di Giancarlo Chetoni
Il Segretario della Presidenza della Repubblica Donato Marra ha
comunicato alla stampa il bilancio di previsione per l'anno 2008 per
tenere sul seggiolone, al caldo in autunno e in inverno, e al fresco
in primavera ed estate, l'ex delfino di Amendola.
Per 365 giorni Giorgio Napolitano e il Quirinale costeranno,
centesimino più centesimino meno, ai lavoratori italiani la bazzecola
di 227 milioni e 800.000 euro con un taglio di spese sul previsto dal
triennale 2007-2009 di 3.5 milioni in meno per restare, ci ha fatto
sapere il suo "uomo di fiducia dall'epoca della Presidenza della
Camera", entro il tasso d'inflazione programmata dell'1.7%. Tanto per
rispettare i dati dell'Istat che quest'anno farà entrare nei consumi
abituali dell'Italietta i combustibili solidi come la "diavolina".
Se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere.
Il fabbisogno del Colle per il 2008 registrerà, a quanto pare, "per la
prima volta una significativa riduzione", attestandosi sui 240.8 milioni.
I dati li abbiamo ricavati dall'Ansa così come li ha riportati alle
12.12 del 9 Febbraio, anche se i conti, platealmente, ancor una volta,
non tornano.
Intanto, dall'11 al 30 Dicembre 2007 la Presidenza della Repubblica ha
cominciato a tagliare le spese di rappresentanza per la mancata
partecipazione con corona di fiori e corazzieri ai funerali degli
operai della Thyssen Krupp.
Per capire come stanno le cose nella Repubblica delle Banane va detto
che la Casa Bianca, per "amministrare" 300 milioni di americani pur
disponendo di un megagalattico Jumbo 747 e un parco di 6 jet di medie
e grandi dimensioni, con esigenze di ricorrenti spostamenti planetari
in condizioni di "estrema sicurezza", costa, tutto incluso, al
contribuente USA, 167 milioni di dollari compreso il Secret Service.
Donato Marra questa volta è stato prodigo di informazioni e
trasparente come l'acqua facendoci inoltre sapere che 34 milioni di
euro hanno preso il volo per la gestione dei 2 musei allestiti nelle
tenute presidenziali di Castelporziano e di Villa Rosebery, ambedue
adibite a funzioni di rappresentanza e a uffici di lavoro a
disposizione del Professor Vesuvio.
"Il grande prestigio di queste strutture residenziali – ha fatto
osservare Marra – conferisce all'attività di rappresentanza
internazionale del Presidente della Repubblica un grande valore
nell'interesse dell'immagine dell'Italia".
Che premuroso patriota è questo signore da 30.000 euro e spiccioli al
mese!
Ci verrebbe da chiosare che i due prestigiosissimi complessi non hanno
mai accolto, a nostra conoscenza, nemmeno un ospite illustre di
passaggio per il Bel Paese, e quanto a immagine "esterna" bastano e
avanzano a darcela in giro per il mondo le 400.000 e più tonnellate di
spazzatura abbandonate per strada dal 14 Dicembre e il percolato che
tracima dalle ecoballe e appesta da anni la periferia di Napoli, i
terreni e le falde acquifere della Campania.
Per giustificare le dimensioni di uscite "da sballo" il Segretario
Generale del Quirinale ha inteso precisare che nel 2007 Castelporziano
e Villa Rosebery hanno avuto 64.000 visitatori.
La Galleria degli Uffizi di Firenze, che ha fatto registrare nel 2006
(i dati del 2007 non sono ancora disponibili) 9.518.956 presenze, ha
ottenuto finanziamenti e possibilità di spesa, compresi gli interventi
per la conservazione e di manutenzione ordinaria e straordinaria
della struttura e il pagamento del personale, 9 milioni e spiccioli di
euro.
Evidentemente le esigenze a monte sono assai diverse da quelle a
valle, al di là dei tagliandi staccati per i frequentatori.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per gestire un immenso
patrimonio di monumenti ed opere, in condizioni di crescente degrado,
e contributi a teatro e cinema, ha ricevuto dallo Stato durante il
Governo Berlusconi dai 400 ai 600 milioni all'anno. E lo stesso,
grossomodo, è successo con l'Esecutivo Prodi.
Per il Segretario del Presidente della Repubblica, Castelporziano
custodisce "la più grande collezione di arazzi del mondo, dipinti ed
arredi di grande valore che richiedono costanti restauri - che ha
definito - particolarmente onerosi".
La tenuta "regale" di Castelporziano occupa 6.000 ettari, i visitatori
nel 2007 sono stati 20.000, accolti, a quanto si asserisce, con
attività didattiche educative e con convegni collegati alla sua
peculiare "attività ambientale".
Il costo per la sua gestione è stata di 13 milioni di euro, sempre
ogni 365 giorni.
Il Quirinale dunque come "centro" di riferimento per la crescita della
spesa corrente. Spesa corrente di un Paese ormai gravato da un debito
pubblico da 1.627 miliardi di euro a Novembre 2007.
Ma c'è di più e di peggio.
Le spesucce del Quirinale voce per voce continuano a rimanere un ben
costudito Segreto di Stato.
Del bilancio si conosce il fabbisogno generale di spesa, ma più in là
non si va. Alla faccia della trasparenza.
Il Palazzo della Presidenza della Repubblica è diventato nel corso
degli anni un mostro che ingoia ricchezza pubblica prodotta da
sacrifici e lavoro, in quantità colossali.
Per la gestione di Montecitorio e di Palazzo Madama se ne vanno un
altro paio abbondanti di miliardi.
Poi c'è il costo pazzesco che va dalla Regione fino al Consigliere di
Circoscrizione con un ritorno "politico" come quello che è sotto gli
occhi di tutti: un barnum mediatico di funamboli, di contorsionisti e
di clown in preda a ricorrenti raptus predatori e il vizietto di
digerire malvolentieri sia intercettazioni telefoniche che avvisi di
garanzia.
Al 31 Agosto del 2000 - dati successivi non ce ne sono - al Quirinale
il personale era di 931 dipendenti diretti, più 928 assorbiti per
"distacco" da Ministeri e Organismi di altre Amministrazioni
Pubbliche, per un totale di 1.859 tra addetti e faccendieri con una
retribuzione media netta, tra il Segretario Generale e uno stuolo di
uscieri, di 75.000 euro ogni 12 mesi, emolumenti e indennità a parte.
I Corazzieri erano 274 e gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri
senza casco, sottogola, pettorale di metallo lucidissimo e uniformona
nientepopòdimeno che 254, di cui 109 solo a disposizione a
Castelporziano, e 213 gli agenti di P.S., 77 le Guardie di Finanza,
21 i VV.UU. e 16 quelle del Corpo Forestale dello Stato, lasciando da
parte i cavalli alloggiati nelle scuderie del Quirinale che a quanto
si dice sarebbero più di 60 escluse le mascotte: una capretta e un cane.
Dalla conta delle FF.AA. manca la Marina Militare ma non la Guardia
Costiera, con 6 motovedette ed equipaggi per la protezione del
litorale prospiciente la "preselletta" di Castelporziano.
Il solo, inamovibile, potentissimo Gaetano Gifuni, sostituito
dall'altrettanto funzionario di lungo corso Donato Marra, aveva a
disposizione un "gabinetto" di 63 funzionari, mentre il personale
distaccato per i lavori di manutenzione delle aree a verde del
Quirinale prevedeva un organico di 155 unità.
A quanto ne sappiamo questi dati sono rimasti sostanzialmente invariati.
E così via, tra il "gigantismo" e l'insulto alla dignità di milioni di
famiglie italiane che cercano, senza riuscirci, di mettere insieme
pranzo e cena.
Il pesce puzza sempre dalla testa.