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intervista su l'Unità riguardo Blu Notte   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #329 di 603 |
INTERVISTA A Carlo Lucarelli
a cura di Daniela Amenta
L'UNITA'
http://www.unita.it/index.asp?
SEZIONE_COD=ARKINT&TOPIC_TIPO=I&TOPIC_ID=33922
24.04.2004
«Ora in Rai si rischia di non vedere più niente»


ROMA È un giallo scadente, già risolto, e che non ha bisogno della
penna di Carlo Lucarelli. Il «killer» di Blu Notte ha agito lasciando
in scena tutti gli indizi e senza neppure servirsi del maggiordomo.
Nessun brivido, solo una diffusa inquietudine. «Sono tornato a casa
l'altra sera e ho acceso la tv. Mi aspettevo di vedere la puntata
dedicata alla mafia. E invece, all'improvviso, sullo schermo si è
materializzato Clint Eastwood, circondato da una mandria di mucche»,
racconta lo scrittore.

Nessuno ha avuto il buon gusto di avvertirla?
Ci hanno provato sia il direttore di rete che il capostruttura, ma
avevo il cellulare spento. Poi, ho ascoltato i loro messaggi. Erano
mortificati, imbarazzatissimi. Sono brave persone, non c'entrano
niente.

E chi c'entra? Se fosse una crime-story le chiederei il nome
dell'assassino.
Qualcuno molto in alto, in Rai. E non credo da solo. Ma attribuisco
la scelta di oscurare la puntata a un clima generale, diffuso. Un
sentimento censorio.

La puntata era una replica, giusto?
Sì, si trattava della puntata-pilota dell'intera serie «Blu Notte
Misteri d'Italia». Già trasmessa a giugno, con uno share del 16%. Un
ottimo risultato per programmi come il nostro che si attestano sul
9%, circa 2 milioni e mezzo di telespettatori. L'idea era di
proseguire, dopo l'approfondimento sulla mafia, con almeno altre tre
puntate. In programma avevamo la ricostruzione della vicenda relativa
alla Banda della Magliana e alla malavita milanese. A questo punto,
immagino, se ne riparlerà in autunno. Se se ne riparlerà.

Il motivo ufficiale del black out è la par condicio?
Così mi hanno detto. E mi stupisco. Davvero, sono sorpreso. La
puntata partiva dalle stragi del 1992, ripercorreva la storia di Cosa
Nostra attraverso un excursus cronologico, fino agli anni Sessanta.
C'erano interviste a Violante e al deputato di An Battaglia. Parlava
Martelli, che all'epoca era ministro della Giustizia. Nessun
riferimento a fatti attuali, come il processo Andreotti o Dell'Utri.
Voglio, inoltre, precisare che nella dinamica di Blu Notte le
interviste funzionano solo come snodo narrativo, non hanno alcun
intento o significato politici.

Cosa diceva esattamente Battaglia?
Il parlamentare di An è stato minacciato di morte. Gli abbiamo
chiesto i motivi. Minacce giunte per non aver rispettato qualche
patto con la mafia? Battaglia è stato molto chiaro, ha respinto ogni
coinvolgimento con Cosa Nostra, spiegando che la mafia non vota i
politici locali dai quali può ottenere ben poco, ma chi può decidere
a monte. Ha detto anche che la coalizione di centrodestra, in
Sicilia, ha interpretato il cambiamento. Per altro, Battaglia ha
visto la puntata e non ha ritenuto dover smentire nulla di quanto
avevamo mandato in onda. Escluderei sia questa intervista il nodo del
problema.

E qual è il nodo?
Il tema trattato, immagino. Credevo che parlare di mafia non
provocasse tanti fastidi.

Avreste potuto andare in onda lo stesso, con l'avvallo del Tg3, ad
esempio.
Sì, infatti. Ma dovremmo avere il supporto di una testata
giornalistica, per parlare di certe cose. L'errore è qui. La mafia
non è un partito, noi abbiamo approfondito un argomento che è parte,
nostro malgrado, della storia del Paese. Argomento che ha intrecci
politici, ma non è politica, non è tribuna elettorale. È il contesto
che è malato. Se si oscurano Blob e Blu Notte, fra breve cominceranno
a censurare la satira, e poi chissà, forse anche la pubblicità, e i
comici.

Prevede una Rai sempre più imbavagliata?
Prevedo che, di questo passo, si rischia di non vedere più niente. Un
film come "Il giorno della civetta", per dirne una, può essere
trasmesso? E il film su Aldo Moro? Rispettando le regole della par
condicio applicate su di noi, direi di no. Non vedo soluzioni. Penso
che, per quanto ci riguarda, ci fermeremo adesso. Poi si vedrà.

E nel frattempo tornerà a scrivere?
Sto già facendolo. È un romanzo ambientato in Eritrea, nell'800.
Spero che qualche parente di Crispi non se ne abbia a male e sia
possibile pubblicarlo in pace. Senza intoppi.





Lun 17 Mag 2004 8:54 am

pinguini2001
Offline Offline

Inoltra Messaggio #329 di 603 |
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INTERVISTA A Carlo Lucarelli a cura di Daniela Amenta L'UNITA' http://www.unita.it/index.asp? SEZIONE_COD=ARKINT&TOPIC_TIPO=I&TOPIC_ID=33922 24.04.2004 «Ora...
pinguini2001
Offline
17 Mag 2004
8:54 am
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