Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
lucarellilibriedelitti · Lucarelli libri e delitti - I libri di Carlo Lucarelli.... i delitti insoluti
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi imposatare la cronologia dei messaggi? Clicca nel link datea. le tue preferenze verranno salvate.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
COSE CHE CAPITANO SOLO IN SICILIA... (forse...)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #359 di 603 |
Cari amici, mi sono iscritta in questo forum per denunciare un fatto
che nel 2004 io ritengo gravissimo. Ecco il fatto: è di pochi giorni
fa la notizia che il sindaco di un piccolo paese della Sicilia (noto
per aver dato i natali a un noto cantautore italiano) ha severamente
proibito l'affissione di locandine e la presentazione nel suo comune
di un libro, IL SESSSO SENSO, perché ritenuto troppo scandaloso e
improponibile alla collettività. Tutto questo senza aver letto il
libro e solo basandosi sulla copertina. Io che il libro l'ho letto
non ci trovo niente di scandaloso, anzi, ci sono parecchi spunti di
riflessione. Ora mi chiedo e chiedo a voi: è possibile che nel 2004
possano succedere ancora certe cose? O forse si ragiona ancora per
pregiudizi e prese di posizione dettate da poteri sotterranei? La
censura non era morta qualche anno fa?

Cerco di precisare alcune cose per rendervi più chiara la gravità del
fatto. Sono una giornalista di un noto quotidiano isolano e per fatti
miei e anche per deformazione professionale sono venuta a conoscenza
di quest'atto di proibizionismo. Per attenermi alla prima regola di
San Tommaso, se non vedo non ci credo, mi sono recata personalmente
nel paese in questione e parlando con chi di competenza mi è stata
confermata la vicenda. Le locandine dovevano essere destinate
all'interno di uno stand dove la stessa casa editrice insieme al
libro in questione proponeva le sue novità. Bene, il sindaco ha
proibito che le stesse fossero affisse all'interno. Punto secondo:
tornata al giornale ho scritto subito il pezzo ma il mio
caporedattore me l'ha tagliato dicendo che questo sarebbe stato un
modo di fare pubblicità e la pubblicità si paga. In poche parole, se
l'editore d'accordo col giornale avesse sborsato la metà di quanto
lui potesse stimare di guadagnare nell'operazione, l'articolo e le
eventuali repliche con tanto di rumore si sarebbe fatto. Mi sono
rivolta quindi all'editore, il quale con garbo e nello stile che ha
sempre contraddistinto la sua piccola casa editrice, mi ha detto che
lui è contrario ad ogni forma di speculazione commerciale sui libri e
che intende la letteratura come un concetto alto da non spacciarsi
come qualsiasi prodotto da supermercato; e che quindi non avrebbe mai
accettato queste misere forme di "baratto". Se l'articolo usciva
bene, altrimenti niente. Come potete immaginare niente articolo, la
notizia viene sommersa fra le tante cose mai dette di questa terra e
non se ne parla più. A quel punto, infervorata come una iena perché
certe cose non devono accadere, mi metto in contatto con alcuni amici
giornalisti di grosse testate nazionali e tutti, dico tutti, mi
rispondono la stessa tiritera: "è un'operazione commerciale, ci
vogliono soldi per fare uscire un articolo, qui non si tratta di
cronaca". Indignata mi viene quasi di strappare il tesserino
dell'ordine e andarmene a vivere in australia. Poi ci ripenso, e mi
rendo conto che qualcosa posso farla per denunciare questo fatto:
iscrivermi a più forum possibile e fare arrivare la notizia in questo
modo. Risultato: chiedere alla gente cosa ne pensa.

Per quanto riguarda il titolo del libro, se qualcuno si riferisce al
film "the sixty sense" non ci trovo l'assonanza o se c'è potrebbe
essere anche uno spunto ironico e felice dato che poi tutto il libro
è farcito di sapida ironia. Il problema qui è un altro. Mostri da
cento spazzole che hanno grossi agganci politici e commerciali e che
la pornografia la spacciano come letteratura magari passano
inosservati o meglio vengono celebrati proprio in quei paesini dove
censurano. Piccoli capolavori di letteratura come questo SESSSO SENSO
del giovanissimo Vladimir Di Prima (mi assumo tutte le responsabilità
letterarie sul giudizio dato, in quanto è una mia visione dell'opera
che certo non vuole condizionare o consigliare alcuno) che per certi
aspetti linguistici ricorda Gadda, proprio perché pubblicato da una
piccola e coraggiosa casa editrice che non utilizza veicoli
pubblicitari per promuovere le sue cose ma si basa appunto sulla
proposta stessa che viene offerta su territorio, debba rimanere in
quell'involucro dimenticato e scordato che è questa terra. La mia è
soltanto una questione morale che vuole essere un riscatto nei
confronti di quanto di più ignobile e meschino è successo.




Gio 26 Ago 2004 10:36 am

margherita60...
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #359 di 603 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Cari amici, mi sono iscritta in questo forum per denunciare un fatto che nel 2004 io ritengo gravissimo. Ecco il fatto: è di pochi giorni fa la notizia che il...
margherita602000
margherita60...
Offline Invia email
26 Ago 2004
10:37 am

Ciao Margherita sono d'accordo con te. Fammi conoscere il nome dell'editore e comprerò il libro. Credo di non poter fare altro, purtroppo... Ciao Maurizia...
Marzia Ferri
emme_effeit
Offline Invia email
26 Ago 2004
2:20 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?