Dai gialli dello scrittore la serie "Coliandro" in onda su Rai Due la
prossima stagione. Lucarelli: "il mio ispettore imbranato un antieroe alla
conquista della tv".
"Un personaggio sui generis, diverso da qualsiasi stereotipo. E' testardo,
disordinato, tormentato dall'ansia, eternamente insoddisfatto": cosi
Giampaolo Morelli descrive l'ispettore Coliandro (nato dalla penna di Carlo
Lucarelli) il personaggio che interpreta nella fiction diretta dai Manetti
Bros, che andrà in onda questo autunno su Rai Due. Non è Maigret, non è
Clouseau, nè tanto meno il commissario Montalbano o il maresciallo Rocca:
l'ispettore Marco Coliandro è un investigatore sui generis. E' impulsivo ma
puro di cuore, si trova spesso nei guai ma alla fine, grazie alla sua
testardaggine e meticolosità, va fino in fondo alle sue indagini e viene
sempre a capo dei casi più complicati. Anche con le donne Coliandro è un
disastro, s'innamora ma viene spesso mollato perché le ragazze di cui si
invaghisce sono sempre molto diverse da lui. "Gli ho attribuito tutti i
difetti della polizia italiana" spiega Carlo Lucarelli - "ma anche tutti i
pregi, e ne è venuto fuori un tipo onesto, ma abbastanza pasticcione, un
personaggio ironico, tutto sommato. Direi che è un ragazzo simpatico". Gli
da volto e humour il giovane Morelli, già protagonista, tra l'altro, del
film dei fratelli Vanzina South Kensington; al suo fianco Enrico Silvestrin,
nel ruolo di Trombetti, braccio destro di Coliandro; Veronica Logan (la
dottoressa Longhi, sostituto procuratore delta Questura di Bologna), e
Giuseppe Soleri (nel ruolo di Gargiulo, l'amico fidato dell'ispettore).
Coliandro, in ogni singolo episodio, sarà affiancato da una protagonista
femminile: Nicole Grimaudo, Cecilia Dazzi, Jocelyn Parry lean e Youma
Diakite. Bologna e il suo hinterland sono al centro dei quattro gialli
urbani con tutte le problematiche di una grande città. Nei primo episodio,
"Il giorno del lupo", con la Grimaudo, si affronta il traffico di droga. "In
trappola", con la Dazzi, è ambientato nel quartiere dormitorio della
periferia bolognese: il Pilastro, dove prospera la criminalità. In "Vendetta
cinese", con Jocelyn Parry lean nei panni di una poliziotta cinese, si parla
della comunità clandestina cinese di Bologna. "Magia nera" si occupa della
piaga della prostituzione delle giovani immigrate; protagonista la modella
Youma, nel ruolo della sorella di una prostituta nigeriana vittima del
racket.
Tratto da "la Repubblica" del 30 Luglio 2004.
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