Segnalo il mio articolo sulla teoria buddhista dei dieci fattori.
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Nyoze. I dieci fattori secondo il Sutra del Loto
di Cristiano Martorella
19 agosto 2006. Il Sutra del Loto, in giapponese Hokkekyou(1), è fra i sutra
buddhisti più popolari e di maggiore influenza. Secondo molti studiosi, fu
scritto intorno al I secolo d.C. per rispondere alle esigenze del Mahayana
(Scuola del Grande Veicolo) che intendeva diffondere un buddhismo più vicino
alle persone senza privazioni ascetiche. In questo senso il Sutra del Loto si
accosta ad altre scritture simili come il Sutra della Saggezza e il Sutra della
Ghirlanda.
Fra gli insegnamenti esposti nel Sutra del Loto, ha una particolare importanza e
peculiarità la dottrina dei dieci fattori (juu nyoze). I dieci fattori sono le
modalità di comprensione della realtà, ovvero come la mente umana percepisce se
stessa e il mondo che la circonda. Il termine "fattore" traduce la parola
giapponese nyoze (in sanscrito tathata, in cinese ju-shih) che significa "la
cosa così com'è". Questa dottrina insegna che le cose che conosciamo e
percepiamo immediatamente senza ulteriori elaborazioni della mente (ossia senza
giudizio, opinione, ecc.) sono riconducibili a questo schema di fattori (nyoze).
Sou. Aspetto ovvero la forma esteriore delle cose.
Shou. Natura, o carattere, è la qualità delle cose.
Tai. Entità, ovvero l'ente, il corpo che riunisce forma e qualità.
Riki. Potere, ovvero la forza delle cose.
Sa. Azione, è l'attività che si manifesta.
In. Causa interna. La causa del cambiamento interno.
En. Causa esterna o relazione. La causa o condizione esterna.
Ka. Effetto latente o effetto interno.
Questo è l'effetto delle cose che avviene all'interno di esse.
Hou. Retribuzione o effetto esterno.
Questo è l'effetto che si manifesta visibilmente.
Hon makkukyou tou. Coerenza dall'inizio alla fine.
Ogni cosa ha un senso senza lacune e interruzioni.
La conoscenza dei dieci fattori permette di distinguere chiaramente il
funzionamento della mente e percorrere il cammino di liberazione dalle
illusioni.
Importanti commentatori del Sutra del Loto sono stati i monaci giapponesi Dougen
(1200-1253) e Nichiren (1222-1282). In particolare, Nichiren spiega i dieci
fattori all'interno della dottrina di shohou jissou (il vero aspetto di tutti i
fenomeni) e della teoria di ichinen sanzen (tremila regni in un istante).
Secondo Nichiren(2) tutti gli esseri viventi, l'ambiente in cui vivono e i
fenomeni dell'universo sono manifestazione dell'ordine cosmico che è
identificato con Buddha. Quindi in ogni cosa c'è Buddha, e ogni cosa si
manifesta attraverso i dieci fattori. Inoltre in un singolo istante ci sarebbero
tremila regni o mondi possibili realizzabili dalla combinazione di fattori e
condizione spirituale. Questa è la spiegazione di Nichiren che riprende e
sviluppa magistralmente gli studi del cinese T'ien-t'ai.
La teoria dei dieci fattori va comunque considerata correttamente all'interno
della più ampia dottrina buddhista. I dieci fattori non sono elementi che
costituiscono la realtà, ma al contrario sono gli strumenti dell'intelletto, la
griglia o lo schema concettuale che filtra i fenomeni e li rende intelligibili
per la mente. La vera e unica autentica realtà è Buddha (l'universo intero e la
sua interdipendenza). Per quanto riguarda i fattori di causa ed effetto (in
giapponese innen), è bene ricordare che secondo Buddha sono anch'essi illusori.
La causa è il prodotto di una abitudine mentale (in sanscrito vasana). Questa
comprensione della produzione delle cause è simile alla spiegazione fornita dal
filosofo scozzese David Hume nel XVIII secolo. Hume usa i termini custom ed
habit (abitudini, tendenze, usanze) per indicare una facoltà superiore che
influenza la formazione delle idee. Se si accetta questa interpretazione, si
capisce perché sia necessaria una illuminazione (in giapponese satori) e una
emancipazione (gedatsu) che giunga fino al nirvana (nehan) perché si possa avere
la comprensione della realtà dell'universo. Senza distacco e liberazione dalle
tendenze e abitudini non è possibile vedere oltre le illusioni prodotte dalla
mente. Eppure sono le stesse illusioni, che prese singolarmente ingannano e
fuorviano, a realizzare viceversa se considerate contemporaneamente e
complessivamente la realtà. La diversità non è costituita dalla mente di chi
pensa, ma dal modo come la si usa. Buddha è colui che pensa e agisce come
Buddha, perciò chiunque può esserlo. Così afferma il Sutra del Loto senza
sbagliarsi. Questa dottrina è anche coerente con le teorie buddhiste precedenti,
altrimenti non sarebbe comprensibile e concepibile l'avviamento della ruota
della legge, ossia la predicazione e l'insegnamento di Buddha. Nel
Mahaparinirvana sutra si afferma che tutto quello che ha forma esiste per
effetto della mente(3). Il buddhismo autentico è perciò l'esercizio e la pratica
della conoscenza e del controllo della mente. Buddha è colui che è pervenuto
all'illuminazione ed ha raggiunto tale capacità. La differenza fra chi è
prigioniero delle illusioni e chi è pervenuto all'illuminazione non consiste
nell'eliminazione delle apparenze prodotte dallo schema dei dieci fattori, ma
nella modalità di operare della mente. La mente di Buddha non si ferma a
considerare un singolo aspetto, ma coglie contemporaneamente il pluralismo della
realtà.
Note
1. In sanscrito è intitolato Saddharmapundarikasutra, letteralmente Sutra del
Loto della Buona Legge. In giapponese è tradotto come Myouhourengekyou, dove
myou significa buona, meravigliosa, straordinaria, e hou indica la legge o
dharma (insegnamento di Buddha). Renge è invece il fiore di loto, infine kyou
significa sutra (testo buddhista). Myouhourengekyou è abbreviato in giapponese
con Hokkekyou, in italiano con Sutra del Loto. La più antica versione sembra
redatta nel I secolo d.C., all'incirca tra il 40 e il 100 d.C., in un periodo in
cui si sviluppava e prosperava la scuola Mahayana. La dottrina del Sutra del
Loto è basata sulla ekayana (veicolo unico) che propaga l'insegnamento circa
l'esistenza di Buddha in ogni individuo e l'accessibilità immediata e sicura
alla buddhità in questo mondo.
2. Cfr. Nichiren. 2000. Gli scritti di Nichiren Daishonin. Vol. 4. Istituto
Buddista Italiano Soka Gakkai, Firenze, pp. 229-236.
3. Cfr. Buddha. 1990. Mahaparinirvana sutra, Edizioni I Dioscuri, Genova, pp.
48-50.
Bibliografia
Hume, David. 1996. Ricerca sull'intelletto umano. Laterza, Bari.
Ikeda, Daisaku. 2005. La saggezza del Sutra del Loto. Arnoldo Mondadori, Milano.
Ikeda, Daisaku. 1999. I capitoli Hoben e Juryo. Esperia Edizioni, Milano.
Martorella, Cristiano. La verità e il luogo, in "Diogene Filosofare Oggi", anno
II, n. 4, giugno-agosto 2006.
Nichiren. 2000. Gli scritti di Nichiren Daishonin. Istituto Buddista Italiano
Soka Gakkai, Firenze.
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