Il XII Congresso di Veneto liberale riunitosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2009,[.]
non può non manifestare la propria delusione per non essere state conseguite nessuna delle priorità che si erano indicate nel precedente congresso.
Infatti, al passivo vanno iscritti sia l'assenza di una efficace impegno per la pace a fronte di un montante fondamentalismo a livello planetario, sia le elezioni europee ridotte a mera competizione domestica e sia il fallimento dei referendum elettorali Guzzetta-Segni.
In questo quadro negativo si inserisce l'esaurimento delle energie umane del sodalizio il che rende particolarmente difficile perseguire il progetto dei "liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto", pur sussistendo ancora la possibilità, se non proprio la probabilità, vista la crisi dei due partiti perni dell'attuale bipolarismo, crisi, peraltro, contrastata con la lucida iniziativa berlusconiana volta ad alimentare il conflitto antiberlusconiani/berlusconiani.
PQM
Il Congresso di Veneto liberale decide di concentrare, sino all'acquisizione di nuove energie e di nuove opportunità, la propria attività nel "Coordinamento castellano per la Libera Scelta" in quanto ritiene indispensabile presidiare la frattura laicismo/clericalismo per il progetto dei "liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto".
(estratto dalla mozione del XII congresso di Veneto liberale svoltosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2009)
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