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Il riconoscimento del Kosovo: una scelta scellerata   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #995 di 999 |
di Giancarlo Chetoni

Che Massimo DAlema come Presidente del Consiglio nel 1999 abbia
bombardato e fatto bombardare alla Nato, consentendo l'uso di
aeroporti militari italiani, l'allora Repubblica Federale di Serbia
senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e quindi
in aperta, flagrante violazione al diritto internazionale, è arcinoto.
Che da questa aggressione aerea a uno Stato Sovrano siano usciti,
macellati, tra morti e feriti, oltre 8.500 tra bambini, giovani,
uomini, donne e anziani è universalmente assodato.
Che al termine dei `lavori' si siano dovuti registrare una
distribuzione capillare su Serbia e Kosovo di 32 tonnellate di uranio
impoverito e "danni collaterali" per 3,7 miliardi di dollari a
impianti industriali, infrastrutture di trasporto e comunicazione,
edifici pubblici e abitazioni, lo sanno anche i sassi.
Che da Ministro degli Esteri, dal Maggio 2006 al Febbraio 2008, il
Baffo di Gallipoli si sia impegnato in tutte le sedi internazionali, a
Bruxelles, all'Onu, alla Casa Bianca e in giro per l'intera Europa, ad
appoggiare la secessione del Kosovo, togliendoci dalle tasche
miliardi di euro per mantenere un contingente di occupazione di 2.350
militari nella Kfor e un altro bel po' di scarponi in Albania per dare
una mano a Sali Berisha, lo abbiamo imparato a nostre spese.
D'Alema, nel rispetto della "legalità democratica", ci aveva però
promesso in cambio un passaggio in Parlamento per il riconoscimento
ufficiale di Pristina.
Ci siamo dovuti accontentare, a camere sciolte, di un Consiglio dei
Ministri convocato per rifinanziare le "missioni all'estero" senza
che Rossi-PdCI, Pecoraro Scanio-Verdi, Mussi-SD abbiano fatto una
grinza o piegato un sopracciglio. Solo il "duro e puro" e ultra
antipatico Ferrero di Rifondazione Comunista ha espresso, a nome
della "Sinistra Arcobaleno" una debolissima nota di dissenso a nome
dei "compagni" per l'appoggio, altro punto in agenda del CdM,
fornito dal "governo" Prodi a un criminale di guerra come Hashim Thaci .
In un passaggio alla Commissione Esteri, D'Alema, in cambio, ci ha
fatto sapere il 20 Febbraio che "il passo del riconosciment al Kosovo
si rendeva necessario per l' Italia dal momento che i nostri militari
italiani avrebbero potuto essere esposti a rischi evidenti e avremmo
dovuto ritirarli".
Insomma, in soldoni stavamo abbozzando a livello diplomatico con
Pristina perché se non lo avessimo fatto l' UCK ci avrebbe sparato
addosso.
Dover ingozzare dosi da cavallo di vergognose menzogne e di una
colossale, invigliacchita furbizia come quella messa in campo dal
Capo della Farnesina non può che indignarci.
A proposito, ecco cosa dice, anche se non lo nomina direttamente, del
"premier" Thaci il Generale Fabio Mini , già generale comandante
della Kfor-NATO a Pristina.
"Il Kosovo indipendente serve solo ai clan che lo potranno utilizzare
per spregiudicate operazioni. Un porto franco che consentirà di farne
un punto d'approdo per nuove banche, per nuove finanziarie in odore di
mafia e di traffici illeciti dal momento che Montecarlo, Cipro e
Madeira non sono più centri sicuri ed affidabili per l'accumulo e il
riciclaggio del denaro sporco".
Tirare in ballo un'isola dell'Oceano Atlantico sotto nazionalità
portoghese, con tutta sicurezza dice molto.
Il suo giudizio è durissimo anche sui dirigenti politici del Kosovo e
parla in particolare di un'"anima nera" che è il mandante di almeno 28
omicidi commessi contro esponenti politici di punta del Partito di
Rugova. Una precisione micidiale. Roba di chi sa anche altro, forse
di più sconvolgente.
"Uno- afferma Fabio Mini - che come molti capi dell'UCK non ha mai
dovuto spiegare a nessuno la fine di migliaia di serbi, rom e
albanesi accusati di collaborazionismo fatti fuori con i metodi della
pulizia etnica fin dal primo dopoguerra".
L'ex Generale non comprende inoltre la fretta della (cosiddetta)
Comunità Internazionale verso il riconoscimento del Kosovo
indipendente dal momento che questi processi di stabilizzazione non si
risolvono in pochi anni e soprattutto non si affidano a organismi e
classi dirigenti che hanno contribuito alla disintegrazione
materiale, politica ed amministrativa del Kosovo.
Abbiamo i dati della Relazione della Commissione Europea che
certificano l'inesistenza istituzionale, industriale ed economica
dello Stato del Kosovo. Ci ritorneremo.
"Ma ci si rende conto - continua Mini - che all'Aja non testimonierà
più nessuno contro gente che comanda uno Stato?".
L'ex Comandante della Kfor non esclude che la proclamazione di
indipendenza possa avere un effetto a catena nella regione balcanica e
anche più in là. "Questo previsto riconoscimento USA-Europa fa saltare
il diritto internazionale fondato sulla sovranità degli Stati. Uno
scempio voluto dall'Amministrazione Bush. Che non credano in queste
garanzie e in questi diritti, gli Stati Uniti lo hanno dimostrato in
Iraq. Sotto questo aspetto il Kosovo è l'altra faccia dell' Iraq". Per
il Generale Mini, poi, il riconoscimento che l'Italia si appresta a
dare a Pristina è un errore fatale ben peggiore di quando si volle
fare a suo tempo con la Croazia. (la sua intervista al Corriere della
Sera è del 16 Gennaio, quindi in data precedente alla decisione presa
dall'Esecutivo Prodi). "Quella almeno era una Repubblica federata non
uno Stato sottratto a uno Stato membro a pieno titolo dell'ONU. Non
credo che l'Italia ci cascherà - continua –, il riconoscimento non
spetta a singoli Paesi.
Eccome se c'è cascato il Governo Veltrusconi targato Repubblica
delle Banane! C'è entrato di testa e ne uscirà in mutande, caro
Generale.
Come si vede, la posizione dell'Ambasciatore Ciurkin all'ONU e il
pessimismo sulle minacce alla pace mondiale espresse da Lavrov e dal
Cremlino sono tutt'altro che isolate anche in Italia. Preoccupazione
per quello che potrà succedere nei Balcani arriva addirittura
dall'ex generale William Nash, che nella metà degli anni Novanta era
a capo delle truppe USA in Bosnia.
Belgrado - afferma – chiuderà le frontiere, interromperà i traffici
commerciali col Kosovo, taglierà l'elettricità e i rifornimenti
energetici essenziali a Pristina e si adopererà per farle mancare il
sostegno internazionale appoggiata da Mosca e Pechino che all' Onu
hanno il diritto di veto, oltre a proclamare l'indipendenza
dell'enclave di Mitrovica. La minoranza serba scenderà nelle strade,
vi saranno proteste ed incidenti, anche gravi, la Nato e la missione
Eulex cadranno fatalmente in una trappola da cui stenteranno ad uscire.
Poi c'è l' operazione Albania. Quella la rimandiamo.





Dom 24 Feb 2008 8:22 pm

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Inoltra Messaggio #995 di 999 |
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di Giancarlo Chetoni Che Massimo DAlema come Presidente del Consiglio nel 1999 abbia bombardato e fatto bombardare alla Nato, consentendo l'uso di aeroporti...
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24 Feb 2008
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