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Rispondi | Inoltra Messaggio #3910 di 5247 |



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- pecunia matters -
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Fino ad oggi presentare una petizione in pubblico, nella speranza che venisse
firmata dalle persone, al fine di avviare un processo per un qualche auspicato
cambiamento sociopolitico, era in verità un atto non molto dignitoso, anzi
piuttosto penoso, non foss'altro per quell'essere costretti ad avanzare una
richiesta, quasi che chi veniva sollecitato a firmare doveva far un favore al
generoso attivista per qualcosa che così spesso, quando era stato ben concepito,
andava a migliorare il mondo con una comune, generale convenienza.

Tutti ormai siamo al corrente di quanto frequentemente oggi le cose funzionino
al contrario, ed anche il Laboratorio di Ricerca Sociale Eudemonia ne è
pienamente consapevole. Per la qual cosa, specificatamente in merito a quanto
sopra, ribalta il tradizionale modo di presentare le sue proposte d'innovazione
sociale, e, invece di chiedere una adesione, letteralmente offre in vendita al
pubblico i suoi progetti per una società migliore.

Questo in verità non deve stupire più di tanto, poiché, oltre per quanto già
detto, oltre per la necessità che fruitore ed offerente del bene sociale si
pongano in una giusta posizione l'uno nei riguardi dell'altro, vi è anche un
altro motivo, ben più decisivo.

Ma prima concediamoci un minuto per osservare l'attuale situazione.


L'ambito d'intervento sociopolitico è al momento terreno di caccia per ogni
gruppo di potere, di vario tipo ma tutti focalizzati e raccolti intorno ad
interessi di parte, economici ma anche di categoria, e pure culturali, in questo
caso spesso con forte influenza superstiziosa. Intorno ai nuclei centrali di
tali gruppi gravitano poi un'infinità di attivisti e simpatizzanti, nonché di
vario personale pagato.

Ora, osservando l'azione compiuta da tutta questa umanità, notiamo che essa è
affetta alternativamente da:

- interessi di parte,
- superficialità ed incapacità,

o da entrambi questi insiemi di cose.

Precisamente: coloro che costituiscono il nucleo centrale sono di parte contro
ogni altro nucleo. Riguardo a ciò, si pensi che lo statuto di un partito
politico esclude espressamente la partecipazione ad un altro partito, la qual
cosa lascia comprendere quanto l'attuale nostro sistema politico sia basato su
contrapposizione e faziosità, su principi di esclusione e quindi su visioni del
tutto parziali e per questo inconcludenti, dimenticando che un sistema può
invece funzionare solo se basato su fondamenti di cooperazione ed integrità, su
principi inclusivi e quindi su visioni complete, abbraccianti l'intera realtà e
per questo conclusivi.

[Questo sistema rovina e vanifica anche le migliori e più oneste intenzioni,
anche gli intenti di coloro che fondano in continuazione nuovi partiti col
sincero scopo di riaffermare il bene e contrastare il male].

Anche coloro che si limitano a simpatizzare per un qualche nucleo politico sono
di parte, non foss'altro per quel giuramento di fedeltà esclusiva loro
richiesto, e per giunta superficiali, e quindi inevitabilmente incapaci, perché
la loro è una attività svolta nel tempo libero da altre attività per loro
prioritarie, in quanto spesso essenziali per il loro fabbisogno di reddito.

Infine, coloro che vengono pagati da un nucleo sono, sì, professionali ma
assolutamente di parte anch'essi, in vero fedelissimi a coloro che li hanno
assoldati, e per nulla disposti a preferire una visione completa ed obiettiva,
imparziale, giusta e corretta, bensì freddamente determinati ad appendere la
coda dove vuole il loro padrone, checchè ne possa pensare il famoso asino.


Parzialità e superficialità: questo è il tremendo cocktail sociopolitico in cui
sta annegando il nostro mondo! Quello che manca essendo esattamente il
contrario, sarebbe a dire: approfondimento ed integrità.


Più o meno di recente, fortunatamente, molte persone, tra cui osa annoverarsi
anche chi qui scrive, istintivamente, come meglio possono, stanno cercando
strade alternative a quelle tradizionali citate sopra. Ma ci troviamo ancora in
una fase preliminare, l'avanzamento essendo impedito sostanzialmente dal fatto
che al momento non sono disponibili strumenti d'intervento sociopolitico adatti
al carattere di indipendenza ed organicità tipico della nostra idea/azione.

Cosa occorre, allora, precisamente, a nostro, naturalmente personalissimo
nonché, s'intende, irrilevante, avviso? Occorre per prima cosa liberare
l'intervento sociopolitico dall'ingerenza delle varie concrezioni di potere
stracotto. Occorre che l'intervento sociopolitico possa attuarsi liberamente,
senza essere pilotato da alcuno, e perché questo possa avvenire occorre
predisporre almeno una via giusto a questo scopo.

All'interno di un possibile nuovo circuito un qualsiasi cittadino, in modo
autonomo da qualsiasi forza politica, potrebbe presentare la sua proposta
direttamente agli altri cittadini. Questi a loro volta potrebbero esplorare
questo innovativo spazio di democrazia diretta alla ricerca delle idee che a
loro paiono buone e giuste, per votarle e porle alla successiva attenzione delle
tradizionali Istituzioni di governo.

Le proposte che venissero infine ratificate beneficerebbero di un adeguato
premio, la possibilità di una ricca ricompensa essendo potente motore per
attivare quell'approfondimento che solo è possibile trascorrendo molto tempo, e
riversando molte energie, nell'analisi di un problema, e quel colpo di genio
capace d'un tratto di sintetizzare una soluzione ottimale. La genialità non
potendo certo manifestarsi in alcuno che rimanesse invece immerso nelle
ideologie ancora in vigore, risalenti a secoli se non millenni fa.

In questo consiste essenzialmente il "Mercato delle Innovazioni Sociali" di
recente proposto: null'altro che una vera e propria assemblea nazionale
permanente che, alimentata dallo stesso fuoco che alimenta il sistema del
brevetto industriale, evitandone però la benché minima esasperazione,
produrrebbe di continuo una serie di proposte di elevatissimo livello e qualità,
sempre fresche in relazione ai tempi.


Ora: ammesso che tale proposta sia buona (e sinceramente, pur con tutta la
nostra volontà, non riusciamo a scorgere alcunché di male nel concedere una
possibilità del genere al cittadino) al momento essa è ancora una pura idea
priva di concretezza. Parrebbe quindi che un qualsiasi individuo non abbia
ancora alcuna possibilità di una azione propria, indipendente almeno quanto
finanziariamente motivata.

Così in verità non è, in quanto chi volesse iniziare a percorrere questa nuova
strada della scoperta ed invenzione solitaria (ricordiamo che una associazione,
un gruppo un partito possono contribuire in modo molto limitato al concepimento
di nuove idee: l'unione, è noto, fa la forza, non l'intelligenza!) dispone già
ora almeno di una possibilità: quella di presentare la sua proposta non più
chiedendo una adesione bensì offrendola a pagamento ai suoi pari che volessero
sottoscriverla.

In questo modo coloro che volessero cimentarsi nell'ideazione di nuovi percorsi
su cui indirizzare la società avrebbero finalmente la possibilità di essere
genuini, spontanei, onesti, e, non rivolgendosi più ai vari gruppi di potere
bensì direttamente ai cittadini, avrebbero certo maggiori chance di trovare ciò
che effettivamente occorre per migliorare o trasformare radicalmente il nostro
sistema. Si tratterebbe di un passo avanti piuttosto consistente: invece di
essere attratti e pilotati da denaro condizionato ad una sottomissione al
sistema perché da questo concesso, potrebbero esprimere liberamente la loro
creatività rivolgendosi direttamente agli altri cittadini.


Non sarebbero più i finanziamenti a suggerire cosa occorre fare e ad indirizzare
corpi e menti.

Sarebbero i prodotti generati dalla sensibilità e dalla creatività della persona
ad attirare i fondi.


Naturalmente quanto qui auspicato non è che uno dei diversi possibili nuovi
strumenti d'intervento sociopolitico che potrebbero esserci utili. Queste nuove
vie, invece di sostituire le vecchie, potrebbero andare ad aggiungersi ad esse,
in modo che lo stesso successo di ognuna, col tempo, andasse a determinare quale
strada mantenere aperta e quale invece chiudere.

Detto questo, dalla teoria passiamo ora alla pratica, anche per mostrare a chi
volesse cimentarvisi come mettere subito a frutto queste idee, con la proposta
di tre specialissime innovazioni sociali.


Per l'appunto il "Mercato delle Innovazioni Sociali": un luogo d'intervento
civile dove, come abbiamo appena detto, ogni cittadino può contemporaneamente
presentare proprie proposte tese a migliorare la società e votare quelle che
ritiene migliori. Trattasi di una vera assemblea nazionale permanente
accessibile ad ognuno nel doppio ruolo di proponente e votante!

http://www.hyperlinker.com/mercato/petizione.htm


"The Switch": un vero e proprio commutatore, una piccola leva, un minuto ma allo
stesso tempo decisivo timone, per invertire d'un sol colpo la rotta del nostro
Pianeta, ora diretta verso un tragico destino, e condurlo sano e salvo in un
porto sicuro.

http://www.hyperlinker.com/the_switch/the_switch.htm


L'"Equo Impiego Pubblico a Rotazione": letteralmente una nuova concezione del
pubblico impiego che trasforma uno Stato chiuso in una entità realmente aperta
ad ogni cittadino. Da entità passiva e completamente sottomessa allo stato, il
cittadino si trasforma in una figura attiva che contribuisce in prima persona,
con la propria sensibilità e creatività, all'andamento del proprio Paese.

http://www.hyperlinker.com/ars/petizione.htm


Mai prima d'ora sono state offerte contemporanemente innovazioni così definite e
consistenti, corrette e legittime. Almeno questa è la nostra modesta,
precisamente: irrilevante, opinione.

A voi il giudizio finale.


I migliori saluti,

Danilo D'Antonio

Internet, il 03/01/38



"Molte persone partono con l'intenzione di cambiare il mondo, ma poi finiscono
per trasformarsi in nulla più che semplici bottegai".

Così ebbe a dire Elisée Reclus, un pensatore vissuto circa un secolo fa. Pur in
certi casi opportuna, la sentenza sembra dimenticare che far bottega è un atto
essenziale, perfino i fiori brillando nei loro colori e spandendo dolci effluvi
solo a fini utilitaristici, non solo per piacer nostro, ma anche e soprattutto
loro.

"Est modus in rebus" in questo caso potrebbe essere un detto più utile. Troviamo
il giusto modo per far bottega con le idee, ed avremo compiuto un notevole passo
avanti. Apriamo una via indipendente di guadagno agli innovatori sociali, e
vedrete quante nuove, funzionali, belle idee avremo: altro che ideologie del
passato, piuttosto stupende visioni del futuro!
























Mer 3 Gen 2007 8:24 pm

eulab_groups
Offline Offline
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Inoltra Messaggio #3910 di 5247 |
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... - pecunia matters - ... Fino ad oggi presentare una petizione in pubblico, nella speranza che venisse firmata dalle persone, al fine di avviare un processo...
Laboratorio Eudemonia
eulab_groups
Offline Invia email
4 Gen 2007
1:17 pm

Il giorno 3-01-2007 22:24, Laboratorio Eudemonia, laboratorio@... ha scritto: (guarda in fondo per la risposta) ... - pecunia matters - ... Fino ad...
Zorrovitt
zorrovitt@...
Invia email
9 Gen 2007
11:22 am

... grazie per avermi offerto la possibilità di esprimere ulteriori note sul "Mercato delle Innovazioni Sociali", ero giusto in attesa di una osservazione...
Laboratorio Eudemonia
eulab_groups
Offline Invia email
10 Gen 2007
12:14 pm
Avanzata

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