LUCA GEMMA
"Tecniche di illuminazione"
Ponderosa/Edel
Ingresso 10€
ingresso ridotto convenzioni 8 € (fnac)
Inizio h 22:00
Dopo il bellissimo esordio solista di tre anni fa (Venus) Stacco
brillante, con il passato di Rosso Maltese (di cui era membro
fondatore con Pacifico)
Venerdì 30 marzo
Esce il secondo disco di
LUCA GEMMA
Nei negozi dal 30 marzo
Tecniche di illuminazione nasce dall'incontro di Luca con un
produttore artistico come Paolo Iafelice, già studio manager delle
Officine Meccaniche per una decina d'anni, nonché tecnico del suono
di Fabrizio De Andrè, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Daniele
Silvestri e Vinicio Capossela.
Il produttore esecutivo è invece Titti Santini di Ponderosa Music &
Art.
La band che lo ha aiutato è composta da Massimiliano 'Iarvo' Chiappa
(giradischi e campionatore); Sebastiano De Gennaro (batteria e
marimba); Fabio Mercuri (chitarra elettrica); Paolo Pischedda
(pianoforte e tastiere); Andrea Viti (basso, dodecacordo e sitar).
Ci sono anche diversi ospiti che hanno aiutato Luca in questa seconda
opera; il chitarrista Massimo Martellotta, già collaboratore di
Stewart Copeland e di Eugenio Finardi; e la flautista Silvia Catasta,
componente dell'Orchestra Filarmonica della Scala di Milano.
Il risultato?
Coniugare la leggerezza e l'accessibilità tipica di una canzone con
un significato profondo e un suono accattivante». Questa, in estrema
sintesi, la filosofia alla base del secondo album solista di Luca
Gemma. Quarantanove minuti per 13 brani volutamente 'elettrici',
registrati in session live e spesso senza che i membri della band li
conoscessero prima di eseguirli. Quasi a garanzia della freschezza e
dell'autenticità dell'interpretazione.
«È un disco (che lo vede collaborare in alcuni brani, per la parte
musicale, con Aurelio 'Ray' Tarantino) in cui gli spunti e gli
episodi – più o meno gioiosi, più o meno dolorosi – sono
autobiografici. Stavolta, però, la forma della narrazione non lo è
quasi mai», puntualizza Gemma. «In fase di scrittura ho finito per
trasformarmi in una sorta di cronista di quella che è la vita attorno
a me. Da qui l'idea di costruire queste 13 canzoni come fossero
altrettanti micro documentari di cui sono al tempo stesso,
sceneggiatore, regista e autore della colonna sonora. Protagonisti
sono i personaggi che ho cercato di riprendere con la mia finta
macchina da presa descrivendone la quotidianità. Una quotidianità
fatta non solo di sentimenti, ma anche molto concreta, 'scandita' da
gesti fisici e da corpi». E ancora: «Se dovessi individuare un filo
rosso, direi che c'è sempre un luogo, quasi sempre urbano (il brodo
di cultura dell'album e l'ambiente che più mi stimola); un tempo
definito (la durata della canzone); e qualcuno da inquadrare con la
luce giusta. Io ho adottato le mie "tecniche di illuminazione". I
personaggi si inventano le loro per vivere. Per trovare il proprio
lampo di luce, la propria consolatoria oasi di felicità».
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