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Domanda e offerta   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #158 di 557 |
Ripropongo il mio articolo su economia giaaponese e mercato pubblicato dal sito
Nipponico.com.

Articolo tratto da www.nipponico.com
all'indirizzo: http://www.nipponico.com/dizionario/j/juyoukyoukyuu.php



Juyoukyoukyuu. Domanda e offerta
Il mercato postcapitalista e le nuove regole economiche
di Cristiano Martorella

19 gennaio 2003. Nel linguaggio economico si indica con la domanda e l'offerta
il meccanismo che regolerebbe la formazione dei prezzi in un libero mercato. La
domanda, in giapponese juyou e in inglese demand, è la quantità di merce che un
individuo è disposto a comprare a un determinato prezzo. L'offerta, in
giapponese kyoukyuu e in inglese supply, è la quantità di beni o servizi posta
sul mercato per essere venduta a un determinato prezzo. La teoria della domanda
e offerta (juyoukyoukyuu) è centrale poiché costituisce il presupposto per la
rappresentazione del mercato ideale utilizzato nell'analisi economica. Eppure,
come si vedrà più avanti, essa comincia a vacillare sotto i colpi della critica
e dei sostenitori dell'economia postcapitalista. In particolare, alcune
osservazioni dell'economista giapponese Oomae Ken'ichi hanno recentemente
ridimensionato questa teoria ormai inadeguata al contesto internazionale e alla
globalizzazione.
La teoria della domanda e dell'offerta ebbe il suo momento d'oro con il successo
della scuola economica dei marginalisti negli anni '70 del XIX secolo. Questo
mutamento di indirizzo che si opponeva alla precedente scuola classica, fu
portato avanti dal lavoro di William Stanley Jevons (1835-1882), Carl Menger
(1840-1921) e Léon Walras (1834-1910). I marginalisti contestavano la teoria del
valore lavoro che era stata la base dell'analisi economica. Essi sostenevano che
il lavoro speso nella produzione di una merce è cosa passata che non può avere
alcuna influenza sul valore della merce. Perciò ignorarono il costo di
produzione espresso in ore di lavoro, considerando esclusivamente il valore
d'uso. Dunque l'utilità di un bene divenne la determinante specifica del valore
stesso, ossia il suo costo. Si aggiungeva a ciò l'interpretazione soggettiva del
valore che diede appunto il nome alla teoria soggettiva del valore.
Ricapitolando, i marginalisti affermano che i prezzi dei beni si formano in un
mercato dove i singoli individui ne richiedono una quantità sulla spinta
dell'esigenza soggettiva. Questa impostazione psicologista pone come centrali le
preferenze del consumatore e il suo comportamento sul mercato, e fa emergere la
domanda e l'offerta come fondamentale criterio di autoregolazione dell'economia.
In teoria, il meccanismo dell'equilibrio fra domanda e offerta funziona in
questo modo: quando c'è un eccesso di offerta il prezzo diminuisce finché la
quantità domandata si adegua a quella offerta, se c'è un eccesso di domanda il
prezzo sale finché la quantità domandata si riduce a quella offerta. Il valore
soggettivo è considerato in funzione della quantità disponibile del bene e
misurato alla soddisfazione resa possibile dall'ultima dose del bene stesso. A
questa soddisfazione minima gli economisti marginalisti danno il nome di utilità
marginale.
Ma la teoria soggettiva del valore conteneva i presupposti per la completa
eliminazione di qualsiasi teoria del valore dalla scienza economica. Infatti
questa impostazione rende inutile ogni considerazione dei fattori psicologici.
Gustav Cassel esprime bene questa posizione.

"La teoria economica è essenzialmente una teoria dei prezzi. Il suo
compito principale consiste nella spiegazione dell'intero processo attraverso il
quale i prezzi si fissano ai loro effettivi livelli. E' perciò naturale che, fin
dal suo stesso inizio, la teoria debba essere basata sul concetto di prezzo. Non
è necessario, come i vecchi economisti usavano fare, sviluppare dapprima una
speciale teoria del valore e rimandare a una fase successiva l'introduzione del
concetto di prezzo."(1)

Si comprende come la teoria della domanda e dell'offerta, eliminata la teoria
del valore, sia oggi divenuta centrale nella scienza economica assumendo il
ruolo precedentemente svolto da altri concetti. Eppure, come stiamo scoprendo,
la domanda e l'offerta erano soltanto meccanismi dell'economia che svolgevano un
ruolo secondario e subordinato prima della svolta teorica della scuola
marginalista. Tornando indietro si rivela che perfino David Ricardo (1772-1823),
economista classico, aveva messo in dubbio la fondatezza della teoria della
domanda e dell'offerta.

"In definitiva, il costo di produzione - non già, come spesso si è
affermato, il rapporto tra offerta e domanda - regola necessariamente il prezzo
delle merci. Per un certo tratto di tempo il rapporto che intercede tra offerta
e domanda può certo influire sul valore di mercato di una data merce, fin che
più o meno abbondante non ne divenga l'offerta a seconda che la domanda sia
aumentata o diminuita: effetto questo, per altro, solo di breve durata. L'idea
che i prezzi delle merci dipendano esclusivamente dal rapporto che intercede tra
offerta e domanda e tra domanda e offerta, divenuta quasi un assioma
dell'economia politica, è stata fonte di parecchi errori nell'ambito di tale
scienza. [...] "Il valore d'ogni merce aumenta sempre in ragione diretta della
domanda e in ragione inversa dell'offerta" [secondo Jean-Baptiste Say, ndr].
[...] Affermazioni queste, esatte per quanto attiene alle merci monopolizzate ed
anche per quel che concerne il prezzo di mercato d'ogni altra merce per un
periodo di tempo limitato. Se si raddoppia la domanda di cappelli, ne aumenta
immediatamente il prezzo: l'aumento è però puramente temporaneo se non aumenta
il costo di produzione dei cappelli, cioè il loro prezzo naturale. Se
un'importante scoperta scientifica nell'ambito dell'agricoltura adduce a una
diminuzione del 50 per cento del prezzo del pane, non per ciò si determina un
ingente aumento di domanda, nessuno desiderandone una quantità maggiore di quel
che occorra per soddisfare i propri bisogni; non aumentando la domanda non
aumenta neppure l'offerta: una merce viene infatti offerta, non per il semplice
fatto che è possibile produrla, ma perché viene richiesta."(2)

Con una semplicità disarmante David Ricardo mostra che la teoria della domanda e
dell'offerta è soltanto un'ipotesi che trova scarse conferme nella pratica.
L'incertezza della teoria della domanda e dell'offerta viene addirittura
scavalcata dall'economista giapponese di orientamento liberista Oomae Ken'ichi
che propone d'abbandonarla in favore di un'analisi empirica della nuova economia
fondata sul lavoro intellettuale, la rete virtuale di Internet, la cibernetica e
la globalizzazione. Oomae afferma che il prezzo non è fissato dalla legge della
domanda e dell'offerta.

"Nel nuovo continente [il mondo virtuale in cui agisce l'economia
contemporanea, ndr] il valore è quasi completamente indipendente dal costo. Il
valore di Microsoft Windows, come quello di una Lexus o di Final Fantasy (un
videogioco di successo), dipende dalla sensazione che il software produce
nell'utente. Se costa poco, è affidabile e compatibile con altri programmi e
computer, il suo valore cresce. Queste caratteristiche non sono tutte collegate
al costo dello sviluppo del software. E il prezzo di 98 dollari non è fissato
dalla legge della domanda e dell'offerta. A ben vedere, il prezzo di Windows
deriva dal suo rango di piattaforma, e dalle sue possibilità di conservare
questo status. A 400 dollari, il prezzo sarebbe stato abbastanza elevato da
attrarre altri concorrenti sul mercato e minacciare la piattaforma. A 20
dollari, il prezzo sarebbe risultato abbastanza basso da convincere i
concorrenti di poter produrre un'alternativa in grado di offrire un margine più
elevato, e quindi ancora una volta, di minacciare la piattaforma. Bill Gates ha
scelto 98 dollari perché è un prezzo abbastanza basso per scoraggiare i
concorrenti nel produrre prodotti alternativi più economici, e abbastanza alto
per generare margini e da convincere gli utenti che vale la pena di comprarlo.
D'ora in avanti i prezzi di beni e servizi dipenderanno dalla capacità di
sfruttare la concorrenza. Chi continua a fissare il prezzo dei propri beni con
un metro di giudizio da vecchio mondo, basato sul costo, prenderà decisioni
sbagliate."(3)

Oomae Ken'ichi reintroduce il concetto di valore e di costo di produzione
riconoscendo implicitamente che la teoria del valore lavoro era in linea di
massima corretta nel vecchio mondo. Ma aggiunge che essa non possa tenere in
considerazione i cambiamenti avvenuti nel sistema economico contemporaneo. Egli
sostiene che la formazione del prezzo non possa avvenire secondo le propensioni
soggettive degli individui, piuttosto sia fissato dalle organizzazioni
economiche più forti (aziende, multinazionali, istituti finanziari, etc.). Si
passa dunque da una teoria soggettiva del valore a una teoria globale del
valore. Il prezzo viene stabilito dalla concorrenza fra le aziende e dalla loro
capacità di gestire fette sempre più ampie di mercato. Questa considerazione
sposta l'attenzione da un contesto formale che ritiene liberi gli individui
posti nel mercato a un contesto storico che pone in primo piano il potere delle
organizzazioni aziendali e le loro ramificazioni nel tessuto sociale.
Anche se Oomae Ken'ichi è un sostenitore estremo del liberismo economico, le sue
analisi forniscono ottimi argomenti per comprendere storicamente lo sviluppo
economico. Invece di opporre le differenti teorie, possiamo convenire che la
teoria del valore lavoro è adatta alla descrizione di una società industriale,
la teoria soggettiva del valore è in parte adeguata a spiegare la società dei
consumi di massa, e la teoria globale del valore è indispensabile per
comprendere la società dei servizi e dell'informazione. La teoria globale del
valore, secondo la quale il valore è indipendente dal costo ed è fissato dalle
organizzazioni aziendali, contraddice e rende superflua la teoria della domanda
e dell'offerta. Eppure se ci fermassimo qui non avremmo nemmeno sfiorato la
questione principale sollevata da queste osservazioni. Un sistema economico dove
il lavoro non ha più un valore, il prezzo e il profitto non sono collegati alla
produzione, e il mercato non è regolato dalla legge della domanda e offerta, non
può dirsi capitalista. Infatti sono le definizioni stesse del capitalismo che
inequivocabilmente contraddicono ogni tentativo di riportare questa realtà al
vecchio schema industriale basato sul capitale (possesso dei beni e dei mezzi di
produzione). La gestione della produzione con la tecnica informatica ha
introdotto un elemento virtuale e la smaterializzazione del lavoro.
L'elettronica e la cibernetica hanno svuotato di senso il lavoro materiale. Il
lavoro materiale era prima misurato in ore, l'attuale lavoro intellettuale viene
considerato come una prestazione misurata sull'obiettivo. Viene pagato il
servizio offerto o l'informazione, ciò indipendentemente dai costi. Però la
tecnica informatica rompe la dicotomia fra lavoratore e mezzi di produzione. Con
l'informatica il lavoratore può essere anche il proprietario dei mezzi di
produzione (computer e periferiche). La stessa rete informatica non ha
proprietari ed è condivisa dagli utilizzatori che ne garantiscono l'esistenza
attraverso il loro hardware.
L'economia postcapitalista permette alle grandi aziende una maggiore
penetrazione e pervasività nel mercato attraverso la globalizzazione, eppure
quest'ultima costringe a una estensione della partecipazione che nessuna
multinazionale può controllare. Cade l'opposizione fra chi produce e chi
consuma, in conclusione, fra offerta e domanda.

Note

1. Citato da Claudio Napoleoni. Cfr. Napoleoni, Claudio. 1956. Dizionario di
economia politica. Edizioni di Comunità, Milano, p. 1710. Quest'opera di
Napoleoni, a cui collaborarono anche Paolo Sylos Labini, Federico Caffè, Maurice
Dobb ed altri, merita un particolare plauso per la chiarezza, la precisione e la
documentazione sempre pertinente e approfondita.
2. Ricardo, David. 1948. Principi dell'economia politica e delle imposte. UTET,
Torino, pp. 291-292. Si tratta del capitolo 30 intitolato "Dell'influenza della
domanda e dell'offerta sui prezzi". Questo duro attacco alla teoria della
domanda e dell'offerta viene raramente ricordato nei manuali di economia che la
presentano invece come un dato di fatto, mentre si tratta soltanto di una
ipotesi spesso in contrasto con i fenomeni dell'economia reale.
3. Oomae, Ken'ichi. 2001. Il continente invisibile. Oltre la fine degli
stati-nazione: quattro imperativi strategici nell'era della Rete e della
globalizzazione. Fazi Editore, Roma, p. 330.

Bibliografia

Campanella, Francesco e Donzelli, Franco e Saltari, Enrico. 1986. Dizionario di
economia politica. Prezzo, profitto, salario. Boringhieri, Torino.
Currò, Franco (a cura di). 1992. L'economia dalla a alla z. Sperling & Kupfer,
Milano.
Drucker, Peter. 1993. La società post-capitalistica. Sperling & Kupfer, Milano.
Hammer, Michael e Champy, James. 1994. Ripensare l'azienda. Sperling & Kupfer,
Milano.
Jenkins, Clive e Sherman, Barrie. 1979. The Collapse of Work. Eyre Methuen,
London.
Itou, Makoto. 2000. The World Economic Crisis and Japanese Capitalism.
Macmillan, London.
Moreau, Maurice. 1959. L'économie du Japon. Presses Universitaires de France,
Paris.
Napoleoni, Claudio (a cura di). 1956. Dizionario di economia politica. Edizioni
di Comunità, Milano.
Noguchi, Yukio. 1995. Senkyuuhyakuyonjuunen taisei. Touyou Keizai Shinpousha,
Tokyo.
Oomae, Ken'ichi. Il continente invisibile. Oltre la fine degli stati-nazione:
quattro imperativi strategici nell'era della Rete e della globalizzazione. Fazi
Editore, Roma.
Oomae, Ken'ichi. 1991. Il mondo senza confini: lezione di management nella nuova
logica del mercato globale. Il Sole 24 Ore, Milano.
Rifkin, Jeremy. 2002. La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale
e l'avvento dell'era post-mercato. Arnoldo Mondadori, Milano.
Tachibanaki, Toshiaki. 1998. Nihon no keizai kakusa. Iwanami shoten, Tokyo.
Takahashi, Makoto. Toyota breaks new ground with cost-cutting system, in "The
Nikkei Weekly", 23 settembre 2002, p. 10.
Teulon, Frédéric. 1993. Vocabulaire économique. Presses Universitaires de
France, Paris.









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Sab 19 Apr 2008 6:08 am

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