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lucarellilibriedelitti · Lucarelli libri e delitti - I libri di Carlo Lucarelli.... i delitti insoluti
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Rispondi | Inoltra Messaggio #233 di 603 |
ciao a tutti!
in attesa di chattare con Carlo Lucarelli ospiti di Simone Spanio
domani 25 giugno 2003 alle 23.00
(http://www.spanio.it/lucarelli/chat.asp)
dopo la puntata speciale di blu notte...
ecco la trascrizione dell'incontro con lo scrittore su kataweb La
Repubblica avvenuta ieri (23 giugno 2003),
la potete leggere anche qui:
http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/lucarelli/chat/ch
at.html
e http://www.carlolucarelli.supereva.it/45n.htm
ciao
i pinguini

Ecco il testo della chat che Carlo Lucarelli ha tenuto con i lettori
su La Repubblica on line.

metacom: Perché hai scelto di pubblicare dei racconti, invece che un
romanzo? I racconti sono meno faticosi da scrivere? O lo sono di più?
Carlo Lucarelli: No, i racconti sono altrettanto faticosi... è solo
che volevo fare un libro che raccogliesse tutti quelli che avevo
scritto fino ad ora ne ho raccolti 112, poi ne ho scremati una
cinquantina è una specie di antologia, se vogliamo.

margheritaj: Volevo sapere i tuoi prossimi impegni televisivi.
Carlo Lucarelli: mercoledì 25, promossi in prima serata con uno
speciale sulla mafia che si chiama "La mattanza" poi, se tutto va
bene, in tutti i sensi, da gennaio in poi, sempre in prima, con una
nuova serie.

fbarini: È in programma un'altra versione cinematografica di uno dei
tuoi libri? A me piacerebbe una bella fiction sull'ispettore
Coliandro.
Carlo Lucarelli: C'è... hanno finito di girare Il Giorno del Lupo...
ora stiamo studiando l'ipotesi di una serie.

fbarini: Qualche consiglio per un apprendista scrittore di libri
gialli/avventura?
Carlo Lucarelli: Sono consigli tipici: leggere, scrivere, farsi
leggere... avere il senso del mistero, cioè raccontare una storia che
coinvolga chi legge e prima di tutto chi scrive. Non una storia
qualunque, ma la più bella che possa venirti in mente... se coinvolge
te, allora funziona.

roffles: Cosa voleva essere Blu Notte? Un programma di
intrattenimento o di approfondimento? Con che prospettive è nato? Non
ho mai capito questo punto.
Carlo Lucarelli: Voleva essere un programma che racconta storie che
stanno per essere dimenticate e farlo attraverso le emozioni e le
immagini, come si fa con i romanzi. Poi è diventato quasi un
programma investigativo per i primi tre anni e un programma storico
per questi ultimi due. Adesso, con la nuova serie, vedremo. Un
programma sulla memoria e sulle emozioni, spero.

fbarini: Quanto tempo dedichi alla ricerca (bibliografica,
sopralluoghi etc) prima di iniziare a scrivere un libro?
Carlo Lucarelli: Tanto tempo... e infatti non consegno mai il libro
al mio editore quando scadono i termini editoriali. Direi sei o sette
mesi a pensare il libro e altri quattro, cinque a scriverlo. Per il
prossimo libro, che vorrei ambientare in Eritrea nel 1895, sto
studiando e aspetto settembre, quando farà meno caldo, per andare a
vedere.

pumacchiotto: Quando facevi leggere i tuoi primi scritti, di quali
commenti ti fidavi e come facevi a capire chi ti faceva complimenti
di circostanza invece di dirti "bello sto racconto, hai mai pensato
di fare l'idraulico"?
Carlo Lucarelli: Bella domanda. Infatti bisogna stare attenti... io
ho sempre cercato di far leggere le mie cose a persone motivate. Mi
spiego: mio fratello è un lettore analitico, che conta i passi del
personaggio e ti dice se a pag 3 ne ha fatti più che a pagina 2. E
questo serve. Ho una mia amica che odia tutto quello che scrivo; le
faccio veramente schifo. A lei faccio leggere subito le mie cose per
vedere se ottengo anche solo una smorfia più compiacente. Poi ci sono
altri scrittori di cui mi fido. Insomma, bisognerebbe diversificare
il lettore "di prova", e cercare lettori che non abbiano debiti con
te.

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fbarini: Come scegli i nomi di fantasia che attribuisci ai personaggi
dei tuoi libri?
Carlo Lucarelli: Ci sono serbatoi di nomi che gli scrittori usano.
Uno di questi, per molto tempo, per me, è stato il militare: nomi di
tutte le regioni d'Italia con un volto corrispondente a cui
ispirarsi. Adesso li ho esauriti, uso nomi di amici, di gente che ho
conosciuto... mai l'elenco telefonico, come si dice spesso perché è
troppo astratto.

guest25: Nello scrivere le tue storie, quanto attingi dalla tua vita,
dalle tue esperienze quotidiane e non, dalla cronaca, piuttosto che
dall'immaginazione? Personalmente trovo grande difficoltà a
descrivere personaggi o situazioni affidandomi completamente
all'immaginazione.
Carlo Lucarelli: Hai ragione, l'immaginazione non basta. Non solo, la
realtà offre spunti "bellissimi" a cui non vale la pena di
rinunciare. Però bisogna considerare che stiamo scrivendo di
narrativa, per cui lo spunto reale può prendere una strada diversa e
arrivare da tutt'altra parte. L'immaginazione, da sola, però non
basta mai, soprattutto quando si scrive di personaggi che hanno una
vita diversa dalla nostra.

raffvisc: Tra pochi giorni ricorrerà l'anniversario di quello che è
passato alla storia come "Caso Ustica". A distanza di 23 anni pensi
si possa ancora arrivare alla verità? E qual è secondo te la verità? -
Grazie.
Carlo Lucarelli: Sì, credo che si potrà arrivare prima o poi alla
verità se non ad una verità giudiziaria, che mandi in galera qualcuno
almeno ad una verità storica. Io ho fatto una trasmissione su Ustica
cercando di essere il più possibile imparziale tra le ipotesi.
Personalmente mi convince di più quella del missile e credo che ci
sia qualcuno, soprattutto all'estero, che potrebbe dirci ancora
qualcosa in questo senso. Sempre che voglia.

raffvisc: Cosa intendi per verità storica?
ralph32: Credo che per il caso Ustica la cosa migliore sarebbe un bel
romanzo fantascienpolitico, che ne dici?
Carlo Lucarelli: Una verità che pur non avendo elementi di prova
sufficienti ad una condanna (e ce ne vogliono giustamente tanti) ne
abbia abbastanza da poter essere condivisa sia dalla logica che dagli
storici. Per esempio, se emergesse che l'aeronautica (dico se) ha
nascosto tracciati, magari non arriveremmo ad individuare singoli
individui e singole responsabilità però avremmo un dato di fatto su
cui basare un'analisi. Nel caso di Ustica una verità storica
accettata e condivisa ufficialmente c'è ed è la relazione della
commissione stragi. Per il romanzo su Ustica, uno c'è già: "Funerale
per Ustica" di Loriano Macchiavelli, pseudonimo Jules Quicher.

letabou: Ciao Carlo, visto che se ne torna a parlare in questi
giorni, vorrei sapere cosa pensi del caso di Emanuela Orlandi
Carlo Lucarelli: Non ne so molto. Avremmo voluto occuparci
di "misteri vaticani", ma non è molto facile. Le carte da leggere
stanno tutte all'estero.

cuntra: Carlo, secondo te in Italia si fa abbastanza per combattere
le mafie?
Carlo Lucarelli: No, non abbastanza. Ci sono magistrati e poliziotti
che rischiano la pelle e se sono ancora vivi è solo perché la mafia
ha deciso di tenere un basso profilo. Politicamente l'emergenza
mafia, che ancora è tale, non si percepisce e ci sono anche politici
che remano contro, in tutta evidenza. In più si sottovalutano le
mafie straniere. Insomma, non è una bella situazione.

l'amico fritz: si dice che quando la mafia tace è perché ha acquisito
un potere tale da non essere costretta ad usare le maniere forti.
Condivide l'ipotesi?
Carlo Lucarelli: Sì... o perché immagina di essere sul punto di
arrivarci. Di solito la mafia smette di sparare sotto elezioni, per
esempio.

guest25: La situazione da lei ora descritta sulla mafie è davvero
agghiacciante, ma ritiene tale situazione essere tipicamente
italiana, forse gli altri Paesi versano in condizioni analoghe con le
loro mafie? Oppure in Italia la presenza di Cosa Nostra è molto più
incisiva che altrove?
Carlo Lucarelli: In Italia è sicuramente più incisiva che, per
esempio, nel resto d'Europa o negli Stati Uniti. In Canada, per
esempio, è molto sottovalutata e prima o poi (spero di no,
naturalmente) si sveglieranno male. In altri Paesi, come in Russia o
in Colombia, per esempio, è talmente estesa che non si può neanche
parlare di mafia.

diaboliko: C'è stato qualche delitto che l'ha colpita, diciamo, più
del normale?
Carlo Lucarelli: Tanti... tra i delitti "privati" ci sono quello di
Francesca Alinovi, uccisa a Bologna nell'83 e quello di Lisa Macchi,
uccisa vicino a Verese. Ma alla fine tutti finiscono per colpirti.

vopo: In "Misteri d'Italia" riparlerai di Moro, anche alla luce delle
nuove ultime rivelazioni trattate anche nel film "Piazza delle cinque
lune"?
Carlo Lucarelli: Non ho ancora visto il film, che immagino sia molto
interessante. Nella prossima serie, se sarà come crediamo, ci
occuperemo anche delle BR, vecchie e nuove, e arriveremo sicuramente
anche a Moro. Il problema è la mole di documenti che ci sono su quel
caso. Ma vedremo di farcela.

kris72: qual'è il caso che l'ha più coinvolta emotivamente?
Carlo Lucarelli: Degli ultimi la strage alla stazione di Bologna, per
motivi di vicinanza geografico-emotiva.

pompeo79: Nella vita reale.... Sig. Carlo.. si è mai trovato
coinvolto personalmente in un mistero serio? La ringrazio e la saluto.
Carlo Lucarelli: No, mai... la vita reale è molto più noiosa e banale
(per fortuna) di quella nei romanzi o nella cronaca. Cosa vuoi che
succeda ad uno scrittore che sta a Mordano, in provincia di Bologna?

eden204: Ciao Carlo, per iniziare complimenti....come è iniziata la
tua passione per la scrittura?
Carlo Lucarelli: Come è successo a molti scrittori che conosco... la
voglia di raccontare una storia e l'unico mezzo a disposizione erano
la parole. Prima viene la lettura, comunque, la voglia di leggere una
storia. Poi capita che così come la vuoi non la trovi e quindi te la
racconti da solo.

ralph32: Consideri i tuoi lettori, persone motivate o solo gente che
pensa a passare qualche oretta in tranquilla distensione?
Carlo Lucarelli: No, persone motivate, sempre, da qualcosa che non so
ma che sicuramente c'è. Anche la distensione è una motivazione. Ma
devo dire che non penso molto a chi sia il lettore e a cosa cerchi.
Mi hanno insegnato che devo sapere sempre che un lettore c'è (se non
scriverei solo per me) ma non devo chiedermi chi è (se no scriverei
solo per lui).

fbarini: A tuo giudizio in Italia c'è spazio (oltre a te) per degli
autori di libri giallo/thriller/spionaggio sullo stile di Ken Follet
etc...
Carlo Lucarelli: Sì, ce ne sono anche: c'è Andrea Santini, di cui sta
uscendo un libro per Tropea Editore in questi giorni. C'è anche
Giampiero Rigosi con "Notturno Bus", c'è Genna, qualcuno ce n'è.

l'amico fritz: Dear Lucarelli, non pensa che il suo programma
televisivo, per serietà ed impegno, meriti la prima serata?
Carlo Lucarelli: Sì, e finalmente lo hanno pensato anche i nostri
padroni di casa Rai... ma non è solo un problema di palinsesto. Una
prima serata richiede una struttura narrativa più complessa, un po'
come un romanzo nei confronti di un racconto. Ci abbiamo provato e
mercoledì 25 andremo in onda così, alle 20,55. Speriamo bene.

cuntra: Carlo, tu credi che la memoria in Italia sia un valore
condiviso?
Carlo Lucarelli: Sì, più di quanto si pensi e più di quanto certa
gente speri. Bisogna continuare a coltivarla e a non dare per
scontato niente. Noi riceviamo un sacco di e-mail di gente
giovanissima che ci chiede notizie su quello che raccontiamo. Non
bisogna mai pensare che tutti sappiano chi è Michele Sindona ma
neanche che non gliele freghi più niente a nessuno. Perché non è vero.

raffvisc: Hai mai pensato di dare una mano come parte attiva ad una
indagine, intendo collaborando con Polizia, inquirenti, etc etc?
Carlo Lucarelli: No, io sono solo uno scrittore. Non ho i loro mezzi
né la loro capacità professionale. L'intuizione "geniale" non basta e
non serve.

kruda: Carlo, da lettore qual è il libro che hai letto e che ti è ha
colpito di più ultimamente?
Carlo Lucarelli: ultimamente ho letto "Alì il Magnifico", di un
autore francese di cui mi sfugge il nome (ed. Feltrinelli). Mi è
piaciuto.

marcellot: Il delitto di Elisabetta Ciabani 21 anni fa, secondo Lei è
riconducibile al caso del Mostro di Firenze, data la stretta amicizia
della Ciabani con Susanna Cambi, vittima del mostro?
Carlo Lucarelli: E' una connessione che non conoscevo. Non so se ci
sia un nesso... non di natura seriale, sicuramente. Ma ci sono state
tante morti attorno ai delitti di Firenze, per cui potrebbe anche
essere possibile. Ma non ne so abbastanza.

cosimo_l: Volevo chiedere appunto a Luccarelli un giudizio su Jason
Starr
Carlo Lucarelli: Non lo conosco, non ho ancora letto niente...

the_man: Le prime volte che hai mandato i tuoi lavori alle case
editrici hai mai provato un senso di sconforto del tipo... "figurati
se qualcuno si accorgerà di me?"
Carlo Lucarelli: Sì, certo... anzi, ho anche ricevuto il fatidico
bigliettino con su scritto "siamo spiacenti, il suo romanzo è
bellissimo ma non rispecchia la nostra linea editoriale" o qualcosa
del genere. Lo sconforto è normale in uno scrittore che inizia

ralph32: Qual è il miglior editore per un esordiente che voglia
presentare un proprio lavoro?
Carlo Lucarelli: Un editore abbastanza piccolo da prestare la giusta
attenzione ma abbastanza grosso da poter lavorare bene sul libro. Di
solito l'editore che sta pubblicando libri simili a quelli che stai
scrivendo tu.

monica_paps: Come ha fatto a pubblicare il suo primo libro?
Carlo Lucarelli: Dunque, il primo libro l'ho scritto e a differenza
degli altri che avevo scritto e spedito, ero sicuro che non avrei
potuto fare niente di meglio. Ho cominciato a spedirlo a case
editrici a gruppi di tre: Sellerio, Mondadori, Sugarco i primi tre,
non so bene perché. Mentre stavo per spedire un'altra terna Sellerio
ha risposto che mi pubblicava. Molto semplice, e anche molto
fortunato.

letabou: Ho appena finito di leggere "Serial Killer", scritto a 4
mani con Picozzi, ma mi sembrava che ci fosse molto del tuo stile, e
poco del suo. Sbaglio? Ti ha fatto da consulente diciamo "tecnico" o
cosa?
Carlo Lucarelli: No, anzi, sono io che ho fatto da spalla a lui. Il
vero tecnico, e quello è un manuale prima di tutto, è lui. Non ha mai
avuto un cattivo stile, Pico. Comunque, mie sono soprattutto le parti
narrative, delle biografie, dove evidentemente lo stile può lanciarsi
più facilmente.

andreacav: E' difficile Carlo addentrarsi nella psiche dei personaggi
delle tue storie e non ti inquieta tutto ciò?
Carlo Lucarelli: Mi inquieta il fatto che diventi sempre meno
difficile. Una volta facevo più fatica, il che mi porta a chiedermi
se sia diventato più bravo o solo più smarrito, psicologicamente. C'è
una tecnica, comunque, che consiste nel tratteggiare alcuni elementi
immaginari, unirli ad altri reali, rubati a personaggi simili, e poi
lasciare che sia il personaggio che hai inventato a scriversi
praticamente da solo.

principino85: Se non avesse intrapreso la carriera di scrittore e di
storico, cos'altro l'avrebbe affascinata?
Carlo Lucarelli: Mah...a volte penso che avrei fatto (male) il
poliziotto oppure (male) l'insegnante. Quando ero più piccolo cantavo
(male) in un gruppo punk, ma non credo sarebbe stata una gran
carriera.

(23 giugno 2003)





Mar 24 Giu 2003 5:47 am

pinguini2001
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Inoltra Messaggio #233 di 603 |
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ciao a tutti! in attesa di chattare con Carlo Lucarelli ospiti di Simone Spanio domani 25 giugno 2003 alle 23.00 (http://www.spanio.it/lucarelli/chat.asp) dopo...
pinguini2001
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24 Giu 2003
5:47 am
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