Ripropongo il mio articolo su economia e metodo pubblicato dal sito
Nipponico.com.
Articolo tratto da www.nipponico.com
all'indirizzo: http://www.nipponico.com/dizionario/h/houhouron.php
Houhouron. Le implicazioni sociologiche dell'economia giapponese
di Cristiano Martorella
6 ottobre 2001. Lo scopo di questa relazione è riportare nell'alveo della
sociologia una serie di studi che hanno impegnato i nipponisti. Per motivi
storici, l'economia giapponese ha attirato l'attenzione di molti studiosi che
hanno prodotto lavori con impostazioni diversissime e conclusioni opposte.
Così il criterio di scienza viene gravemente minato nel momento stesso in cui la
ricerca porta a risultati opposti e contraddittori.
Ancora non si è concordi sulla definizione di economia giapponese, essendo
addirittura contestata una specificità del sistema nipponico. A favore
dell'esistenza di un modello giapponese, ad esempio, sono Ezra Vogel, Ronald
Dore, Morita Akio, Nakane Chie, Claudio Zanier; contrari invece Paul Krugman e
Karel van Wolferen.
Quindi bisogna impostare una questione metodologica (houhouron) che permetta di
discernere e comprendere tali difficoltà, nella speranza di risolverle.
La società giapponese
Alcuni studiosi giapponesi hanno sollevato obiezioni sui modelli sociali
utilizzati per spiegare la realtà giapponese. Il caso più noto è quello
rappresentato da Nakane Chie che già nel 1970 contestava alla sociologia
occidentale di non considerare seriamente la specificità giapponese.
Nel far ciò Nakane recupera alcune tematiche già affrontate in passato da
importanti studiosi evidenziando che non è possibile prescindere dall'analisi
metodologica (houhouron).
L'idea che gli occidentali avrebbero dello sviluppo influenza il loro modo di
vedere. Essi credono che il Giappone conservi delle sopravvivenze della
tradizione feudale e che esse spariranno soltanto quando il Giappone sarà
identico ai paesi occidentali.
Nakane respinge questo quadro teorico distinguendo struttura sociale e
organizzazione sociale. Utilizzando un modello tripartito (cultura, struttura
sociale, economia) possiamo accorgerci che esistono interazioni che permettono
il rapporto ma non la dipendenza fra le tre istanze (già individuate in modi
differenti nelle opere di Marx, Weber e Durkheim).
Come insegna Anthony Giddens, si può avere un'identica economia con strutture
sociali diverse. Questo mette in crisi il modello di sviluppo unidirezionale
sostenuto da molti studiosi occidentali. La formazione dei modelli è molto più
libera ed è determinata da un complesso di variabili amplissimo.
Il metodo di Weber
Se la sociologia rivela una incapacità nel descrivere compiutamente l'economia
giapponese, bisogna mettere sotto indagine la scienza stessa che la presiede.
L'autore fondamentale che già aveva incominciato questo lavoro fu Max Weber.
Nessuno più di lui si spinse tanto in là nell'analisi dei principi su cui si
basano le scienze sociali. Ritornare a Max Weber e rifondare le scienze sociali
permette finalmente un approccio diverso all'economia e alla società giapponese.
Innanzitutto Weber ha risolto brillantemente il problema dell'oggettività degli
studi sociali. La questione risiede in una corretta definizione e comprensione
dell'oggettività.
Per Max Weber l'oggettività è una relazione fra soggetto e oggetto e come tale
va trattata. La falsa e fuorviante concezione dell'oggettività è quella
ipostatizzazione e neutralizzazione del rapporto soggetto/oggetto.
Costruita artificialmente, la falsa oggettività nasconde il soggetto conoscente.
Una corretta oggettività scientifica è quella che esplicita il soggetto, in
termini pratici rende evidente lo studioso e il suo metodo (houhouron).
Nishida Kitarou, il principale filosofo giapponese, considera nello stesso modo
il rapporto soggetto/oggetto. Questa relazione è paritetica: il soggetto conosce
se stesso tramite l'oggetto e apprende dell'oggetto tramite il sé.
Agire razionale
L'ulteriore passo che ci consente Max Weber è fondamentale per spiegare i
comportamenti economici giapponesi. Weber distingue diverse tipologie dell'agire
sociale:
1.. Agire conforme allo scopo
2.. Agire conforme al valore
3.. Atteggiamento affettivo
4.. Atteggiamento tradizionale
Per avere una comprensione dei comportamenti economici giapponesi è necessario
avere una conoscenza delle variabili che determinano l'agire razionale (conforme
allo scopo oppure al valore).
Infatti è l'esistenza di valori diversi nella civiltà giapponese che conduce
alle particolari azioni.
L'errore metodologico di molti studiosi risiede nell'ignorare i valori
giapponesi per riportare l'agire razionale giapponese ad un atteggiamento
irrazionale (tradizionale o affettivo).
Cultura, società, economia
La filosofia giapponese ci ha insegnato che la logica orientale differisce da
quella occidentale.
Nishida Kitarou, Tanabe Hajime, Mutai Risaku e Takahashi Satomi elaborarono
logiche alternative alla logica formale occidentale.
Watsuji Tetsurou e Miki Kiyoshi misero in luce come le leggi del pensiero,
ovvero la logica (ronri) fossero prodotti ambientali, storici e sociali.
Studiare l'economia giapponese significa riconoscere questa specificità. L'agire
economico, così come lo definiva Adam Smith, dipende anche dalla logica
applicata, dalla scelta razionale. Una ignoranza della logica giapponese
comporta come errore l'incapacità di riconoscere l'agire razionale confuso come
irrazionale (tradizione ed emozione).
Quali sono le conclusioni concrete circa l'economia giapponese? Se per Weber lo
spirito del capitalismo era nato dall'etica protestante, per noi il buddhismo
zen ha forgiato il sistema economico giapponese.
Concetti come la qualità totale (kaizen) devono la loro origine all'insegnamento
zen del miglioramento del sé. L'economia giapponese ha come finalità la
produttività e i servizi piuttosto che una accumulazione di capitali.
Bibliografia
Nakane, Chie. 1992. La società giapponese. Raffaello Cortina Editore, Milano.
Weber, Max. 1974. Il metodo delle scienze storico-sociali. Einaudi, Torino.
Giddens, Anthony. 1975. Capitalismo e teoria sociale. Il Saggiatore, Milano.
Wolferen, Karel. 1990. Nelle mani del Giappone. Sperling & Kupfer, Milano.
Nishida, Kitarou. 1965-1966. Nishida Kitarou zenshuu, Iwanami Shoten, Tokyo.
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