Gent.ma Sig.ra Alessandra,
"la solidarietà non è un lusso"!
Questa frase era lo slogan di una manifestazione organizzata dal terzo
settore con i sindacati tanti anni fa, me ne ricordo il percorso nelle
strade centrali di Roma, sotto braccio una cara amica, Clara Bolognani,
scomparsa ormai 10 anni fa, infermiera, militante del Tribunale per i
diritti del malato, donna dell'UDI, che nei brefotrofi del dopoguerra si era
battuta per condizioni più dignitose, che aveva smascherato medici
incapaci di leggere biopsie che sbagliavano diagnosi sui tumori femminili,
...Cofferati che concluse l'iniziativa a Piazza del Popolo era quasi uno
sconosciuto ...
La solidarietà non è un lusso, è uno slogan bello e
colmo di significati, come quello del manifesto per il 60° anniversario
della Dichiarazione Universale per i Diritti dell'uomo, i “Diritti
umani se non li difendi ... te li tolgono!
E questi sono slogan degni di azioni simboliche, e non c'è un luogo
dove le azioni simboliche sono possibili ed altri no, per lo meno
fintantoché viviamo in uno Stato che si definisce democratico ...
Lei manifesta, forse, una certa insofferenza per il fatto che da Assessora
io possa intervenire su listaetica ...
lascia l'impressione che non abbia letto in maniera attenta quanto scritto
(io parlo di un Direttore Sanitario, Lei di un Direttore Generale, da me mai
citato!),
come se Lei volesse indossare le vesti di procuratore della Clinica!
E allora siamo più precisi sulla situazione di fatto:
tutti i pazienti nella parete antistante il proprio letto hanno poster e
sono:
foto di familiari, foto de La Mecca, poster di Totti e ... della Magica
Roma, messaggi di amici e figlioli, etc., ah, c'è un leggio con il
Corano!
a nessuno dei pazienti è stato mai chiesto se questi poster davano
fastidio, né ci risulta dessero fastidio al Direttore Sanitario (non
Direttore Generale!) e altri medici ..., né risulta vi fosse mai
stato un regime autorizzatorio
ai familiari di R.C. non danno fastidio oggetti e poster di altri pazienti,
hanno messo un poster sui Diritti Umani con dedica regalato alla paziente,
che non dava fastidio a nessuna delle pazienti,
non hanno portato un albero di Natale, ma con i fogli dei msg di
solidarietà ricevuti, le hanno DISEGNATO sulla parete, dove è
stato sottratto il manifesto sui diritti umani, un albero di Natale ...
le assicuro non c'è alcun problema di libertà e di rispetto
reciproco tra pazienti ...
certo può accadere che se un parente di un paziente segnali al
personale medico la necessità di accudire un altro paziente per il
quale da almeno un'ora nessuno vigila
(situazione: testa con craniotomia penzolante sulla sbarra del letto,
tentativo di strapparsi l'ago con flebo dal polpaccio, traversa fradicia per
il versamento della soluzione della flebo)
il medico di turno, per la precisione dottoressa, risponda:
“Si faccia gli affari suoi e pensi a sua madre!”
Detto questo, i suoi distinguo sul manifesto, fanno pensare per assurdo che
“siccome gli ebrei davano “fastidio” sia giustificabile
l'olocausto, i campi di concentramento, etc. ...”
magari la lettura di qualche scritto di Hannah Arendt come “La
banalità del male”, o “L'origine del totalitarismo”
può consentirle di rivedere le sue riflessioni ...
Sull’adeguatezza della Clinica:
la struttura è stata pubblicizzata come centro risvegli, per la
precisione Unità Risvegli nel proprio sito internet, indicata come
tale in più di qlc pubblicazione online di Associazioni di
traumatizzati cranici, quando i familiari di RC hanno segnalato in maniera
circostanziata le incongruenze rispetto al servizio pubblicizzato, le
informazioni sul sito sono sparite, ed è emerso dalla Asl di
competenza che la Casa di Cura non ha l'accreditamento per questo tipo di
assistenza, e, come detto nella mail precedente, anche se la riabilitazione
dove sei ricoverato è “finta”non è possibile il
trasferimento da riabilitazione a riabilitazione ...
motivo per cui la signora RC non è costretta dalla forza ma dai fatti
e dalle astuzie delle Case di Cura, questi pazienti una volta dentro una
struttura,accreditata o meno, sono pressochè sotto
“sequestro”,il caso Englaro, dovrebbe far riflettere ...cmq se
Lei ha questa grande possibilità di trovare un posto letto decente
per la signora R.C. lo faccia, gliene saremo tutti grati!Inoltre le
alternative di cui parla Lei, in generale, vanno calate nel particolare, e
non sono soluzioni che avvengono con “uno schiocco di dita”,
tutte le alternative da tempo si stanno cercando di praticare, ma
evidentemente non è così semplice.In merito al “quanto a
Lei”:1) Fa una domanda ovvia (sembra trattarmi da deficente) rispetto
alla quale però stenta a comprendere che la negazione del manifesto
è indice della mancanza dell’assistenza necessaria che è
cosa gravissima e intollerabile, ma il manifesto tolto è spia delle
collusioni messe in atto per coprire situazioni di bassi livelli di
assistenza2)Da oltre un anno e mezzo, corrispondente per eccesso al mio
mandato, mi sto occupando di questi problemi, l'unica regione in Italia, in
grado di gestire l'appropriatezza medico – sanitaria, nei confronti di
pazienti con gravi cerebrolesioni, è l'Emilia Romagna (vedi:
www.gracer.it), per il resto c'è il deserto o peggio ... e a tutti i
soggetti istituzionali di competenza ho scritto da tempo e sollecitato in
diversi modi, nonché ho chiesto specificatamente un'indagine
conoscitiva su questi pazienti nel Lazio.E, su listaetica, spero la
solidarietà non sia un lusso, che si intervenga da Assessori o meno,
e sia luogo dove le iniziative e le campagne di tutela dei diritti, possano
trovare terreno per promuovere la dignità di ogni essere umano, il
cambiamento politico necessario affinchè l'intollerabile non avvenga
più!Prendiamo coscienza delle speculazioni sulla salute della
gente,dei tagli che stanno avvenendo nel settore sociale
(http://www.sociale.regione.umbria.it/news.asp?id=138) ed operiamo per il
bene dei più deboli, chiunque mi troverà sempre disponibile.
Buon Natale.Antonella Milanini
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