica, senza che i "padroni" se ne
preoccupassero, considerando quegli esseri umani degli strumenti
vivi "usa e getta".

Il capitalismo è predazione – quindi crimine – elevato a sistema di
vita. E' costume di lotta per il mio che mette fratelli contro
fratelli, figli contro genitori. Altra menzogna è che l'economia si
regga sull'imprenditoria, la quale consiste nello sfruttamento
dell'uomo sull'uomo e sulla produzione e consumo imposto di non
importa che. La necessità di assumere dei lavoratori è l'effetto
secondario su cui si è costruita una montagna di menzogne. Lo
sfruttatore arricchito insignito del titolo di "cavaliere del
lavoro" è una buffonata degna appunto della civiltà della predazione.

I crimini del capitalismo non sono errori umani ma espressioni
fisiologiche (o patologiche) del capitalismo stesso. L'uomo lo può
solo rendere meno o più crudele. Il capitalismo è il peggio di
quanto si possa immmaginare. Capitalismo e cristianesimo vero sono
agli antipodi. Esso è la ricchezza parassitaria di "padreterni",
dotati di relativo "paradiso terrestre" che hanno la faccia tosta di
parlare di bene del paese; è la delinquenza comune (economica: per
fame o per emulazione), è la mafia" (che mafia non è ma soltanto
capitalismo paralegale e armato); è l`imperialismo predatorio della
superpotenza a danno di Stati sovrani, rei di possedere ricchezze
naturali come il petrolio.

Prodi non ha saputo ricordare a Berlusconi che Bush ha aggredito
l'Iraq contro ogni diritto internazionale e contro la stessa Onu non
per la democrazia ma solo per depredare quel paese in nome di
pretesti risultati una menzogna dopo l`altra. Prodi non ha saputo
ricordare che il capitalismo è anche il "terzo mondo" esistente nel
cuore della sedicente più grande democrazia del mondo (che tale non
è) se è vero – e ne diciamo una sola – che negli Usa esistono ben 45
milioni di cittadini senza assistenza sanitaria. Altro che esempio
di civiltà progredita!

Prodi non può dire che il PIL è una sigla ridicola che non può
essere il parametro dello sviluppo antropologico di un paese né
parlare della maledetta quanto tangibilmente reale monetocrazia
ovvero del governo del mondo - e quindi anche del nostro paese – da
parte di banche, nazionali e internazionali, che, da veri istituti
di usura e ladrocinio, tra l'altro prestano soldi (il cui conio è
ormai svincolato dalla riserva aurea) allo Stato italiano
aumentandone così il mai estinto debito pubblico. Non può dire che
in una società socialista lo Stato non ha bisogno di un massiccio
fisco perché riprende la moneta dal circuito produzione-consumo (da
cui oggi è estromesso essendo i privati predatori gli artefici della
salute dello Stato e della collettività) , di cui è gestore (non
interessato a profitti parassitari); che ogni nato ha diritto di
assistenza, di lavoro e di benessere solo perché nato. Non può dire
che capitalismo sono anche i miliardi distribuiti agli uomini degli
sport commerciali come il calcio) o agli uomini di spettacolo e che
il danaro distribuito in giochi e lotterie è "refurtiva sociale",
ovvero ricchezza prodotta da lavoratori. Non può dire che Bot, Cct e
simili diavolerie sono giochi di uno pseudorisparmio che non hanno
ragione di esistere nel socialismo.

Berlusconi ha buon gioco perché le questioni sul tappeto sono
soltanto dettagli (quisquilie, direbbe Totò) su come fare funzionare
quel capitalismo che è da tempo un rudere storico fatto sopravvivere
a forza di espedienti "predonomici" – come la maledetta legge Biagi
sul "mercato del lavoro" - di menzogne e di parole inutili.

Le elezioni politiche di questo 2006 sono una miserabile farsa su
cui i "prossimi posteri" (se ce ne saranno) ci potranno solo ridere
a crepapelle.



Carmelo R. Viola

Centro Studi Biologia Sociale

crviola@...








Mer 5 Apr 2006 2:06 pm

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Inoltra Messaggio #902 di 999 |
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5 Apr 2006
2:46 pm
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