STORIA DELLA GUERRA DI DISTRUZIONE AEREA 1940-1945
Genere: Libri
Editore: RIZZOLI
Pubblicazione: 10/2007
Numero di pagine: 574
Prezzo: € 24,00
ISBN: 9788817015851
In questo nuovo libro, Gioannini e Massobrio offrono una documentata
ricostruzione dei bombardamenti aerei alleati in Italia, della guerra
che si abbatte sui civili, sugli impianti industriali, le vie di
trasporto e le città. All'analisi della strategia, della tattica,
delle finalità e delle premesse ideologiche dei bombardamenti si
accompagna il racconto, attraverso un collage di testimonianze di
prima mano, delle vicende di coloro che vivevano sotto le bombe. Si
vedono così con gli occhi dei protagonisti lo spettacolo del cielo in
fiamme, i rifugi e le cantine, le case crollate e lo sfollamento. Il
risultato è una storia della Seconda guerra mondiale sul territorio
italiano attraverso una prospettiva rivelatrice.
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Milano come Dresda. Nel saggio di Gioannini e Massorbio "Bombardate
l'Italia" viene ribaltata uno dei più grandi luoghi comuni sui
bombardamenti alleati in Italia negli ultimi anni della Seconda Guerra
Mondiale. I due storici infatti, attraverso documenti inediti e
ricerche negli archivi inglesi e americani, superano il tabù secondo
il quale fosse nell'interesse alleato salvaguardare le opere e le
strutture ritenute patrimonio culturale. Gli scempi di Cassino e
Dresda insegnano che la follia e l'ottusità delle forze alleate era
pronta ad arrivare, ed arrivò in alcuni casi, a scempi di grandi
dimensioni. L'opera non può altro che far riflettere e accreditare,
per noi, un comportamento scorretto e folle già da tempo considerato tale.
http://www.azionetradizionale.com/2007/11/14/milano-come-dresda/
«Mirate al Duomo»: Milano come Dresda
di Bucci Stefano - 04/11/2007
Fonte: Corriere della Sera
Milano come Dresda: la Madonnina come la Turmkreuz, il Duomo gioiello
del gotico internazionale come la Frauenkirchen con il suo stile in
bilico tra barocco e neoclassicismo. È la tesi proposta da Marco
Gioannini e Giulio Massobrio nel loro Bombardate l' Italia. Storia
della guerra di distruzione aerea 1940-1945: un libro-documento che si
propone di svelare (oltre alle strategie, alle tattiche, alle
finalità, alle premesse ideologiche) anche il tabù di quella
«distruzione sistematica delle città italiane voluta da Churchill per
fiaccare il regime fascista». Per farlo Gioannini e Massobrio usano
spesso carte inedite, tratte dagli archivi alleati, come quella che
appunto descrive il Duomo di Milano come «punto di mira» per il
bombardamento della Raf del 24 ottobre 1942 (135 tonnellate di bombe
dirompenti e incendiarie, tra i 150 e 171 morti, 441 grandi edifici
distrutti). Un «punto di mira» inusuale che non verrà colpito ma che
in qualche modo serve a stabilire un ideale collegamento tra il
bombardamento di Milano e quello di Dresda (rasa al suolo nella notte
tra il 13 e il 14 febbraio 1945) con la sua «chiesa-teatro». La
lettera (finora mai pubblicata) viene inviata l' 11 dicembre 1942, in
seguito alla pubblica denuncia di un ufficiale, dal comandante della
Raf, sir Charles Portal, a sir Arthur Harris, capo del comando
bombardieri nonché suo sottoposto: «Non ho visto la mappa degli
obiettivi di Milano, ma mi rifiuto di credere che il Duomo fosse l'
unico punto di mira possibile. So bene che si potrebbe sostenere che è
assai improbabile che il punto di mira designato venga poi
effettivamente colpito, ma una simile difesa apparirebbe debole a
chiunque. Spero dunque che per il futuro tu voglia assicurarti che
edifici storici non vengano più scelti come punti di mira». Prosegue
ancora sir Charles nel suo documento (attualmente conservato nei
National Archives britannici): «Sono convinto che il responsabile di
tale scelta abbia in tal modo messo pesantemente e senza necessità a
dura prova la lealtà di qualsiasi ufficiale che abbia a cuore la sorte
dei tesori artistici e la reputazione della Raf al cospetto del mondo
civilizzato e del giudizio dei posteri». La conclusione è chiara: «Mi
auguro che farai del tuo meglio per evitare in futuro di mettere nelle
mani del nemico e dei nostri oppositori argomenti polemici così
efficaci». Non risulta che Arthur Harris fosse poi rimasto molto
colpito da questa aspra reprimenda: la sua filosofia, spiegano gli
autori, «era di portare l' attacco alle città alle estreme conseguenze
non rinunciando ad alcuna occasione per aggravarne le conseguenze».
Nello stesso documento Portal accenna anche alle restrizioni «che
impediscono di bombardare Venezia, Firenze e Roma senza previa
autorizzazione da parte del ministero». La spiegazione delle
restrizioni è sorprendente: «Non si tratta di evitare di distruggere
obiettivi di valore militare per il timore che si possano distruggere
anche tesori d' arte e d' architettura» piuttosto di impedire
«ripercussioni politiche che possono rivelarsi estremamente gravi».
Sempre a proposito di capolavori nel mirino degli alleati Gioannini e
Massobrio citano un elenco di città italiane, datato 7 aprile 1944,
che suddivide le stesse in tre categorie in base alla loro importanza
storico-artistica. Prima categoria: Roma, Fiesole, Firenze, Venezia,
Torcello («non vanno in alcun modo bombardate senza autorizzazione di
questo Quartier generale»). Seconda categoria: Ravenna, Assisi, Parma,
Montepulciano, Ascoli Piceno («il loro bombardamento, se possibile,
deve essere evitato»). Terza categoria: Pistoia, Modena, Orvieto,
Rimini, Perugia («possono essere bombardate ma ogni danno deve essere
accertato»). Un elenco che sembra davvero tratto dal più classico di
Baedeker: niente di nuovo visto che Hitler, volendo scegliere i luoghi
da bombardare della Gran Bretagna, avrebbe appunto consultato la
famosa guida turistica tedesca del XIX secolo. Nel libro sono tanti
gli spunti possibili: il numero delle vittime civili mai
effettivamente calcolate (tra i 70 e i 100mila); le differenze tra il
«bombing» inglese, notturno e poco preciso, e quello Usa, diurno e
teoricamente più preciso (per gli americani è preciso ogni
bombardamento in cui almeno il 50% delle bombe cada entro circa i 300
metri dall' obiettivo, ma a 300 metri dallo scalo ferroviario di San
Lorenzo a Roma c' è comunque il quartiere popolare di San Lorenzo); la
presunta questione meridionale (le città del Meridione non furono meno
colpite di quelle del Nord, anzi, dopo i primi due anni di guerra,
furono addirittura bombardate con maggiore intensità come testimoniano
i casi di Napoli, Messina e Foggia). Ma dai documenti esaminati da
Gioannini e Massobrio emerge anche un dettaglio sull' atteggiamento
tenuto dagli alleati verso le nostre città: «In Italia non ci
sarebbero state le terribili tempeste di fuoco come ad Amburgo e
Dresda non tanto perché gli alleati volessero riservarci un
trattamento di favore - scrivono -, ma piuttosto perché la struttura
urbanistica delle nostre città era più robusta di quelle tedesche e
meno vulnerabile alla formazione di incendi». E dunque se Milano non
diventò come Dresda fu davvero soltanto per un caso.
Il libro: Marco Gioannini e Giulio Massobrio, «Bombardate l' Italia»,
Rizzoli storica, pp. 576, 24 €
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La guerra che veniva dal cielo
di Giorgio Boatti - "La Stampa", 28/11/2007
Dopo aver analizzato il caso esemplare dei bombardamenti di Torino,
Giorgio Boatti dà conto dei due libri più recenti che studiano i
bombardamenti sull'Italia durante la Seconda guerra mondiale. Secondo
Boatti il pregio maggiore dei due volumi - Bombardate l'Italia di
Marco Gioannini e Giulio Massobrio e L'Italia sotto le bombe di Marco
Patricelli - sta nel fatto che entrambi integrano in un quadro
unitario le ricerche su singole città compiute fino a oggi, tenendo
conto sia degli aspetti militari e strategici sia di quelli sociali,
come l'impatto sulla popolazione.
Emerge così un quadro articolato: a una prima fase di sporadiche
incursioni aeree seguì un periodo di bombardamenti pesanti
dall'autunno 1942 all'estate 1943 che, pur attenuandosi, proseguirono
fino alla fine della guerra, nel 1945.
Nel corso del secondo conflitto mondiale Torino, per la sua
collocazione geografica e per la rilevanza industriale, diventa un
obiettivo prioritario dei bombardamenti anglo-americani. Non stupisce
perciò che sia la prima località italiana a sperimentare la guerra che
arriva dal cielo. Mussolini ha infatti annunciato da poche ore la
dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra quando, nella
notte tra l'11 e il 12 giugno, nove bombardieri si avvicinano al
capoluogo piemontese [...]. Ai piloti inglesi si presenta una città
solo parzialmente oscurata sulla quale scaricano 44 bombe dirompenti.
I morti sono 17, i feriti 40. Un bilancio relativamente ridotto
rispetto alle ben più imponenti incursioni dell'autunno-inverno 1942
[...], della primavera del 1943 e, in particolare, del più feroce fra
tutti gli attacchi: quello che ispirandosi alla strategia dell'«area
bombing», già largamente adottata dalla Raf sulla Germania, nella
notte del 12 luglio `43 colpisce indiscriminatamente la città
provocando 816 vittime e un migliaio di feriti.
L'agonia di Torino, analoga a quella dei grandi centri industriali del
Settentrione e di importanti località della penisola, non è ancora
finita, visto che nell'ambito dell'operazione congiunta
anglo-americana «Pointblank», finalizzata a stroncare i rifornimenti
industriali alla Germania, ancora nel 1944 vengono ripetutamente
colpiti gli stabilimenti della Riv da cui esce il venti per cento dei
cuscinetti a sfere indispensabili alla produzione bellica tedesca.
I bombardamenti aerei sulle città hanno rappresentato, dentro le
vicende della Seconda guerra mondiale, un capitolo a sé, affrontato
negli scorsi anni da pregevoli studi: alcuni incentrati su una visione
dall'alto della vicenda [...] e altri che ricostruiscono invece la
storia dal basso. Vale a dire [...] le traversie delle popolazioni di
località colpite in modo estremamente pesante dalle incursioni che
complessivamente provocano in Italia, secondo dati sicuramente
sottostimati, oltre sessantamila morti.
Adesso, con singolare coincidenza, escono a poche settimane l'uno
dall'altro due ottimi studi - Bombardate l'Italia. Storia della guerra
di distruzione aerea 1940-1945 di Marco Gioannini e Giulio Massobrio,
e L'Italia sotto le bombe. Guerra aerea e vita civile 1940-1945 di
Marco Patricelli - che compongono quelle che erano state ricostruzioni
parziali in affreschi che hanno il pregio dell'esaustività e della
rigorosa integrazione fra fattori militari e strategici, con preziosi
dettagli sulla vita quotidiana degli italiani alle prese con le varie
fasi della guerra aerea. Nel periodo iniziale le incursioni, pur
facendo vittime e danni, sono sporadiche, visto che i bombardieri
giungono dalle basi inglesi e debbono affrontare, con nove ore di
pericolosa navigazione, anche la difficilissima trasvolata delle Alpi:
la percezione della minaccia aerea nella popolazione, complice la
propaganda del regime, permane bassa. Nello stesso periodo, come
brillantemente va a ricostruire Patricelli nel suo libro, Mussolini si
incaponisce a far includere, nonostante le resistenze tedesche, un
Corpo Aereo Italiano nello schieramento della Luftwaffe che martella
l'Inghilterra.
Nonostante le vanterie del Duce neppure una bomba italiana cade su
Londra, mentre sono numerosi i nostri aerei che, nonostante le
prodezze degli equipaggi, soccombono. L'avventura finisce nell'aprile
del 1941 quando finalmente si dispone il faticoso rimpatrio, durato
tre mesi, degli aerei superstiti. Gioannini e Massobrio, nel loro
ampio saggio, oltre ai puntigliosi dettagli militari, forniscono
un'intensa ricostruzione delle fasi più dure (dall'autunno del 1942
all'estate del 1943) dei bombardamenti alleati. [...] La guerra aerea
sull'Italia non finisce con l'armistizio del settembre 1943 ma
prosegue, con altre fasi dall'alterna caratterizzazione e ferocia,
incentrate sia sull'Appennino sia sul Nord dell'Italia, sino agli
ultimi mesi di un conflitto combattuto, è il caso di dirlo, sino
all'ultima bomba.
Marco Patricelli, L'Italia sotto le bombe. Guerra aerea e vita civile
1940-1945, Laterza, pp. 363, € 20.
Marco Gioannini, Giulio Massobrio, Bombardate l'Italia. Storia della
guerra di distruzione aerea 1940-1945, Rizzoli, pp. 574, € 24.
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Altre notizie sui bombardamenti angloamericani sull'Italia:
http://www.italia-rsi.org/alleatidichi/bombardamenti.htm