> At 13,07 24.11.98 +0200, Giuseppe Strano wrote:
> >Una delle cose che ho notato, in coloro i quali trovano interessante e
> >accattivante l'idea democratica diretta, e' che spesso la scoperta della
> >rivoluzionarieta' della dd si accompagna ad una valutazione di
> >probabilita' bassissima di attuazione in tempi brevi, ragione per cui si
> >rinuncia alla possibilita' di unire le proprie forze alle altre ritenute
> >troppo deboli.
>
> Questo e' un tratto caratteristico italiano. Lo scetticismo.
> Corrisponde al "si', ottimo, ma ....". Significa che per partire
> occorre avere una soglia minima che dia inerzia (mutu proprio)
> alle idee. Coordinarsi con altri; cooperare.
Va bene d'accordo, ma perche' allora noi non cooperiamo o almeno non
cooperiamo di piu'?
> Trovo lo stesso
> scetticismo quando parlo di federalismo. "Ottimo ma irrelaizzabile
> in Italia". Forse manca anche la progettulita' del futuro per cui
> non si riesce a tradurre in termini pratici, a rendere "progetto"
> una buona idea.
E' proprio per cercare di costruire questo progetto, in termini pratici,
che e' nata la ADD. Analizzare e definire i principi democratici teorici
e trovare gli strumenti per *praticarli* intanto al nostro interno. Un
progetto che per funzionare come sistema di gestione delle istituzioni
pubbliche, deve poter funzionare intanto nell'associazione stessa.
A proposito di federalismo direi che l'idea di federalismo e', per lo
meno, pienamente compatibile con un sistema a dd.
Permettetemi una digressione 'teorica'.
I seguenti sono elementi caratteristici della democrazia diretta, o, se
volete, aspetti del potere che un sistema dd deve tendere a praticare in
maniera egualitaria e massimizzare:
a] - massimo e uguale potere di decisione (una testa un voto)
e] - massimo e uguale potere di espressione (tempo per parlare in
assemblea, spazio sul bollettino, accessibilita' di media in generale,
ecc.)
i] - massimo e uguale potere di proposta (ugual numero di proposte
fattibili ai diversi tipi di procedura temporale,...)
o] - pmassimo e ugualeari potere di controllo (accessibilita' ai
registri e verbali, controllo delle attivita', ricezione della
partecipazione altrui...)
u] - massimo e uguale potere di esecuzione (accesso agli incarichi,
autocandidatura ...)
Ciascuno di questi elementi e' vitale affinche' si possa dire che un
sistema sia democratico.
Se consideriamo quegli aspetti del potere effettivo, direi che il
federalismo e' il piu' efficiente dei modelli organizzativi compatibili
con la dd.
Infatti riducendo il numero di "questioni locali da risolvere con
decisioni sovraordinate":
a - si aumenta il peso del proprio potere di decisione sulle questioni
che riguardano la propria individualita'.
e - aumenta il tempo a disposizione e lo spazio di espressione, ma
diminuisce il target. Questa diversa distribuzione e' pero'
qualitativamente migliore perche' il target e' centrato sugli spazi di
vita rilevanti per l'individuo, quindi il potere di espressione e' piu'
incisivo nei suoi effetti all'interno del nostro spazio di vita.
i - il numero di proposte fattibili dovrebbe aumentare e quindi aumenta
il singolo potere di proposta.
o - e' ovvio che il decentramento dei poteri e delle responsabilita'
sulle risorse rende piu' "focalizzabile" il controllo, quindi
tendenzialmente piu' efficace. Un controllo efficace e' connesso
all'accessibilita' delle informazioni sull' "oggetto controllato", e
questa, e' sicuramente piu' ampia se si restringe la massa di
informazioni implicate. Inoltre e' connesso anche alla significativita'
delle info, significativita' che e' legata alla conoscenza gia'
posseduta sull' "ambito" cui le info sono relative: e questo aspetto e'
sicuramente esaltato dall'organizzazione federalista.
u - decentrando e localizzando gli atti esecutivi e' evidente che
migliori la possibilita' di assumere direttamente la responsabilita'
negli atti esecutivi delegati, cosi' come migliora la possibilita' di
esecuzione diretta individuale.
Noi, come add ne realizziamo, di quei principi, diciamo bene [a] e [i],
in maniera sufficiente [e], e male [u] e soprattutto [o].
Questo dipende anche dalle troppo ridotte risorse e dimensioni
dell'associazione, ma abbiamo la responsabilita' proprio di trovare
strumenti che la espandano.
In questo abbiamo ancora dei compiti da completare, proprio sul versante
del controllo e dell'organizzazione o almeno della prefigurazione
dell'organizzazione in senso federalista.
Tu sopra dici <<Coordinarsi con altri; cooperare. >>
Ma non credi che sia utile lo strumento dell'add?
[...]
>
> >Non credo che in Italia esistano altre associazioni che cercano di
> >spingere cosi' a fondo il principio della democrazia.
> >Ce ne sono alcune che ricreano comunita' telematiche ma che nei metodi
> >di gestione ricalcano le organizzazioni tipiche rappresentative (con
> >sindaci, giunte, elezioni ad intervalli...)
>
> Suggerirei di contattare www.centocitta.com che e' il sito del
> movimento federalista dei sindaci (Cacciari, Rutelli and C.).
> Sono nuovi e forse non sono ancora "contaminati".
Non ci sono problemi. Anzi accolgo personalmente il tuo invito. Ma resto
dubbioso. Non so nulla del mfs ma so che spesso belle parole d'ordine
sono interpretate in versione gattopardesca.
Per esempio Berlusconi e' per la democrazia diretta. Nel senso che vuole
l'elezione diretta del presidente del consiglio. E' inutile dire che
quella e' una visione plescitarista e non democratica diretta e che,
semmai, va in senso contrario ai principi della democrazia diretta.
Il federalismo se non e' associato, non solo ad una riduzione di scala ,
ma anche, ad una modificazione del rapporto d'uso del potere del
cittadino, e' solo un modo per garantirsi un piu' stretto controllo
personale dell'espropriazione elettorale. Questa mi pare infatti la
visione della Lega Nord. E quello, infatti, non si dovrebbe neanche
chiamare federalismo, ma secessionismo, come infatti si e' chiamato per
un certo tempo.
> Anche www.perlulivo.it ha una comunita' di lavoro che si sta spogliando
> di statuti rigidi e con cui e' possibile collaborare.
In ogni caso vale la pena di tentare di suscitare qualcosa. Ma perche'
non vi associate tutti alla add? :-) La add dovrebbe diventare il luogo
di tutti i veri democratici individualisti, specie se federalisti. :-)
La add e' nata proprio per non essere di nessuno. A lungo mi sono
battuto proprio per evitare clausole protezionistiche sui fondatori. I
fondatori sono solo una causa occasionale, non una efficiente, e debbono
contare, come contano, come l'ultimo degli iscritti, e nella misura in
cui non fosse cosi', cio' va cambiato.
Cioe' si dovrebbe percepire che uno non entra a far parte della "nostra"
associazione, ma diventa copartecipe della "sua".
>
> Ciao, Francesco F.
--
/\ Associazione Democrazia Diretta
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