Salve a tutti.
Inoltro la graditissima risposta di Carlo Lucarelli alla mia mail di giovedì
sera:
>Grazie per la solidarietà che apprezzo di cuore. Dicono che parlando di
>mafia violiamo la par condicio (forse perché non potevamo organizzare un
>contraddittorio tra Totò Riina e Giovanni Falcone...). Va bè, vediamo cosa
>succede.
>Grazie ancora,
>CL
Oggi Lucarelli dice la sua su "La Repubblica", in coda trovate l'intero
articolo (che mi pare non sia leggibile "in chiaro").
Per la cronaca, in testa alle News su www.vigata.org ho inserito questa
frase:
"Il Camilleri Fans Club è solidale con Carlo Lucarelli e la redazione di Blu
Notte per l'assurda censura alla trasmissione messa in atto dalla Direzione
della Rai."
Messaggio per Catarella: Mario, per favore puoi mettere questa stessa frase
anche nella homepage?
Buona lettura
u Presidenti
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LA POLEMICA
Ma a chi diamo fastidio se parliamo di mafia?
CARLO LUCARELLI
Il mio cellulare non prende mai. Ogni volta che guardo il display vedo la
scritta solo emergenze e nessuna tacca, così quando sono fuori sono quasi
sempre scollegato dal mondo. Tipo giovedì sera, sono a cena fuori a casa di
amici e aspettiamo di vedere la puntata di "Blu notte" sulla mafia, che
alcuni di loro non hanno visto e che io rivedo volentieri. E´ per questo,
per il mio teelfono che non prende, che nessuno riesce ad avvertirmi e come
molti telespettatori mi ritrovo Clint Eastwood appeso ad un albero invece di
Totò Riina al 41 bis. Non capisco. Poi qualcuno riesce a raggoungermi e mi
dice che ci hanno sospeso. Sospeso? Non mi era mai successo, neanche a
scuola. Così mi sono guardato Il Grande Fratello (il film con Clint lo avevo
già visto).
Il giorno dopo ho cercato spiegazioni. E ho continuato a non capire. Mi
hanno letto una circolare secondo la quale programmi come il mio
violerebbero la legge sulla par condicio. Perché intervisto alcuni politici
e perché parlo di argomenti che possono essere ricondotti alla politica.
Non capisco. Ho intervistato politici di quasi tutti gli schieramenti della
prima e della seconda repubblica, hanno parlato Mancino che all´epoca dei
fatti raccontati era ministro degli Interni, ha parlato Martelli che lo era
della Giustizia, ha parlato Violante dei Ds e Battaglia di An, e hanno
parlato solo delle cose che li riguardavano rispetto alla vicenda.
Correttamente ed esaurientemente direi, visto che nessuno si era lamentato
quando la puntata era già andata in onda nel giugno del 2003, come una
specie di pilota di questa nuova serie. E allora perché non siamo andati in
onda?
Parliamo di politica, e siamo sotto le elezioni. Non è esatto, noi parliamo
di mafia, e parlare di mafia non dovrebbe dar fastidio a nessuno, a parte la
mafia, naturalmente. Parlarne in modo corretto, intendo, come sono convinto
che avevamo fatto noi e come ci era stato riconosciuto da più parti (chissà,
magari anche dai mafiosi? non lo so, non frequento). Secondo la circolare
che mi hanno letto non si può parlare di politica, non si può parlare con e
di politici coinvolti nelle elezioni, neanche di fatti che li riguardano,
per quanto vecchi o passati che siano. Forse mi sbaglio, o semplicemente non
capisco, ma fortuna che Giulio Andreotti è già senatore a vita e non è
candidato, se no non potremmo mandare in onda neanche una puntata sul caso
Montesi, 1953, preistoria della prima repubblica, perché ad un certo punto
passiamo un´intervista di repertorio ad Andreotti che ricorda le impressioni
lasciate da quel caso nell´Italia di allora. Unico modo per andare in onda
con la nostra puntata sulla mafia: passare sotto la responsabilità di una
testata giornalistica. Ma il direttore generale, mi hanno detto, non ha
ritenuto di dare l´autorizzazzione.
Forse sono io che mi sbaglio. O semplicemente non capisco. Non lo so.
Vediamo quello che non vedremo sulla Rai da qui al giorno delle elezioni.
Intanto, l´altra sera mi sono guardato il Grande Fratello. Per chi avesse
visto il film su Rai3, o Don Matteo o qualcos´altro: è uscita Carolina,
quella carina, che se la faceva con Tommaso.