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VIAGGIO INTORNO AL III
MILLENNIO
@ notiziario
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Care amiche, cari amici,
gli incontri sull'Expo sono
stati in parte buoni e interessanti, ma in parte fumosi. Parleremo ora,
come proposto dalle associazioni promotrici, di sovranità alimentare e
diritto al cibo: un primo incontro su modelli di produzione
agroalimentare e leggi di mercato e successivamente un secondo incontro
su produzione e consumo nel futuro sistema agroalimentare mondiale. Per
migliorare l'iniziativa: a) ridurremo la durata dei ringraziamenti
iniziali, b) abbiamo iniziato a presentare i brani musicali che vengono
eseguiti; c) una sintesi finale più breve. Il tutto secondo il
programma sotto riportato.
Gian Carlo Costadoni
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Programma incontro
Sabato 21 Novembre 2009
ore 15.30-17.30
LIBRERIA
FELTRINELLI
via Manzoni 12, Milano
(metro 1 Cordusio e Duomo, metro 3 Monte Napoleone; tram 1, 2)
IL DIRITTO AL
CIBO È SOTTOPOSTO ALLE LEGGI DEL MERCATO?
Teatro
La cucina di
Bahia di Jorge Amado e Paloma Jorge Amado a cura della Associazione culturale Nuvolan9ve
Intervento
Bruno Rindone
- Professore di chimica nell'Università degli studi di Milano-Bicocca
Esperienza
Elena
Muscarella - Coordinamento attività territoriali del Centro
regionale d'intervento per la cooperazione (Cric)
Musica
L'albero di
mele di Jovanotti, eseguito dal violinista Massimiliano Lepratti.
Moderatore
Ada Civitani
(Acra)
L'ingresso
è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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Riportiamo la valutazione del secondo
incontro sull'Expo, con i dati relativi alle persone presenti.
Un Expo per lo sviluppo?
(Milano, 3
Ottobre 2009)
Dati
* 32 persone presenti (72%
donne; 32% persone associate).
* 78% Milano città, 11% Milano provincia,
11% altre province della Lombardia (5,5% Brescia; 5,5% Como).
* 27% impiegati (di cui 7% impiegati
pubblici), 27% ex insegnanti, 13% collaboratrici di ong (di cui 6,5%
Fratelli dell'uomo e 6,5% servizio civile in Acra), 33% altre
professioni (insegnante, studente, collaboratrice editoriale, libero
professionista/precario, ingegnere).
* Età media 47 anni, età mediana 44-53
anni, età più ricorrente 26 anni (29% da 21 a 30 anni, 7% da 31 a 40
anni, 14% da 41 a 50 anni, 14% da 51 a 60 anni, 36% da 61 a 70 anni).
* 27% Feltrinelli (di cui 17% tramite
Eventi e 6% tramite sito), 22% ong promotrici (di cui 11% Icei, 5,5%
Acra e 5,5% Fratelli dell'uomo), 22% posta (di cui 17% posta
elettronica), 11% Gian Carlo Costadoni, 6% altre associazioni
(Greenpeace tramite notiziario inviato da Roberto Di Lernia), 6%
notiziari non meglio precisati, 6% amiche.
Valutazione
L 'incontro
è stato fumoso, poco esaustivo, un po' disorganico e un po' "volatile".
A parte il poco dibattito e la partecipazione del pubblico, è mancato
lo spazio per uno scambio di idee e per un discorso vivace. L'attore,
anche bravo, sembrava poco in tema, nonostante McDonald's. Infatti, il
brano recitato (voto 8) aveva un legame abbastanza labile con il tema e
più evidente con il filmato. Dalla riflessione sui progetti
internazionali della Società Expo 2015 da parte di Filippo Ciantia
(voto 5=) e dall'esperienza su "Facciamo l'Expo giusto, facciamo l'Expo
dei popoli" da parte di Lele Pinardi (voto 5+), il pubblico non ha
capito che cosa fa Expo s.p.a. "E se è vero che per l'Expo è ancora
tutto in alto mare, perché trattare il tema?". Mentre qualcuno lo ha
ritenuto interessante anche per persone non addette ai lavori, a
qualcun'altra "sembrava un incontro tra addetti ai lavori, una riunione
esplorativa per/tra le ong in vista di futuri rapporti di forza, e non
un'occasione per spiegare ai comuni cittadini come e su che cosa si
potrebbe lavorare". C'è chi ha trovato il dibattito "loffio" e chi gli
ha dato 8 come voto. "Se si deve fare una riunione tra le ong e sulle
ong, meglio scegliere un altro contesto". Sarebbe stato meglio
accostare il teatro e il filmato, anche se ciò non risponde alla
scaletta. A proposito, "chi ha suggerito di mettere il filmato alla
fine? A volte è la parte più 'istruttiva' e accattivante". Per una metà
del pubblico, viceversa, l'incontro - su un argomento necessario - è
stato interessante (soprattutto per merito di Pinardi), buono,
istruttivo, complementare a quello precedente e molto importante per
qualità e professionalità dei relatori invitati. Esso ha portato il
pubblico a conoscenza di realtà di cui questi ignorava l'esistenza,
anche se solo alla fine si è affrontato concretamente il problema. Il
pubblico ha apprezzato la sintesi finale del moderatore, anche se
qualcuna vorrebbe sintesi più brevi. Le persone ci tenevano molto a
vedere il documentario(L 'incubo di
Darwin, voto 9), che per qualcuna era il motivo per partecipare.
Il filmato, molto bello, riporta brutalmente alla situazione reale!
Anche non finito, era significativo. Peccato che, essendo in fondo, non
se ne sia potuto parlare. Indice di gradimento: 50% (39% parzialmente
critici, 11% totalmente critici).
Le relazioni sono state vaghe
- un po' troppo vago Ciantia (forse denota l'indeterminatezza di Expo
2015 Spa), un po' vaga quella di Pinardi - deludenti, e a volte
autocelebrative: alle volte si faceva fatica a seguire il filo del
discorso troppo dispersivo. In particolare, la relazione di Ciancia -
"bravissimo a non dire niente" - è stata la più generica: superficiale,
inutile e vuota di contenuto, un po' troppo "a grandi linee", insomma
"acqua del rubinetto". "Ma uno che ha lavorato anni in situazioni
internazionali ha bisogno di leggere quello che dice?". Appena meglio
(cioè decente) la relazione, per quanto molto interessante e articolata
ma un po' poco concreta nei risultati, del molto più simpatico Pinardi,
"anche se è un po' utopistico pensare che questa Italia diventi
promotrice di una lotta alla povertà e di un mondo più giusto. Tante
buone intenzioni, ma la realtà della dirigenza politica è un'altra!".
La sua esperienza, se si esclude l'ipotesi dei microclimi, non è
proprio arrivata al pubblico, nonostante egli ripetesse di frequente
"...per portare un'esperienza concreta...". Una minoranza ha giudicato
viceversa di buona qualità, abbastanza interessanti, aperte, concise e
disponibili al dibattito le relazioni dei "sempre competenti" relatori.
Esse sono state "davvero importanti per capire che l'eventuale
insuccesso e fallimento dell'Expo sarà abilmente tramutato in
lungimiranza di progetti che stanno o staranno per nascere come
migliore eredità da consegnare (purtroppo per loro) ai posteri". Indice
di gradimento: 29% (47% parzialmente critici, 24% totalmente critici).
Suggerimenti
(in corsivo quelli che sono stati accolti,
sottolineati quelli che saranno sottoposti al giudizio del pubblico,
tra parentesi i nomi di chi li aveva avanzati)
Regolare il condizionatore su una temperatura più alta di almeno 5
gradi, in modo da non doverlo spegnere per poi... soffocare dal caldo.
All'inizio il
riconoscimento alla Feltrinelli e un piccolo richiamo ai gruppi
promotori dell'iniziativa (30 secondi in tutto). (Adriana Faggi)
Anche se il
pubblico chiede un orario diverso, non si può iniziare dalla volta dopo
senza avvisare. (Lidia Vacchi)
Lasciare che
chi ha iniziato prosegua come ha già stabilito.(Angelo Errico)
Portare più esempi concreti e progetti in corso.
Aprire opportunità di partecipazione per il pubblico e per tutti in
generale.
Mantenere la
caratteristica di informalità e centralità del dibattito.
(Stefano Sevà)
Creare un ambiente più discussivo.
Rispondere
alle domande senza dilungarsi eccessivamente. (Thalita Seno)
Vedere
i filmati all'inizio o, al massimo, a metà. (Adriana Faggi)
Sintesi
finale più breve. (Sara Marazzini)
Alla fine, se
non arrivano domande e il moderatore non ne ha di sue, poter chiudere
l'incontro in anticipo. (Adriana Faggi)
Temi di attualità proposti
Ambiente.
Acqua.
Progetti per acqua comune, bene di tutti.
Ecologia e consumo sostenibile da insegnare a tutti.
Energia.
Petrolio.
No all'uso dell'atomico, sì energie rinnovabili.
Gestione locale e internazionale dei rifiuti sia comuni che tossici.
La risposta alla emigrazione di disperazione.
Progetti per lo sviluppo dei paesi poveri.
L'acqua in relazione alle guerre in Medio Oriente.
Expo e sicurezza nel trasporto di persone e beni.
Qualità della vita a Milano.
Mobilità sostenibile/Milano.
Meno ipocrisia in generale.
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La nostra opinione
Testo ricevuto dal Centro regionale d'intervento per la cooperazione
(Cric)
Realizzare un processo partecipativo
Nel 2008 in
Ecuador si sono svolti i lavori dell'assemblea costituente, che ha
portato alla formulazione di una nuova costituzione. Questa è
considerata all'avanguardia per l'attenzione che viene data a garantire
i diritti umani fondamentali alla popolazione riguardo l'accesso alle
risorse naturali e ai servizi. Il periodo durante il quale si sono
svolti questi lavori non è stato interessante solo per il risultato che
si è raggiunto, ma anche per il processo participativo che si è
realizzato, con una significativa attività di dibattito e proposta
all'interno di differenti attori della società, oltre che di un dialogo
aperto tra società civile e mondo politico (in questo caso
rappresentato dall'assemblea costituente). Vi erano riunioni a livello
nazionale e provinciale di vari gruppi per discutere su temi come la
sovranità alimentare, l'accesso all'acqua, la partecipazione, ecc. Si
sentiva nella popolazione un forte interesse per contribuire alla
costruzione di un nuovo modello di società.
E ora pensiamo alla nostra realtà in Italia e a Milano. Mi sembra che
le occasioni per la popolazione di discutere e fare proposte siano in
molti casi limitate; ci si lamenta, ma non si riesce (o forse non si
cerca con determinazione) a trovare le modalità perché i cittadini
possano essere attori partecipi e propositivi. Quale può essere il
ruolo che incontri come quelli organizzati da Icei e da altre
organizzazioni hanno in questo processo? Probabilmente l'informazione
che si ottiene in questi incontri contribuisce a creare l'interesse per
tematiche che spesso non vengono neanche menzionate dai canali
tradizionali e ufficiali. Essere informati può rappresentare un primo
passo per poter sentirsi motivati a riflettere su certi aspetti, e da
qui arrivare a proposte di azione individuale, a livello del gruppo di
appartenenza e a livello di pressione su attori esterni.
Ma questa informazione spesso circola all'interno di gruppi e tra
persone che già in modo autonomo si documentano e riflettono. Di
conseguenza, occorre tentare di portare questi incontri e questa
informazione fuori da questi gruppi, dando la possibilità di accesso
attraverso incontri nelle scuole, nei centri abitati minori (dove
spesso queste iniziative non esistono, a differenza della città), nei
luoghi di ritrovo, negli spazi aperti pubblici, cioè in tutti quei
contesti dove probabilmente possiamo raccogliere l'interesse e la
curiosità di coloro che spontaneamente non cercano o non riescono a
partecipare a queste iniziative nelle biblioteche e nelle associazioni,
ma che risulterebbero interessati nel momento in cui le trovassero in
altri ambiti dove normalmente essi sono presenti.
E infine, una maggiore informazione e un maggiore interesse tra la
popolazione sono sufficienti perché quest'ultima assuma un ruolo
attivo? Ripensando all'esperienza partecipativa dell'Ecuador, questi
forum locali di discussione producevano sempre proposte e la sintesi di
queste proposte veniva portata in spazi appositi di dialogo con
l'assemblea costituente.
Forse è proprio quest'ultimo aspetto che manca maggiormente nel nostro
territorio, dove dobbiamo trovare altre forme di azione per favorirlo.
La popolazione ha il diritto e dovere di essere cittadini attivi, che
formulano proposte, che possano far conoscere le loro opinioni. Il loro
ruolo non si deve limitare a votare per un partito o per un altro,
senza praticamente nessuna possibilità di dialogo e interazione con
questi rappresentanti eletti. E nel mondo dei giovani, spingere perché
si formulino alcune proposte (e dare anche gli spazi e i modi
opportuni) è un elemento cruciale per favorire la costruzione di una
società civile futura attiva e dei cittadini maturi che ne siano parte.
(Fabio Fussi)
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PROSSIMI INCONTRI
LIBRERIA FELTRINELLI
via Manzoni 12 Milano
28 Novembre 2009
Produrre e consumare cibo nel mondo
nel futuro sistema agroalimentare
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| VIAGGIO
INTORNO III MILLENNIO
rightfree 2007
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| Proponi un incontro... |
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| Le
associazioni promotrici propongono incontri di approfondimento delle
dinamiche del nostro tempo per recuperare la sana abitudine
dell'analisi critica del mondo in cui viviamo attraverso il confronto e
la partecipazione, aperta a tutti e a tutte. Gli incontri sono
organizzati sulla base delle proposte avanzate dal pubblico durante gli
incontri stessi: chiunque può venire, proporre e veder realizzato
l'appuntamento suggerito, che gli enti promotori cercano di realizzare
al meglio, mettendo a disposizione i propri strumenti. Per
informazioni: 02/36582772, info@.... |
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