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Napolitano persona non gradita   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #925 di 999 |
Napolitano persona non gradita

| Martedì 30 Maggio 2006 - 13:52 | Giovanni Lanza |

http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_attualita/Napolitano_perso
na_non_gra.shtml

Che la Rivoluzione ungherese sia stata un punto cruciale nella
storia del Partito Comunista italiano è cosa nota a tutti. Le
drammatiche vicende del popolo ungherese, raccontate dall'allora
inviato di guerra del Corriere della Sera, Indro Montanelli,
scossero le anime di molti. In Italia noti intellettuali ed
esponenti del Partito Comunista smisero di seguire gli "ordini"
impartiti da Mosca, considerando riprovevoli i massacri compiuti
sulla popolazione civile di Budapest. I russi, per piegare la
rivolta armata guidata, non dall'esercito ungherese, ma dagli operai
che versavano in condizioni sociali pessime e dagli studenti, che
richiedevano più autonomia e più patriottismo nella vita politica
del Paese, impiegarono aerei da bombardamento, carri armati ed
esercito regolare. Il numero preciso dei morti non si è mai
conosciuto, dato che molte persone (dalle 200.000 alle 250.000)
fuggirono dal Paese, in un'emigrazione che il popolo ungherese non
ha mai conosciuto nella sua storia, nemmeno ora che ha la
possibilità di emigrare per ottimi guadagni e senza limiti, verso il
Regno Unito ed altri Paesi dell'Unione (Irlanda e Svezia, in primis)
1. Si calcola che tra i civili caddero 24.000 persone, mentre 7.000
furono le vittime sovietiche, nei combattimenti avvenuti soprattutto
a Budapest tra il 4 ed il 10 novembre2. Molti altri moriranno
giustiziati, tra i quali Imre Nagy, fautore di un socialismo più
umano di stampo nazionale. Ma nemmeno questo aveva potuto far
ricredere i più duri del Partito Comunista Italiano, come
Napolitano, che approvò l'intervento armato sovietico, e solo più
tardi in una sua biografia, raccontò del suo forte tormento
autocritico per quella scelta. Il quotidiano comunista "L'Unità"
descrisse i manifestanti di Budapest come controrivoluzionari
("teppisti" e "spregevoli provocatori"), difendendo il ruolo del
Partito essendo allora, inseparabile dalle sorti del campo
socialista guidato dall'URSS. Ma nel 1989, caduto il muro di
Berlino, molti protagonisti di quella rivoluzione vennero
riabilitati, anche da coloro che li avevano condannati a morte. Vi è
una credenza, ovvero quella che gli ungheresi siano gli "elefanti"
d'Europa, per via della loro grande memoria (soprattutto per quel
che riguarda la loro storia). E gli "elefanti" non hanno
dimenticato. Alcuni rappresentanti della comunità dei reduci della
rivolta ungherese del `56 hanno criticato l'invito ufficiale per una
visita in Ungheria, rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano (fu dirigente del Partito Comunista), alle celebrazioni
per il cinquantesimo anniversario della rivoluzione antisovietica.
L'invito è partito dal Presidente della Repubblica ungherese, László
Solyom, che per questo ha ricevuto una lettera da parte dei reduci
Sándor Racz, László Balas Piri e la deputata conservatrice Mária
Wittner, il quale contenuto è stato divulgato dall'agenzia di stampa
nazionale ungherese MTI:

"Nel ruolo di sopravvissuti della rivolta del `56, protestiamo nel
modo più fermo contro il suo invito ad un politico... anche se
Presidente della Repubblica Italiana, che diede sostegno
internazionale agli assassini sovietici per schiacciare nel sangue
il desiderio di libertà dell'Ungheria"

In Ungheria questi reduci sono considerati oggi degli eroi. Ieri
erano i traditori di un regime tra i più duri che la storia abbia
mai conosciuto. Il nazionalismo ed il patriottismo ungherese,
riguardo alla rivoluzione del '56 è molto forte. Musei e
celebrazioni ricordano ogni anno quell'evento, e la gioventù
ungherese è molto fiera di mostrare le maglie e le coccarde
commemorative. Nel parlare di questo argomento con un ungherese, a
prescindere dalle sue idee politiche, non si può non comprendere
l'emotività del nostro interlocutore, con il quale bisogna avere
molta sensibilità. Nonostante ciò il Presidente Solyom ha ricordato
alla Reuters, che Napoletano ha cambiato nei decenni scorsi la sua
opinione riguardo a quei tragici eventi, aggiungendo di non avere
nessuna intenzione di ritirare l'invito. Gli odierni socialisti
della Repubblica ungherese, non sono altro che dei politicanti con
interessi economici nella finanza ungherese, e non hanno niente a
che vedere con i "vecchi" comunisti. Anche attorno a questa
rivoluzione si è speculato (a livello politico e diplomatico) non
poco, soprattutto negli Stati Uniti d'America, che la usarono per
convincere i popoli del mondo, che la via per il benessere sociale
sia quella capitalista. Se la frase di J. F. Kennedy, viene citata
con orgoglio, su un sito dedicato alla rivoluzione3, oggi gli
ungheresi dovrebbero ricordare che l'attuale amministrazione del
Presidente G.W. Bush, ha commesso una delle gaffe più grandi nella
storia dei rapporti diplomatici dei due Paesi. Alcune settimane fa,
parlando al Congresso americano e davanti a rappresentanti
ungheresi, Bush (ovvero chi per lui ha scritto il discorso) ha
scambiato la rivoluzione del 15 marzo 1848 (la cosiddetta "Primavera
dei Popoli") con la rivoluzione del 1956, tenendo un discorso
anticomunista in una commemorazione risorgimentale. Roba da Casa
Bianca…

Giovanni Lanza








Gio 1 Giu 2006 3:42 pm

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Inoltra Messaggio #925 di 999 |
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