Alcuni forse ricorderanno il mio articolo di qualche mese
fa, "Uranio impoverito vietato parlare"(1), a proposito delle
vicissitudini di un incontro tenutosi a Modena il 18 febbraio 2006
con l'on. Falco Accame.
Sabato scorso, 27 maggio 2006, si è avuto il bis o forse il tris, se
consideriamo i problemi avuti in un'iniziativa ancora precedente
(ottobre 2005), durante la quale la conferenza dello studioso John
Kleeves ("L'Italia è una nazione sovrana"?) era stata disturbata da
un allarme partito improvvisamente all'interno della
scuola "Venturi", che ospita la sala all'interno della quale si
teneva l'incontro.
Questa volta era in programma non solo la proiezione di un video che
mostra le contraddizioni della versione statunitense sugli attentati
dell'11 settembre 2001, ma anche un dibattito con protagonista il
giornalista e scrittore Maurizio Blondet, noto per le sue tesi
controcorrente e autore di una cospicua pubblicistica sulle lobbies
nordamericane.
Nonostante al mattino l'Associazione culturale "Pensieri in Azione",
aderente al Coordinamento Progetto Eurasia, avesse regolarmente
ritirato le chiavi di Sala delle Dame (luogo dell'iniziativa il cui
affitto era stato già pagato da alcuni giorni), alle 16.30, ora
d'inizio dell'incontro, si è rivelato impossibile accedervi in
quanto chiusa dall'interno con una sbarra.
Nel frattempo, Via dei Servi, dove si trova l'Istituto "Venturi", si
era riempita di persone che volevano assistere alla conferenza, al
punto che si conteranno più di 100 potenziali partecipanti.
Dopo aver fatto giungere la Polizia Municipale che confermava
l'impossibilità dell'accesso alla sala e visto che i responsabili
della scuola o del comune non erano rintracciabili telefonicamente,
gli organizzatori decidevano di convogliare gli interessati verso la
sede di una piccola associazione culturale modenese, che gentilmente
acconsentiva di prestarle i locali.
Ovviamente, data la sua ridotta capienza, alcuni dei partecipanti
decidevano di tornarsene a casa, tra di essi due consiglieri
comunali che hanno promesso interrogazioni in proposito.
Gli inconvenienti non finivano qui, in quanto lo spazio ristretto
non consentiva né la proiezione del video né la presentazione del
nuovo numero della Rivista di Studi Geopolitici "Eurasia", dedicato
all'India.
In una saletta stipata fino all'inverosimile, il pazientissimo dr.
Maurizio Blondet ha comunque tenuto la sua relazione, il cui titolo –
concordato con l'Associazione – era: "La strategia dei
neoconservatori statunitensi, l'alternativa multipolare di Russia,
Cina e India, l'assenza dell'Europa".
Il giornalista milanese ha perciò parlato per quasi due ore delle
difficoltà belliche degli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan, del
colpo di stato attuato a Washington dopo l'11 settembre 2001,
dell'importanza dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shangai
quale alternativa all'unilateralismo atlantista, dell'influenza
delle lobbies sioniste sull'Amministrazione Bush, degli accordi
economici russo-tedeschi e tanto altro.
In questi giorni dopo le decise proteste dell'Associazione
culturale "Pensieri in Azione" sono giunte le scuse ufficiali di
Istituto e Comune, che hanno scaricato le responsabilità
dell'accaduto su un operatore della scuola che avrebbe
inavvertitamente chiuso la sala dall'interno prima di andarsene.
Nel frattempo due articoli della stampa locale sottolineavano
l'incredibile accaduto, mentre gli organizzatori decidevano di
incaricare i propri legali affinché venisse fatta una stima dei
danni subiti: in tempi di "pensiero unico" non è accettabile che
venga chiusa la bocca ai pochi che agiscono controcorrente.
STEFANO VERNOLE
1) Articolo su www.terradegliavi.org