APPELLO
PER LA LIBRERIA DEL GIALLO
"LA SHERLOCKIANA"
La Libreria del Giallo rischia di chiudere!
i pinguini nel sottoscala:
Tutte le persone appassionate di Giallo sanno cosa vuol dire entrare
in una libreria interamente dedicata al genere: roba da leccarsi i
baffi! Abbiamo visitato la libreria di Tecla un paio di anni fa e
abbiamo fatto man bassa anche di titoli oramai introvabili. Ci uniamo
all'appello con le nostre strida di pinguini, per non lasciare che la
Libreria del Giallo scivoli sul ghiaccio dell'indifferenza. In molti
si stanno muovendo, si stanno organizzando delle iniziative (vedi
sotto la "Festa con Asta") alle quali parteciperemo volentieri, si
moltiplicano gli appelli... Vi invitiamo a essere con noi. E con la
Libreria del Giallo.
Come fare, ce lo raccontano gli amici qui di seguito.
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Simone Spanio:
il 27 giugno ho ricevuto una mail da MARCELLO FOIS. "Semplice e
diretto": la Libreria del Giallo rischia di chiudere. Le motivazioni
le trovate in seguito, nella mail che riporto tale e quale.
Io sono stato dalla Tecla due volte, per incontrare Carlo (Lucarelli
n.d.r.). Un ambiente molto piacevole e per me nuovo, un posto in cui
scrittori, criminologi e lettori si incontrano "alla pari". Una
grande famiglia, con una piacevole padrona di casa, un angolo giallo
nel mezzo della grigia Milano, un luogo fuori dal tempo che stimola i
piccoli scrittori "fai da te" ad osare di migliorarsi, per diventare
un domani come quei Lucarelli, Fois, Pinketts, Rigosi, Vinci,
Garlaschelli, Vallorani che anche grazie a Tecla e alla sua Libreria
del Giallo sono diventati i nostri eroi.
Lascio ora la parola alla mail di MARCELLO FOIS e poi a quella di
BARBARA GARLASCHELLI.
Non giratevi dall'altra parte, per favore. Ci vogliono solo cinque
minuti per salvare tanti sogni.
Simone
Inoltre, dopo gli appelli postati su vari newsgroup, su
it.cultura.libri interviene TECLA a chiarire e spiegare la situazione.
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Marcello Fois:
Cari amici,
vi scrivo per una causa importante: la Libreria del Giallo rischia di
chiudere. Semplice e diretto. Soffocata da un atteggiamento da parte
di chi gestisce il patrimonio pubblico che non fa differenze tra
struttura e struttura e pretende una risposta aziendale anche quando
si parla di Cultura. La Libreria del Giallo della Cultura ha fatto la
propria bandiera, sostenendo la scrittura, promuovendo gli incontri,
diventando uno dei punti focali della rinascita della nuova
letteratura italiana. Non sembri enfatico tutto ciò, chi deve molto
ad una struttura come quella, e siamo tanti, non sente la fanfara
dell'enfasi, ma la necessità di alzare la voce e di contribuire
fattivamente. Recenti accordi infatti tra Tecla Dozio e il Comune di
Milano hanno sancito un nuovo accordo fra le parti, accordo che
tuttavia non cancella il debito pregresso, piuttosto consistente. Su
questo debito pregresso vi chiamo ad agire, contribuendo in base alle
vostre possibilità e in base al grado di riconoscenza che si deve al
un centro come la Libreria del Giallo che è stata la casa di tutti
noi. Lì abbiamo trovato appoggio, consigli e spazi. Lì abbiamo potuto
sperimentare senza contropartite, se non la disponibilità personale,
quel contatto con un pubblico vero, attento, critico. Lì molti di noi
sono cresciuti come scrittori e come lettori. Lì abbiamo sperimentato
forme di collaborazione e creato eventi. Ora che ci sembra di non
aver più bisogno di uno spazio simile è il momento in cui quello
spazio ha bisogno di noi. E' un dovere non far finta di nulla.
Con riconoscenza Marcello Fois
P.S. Potete contribuire attraverso la:
BANCA ETICA
Filiale di Milano
Via Santa Tecla, 5
20121 Milano
c/c 109167 - abi 05018 - cab 01600
causale: contributo Libreria del Giallo.
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Barbara Garlaschelli:
Cari amici, l'appello di Marcello Fois ci invita tutti a salvare la
Libreria del Giallo, raccogliendo fondi per pagare il debito
accumulato con il comune. E' giusto e doveroso e credo che tutti
quanti ci mobiliteremo, per quel che è nelle possibilità di ciascuno.
Ma una volta pagato il debito, l'impegno a fare vivere la Libreria
non deve cessare. E l'unico modo per farla vivere è acquistarne i
libri. Perché la Libreria è sì centro propulsivo di cultura, culla di
lettori e scrittori, luogo d'incontro, di idee ed eventi, ma è un
esercizio commerciale e non può vivere senza guadagnare. Non
dimentichiamocelo dopo che il debito sarà saldato. Quindi,
soprattutto coloro che abitano a Milano e dintorni, ne pubblicizzino
l'esistenza, si facciano "agenti" della Libreria, ACQUISTINO E
FACCIANO ACQUISTARE i suoi libri! Lo so che parlare di soldi e
cultura farà arricciare il naso a molti e che detto così sembriamo
tutti dei piazzisti. Ma se Tecla Dozio provasse a pagare l'affitto
mensile con la sua cultura e il suo immenso e innegabile impegno,
credo che sappiate dove la manderebbero quelli del comune.
Un caro saluto Barbara Garlaschelli
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Tecla Dozio:
Cari amici,
se questo fosse un romanzo giallo, sarebbe una di quelle storie che
iniziano. Scusate, stavo cercando di plagiare il Lucarelli
televisivo, solo perché non è facile per me raccontarvi questa
storia, una storia non semplice. Ma ci provo lo stesso.
Nel 1985 apre in Piazza San Nazaro in Brolo, la prima Libreria del
Giallo in Italia.
Io, ci capito per caso, o per destino, non so nel 1990. Nel 1992, la
società che la gestisce - dal gennaio del 1991 ero rimasta sola -
decide di vendere perché non ritiene la libreria commercialmente
interessante. Il rischio era che ne facessero un negozio di articoli
da regalo. Mi sembra un delitto, uno spreco e allora vendo la mia
casa e acquisto l'89% delle quote. Da quel momento sono rimasta
completamente sola.
Le difficoltà economiche sono pazzesche, ogni mese è una lotta
all'ultima lira. Un giorno, parlando con una giornalista di La
Repubblica, dico che ho intenzione di chiudere. Esce un trafiletto
sul quotidiano e una quantità di persone mi chiamano dicendomi che
non posso farlo: "La libreria è un patrimonio della città" e
ancora "è uno dei pochi luoghi dove si cerca di fare cultura davvero"
ecc. Non si limitano a questo, scatta una vera campagna di sostegno.
Ce la caviamo.
Nel 1998, quando scade il contratto di affitto decido (per vari
motivi: non ci stavo più in 30 mq, l'affitto sarebbe stato troppo
alto e. ma questa è un'altra storia) di cercare altrove. Mi rendo
immediatamente conto che gli affitti sono inavvicinabili e tramite
persone vicine sia a me che alla libreria scopro come sia possibile
chiedere al Comune. La domanda viene discussa in consiglio comunale e
il locale mi viene assegnato.
Incominciano le cose non facili: quando vengo a scegliere fra i
negozi disponibili (tutti in via Peschiera) esprimo le mie
perplessità. Vi spiego: Via Peschiera è una viuzza di ca. 20 metri
che collega via Melzi d'Eril a via Cirillo, è stata chiusa per anni,
è a senso unico e non c'è un negozio nel raggio di 100 metri. Mi
viene assicurato che in breve tempo i negozi saranno tutti assegnati
e si creerà un "polo" culturale. Nulla di tutto questo è avvenuto.
Dopo un paio d'anni i negozi sono stati assegnati a varie
associazioni (Veterani dello sport, Famiglie marchigiane, pugliesi,
umbre), aperte soltanto qualche ora alla settimana.
Quando si tratta di discutere l'affitto mi presento con la mia
proposta in tasca. Prendo per buone tutte le rassicurazioni in merito
all'apertura degli altri negozi, ma reputo ugualmente che sia un
rischio. Quindi, dopo aver fatto due conti, penso di proporre, se
possibile, un contratto provvisorio di un paio d'anni, per una cifra
attorno al milione, comprese le spese. 12 milioni l'anno. La cifra
che mi viene richiesta a questo punto è 14 milioni l'anno. Non mi
pare il caso di discutere, per 2 milioni. La sorpresa arriva alla
firma del contratto definitivo. I 14 milioni riguardavano solamente i
43 metri quadrati della prima stanza. Retro, servizi e cantina
valevano per un altro terzo. La cifra diventa immediatamente molto
più alta: quasi il doppio. Potevo discutere allora, ma non avevo idea
di come fare e, oramai, erano iniziati i lavori.
Con i soldi avuti dalla buonuscita e con l'aiuto di Carlo Lucarelli
riesco a sostenere le spese di trasloco, arredamento e sistemazione
negozio. Il negozio non era mai stato affittato dopo i lavori di
ristrutturazione dell'immobile (avvenuti diversi anni prima) e, come
se ciò non bastasse, l'impianto elettrico in condizioni vergognose e
altre sorprese fanno levitare le spese.
Per il primo anno, in un modo o nell'altro, riesco a pagare
l'affitto, ma il lavoro non c'è e i soldi proprio non li riesco a
trovare. L'incasso medio mensile della libreria è di circa 10
milioni. Il guadagno non è sufficiente per tutte le spese da
sostenere. Non posso permettermi di non pagare libri e le bollette e,
forse un po' superficialmente, non pago l'affitto.
Un altro punto dolente sono le banche, gli interessi passivi si
prendono una grande parte del già piccolo incasso.
Mi invento cento lavori diversi per potermi almeno mantenere, ma non
è facile. Un'altra volta gli amici e gli scrittori sono venuti in mio
soccorso, anzi, gli scrittori due volte. Nel 2001 hanno accettato di
presentare una collezione di moda gratuitamente.
A giugno del 2002 ricevo un'ingiunzione di pagamento. Cerco di capire
come fare e al Demanio mi fanno questa proposta: il 30% del debito
subito e il resto in comode rate mensili di 2 milioni. Ma se non ho i
due milioni che devo già pagare, dove e come ne posso trovare 4?
(l'ultima proposta, di questa settimana del Comune di Milano è di ca.
3.000 euro al mese, più l'affitto regolare di oltre 1000)
Non ce la farò mai e, considerato che la libreria viene
definita "patrimonio culturale" della città ecc. ecc., decido di
tornare all'assessorato alla cultura per vedere se mi possono
aiutare.
Pare che questo si potrebbe fare solo se la libreria diventasse una
associazione culturale o una fondazione.
Di circa un mese fa l'incontro con l'Assessore Pagliarini, la
disponibilità pare esserci, nel senso che, pagato il debito,
l'assessorato al Demanio assegnerebbe i locali all'assessorato alla
cultura che ne potrebbe fare ciò che vuole. Il problema che non sono
mai riuscita a parlare con l'assessore Carruba, ma solo con il suo
segretario e non so se ci sia davvero una disponibilità ad aiutare la
sopravvivenza della libreria.
Negli ultimi tempi, con una politica di acquisti e gestione
faticosissima, sono riuscita a sistemare un po' le cose, ma non
ancora abbastanza per pagare i due milioni e oltre di affitto e ora
so che, se non succede qualcosa, la libreria chiude.
Questa è la lettera/racconto che avevo scritto subito dopo lo
sfratto, senza mai trovare il coraggio di spedirla.
Spero che serva a chiarire le cose.
Ringrazio tutti, Tecla.
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Graziano Braschi:
Caro amico,
l'appello che segue è stato inviato al newsgroup
it.discussioni.giallo e ad Alice.
Ci piace pensare che possa interessarti.
Appello per chi è lettore appassionato di gialli (qualunque sia la
loro tonalità di colore)
E per gli amici di Tecla Dozio:
Cari amici,
ormai non sarà per voi una sorpresa: la Libreria del Giallo di Milano
rischia di chiudere.
Ai sottoscritti oltre all’iniziativa di Alice - ce l'hanno ricordato,=
con due appelli, Barbara Garlaschelli e Marcello Fois.
La notizia ci ha inizialmente molto rattristato, ma anche spronato a
trovare una soluzione. Tutti noi, in un modo o nell'altro, autori,
critici, collezionisti, abbiamo ricevuto aiuto da Tecla, promozione e
calore umano, nei tanti eventi che hanno visto la libreria come
perfetto scenario e rifugio sicuro. Ci è sembrato che restituire,
almeno per una volta, tutto ciò in una forma ugualmente festosa,
fosse la cosa migliore in questo delicato frangente. L'idea che ci è
venuta possiamo sintetizzarla in tre parole: Festa con Asta.
Festa perché siamo certi di poter radunare, in una data che non vada
oltre la fine di ottobre, tutti gli amici per un incontro
straordinario nei locali della libreria (ma meglio in una sede più
vasta, come spiegheremo più avanti).
Asta perché ognuno porterà con sé almeno un oggetto da mettere in
vendita al migliore offerente: gli autori, magari, un dattiloscritto
autografato o un'edizione rara di un romanzo; i personaggi televisivi
o radiofonici una foto di scena o uno script di trasmissione; i
collezionisti un pezzo pregiato della propria raccolta.
Pensate che bello se anche Camilleri, Deaver, Connelly, spediranno
qualcosa (che sicuramente scatenerà le brame dei collezionisti
presenti).
La presenza, in un'unica occasione, di tanti scrittori più o meno
noti, interesserà sicuramente la stampa, locale e nazionale, e
attirerà un gran numero di appassionati e potenziali compratori.
Tecla ha accettato con entusiasmo, e hanno già aderito all’iniziativa=
molti amici (Giampiero Rigosi, Santo Piazzese, Ben Pastor, Gigi
Sanvito, Luciano Marrocu, Simone Spanio, Loriano Macchiavelli, Davide
Pinardi, Nicoletta Vallorani, Piergiorgio Nicolazzini).
Sapendo che i mesi di luglio e agosto sono proibitivi per questo tipo
di iniziativa e che (forse) i locali della libreria non sono i più
adatti ad ospitarla, abbiamo subito discusso tra noi su quale poteva
essere la soluzione: alla fine si è pensato alla possibilità di far
svolgere DUE eventi, a Viareggio e a Milano, a distanza di un paio di
mesi l'uno dall'altro (non sembri una esagerazione da parte nostra:
abbiamo solo tenuto conto della disponibilità di partenza di due dei
firmatari e delle diverse caratteristiche “stagionali” dei due =
luoghi).
A Viareggio se ne sta occupando Divier Nelli: in accordo con
l’Amministrazione cittadina, che ha già dichiarato la sua
disponibilità, sta cercando una sede idonea.
A Milano, Barbara Garlaschelli ha già scovato un’ampia e confortevole=
sede: si tratta ora di attuare il non facile compito di farci
confluire attorno lavoro organizzativo.
I tempi in cui potrebbero svolgersi le due aste sono compresi tra
metà settembre e fine ottobre.
Nell’immediato ci aspettiamo da voi:
1) di farci sapere cosa ne pensate e se avete suggerimenti di ogni
tipo;
2) saperci anche dire se, al momento della “chiamata”, pensate =
di
partecipare o se comunque avete intenzione di mettere a disposizione
uno o più oggetti dalle caratteristiche che abbiamo cercato di
esemplificare (ciò quando la segreteria si sarà costituita
ufficialmente con un preciso indirizzo).
Vi preghiamo di mandare la risposta almeno ad un paio dei componenti
l'improvvisata "segreteria" - visti i movimenti e assenze per vacanze
nelle prossime settimane.
Cari saluti.
Graziano Braschi braschi@...
Daniele Cambiaso dcamb@...
Barbara Garlaschelli barbaragarlaschelli@...
Leonardo Gori l.gori@...
Giulio Leoni giulio-leoni@...
Rossella Martina rossellamartina1@...
Divier Nelli d.nelli@...
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gli interventi su Alice.it:
http://www.alice.it/news/primo/libreriagiallo.htm
http://www.alice.it/news/primo/libreriagiallo_garlaschelli.htm
altri indirizzi:
http://search.mailgate.org/it/it.discussioni.giallo?query=appello
http://www.spanio.it/lucarelli/appello.asp