Kossiga e dintorni
di Giancarlo Chetoni
Ci devono essere ragioni di eccezionale urgenza e gravità per
giustificare ieri [26/8/06] la presenza a "Gerusalemme", allo Yad
Vashem, del Senatore Kossiga. L'ex ministro degli Interni durante il
rapimento Moro - casca sempre tutto a fagiolo - è da mesi un malato
terminale per un cancro all'intestino. Fatica a stare in piedi,
eppure a oltre settant'anni di età, con uno stato di salute
precarissimo, ha trovato lo spunto per affrontare il calvario di un
viaggio segnato dalla somministrazione di flebo e antidolorifici.
Nella "capitale", unica, indivisibile ed eterna, così almeno dicono
da quelle parti, dello "Stato di Israele", l'ex Presidente della
Repubblica si è dichiarato "amico degli ebrei".
"… sono quì – ha affermato - perché Israele è l'unico Stato
democratico del Medio Oriente. Difenderlo significa difendere
l'Occidente dalla «guerra santa», dall'estremismo contro «ebrei e
crociati…»" (evidentemente ha assimilato bene anche da "grande
vecchio" il linguaggio di Al Qaeda da Langley). Ha poi definito
Hezbollah un movimento che pratica il terrorismo anche se
considerato da alcuni politici italiani un legittimo partito
politico (evidentemente l'attacco è a D'alema che va a braccetto con
deputati del partito di Dio a Beirut).
La sua ultima uscita, in ordine di tempo, è stata quella di
presentare una denuncia, molto fumosa, al Procuratore della
Repubblica di Brescia Tarquini perché togliesse a quella di Milano
le indagini sul rapimento Abu Omar. Dove c'è una strage, un
attentato o un rapimento o qualche brutto affare del
SISMI "deviato" c'è sempre l'uomo con la "r" arrotata e isolana di
Gladio e Soci.
Per identificare il "lavoro" del massone Kossiga basterà sapere che
è un abilitato a viaggiare sui sommergibili atomici d'attacco della
US Navy che stazionano alla Maddalena e che più volte in passato lo
hanno imbarcato al largo di Civitavecchia per accompagnarlo in
Sardegna (vuoi vedere che lo scalo segreto di Villa Certosa serve
all'ex Presidente del Consiglio di Arcore per ricevere anche le
visite, in gommome da sbarco, e le soffiate di Kossiga?).
Le performance stakanoviste del "senatore" in questi giorni non si
sono limitate agli scali del Ben Gurion. Si è fatto intervistare,
dopo aver assunto 1 Kg di integratori proetici e vitaminici per
tenersi un po' su, anche da La7, nella trasmissione "Omnibus"
registrata con l'acceleratore pigiato.
Le sue dichiarazioni a Montecarlo, dove bazzicano Gad Lerner
e "ciccipotamo" Ferrara ? Eccole.
"… Il Libano potrebbe essere per Prodi quello che la Crimea fu per
Cavour…". "… è un grosso errore - ha aggiunto a proposito della
scelta dell'Italia di rendersi disponibile per comandare la missione
in Libano – continuare a considerarci una grande potenza come
Francia, Germania e Gran Bretagna…".
Perdoniamo a Kossiga, per la malattia e l'arterioscelosi che lo
affligge, qualche equiparazione fuori tiro e i sogni di gloria
dei "bei tempi" della DC. In fondo è stato per oltre cinquant'anni
un seguace, squadra e compasso, di Piazza del Gesù. Più o meno.
Viaggi, denunce e interviste di Kossiga ci mettono sul chi va là.
Insomma parlano e dicono che... "Israele" non vuole il Bel Paese in
Libano e che quello che ha raccontato la Sign.ra Tipzi a D'Alema
alla Farnesina, poi a Gerusalemme, e poi ancora questa mattina
[27/8/06] a Roma, sono, insomma, niente altro che vergognose
menzogne.
Attento D'Alema, attento Parisi, attenti "amici" del Comando
Operativo Interforze!
In circolo ci sono "amici degli amici", c'è qualche quinta colonna
all'opera, tipo Guzzanti, nascostissima, influente, mimetizzata,
alla grande.
Chirac ha mille ragioni per andarci con i piedi di piombo.
Un'ultima frettolosissima analisi. La Sign.ra Tipzi in visita al
Ministro degli Esteri francese Blazy non si è permessa di
colloquiare con esponenti dell'opposizione. In Italia sì. Ha
scelto, ricambiata, di parlare con l'anale biforcuto Fini e il
papista, anche lui, biforcuto osseo, Casini. In un Paese normale si
potrebbe parlare di "indebita ingerenza" negli affari interni di uno
Stato.
Qui da noi i media infeudati al sionismo spacciano per "normalità",
per "prassi consolidata" tentativi neanche tanto nascosti di
condizionare le scelte dell'Esecutivo. Specie se arrivano da Bush,
Blair e Tel Aviv. Non me la sento di mettere in ballo "Gerusalemme".
La sua sacralità e la sua storia non appartengono all'apolidismo.
Lo diciamo senza essere in nessun modo, compagni di viaggio,
della "sinistra" e del "centro", come qualche mese fa eravamo degli
avversari del centrodestra e dei suoi sodali di merende sullo
strapuntino.
Si vede che conserviamo "dentro" un briciolo di dignità che altri
hanno perso per strada o non hanno mai avuto. Noi siamo uomini
liberi.